Riaprite il Planetario e Museo Astronomico di Roma! Non cedete alla burocrazia e non consentite la perdita di un patrimonio scientifico e culturale che era un punto di riferimento per la conoscenza del cielo a Roma e in Italia!

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La chiusura improvvisa e precipitosa del Planetario e Museo Astronomico, avvenuta il 28/1/2014 senza alcun preavviso alla cittadinanza, sottrae alla città di Roma un patrimonio culturale ed economico unico e insostituibile:

- la perdita economica è stimabile in varie centinaia di migliaia di euro all’anno (circa 6-700000), con introiti e numero di visitatori (in media 90 mila all’anno) che lo collocavano ai primissimi posti tra i musei cittadini e nella top ten dei musei scientifici nazionali più visitati (fonte: Touring Club Italiano);

- il venir meno del Planetario e dell’annesso Museo Astronomico crea un enorme vuoto nella comunicazione della cultura scientifica, privando cittadini e turisti dell’unico luogo presente sul territorio urbano capace di gettare un ponte tra la terra e il cielo stellato;

- gravissime e di fatto irrimediabili le conseguenze a danno del vasto pubblico scolastico, che sin dagli esordi ha fatto costante riferimento al Planetario e che ora non ha più sul territorio alcuna struttura analoga a cui rivolgersi;

- si rischia di disperdere rovinosamente il patrimonio di esperienze e professionalità maturate nel corso di un intero decennio di intensa attività, oltre che l’importante rete di contatti e connessioni internazionali con istituzioni culturali e scientifiche.

Desta allarme e sbigottimento scoprire che una risorsa ben funzionante e redditizia come il Planetario e Museo Astronomico possa essere chiusa da un giorno all'altro, in una città come Roma! Oltretutto, la necessità di tale chiusura risulta incomprensibile e ingiustificata, dal momento che il Planetario è stato inaugurato appena dieci anni fa, mentre la struttura che non risponde ai moderni requisiti in fatto di sicurezza è invece il Museo della Civiltà Romana. Il nostro legittimo timore è che vista la grandezza dell’edificio che ospita il Museo della Civiltà Romana e la sua complessità architettonica, i lavori di restyling annunciati richiederanno tempi dell’ordine di qualche anno – tra bando, svolgimento della gara d’appalto ed effettiva esecuzione – e imporranno al Planetario un lunghissimo e irragionevole stop. 

Il bando pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 31 marzo assegna 480 giorni di tempo per l’esecuzione dei lavori a partire dal 26/6/2014, ma nel testo del bando il Planetario e Museo Astronomico non sono neppure nominati – dal momento che i lavori riguarderanno esclusivamente gli spazi del Museo della Civiltà Romana. Due anni di chiusura totalmente passiva sono una condanna davvero crudele per una struttura che non trarrà alcun beneficio da questa pausa forzata, anzi: alla riapertura sarà solo più vecchia e più polverosa di prima a causa della lunga inattività, e si rivelerà tecnologicamente obsoleta.  

Occorre invece dare la massima priorità all’esecuzione immediata di quei lavori di adeguamento atti a garantire da subito l’accesso diretto e in sicurezza al Planetario e Museo Astronomico, senza attendere la conclusione dell’intero cantiere.

Chiediamo perciò che il Planetario e Museo Astronomico vengano riaperti in tempi rapidi e certi!

Ci domandiamo inoltre se l’intervento annunciato preveda un ammodernamento delle tecnologie del Planetario, di cui non si parla in nessuna comunicazione dell’amministrazione, per dare un maggior senso compiuto alle intenzioni di “valorizzazione” e “riqualificazione” della struttura. Obiettivo che sarebbe raggiungibile con un investimento assai inferiore agli oltre 2 milioni di euro assegnati dal bando. Ciò risulterebbe particolarmente opportuno, in occasione del decennale del Planetario: proprio in virtù del successo registrato finora, la struttura merita di ripartire con un concreto segno di rilancio.

L’obiettivo primario deve comunque essere la restituzione in tempi brevi del Planetario alla città, evitando così di compromettere il rapporto col pubblico, già fortemente turbato dalle modalità con cui si è determinata la chiusura.

Del resto la stessa storia di Roma insegna che l’ultima volta che il Planetario fu chiuso “temporaneamente”, riaprì ben 23 anni dopo. Ora come allora, Roma è rimasta tristemente l’unica capitale d’Europa senza planetario.

Infatti, la recente installazione di un planetario gonfiabile presso la ludoteca Technotown a Villa Torlonia, seppur pregevole nel tentativo di dare continuità alle attività di divulgazione astronomica, non può affatto soddisfare il bacino di utenza che affluiva al Planetario e Museo Astronomico, dal momento che per dimensioni, capienza e livello tecnologico non può che essere un palliativo rispetto a un Planetario degno di una capitale.  

Il successo del Planetario di Roma si misura dalla dedica, avvenuta già nel 2006 ad opera dell’Unione Astronomica Internazionale, dell’asteroide 66458 Romaplanetario, e forse ancor più dalle parole che una bambina di nome Sara ha lasciato scritte sul diario dei visitatori: “Oggi sono tornata al Planetario a sognare”.

Cari Sindaco, Sovrintendente, Ministro: non lasciate che questa risorsa unica per la città rimanga inutilmente a languire in un buio polveroso e senza stelle. Non lasciate che i sogni dei bambini e dei romani rimangano per l’ennesima volta intrappolati e avviliti nella rete della burocrazia!

Confidando nella vostra nota attenzione alla valorizzazione della cultura, restiamo in attesa di una vostra risposta fattuale e vi salutiamo cordialmente.

Il Comitato Amici del Planetario di Roma



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