Emergenza rifiuti a Roma: chi ha la risposta giusta al problema?

Il problema

"Le azioni determinano chi sei. Le parole, chi vorresti essere."
Dal documentario "Puntasacra" diretto da Francesca Mazzoleni

Abbiamo cominciato la nostra lotta contro le condizioni indegne delle strade della Capitale nel febbraio del 2019. Dopo due anni, ci ritroviamo punto e a capo. Molti, prima di noi, avevano già iniziato a lottare. Molti, a Roma, lottano ogni giorno per salvare la città da un declino immeritato e deleterio per il turismo, la salute e la crescita della Capitale.

Roma è di nuovo sommersa dalla spazzatura.
Ad Albano, la cui discarica è attualmente appuntata come destinazione dei rifiuti della Capitale, i cittadini sono scesi in piazza per chiedere di essere ascoltati (leggi di più). "Ha prevalso la pulizia di Roma sulla salute dei nostri concittadini. Speravamo che il principio costituzionale della salvaguardia della salute prevalesse su tutto ma così non è stato". Queste sono le parole del Sindaco di Albano Massimiliano Borrelli, in seguito alla decisione del Tar di respingere la sospensiva richiesta nel ricorso presentato contro l'ordinanza della Sindaca Raggi che impone la riapertura dell'impianto.

Il problema denunciato dalla Sindaca ruota proprio attorno a questa problematica: non ci sono impianti. Nonostante i romani paghino una delle TARI più alte d'Italia, anche gli ultimi due impianti disponibili sono colmi e non più in grado di reggere il carico di rifiuti (leggi di più). L'amministrazione capitolina insiste sullo spedire i rifiuti fuori dal comune. Ma anche questa opzione si rivela sempre più difficile da mettere in atto: la società proprietaria dell'impianto di Albano ha comunicato, in una lettera indirizzata alla prima cittadina, l'impossibilità operativa dell'area (leggi di più). Il 26 luglio, data decretata dalla Sindaca per l'invio dei primi rifiuti della Capitale all'impianto, la ricezione da parte della struttura non è stata attivata.

Un rimpallo continuo fra Campidoglio e Regione non permette di trovare un accordo che riporti la città a uno stato dignitoso. Con le lotte per l'ambiente in piena esplosione, con una pandemia globale in corso (che dovrebbe averci reso tutti più consapevoli delle conseguenze delle azioni dell'uomo), ancora non riusciamo a venirne a capo, ad agire.

27 luglio 2021.

Questa è la data che il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha stabilito come ultimatum per la Sindaca Virginia Raggi, per l'individuazione di siti di smaltimento interni al perimetro comunale di Roma, presso i quali smaltire i rifiuti provenienti dalla Capitale.

In questo giorno, rientriamo in gioco anche noi. Riprendiamoci Roma, e ridiamola intatta a chi la ama.

CON QUESTA PETIZIONE CHIEDIAMO: AI CANDIDATI SINDACI ENRICO MICHETTI, ROBERTO GUALTIERI, CARLO CALENDA E LA STESSA VIRGINIA RAGGI, DI RISPONDERE CON UN PROGRAMMA PRECISO A QUESTA EMERGENZA UNICA NEL SUO GENERE IN ITALIA, E DI SPIEGARE LE AZIONI CHE INTENDONO ATTUARE IN BASE AL LORO PROGRAMMA ELETTORALE PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI NELLA CAPITALE, LA LORO RACCOLTA E IL LORO SMALTIMENTO.

Queste persone hanno il potere di compiere dei cambiamenti sostanziali. Noi abbiamo il dovere civico e morale di lottare affinché ciò avvenga. Il voto è l'arma più potente che abbiamo: pretendiamo di poterlo indirizzare verso un piano concreto e credibile di risoluzione di un'emergenza che va avanti ormai da troppi anni.

Come avevamo già precisato nella nostra precedente petizione, il primo passo deve comunque venire da noi. Oltre a protestare, dobbiamo far sì che il cambiamento avvenga nei comportamenti di tutti i giorni. È il cittadino a doversi prendere cura della propria città.

⬇️⬇️⬇️

Cominciamo con un po' di musica, per rompere il ghiaccio?

Profumo d'estate - Strike Project

Per il momento, questa canzone che abbiamo composto due anni fa, resta una hit estiva evergreen - se di green si può parlare.

Diciamocelo chiaramente. Siamo inca***ti neri. Ma cerchiamo di essere anche costruttivi. Come possiamo fare per ottenere delle risposte che si traducano in azioni concrete? Cominciamo ragionando su quali siano le domande giuste e poi chiediamo, chiediamo, CHIEDIAMO! Qui sotto vi proponiamo una serie di realtà che stanno aiutando Roma a fare passi da gigante. Le conoscevate? Restate con noi, fateci sapere tramite i commenti, interagiamo e lottiamo assieme. In vista delle amministrative, dobbiamo pretendere un impegno CONCRETO. 

⬇️⬇️⬇️

RETAKE ROMA
Impariamo tanto, da Retake, ogni giorno.

