Violenza sessuale a Imperia: più tutela per le vittime e pene più incisive

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Il problema

Denunciare non deve significare avere paura di non essere protetti. E commettere una violenza sessuale non può essere considerato un fatto di poco conto.

Negli ultimi giorni, due vicende avvenute a Imperia e Torino hanno riacceso un dibattito che non possiamo più rimandare.

A Imperia, un 19enne è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata ai danni di una minorenne e successivamente posto ai domiciliari. A Torino, un 42enne è stato arrestato con l’accusa di atti sessuali nei confronti di una tredicenne e successivamente sottoposto al solo obbligo di firma. I procedimenti sono ancora in corso e saranno le autorità competenti ad accertare definitivamente le responsabilità. (ANSA.it)

Ma questi casi ci portano a porci una domanda scomoda:

è davvero sufficiente ciò che oggi il nostro sistema garantisce alle vittime?

E ancora: di fronte a reati sessuali così gravi, è giusto che la risposta possa consistere, nei casi previsti dalla legge, in misure cautelari che lasciano l’indagato libero o ai domiciliari? E le pene previste e concretamente applicate sono davvero abbastanza incisive da tutelare le vittime e trasmettere alla società la gravità di questi reati?

Non chiediamo vendetta.
Non chiediamo di sostituirci alla giustizia.
Chiediamo che la violenza sessuale venga considerata per ciò che è: un reato gravissimo, capace di lasciare conseguenze profonde e durature nella vita di una persona.

Chiediamo alle istituzioni di interrogarsi sull’efficacia delle norme, delle misure di protezione e delle pene previste per questi reati.

Perché chi trova il coraggio di denunciare deve essere protetto.

Perché la paura della vittima non può pesare meno della libertà di chi è accusato.

E perché la dignità, la sicurezza e il futuro di una vittima non possono essere il prezzo da pagare per aver trovato il coraggio di parlare.

Firma questa petizione se pensi che si possa fare di più.

Perché contro la violenza sessuale non bastano le parole: servono tutela, prevenzione e una risposta dello Stato che sia realmente all’altezza della gravità di questi reati.

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Giulia KhaterPromotore della petizione

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