Vodafone/Fastweb: stop all’usura dei 30 € fissi per ogni ritardato pagamento!


Vodafone/Fastweb: stop all’usura dei 30 € fissi per ogni ritardato pagamento!
Il problema
Premessa n° 1, importante: se adesso potete leggere dei 30 € fissi di “costo amministrativo” sulla pagina-web voda.it/mancatopagamento, ove Vodafone informa circa le condizioni anche per ritardati pagamenti da parte dei clienti privati, sappiate che tale pagina è stata tardivamente aggiornata dalla compagnia solo ieri l'altro, per la precisione in data 17/11/2025, guarda caso il giorno dopo l’inizio delle mie proteste per l’improvviso addebito in oggetto.
Premessa n° 2: sono cliente Vodafone da oltre 10 anni, dunque conosco il modus operandi di questa società.
Da considerare: all’oggi più del 90% delle cause in capo alle Associazioni dei Consumatori riguarda la selva d’illeciti perpetrati dalle compagnie per le telecomunicazioni, quindi a maggior ragione, firmate tutti, subito!
Il fatto. A fine di settembre scorso mi è successo quel che a chiunque potrebbe già essere tranquillamente capitato, ovvero di pagare una bolletta in ritardo. E proprio leggendo la pagina-web cui Vodafone rinvia per prendere atto delle relative penali, in base alle percentuali ivi molto chiaramente indicate tra il 1% e il 6% IVA inclusa, (cit.) “da calcolarsi sull’importo della fattura in base ai giorni di ritardato pagamento”, avevo fatto i miei conti: nel mio caso, la doverosa penale sarebbe ammontata alla ragionevole e proporzionata cifra di € 0.79, ovvero 79 centesimi di euro...
Dunque immaginatevi la mia faccia quando la successiva fattura mi si è presentata gonfiata di oltre il 150%, causa inedito importo denominato “costo amministrativo” di 30 €!?! Eppure, proprio come un mese prima nel sito internet la pagina-web al momento era ancora lì, a confermare le ragionevoli penali che in percentuale portavano agli stessi conti di cui sopra... E allora perché mai l’ammontare della mia fattura s’è improvvisamente triplicato???
Da lì, dal pomeriggio del 16/11/2025, è partita la mia raffica di telefonate al 190 (call-centre di Vodafone), telefonate con cui si appura che:
- Dagli operatori del call-centre, il suddetto addebito extra viene subito posto in relazione col ritardato pagamento d’una fattura; un importo che gli stessi operatori definiscono “una novità da poco introdotta dalla compagnia”, al proposito ripetendo che “il cliente è considerato informato”...
- Ma alle conseguenti, precise domande: “Quando esattamente Vodafone avrebbe introdotto tale modifica contrattuale?” e “Attraverso quale canale Vodafone avrebbe informato i clienti di una simile novità?”, le risposte dei consulenti di turno variano tra date sparate a casaccio, irritanti o penosi tentativi di sviare l’argomento, sino all’improvvisa caduta della linea, oppure alla stupefacente ammissione che no, per questa variazione di condizioni Vodafone non ha mai effettivamente informato i clienti, gli stessi operatori definendo tale “nuova procedura” come “interna” (?!?) e in ogni caso “applicabile anche per 1 solo giorno di ritardato pagamento”!
- Messi cortesemente alle strette con le domande giuste, i consulenti al telefono possono provare a smarcarsi aprendovi tanto solerti quanto inutili “segnalazioni”, tutte destinate a chiudersi nel giro di un’oretta e senza alcun tipo di feedback.