Sito ufficiale di Retake Roma

Da quasi dieci anni, i giubbetti blu dei volontari dell'associazione si muovono fra le strade della città eterna e silenziosamente puliscono, rinnovano, ripiantano. Siete stati di recente al Parco degli Acquedotti? Avete potuto ammirare tutti i nuovi alberi piantati davanti alle giostre? Avete potuto passeggiare e fare un pic-nic, serenamente, nella pulizia e nel decoro urbano? L'ultima volta che io, Francesca, per esempio, sono stata a fare volontariato con Retake al parco, abbiamo girato per una mezz'ora per poi renderci conto che c'era ben poco da fare. Grandi soddisfazioni che dobbiamo agli sforzi giornalieri dei volontari. Quel giorno in particolare, visto che c'era poco da fare, mi hanno consigliato di partecipare a una visita guidata molto speciale...

PARCO ARCHEOLOGICO DELL'APPIA ANTICA
Quella visita guidata si tenne all'Antiquarium di Lucrezia Romana, parte del Parco Archeologico dell'Appia Antica.

Sito ufficiale del Parco Archeologico dell'Appia Antica

La nostra storia racchiusa in un parco sconfinato dove si muovono le origini della nostra cultura e dove le radici della nostra società riposano solide permettendoci di crescere sempre più vicini al cielo. Roma è un buon vecchio vino ed è una città da amare. Roma è come un albero il cui tronco è composto da migliaia di cerchi concentrici che ne descrivono la storia. Grazie ai volontari e ai responsabili del Parco Archeologico dell'Appia Antica possiamo ripercorrere le tracce del nostro passato, comprenderci meglio, e innamorarci di ciò che siamo stati per imparare a rispettare noi stessi nel presente e verso il futuro.

FARE VERDE
"Fare Verde onlus è una associazione ambientalista che opera in 15 regioni italiane con circa 70 gruppi e referenti locali. La sede nazionale è a Roma. Fare Verde è nata nel 1986 e dal 2003 è Associazione di Protezione Ambientale riconosciuta dal Ministero dell'Ambiente."

Sito ufficiale di Fare Verde

"Fare Verde è impegnata per diffondere l'ecologia della responsabilità, di tutti e di ciascuno ed agisce per "dare voce a chi non vota". Boschi, animali, fiumi, mari, Sud del mondo, generazioni future: non hanno partiti, lobby in Parlamento, televisioni, giornali, banche e sindacati, ma sono fondamentali per la nostra sopravvivenza su questo piccolo pianeta. In Fare Verde giovani e meno giovani possono praticare il volontariato per sottrarre una parte della propria vita alle logiche del mercato e della competizione esasperata e sperimentare, condividendolo con altri, un impegno disinteressato verso la Natura, per ri-scoprire il valore del dono, della solidarietà e della cooperazione."

PLASTIC FREE
Un'associazione che sta facendo la differenza.

Sito ufficiale di Plastic Free

"Plastic Free Odv Onlus è un’associazione di volontariato nata il 29 Luglio 2019 con l’obiettivo di informare e sensibilizzare più persone possibili sulla pericolosità della plastica, in particolare quella monouso, che non solo inquina bensì uccide. Nata come realtà digitale, nei primi 12 mesi ha raggiunto oltre 150 milioni di utenti e oggi, con oltre 900 referenti in tutt’Italia, si posiziona come la più importante e concreta associazione in questa tematica. Non solo online, Plastic Free, infatti, è impegnata su più progetti, dalla raccolta nelle spiagge e città al salvataggio delle tartarughe, dalla sensibilizzazione nelle scuole al progetto con i Comuni, dal Plastic Free Walk al Plastic Free Diving."

LEGAMBIENTE LAZIO
Puliamo il mondo: un appuntamento globale.

Sito ufficiale di Puliamo il Mondo

"Puliamo il mondo è l’edizione italiana di Clean Up the World, il più grande appuntamento di volontariato ambientale del mondo. A partire dal 1993 Legambiente ha assunto il ruolo di Comitato organizzatore in Italia di questa iniziativa di pulizia, un’azione allo stesso tempo concreta e simbolica per chiedere città più belle e vivibili. Nelle giornate – che mobilitano studenti, cittadini e associazioni – si recuperano numerosi luoghi dal degrado e si promuove una efficiente gestione dei rifiuti, una reale riqualificazione delle aree urbane e una più attenta valorizzazione degli ambienti naturali, preservandoli da abusivismo edilizio e cementificazione."

⬇️⬇️⬇️

Segnalaci le iniziative simili di cui sei a conoscenza!

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Firma questa petizione per seguire gli aggiornamenti. Grazie del supporto!

Se avete delle domande o volete mandare delle segnalazioni sulla situazione dei rifiuti a Roma, potete trovarci anche sui social a @sosrifiutiroma su Instagram e Twitter e SOS Emergenza Rifiuti Roma su Facebook.

avatar of the starter
Francesca FlorisPromotore della petizioneEmergenza rifiuti a Roma. Una lotta che va avanti da due anni. Come possiamo fare per ottenere delle risposte che si traducano in azioni concrete? Cominciamo ragionando su quali siano le domande giuste e poi chiediamo, chiediamo, CHIEDIAMO!

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Il problema

"Le azioni determinano chi sei. Le parole, chi vorresti essere."
Dal documentario "Puntasacra" diretto da Francesca Mazzoleni

Abbiamo cominciato la nostra lotta contro le condizioni indegne delle strade della Capitale nel febbraio del 2019. Dopo due anni, ci ritroviamo punto e a capo. Molti, prima di noi, avevano già iniziato a lottare. Molti, a Roma, lottano ogni giorno per salvare la città da un declino immeritato e deleterio per il turismo, la salute e la crescita della Capitale.

Roma è di nuovo sommersa dalla spazzatura.
Ad Albano, la cui discarica è attualmente appuntata come destinazione dei rifiuti della Capitale, i cittadini sono scesi in piazza per chiedere di essere ascoltati (leggi di più). "Ha prevalso la pulizia di Roma sulla salute dei nostri concittadini. Speravamo che il principio costituzionale della salvaguardia della salute prevalesse su tutto ma così non è stato". Queste sono le parole del Sindaco di Albano Massimiliano Borrelli, in seguito alla decisione del Tar di respingere la sospensiva richiesta nel ricorso presentato contro l'ordinanza della Sindaca Raggi che impone la riapertura dell'impianto.

Il problema denunciato dalla Sindaca ruota proprio attorno a questa problematica: non ci sono impianti. Nonostante i romani paghino una delle TARI più alte d'Italia, anche gli ultimi due impianti disponibili sono colmi e non più in grado di reggere il carico di rifiuti (leggi di più). L'amministrazione capitolina insiste sullo spedire i rifiuti fuori dal comune. Ma anche questa opzione si rivela sempre più difficile da mettere in atto: la società proprietaria dell'impianto di Albano ha comunicato, in una lettera indirizzata alla prima cittadina, l'impossibilità operativa dell'area (leggi di più). Il 26 luglio, data decretata dalla Sindaca per l'invio dei primi rifiuti della Capitale all'impianto, la ricezione da parte della struttura non è stata attivata.

Un rimpallo continuo fra Campidoglio e Regione non permette di trovare un accordo che riporti la città a uno stato dignitoso. Con le lotte per l'ambiente in piena esplosione, con una pandemia globale in corso (che dovrebbe averci reso tutti più consapevoli delle conseguenze delle azioni dell'uomo), ancora non riusciamo a venirne a capo, ad agire.

27 luglio 2021.

Questa è la data che il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha stabilito come ultimatum per la Sindaca Virginia Raggi, per l'individuazione di siti di smaltimento interni al perimetro comunale di Roma, presso i quali smaltire i rifiuti provenienti dalla Capitale.

In questo giorno, rientriamo in gioco anche noi. Riprendiamoci Roma, e ridiamola intatta a chi la ama.

CON QUESTA PETIZIONE CHIEDIAMO: AI CANDIDATI SINDACI ENRICO MICHETTI, ROBERTO GUALTIERI, CARLO CALENDA E LA STESSA VIRGINIA RAGGI, DI RISPONDERE CON UN PROGRAMMA PRECISO A QUESTA EMERGENZA UNICA NEL SUO GENERE IN ITALIA, E DI SPIEGARE LE AZIONI CHE INTENDONO ATTUARE IN BASE AL LORO PROGRAMMA ELETTORALE PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI NELLA CAPITALE, LA LORO RACCOLTA E IL LORO SMALTIMENTO.

Queste persone hanno il potere di compiere dei cambiamenti sostanziali. Noi abbiamo il dovere civico e morale di lottare affinché ciò avvenga. Il voto è l'arma più potente che abbiamo: pretendiamo di poterlo indirizzare verso un piano concreto e credibile di risoluzione di un'emergenza che va avanti ormai da troppi anni.

Come avevamo già precisato nella nostra precedente petizione, il primo passo deve comunque venire da noi. Oltre a protestare, dobbiamo far sì che il cambiamento avvenga nei comportamenti di tutti i giorni. È il cittadino a doversi prendere cura della propria città.

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Cominciamo con un po' di musica, per rompere il ghiaccio?

Profumo d'estate - Strike Project

Per il momento, questa canzone che abbiamo composto due anni fa, resta una hit estiva evergreen - se di green si può parlare.

Diciamocelo chiaramente. Siamo inca***ti neri. Ma cerchiamo di essere anche costruttivi. Come possiamo fare per ottenere delle risposte che si traducano in azioni concrete? Cominciamo ragionando su quali siano le domande giuste e poi chiediamo, chiediamo, CHIEDIAMO! Qui sotto vi proponiamo una serie di realtà che stanno aiutando Roma a fare passi da gigante. Le conoscevate? Restate con noi, fateci sapere tramite i commenti, interagiamo e lottiamo assieme. In vista delle amministrative, dobbiamo pretendere un impegno CONCRETO. 

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RETAKE ROMA
Impariamo tanto, da Retake, ogni giorno.