- Provando invece a comunicare direttamente con l’ufficio-pagamenti di Vodafone, la cui mail viene puntualmente fornita al cliente per consentire a quest’ultimo di trasmettere la ricevuta di un pagamento effettuato in ritardo, forse si otterranno risposte chiare... Peccato che di chiaro ci sia stata solo la vigliacca modifica a posteriori delle condizioni nella pagina-web dedicata, giusto a ruota delle rimostranze del cliente che a questo punto, oltre che cornuto, rischia di trovarsi pure mazziato!! (Ma se conoscete il “pollo” in questione come lo conosco io, di ogni pagina-web avrete ogni volta eseguito uno screenshot cautelativo, da girare immediatamente come allegato alla suddetta mail dell’ufficio-pagamenti, in modo che di ogni vostra consultazione on-line resti indelebile traccia). Ma sappiate anche che ogni vostra rimostranza all’ufficio-pagamenti sarà bellamente ignorata e che alla vostra mail sarà presto applicata la funzione di risposta automatica, la quale a intervalli regolari altro non farà che rimpallarvi al palesemente ormai inutile 190.
- Nonostante Vodafone sia un’azienda di telecomunicazioni, questa società continua a permettersi di concedere sì al cliente la possibilità d’un formale reclamo, ma unicamente attraverso impegnativi canali a pagamento, ovvero solo tramite posta certificata o raccomandata a/r, da anni sul suo sito internet mantenendo perennemente fuori servizio il bottone per invece permettere di reclamare in modo più agile e magari gratuito.
Morale: l’avvocato cui mi sono rivolta ha consigliato d’inoltrare senz'altro una raccomandata a/r a formale contestazione dell’indebito-addebito dei famigerati 30 €, contestazione per cui sono attualmente in attesa di risposta entro i 40 giorni che Vodafone dichiara per la gestione dei reclami, dopodiché, in caso di esito negativo, la causa passerà direttamente nelle mani del mio legale rappresentante...
Come dite? Non volete spendere per un avvocato, né per mantenervi una pec o per spedire una raccomandata a/r? Ebbene, ecco perché urge firmare numerosi questa petizione, a far cassa di risonanza, per impedire alle compagnie telefoniche furbette di essere loro a battere cassa sulla pelle dei clienti. Così vedremo se anche stavolta, esattamente come la scorsa per la facoltà di rifiutare l’invio forzoso e a pagamento della fattura cartacea, Vodafone sarà costretta a fare rapidamente marcia indietro anche per la novità del tanto esoso quanto ingiustificato addebito dei 30 € fissi di penale, così facendosi magari più sensibile al rispetto non solo dei suoi clienti, ma dei Consumatori in generale.

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Il problema
Premessa n° 1, importante: se adesso potete leggere dei 30 € fissi di “costo amministrativo” sulla pagina-web voda.it/mancatopagamento, ove Vodafone informa circa le condizioni anche per ritardati pagamenti da parte dei clienti privati, sappiate che tale pagina è stata tardivamente aggiornata dalla compagnia solo ieri l'altro, per la precisione in data 17/11/2025, guarda caso il giorno dopo l’inizio delle mie proteste per l’improvviso addebito in oggetto.
Premessa n° 2: sono cliente Vodafone da oltre 10 anni, dunque conosco il modus operandi di questa società.
Da considerare: all’oggi più del 90% delle cause in capo alle Associazioni dei Consumatori riguarda la selva d’illeciti perpetrati dalle compagnie per le telecomunicazioni, quindi a maggior ragione, firmate tutti, subito!
Il fatto. A fine di settembre scorso mi è successo quel che a chiunque potrebbe già essere tranquillamente capitato, ovvero di pagare una bolletta in ritardo. E proprio leggendo la pagina-web cui Vodafone rinvia per prendere atto delle relative penali, in base alle percentuali ivi molto chiaramente indicate tra il 1% e il 6% IVA inclusa, (cit.) “da calcolarsi sull’importo della fattura in base ai giorni di ritardato pagamento”, avevo fatto i miei conti: nel mio caso, la doverosa penale sarebbe ammontata alla ragionevole e proporzionata cifra di € 0.79, ovvero 79 centesimi di euro...
Dunque immaginatevi la mia faccia quando la successiva fattura mi si è presentata gonfiata di oltre il 150%, causa inedito importo denominato “costo amministrativo” di 30 €!?! Eppure, proprio come un mese prima nel sito internet la pagina-web al momento era ancora lì, a confermare le ragionevoli penali che in percentuale portavano agli stessi conti di cui sopra... E allora perché mai l’ammontare della mia fattura s’è improvvisamente triplicato???