Sito ufficiale di Retake Roma

Da quasi dieci anni, i giubbetti blu dei volontari dell'associazione si muovono fra le strade della città eterna e silenziosamente puliscono, rinnovano, ripiantano. Siete stati di recente al Parco degli Acquedotti? Avete potuto ammirare tutti i nuovi alberi piantati davanti alle giostre? Avete potuto passeggiare e fare un pic-nic, serenamente, nella pulizia e nel decoro urbano? L'ultima volta che io, Francesca, per esempio, sono stata a fare volontariato con Retake al parco, abbiamo girato per una mezz'ora per poi renderci conto che c'era ben poco da fare. Grandi soddisfazioni che dobbiamo agli sforzi giornalieri dei volontari. Quel giorno in particolare, visto che c'era poco da fare, mi hanno consigliato di partecipare a una visita guidata molto speciale...

PARCO ARCHEOLOGICO DELL'APPIA ANTICA
Quella visita guidata si tenne all'Antiquarium di Lucrezia Romana, parte del Parco Archeologico dell'Appia Antica.

Sito ufficiale del Parco Archeologico dell'Appia Antica

La nostra storia racchiusa in un parco sconfinato dove si muovono le origini della nostra cultura e dove le radici della nostra società riposano solide permettendoci di crescere sempre più vicini al cielo. Roma è un buon vecchio vino ed è una città da amare. Roma è come un albero il cui tronco è composto da migliaia di cerchi concentrici che ne descrivono la storia. Grazie ai volontari e ai responsabili del Parco Archeologico dell'Appia Antica possiamo ripercorrere le tracce del nostro passato, comprenderci meglio, e innamorarci di ciò che siamo stati per imparare a rispettare noi stessi nel presente e verso il futuro.

FARE VERDE
"Fare Verde onlus è una associazione ambientalista che opera in 15 regioni italiane con circa 70 gruppi e referenti locali. La sede nazionale è a Roma. Fare Verde è nata nel 1986 e dal 2003 è Associazione di Protezione Ambientale riconosciuta dal Ministero dell'Ambiente."

Sito ufficiale di Fare Verde

"Fare Verde è impegnata per diffondere l'ecologia della responsabilità, di tutti e di ciascuno ed agisce per "dare voce a chi non vota". Boschi, animali, fiumi, mari, Sud del mondo, generazioni future: non hanno partiti, lobby in Parlamento, televisioni, giornali, banche e sindacati, ma sono fondamentali per la nostra sopravvivenza su questo piccolo pianeta. In Fare Verde giovani e meno giovani possono praticare il volontariato per sottrarre una parte della propria vita alle logiche del mercato e della competizione esasperata e sperimentare, condividendolo con altri, un impegno disinteressato verso la Natura, per ri-scoprire il valore del dono, della solidarietà e della cooperazione."

PLASTIC FREE
Un'associazione che sta facendo la differenza.

Sito ufficiale di Plastic Free

"Plastic Free Odv Onlus è un’associazione di volontariato nata il 29 Luglio 2019 con l’obiettivo di informare e sensibilizzare più persone possibili sulla pericolosità della plastica, in particolare quella monouso, che non solo inquina bensì uccide. Nata come realtà digitale, nei primi 12 mesi ha raggiunto oltre 150 milioni di utenti e oggi, con oltre 900 referenti in tutt’Italia, si posiziona come la più importante e concreta associazione in questa tematica. Non solo online, Plastic Free, infatti, è impegnata su più progetti, dalla raccolta nelle spiagge e città al salvataggio delle tartarughe, dalla sensibilizzazione nelle scuole al progetto con i Comuni, dal Plastic Free Walk al Plastic Free Diving."

LEGAMBIENTE LAZIO
Puliamo il mondo: un appuntamento globale.

Sito ufficiale di Puliamo il Mondo

"Puliamo il mondo è l’edizione italiana di Clean Up the World, il più grande appuntamento di volontariato ambientale del mondo. A partire dal 1993 Legambiente ha assunto il ruolo di Comitato organizzatore in Italia di questa iniziativa di pulizia, un’azione allo stesso tempo concreta e simbolica per chiedere città più belle e vivibili. Nelle giornate – che mobilitano studenti, cittadini e associazioni – si recuperano numerosi luoghi dal degrado e si promuove una efficiente gestione dei rifiuti, una reale riqualificazione delle aree urbane e una più attenta valorizzazione degli ambienti naturali, preservandoli da abusivismo edilizio e cementificazione."

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Segnalaci le iniziative simili di cui sei a conoscenza!

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Firma questa petizione per seguire gli aggiornamenti. Grazie del supporto!

Se avete delle domande o volete mandare delle segnalazioni sulla situazione dei rifiuti a Roma, potete trovarci anche sui social a @sosrifiutiroma su Instagram e Twitter e SOS Emergenza Rifiuti Roma su Facebook.

avatar of the starter
Francesca FlorisPromotore della petizioneEmergenza rifiuti a Roma. Una lotta che va avanti da due anni. Come possiamo fare per ottenere delle risposte che si traducano in azioni concrete? Cominciamo ragionando su quali siano le domande giuste e poi chiediamo, chiediamo, CHIEDIAMO!

I decisori

Enrico Michetti
Candidato a sindaco di Roma
Hanno risposto
Ho aderito a questa iniziativa perché se migliaia di cittadini romani si mobilitano significa che l’emergenza rifiuti è sentita come una priorità e la sua risoluzione è vitale per il futuro della Capitale. Il tema rappresenta uno dei punti fondamentali del mio programma, il cui obiettivo è rendere la Capitale finalmente autonoma e svincolata da aiuti esterni. Purtroppo dalla chiusura di Malagrotta non si è mai trovata un'alternativa valida e concreta per evitare il collasso che puntualmente si presenta in città. Ed è per questo che tutti noi romani paghiamo la Ta.Ri più alta in Italia e in Europa. Il tutto senza avere un servizio congruo: Roma è stata infatti “premiata” per il triste primato di Capitale più sporca al mondo. Servono impianti per migliorare l'intero ciclo dei rifiuti, dalla raccolta alla differenziata, passando per il trattamento e le risorse sfruttabili. In gran parte d'Italia i rifiuti sono una risorsa, a Roma rappresentano da anni un’emergenza. Ecco il nostro progetto per risolverla. 1. GLI IMPIANTI ESISTENTI Oggi a Roma ci sono tre impianti di TMB, due di Colari a Malagrotta e uno di AMA a Rocca Cencia. Hanno una capacità massima di lavorazione autorizzata di 701mila t/a rispetto a un fabbisogno di 927mila t/a. Il TMB di Rocca Cencia è vecchio e andrebbe chiuso; infatti, AMA ha previsto di costruirne uno con tecnologia di nuova generazione. A Guidonia è presente un TMB già approvato dalla Regione Lazio in conferenza dei servizi, ma non può entrare in funzione perché la sovrintendenza ha inserito un vincolo sulla strada di accesso, che nel frattempo si è trasformata in una vera e propria discarica a cielo aperto. L’impianto ha una potenza di lavorazione di 180 mila t/a. Nel Lazio sono presenti altri TMB: Saf di Colfelice-Fr (327mila t/a), Rida di Aprilia (402mila t/a), Ecologia-VT (215mila t/a), Csca di Castelforte –LT (67mila t/a), Ecosystem di PomeziaRm (60mila t/a), tritovaglio –Porcarelli - Rocca Cencia-RM (321mila t/a). Si può arrivare, con il TMB di Guidonia ad una autosufficienza su tutto il territorio regionale. Inoltre, dei quattro termocombustori previsti dal vecchio piano regionale dei rifiuti e confermati dal decreto sblocca impianti di Renzi-Gentiloni del 2016, oggi è in funzione solo quello di Acea di San Vittore, con tre linee e con una capacità autorizzata massima di 400mila t/a di CDR/CSS. La Regione Lazio ha cancellato con il nuovo piano il termocombustore di Albano e chiuso quello di Colleferro e non ha preso in considerazione il gassificatore di Malagrotta dotato di una linea costruita che può produrre idrogeno, ovvero l’energia pulita di cui tanto si parla. Dunque, il solo impianto di San Vittore non basta. Per questo motivo Acea ha chiesto di costruire una quarta linea, che sarà quella di riserva per consentire all’impianto di lavorare a pieno regime anche durante i periodi di manutenzione. Tutti i termocombustori, infatti, hanno una linea di riserva utilizzata per le manutenzioni. Insomma, una volta rimessi a sistema tutti gli impianti di trattamento rifiuti esistenti o previsti e intensificando la raccolta differenziata, solo allora si potrà decidere se c’è necessità di altri impianti per valorizzare i rifiuti. 2. RISORSE DA NUOVE TECNOLOGIE A Roma lavoreremo per non far diventare l’emergenza rifiuti strutturale: non possiamo continuare a portare per sempre il CDR/CSS prodotto dagli impianti romani di TMB negli impianti di altre regioni con costi elevati e in maniera inopinata. Paghiamo per portare ad altri il CDR, inquiniamo con il trasporto e chi riceve il nostro CDR guadagna e produce energia che rivende. Questa situazione è evidentemente intollerabile. Oggi grazie a nuove tecnologie è possibile realizzare impianti a bassissimo impatto ambientale. È evidente che aumentando la differenziata necessariamente diminuiranno i rifiuti da conferire in discarica. Va esclusa da qualsiasi nuovo impianto l’area della Valle Galeria che ha già dato tanto e troppo alla causa dei rifiuti, anzi, è ora che parta la riqualificazione e la bonifica dell’intero quadrante, come promesso e mai fatto dall’Amministrazione Regionale. La situazione è la seguente: alcune discariche si sono esaurite o sono state chiuse. Sono state chiuse le discariche di Malagrotta (Roma), Cupinoro (Bracciano) e Inviolata (Guidonia). È chiusa la discarica di servizio di Albano, dopo l’incendio al TMB (è quella che la precedente amministrazione ha riaperto, ma ha una volumetria residua di circa 90 mila mc). È chiusa la discarica di Latina. La discarica di Colleferro è stata chiusa dalla Regione Lazio quando era ancora capiente per circa la metà dell’ampliamento realizzato un paio di anni prima (dovrebbe avere una volumetria residua di almeno 400 mila mc). È stata chiusa anche la discarica di Roccasecca (FR), con i lavori del V invaso (250mila t/a) che si sono bloccati in fase di ultimazione. A oggi ci sono solo due discariche: a Viterbo, con una capacità residua 