Da lì, dal pomeriggio del 16/11/2025, è partita la mia raffica di telefonate al 190 (call-centre di Vodafone), telefonate con cui si appura che:
- Dagli operatori del call-centre, il suddetto addebito extra viene subito posto in relazione col ritardato pagamento d’una fattura; un importo che gli stessi operatori definiscono “una novità da poco introdotta dalla compagnia”, al proposito ripetendo che “il cliente è considerato informato”...
- Ma alle conseguenti, precise domande: “Quando esattamente Vodafone avrebbe introdotto tale modifica contrattuale?” e “Attraverso quale canale Vodafone avrebbe informato i clienti di una simile novità?”, le risposte dei consulenti di turno variano tra date sparate a casaccio, irritanti o penosi tentativi di sviare l’argomento, sino all’improvvisa caduta della linea, oppure alla stupefacente ammissione che no, per questa variazione di condizioni Vodafone non ha mai effettivamente informato i clienti, gli stessi operatori definendo tale “nuova procedura” come “interna” (?!?) e in ogni caso “applicabile anche per 1 solo giorno di ritardato pagamento”!
- Messi cortesemente alle strette con le domande giuste, i consulenti al telefono possono provare a smarcarsi aprendovi tanto solerti quanto inutili “segnalazioni”, tutte destinate a chiudersi nel giro di un’oretta e senza alcun tipo di feedback.
- Provando invece a comunicare direttamente con l’ufficio-pagamenti di Vodafone, la cui mail viene puntualmente fornita al cliente per consentire a quest’ultimo di trasmettere la ricevuta di un pagamento effettuato in ritardo, forse si otterranno risposte chiare... Peccato che di chiaro ci sia stata solo la vigliacca modifica a posteriori delle condizioni nella pagina-web dedicata, giusto a ruota delle rimostranze del cliente che a questo punto, oltre che cornuto, rischia di trovarsi pure mazziato!! (Ma se conoscete il “pollo” in questione come lo conosco io, di ogni pagina-web avrete ogni volta eseguito uno screenshot cautelativo, da girare immediatamente come allegato alla suddetta mail dell’ufficio-pagamenti, in modo che di ogni vostra consultazione on-line resti indelebile traccia). Ma sappiate anche che ogni vostra rimostranza all’ufficio-pagamenti sarà bellamente ignorata e che alla vostra mail sarà presto applicata la funzione di risposta automatica, la quale a intervalli regolari altro non farà che rimpallarvi al palesemente ormai inutile 190.
- Nonostante Vodafone sia un’azienda di telecomunicazioni, questa società continua a permettersi di concedere sì al cliente la possibilità d’un formale reclamo, ma unicamente attraverso impegnativi canali a pagamento, ovvero solo tramite posta certificata o raccomandata a/r, da anni sul suo sito internet mantenendo perennemente fuori servizio il bottone per invece permettere di reclamare in modo più agile e magari gratuito.
Morale: l’avvocato cui mi sono rivolta ha consigliato d’inoltrare senz'altro una raccomandata a/r a formale contestazione dell’indebito-addebito dei famigerati 30 €, contestazione per cui sono attualmente in attesa di risposta entro i 40 giorni che Vodafone dichiara per la gestione dei reclami, dopodiché, in caso di esito negativo, la causa passerà direttamente nelle mani del mio legale rappresentante...
Come dite? Non volete spendere per un avvocato, né per mantenervi una pec o per spedire una raccomandata a/r? Ebbene, ecco perché urge firmare numerosi questa petizione, a far cassa di risonanza, per impedire alle compagnie telefoniche furbette di essere loro a battere cassa sulla pelle dei clienti. Così vedremo se anche stavolta, esattamente come la scorsa per la facoltà di rifiutare l’invio forzoso e a pagamento della fattura cartacea, Vodafone sarà costretta a fare rapidamente marcia indietro anche per la novità del tanto esoso quanto ingiustificato addebito dei 30 € fissi di penale, così facendosi magari più sensibile al rispetto non solo dei suoi clienti, ma dei Consumatori in generale.

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I decisori
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Petizione creata in data 23 novembre 2025