125 mila mc e a Civitavecchia, con una capacità residua 22 mila mc. C’è bisogno di discariche di servizio dove sversare i residui della lavorazione impiantistica, ma devono essere localizzati vicino agli impianti per evitare il trasporto che inquina. Va certamente avviata una politica seria di contenimento della produzione dei rifiuti. Oggi Roma Capitale sostiene due costi, uno per la raccolta da pagare all’AMA e l’altro per lo smaltimento da pagare ai privati. È dato accertato dunque che dal riciclo (in base a diverse forme e metodologie) si può guadagnare economicamente, in materiali, in energie, quindi è necessario che l’azienda municipalizzata di Roma entri maggiormente nel sistema della gestione, del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti, visto che oggi questo accade per una piccolissima parte. I rifiuti possono generare ricchezza e questo esito è raggiungibile se accanto alla raccolta differenziata si mettono a sistema impianti di ultima generazione UR-3R, con le loro moderne tecnologie per l’estrazione di idrogeno e pellet di combustibile solido, partendo dal prodotto ottenuto dagli impianti di Trattamento Meccanico Biologico previsti dal piano della Regione Lazio. Altro sistema innovativo è il Plastic road che consiste nell’utilizzo della plastica riciclata per la realizzazione di piste ciclabili, strade urbane, marciapiedi, ma c’è ormai un’infinità di queste attività di trasformazione e riuso e occorre scegliere quelle più efficaci con il minore impatto per la salute dei cittadini, che non alterino la loro qualità della vita, che siano in sintonia con l’obiettivo finale di non consumare il pianeta, incoraggiare il sistema dell’economia circolare e non contribuire all’incremento dell’effetto serra attraverso un uso smisurato della combustione dei rifiuti. 3. RISORSE DALLA DIFFERENZIATA Siamo ben consapevoli che non si può gestire il ciclo dei rifiuti di Roma puntando soltanto allo sviluppo della raccolta differenziata, ma altrettanto consapevoli che sia imprescindibile portare a regime questa modalità per occuparsi poi seriamente della chiusura del ciclo. È ormai tempo di entrare nella “questione rifiuti”, cercando di proporre soluzioni complessive, adeguate e concrete. Non si può trasformare la gestione della nettezza urbana in una clava politica nelle mani di Comune e Regione così come è stato finora, perché gli unici a rimetterci sono i cittadini romani. È quindi necessario invertire la rotta. Secondo i tecnici del settore, affinché il sistema funzioni, Roma dovrebbe raggiungere un livello medio di raccolta differenziata in linea con quello regionale e almeno pari al 60-65% e oltre, in linea con le altre grandi città italiane come Milano o Venezia (Milano 61,3%, Venezia 61,6, Bologna 54,2). Ecco perché ci siamo molto concentrati su questa soluzione. Se avesse quelle percentuali, Roma otterrebbe decine di milioni di euro di corrispettivi dai consorzi di filiera. Una svolta importante sarebbe certamente quella di potenziare la raccolta della frazione organica da cui si può ricavare compost, cioè terriccio fertilizzante, ma anche biogas o bioetanolo. Ma l’AMA dispone, come già detto, di un solo impianto di compostaggio, a Maccarese, che lavora a ritmo ridotto ed è saturo. Per questo, l’azienda è costretta a trasferire gran parte dell’umido raccolto in impianti privati.
Virginia Raggi
Candidata a sindaco di Roma
Hanno risposto
Più personale e nuovi mezzi. E' un impegno che prendo per il futuro. Non si tratta di una promessa elettorale perché già in questi ultimi due mesi abbiamo iniziato con l'assunzione di spazzini e con l'acquisto di camion nuovi. Soltanto ora? Ho presentato un piano d’investimenti da 350 milioni nei mesi scorsi. Ma prima, in tutti questi anni, ho dovuto rimettere a posto i conti in rosso di Ama: ho fatto esaminare i bilanci degli ultimi 20 anni e ho trovato un buco di 250 milioni di euro fatto di sprechi, investimenti sbagliati e ruberie varie. Ho depositato tutto in Procura. E' stato un lavoro lungo ma necessario perché senza i conti in ordine non si può investire e assumere: dal 2009 Ama non ha assunto nuovo personale e allo stesso tempo ha visto molti andare in pensione. Un'azienda spolpata dalla cattiva politica. Il futuro è migliore grazie al risanamento avviato. La strategia che seguiremo fa già parte del Piano Industriale di Ama Spa con il quale miglioreremo il servizio al cittadino, progetteremo nuovi impianti che serviranno la nostra città. Più nel dettaglio: grazie a un investimento di circa 350 milioni di euro, il Piano Industriale prevede l’assunzione di 300 nuovi operatori per la raccolta e spazzini. L’autonomia impiantistica è uno dei pilastri del Piano che punta a mettere in esercizio, entro il 2024, 6 nuovi impianti tra cui 2 di Trattamento Meccanico Biologico (TMB). Il piano punta inoltre a raggiungere il 61% di raccolta differenziata entro il 2025, adeguando gli obiettivi di Roma Capitale agli indirizzi delle recenti direttive europee. Indirizzi che impongono, soprattutto, di aumentare la capacità di recupero e valorizzazione, possibile solo realizzando gli impianti a servizio della raccolta differenziata. Abbiamo avviato un cambiamento radicale che produrrà risultati solidi nel corso degli anni. L'importante è non fermare questo cambiamento e non tornare alle logiche spartitorie del passato.
Roberto Gualtieri
Candidato a sindaco di Roma
Hanno risposto
Il mio piano per far tornare Roma pulita si concretizza in una strategia su due tempi: -Nell’immediato, occorre affrontare l’emergenza con un piano straordinario di pulizia della città e la riorganizzazione dell’attuale servizio di spazzamento e raccolta stradale, i cui effetti saranno visibili già entro sei mesi; -Entro fine legislatura, va realizzata una dotazione impiantistica di trattamento e riciclo dei rifiuti che sia autosufficiente, tecnologicamente avanzata e basata sui principi dell’economia circolare. Questa duplice strategia d’intervento è finalizzata al raggiungimento di 3 obiettivi: 1. Aumentare la percentuale di raccolta differenziata al 50% dopo i primi due anni e tra il 65 e il 70% entro la fine della consiliatura, attraverso l’ampliamento del porta a porta per le utenze domestiche, l’introduzione di cassonetti intelligenti e la progressiva introduzione del sistema di tariffazione puntuale (TARIP); 2. Raggiungere l’autonomia industriale e la chiusura del ciclo dei rifiuti a Roma al 95%, grazie alla realizzazione nuovi impianti tra i quali due impianti di compostaggio con sezioni di digestione anaerobica e una bioraffineria; un impianto Tmb di nuova generazione; l’individuazione, di concerto con la Regione Lazio, di due discariche di servizio; l’avvio di collaborazioni strategiche tra AMA, ENEA ed ACEA ciascuna in base alle rispettive competenze; 3. Ridurre la TARI del 20% nell’arco dei 5 anni, grazie anche alla lotta all’evasione. Il raggiungimento di questi obiettivi passa inevitabilmente dal rilancio di AMA da effettuarsi attraverso il rinnovamento del management, la creazione delle sezioni aziendali dell’AMA di municipio, ciascuna con un responsabile aziendale presente sul territorio e più vicino ai cittadini, e la stipula del Patto per il Lavoro con il quale si riconoscerà il ruolo chiave delle risorse umane nella strategia d’impresa ma si chiederà ai lavoratori e alle sigle sindacali il coinvolgimento responsabile nei processi organizzativi ed una collaborazione costruttiva per il raggiungimento degli obiettivi della società.
Carlo Calenda
Candidato a sindaco di Roma
Hanno risposto
Cari firmatari, prima di tutto voglio fare i complimenti a chi ha lanciato la petizione e ringraziare tutti voi che avete aderito. 70mila romani che si mobilitano, autonomamente, per denunciare la situazione folle dei rifiuti della Capitale e chiedere conto ai candidati delle loro proposte. Un’iniziativa importante, ne servirebbe una così su ogni tema e sono felice di rispondere. Trovate il nostro piano integrale (da 6 mesi) su calendasindaco.it ma ecco i punti principali. Primo. A Roma servono impianti propri e un termovalorizzatore. Come saprete, per anni i Sindaci di Roma hanno utilizzato la discarica di Malagrotta per smaltire i rifiuti della città, rimandando la realizzazione di nuovi impianti di trattamento. Nel 2013 la discarica è stata chiusa e l’AMA, in mancanza di impianti alternativi, ha iniziato a spedire i nostri rifiuti verso 55 impianti in tutta Italia, al costo esorbitante di 170 milioni di euro all’anno. Oltre all’insensatezza di questa (non) scelta dal punto di vista ambientale, economico, strategico c’è un altro tema. In questo modo dipendiamo ogni giorno dagli altri, e l’emergenza è dietro l’angolo. È quello che è successo a marzo di quest’anno, uno di questi impianti - la discarica di Roccasecca, in provincia di Frosinone - ha chiuso, provocando il blocco dello svuotamento dei cassonetti in molte parti della città, con scene drammatiche. È un dato oggettivo che la Capitale d’Italia non possa più andare avanti così. Non costruendo gli impianti di cui ogni grande città è dotata, nascondendosi dietro alla promessa (favola) della raccolta differenziata al 70%. La differenziata va aumentata ma negli ultimi 5 anni è rimasta ferma al 45%, 15 punti sotto la media nazionale, e non sappiamo ancora cosa fare con i nostri rifiuti. Per tutti questi motivi Roma ha bisogno di un termovalorizzatore, come tutte le grandi città italiane. Per accorciare i tempi, si deve potenziare quello già esistente di San Vittore, di proprietà di ACEA - una società controllata dal Comune di Roma - che brucia rifiuti provenienti da tutto il Lazio. Non lo dice nessun candidato e la Regione Lazio, che per legge decide quali impianti possano essere realizzati o meno, è contraria per motivi ideologici ma ci batteremo e otterremo il potenziamento. Infine, il bisogno di una discarica dipende dall’efficienza dei nostri TMB, gli impianti che trattano i rifiuti indifferenziati: più sono moderni e meno rifiuti devono andare in discarica. Per questo motivo abbiamo previsto un importante investimento sui TMB di Roma. Più avanti vi racconto nel dettaglio quali altri impianti vogliamo costruire. Col nostro piano ridurremo enormemente la quantità di rifiuti da smaltire in discarica in futuro, non oltre l’1% del totale. Secondo. E’ necessario un Piano straordinario di pulizia della città che riporti subito il decoro a Roma. Non basta ripristinare l’ordinaria amministrazione. Roma è ridotta malissimo e serve una terapia d’urto. Un piano di 12 mesi, basato su quattro azioni: rimozione del verde infestante che devasta i marciapiedi; spazzamento supplementare di strade e aree pubbliche; cancellazione delle scritte vandaliche e raccolta foglie da strade e tombini per preparare la città alle alluvioni autunnali che sono tutt’altro che imprevedibili. Abbiamo stimato il costo di questo Piano in 38 milioni di euro. Al termine del Piano tutte queste attività diventeranno ordinarie. Terzo. Fondere AMA in ACEA. Oggi l’AMA è una società inefficiente, basti pensare che il tasso di assenteismo dei suoi lavoratori è il doppio della media nazionale del settore. Lo è per tanti motivi, tra i quali vi sono l’eccessiva influenza della politica, le insufficienti capacità manageriali e il populismo sindacale. ACEA invece è una società quotata in borsa, sempre controllata dal Comune di Roma ma con un’organizzazione molto più efficiente e solida. Ecco perché bisogna unire la raccolta e lo spazzamento di AMA alla capacità di trattamento di ACEA, creando una grande multiutility come avviene a Milano, Torino e molte altre città. Quarto. Ripristinare la figura dello spazzino di quartiere per garantire un presidio di pulizia e decoro costante in ogni quartiere. Ovviamente con gli strumenti moderni di cui la tecnologia è capace oggi. La nostra proposta è quella di reperire i lavoratori attingendo inizialmente dal bacino dei percettori del Reddito di Cittadinanza, ovviamente in condizioni di lavorare. Come previsto dalla legge, nell’ambito dei progetti di pubblica utilità. Quinto. Aumentare la raccolta differenziata. Una volta scongiurata l’emergenza, bisogna investire sulla differenziata. Oggi Roma è circa al 45%, il nostro obiettivo è arrivare al 65%. Lo dicono tutti ma senza dire come. Noi citiamo 3 azioni concrete: estendere il sistema di raccolta porta a porta all’80% delle utenze non domestiche (bar, alberghi, esercizi commerciali), aumentare le isole ecologiche dove portare i rifiuti ingombranti e le apparecchiature elettroniche obsolete e realizzare una rete di compostaggi moderni vicino ai grandi centri di produzione dell’organico (come i mercati o le scuole). Fondamentale sarà poi promuovere la cultura della prevenzione e della riduzione dei rifiuti e far pagare chi oggi evade ed elude la TARI e fa pagare di più agli altri romani. Questo si può fare incrociando 6 banche dati che abbiamo identificato per portare alla luce chi produce rifiuti, ma non ne paga il costo. Grazie a questo pagheremo tutti meno. Sesto. Valorizzare la raccolta differenziata. Oggi imprese e famiglie fanno la raccolta differenziata senza vederne i benefici, semplicemente perché il Comune non ha - oltre a tutti gli altri - gli impianti per valorizzare i rifiuti differenziati. L’organico ad esempio, una volta trattato dovrebbe diventare biocombustibile da utilizzare per l’alimentazione della flotta dei mezzi AMA a metano. Ecco perché è necessario realizzare tre impianti capaci di produrre biometano dal trattamento dell’umido, tre piattaforme per valorizzare plastiche e vetro, un impianto dedicato al riciclo della carta e del cartone e un’officina per il riciclo dei rifiuti ingombranti. Penso anche ad una bioraffineria per rifiuti secchi che produca idrogeno e biocombustibili, una volta che la sua tecnologia si sarà consolidata. Complessivamente si tratta di un Piano dal valore di circa 800 milioni di euro, sembrano tanti? È la stessa somma spesa in 5 anni con l’attuale follia di mandare TIR in giro per tutta Italia per smaltire i rifiuti della capitale, ponendo però le basi per una Roma sostenibile, autonoma e quindi al riparo da emergenze. Al pari delle città europee che citiamo oggi come esempio. Settimo. Ridurre la TARI. Grazie agli impianti che intendiamo realizzare, sarà possibile ridurre di 140 milioni di euro la TARI. Questo vuol dire ridurre di circa 100 euro la bolletta per la famiglia media e del 20% le tariffe al metro quadro per le utenze non domestiche come bar e ristoranti, ma non solo. Fino ad oggi i partiti che hanno governato Roma non hanno avuto il coraggio non dico di fare queste cose ma anche solo di dirle, per paura di perdere consenso. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una città sporca e perennemente sull’orlo dell’emergenza, con costi sempre più alti. Vogliamo rompere questo modo di fare politica che ha arrecato solo danni a Roma. Iniziando a chiamare i problemi con il loro nome e soprattutto a risolverli.

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Petizione creata in data 25 luglio 2021