Vietate l'accesso dei cani nel giardino storico della villa Floridiana!


Vietate l'accesso dei cani nel giardino storico della villa Floridiana!
Il problema
Con la presente petizione si chiede alla direzione regionale dei musei della Campania, alla quale è affidata la gestione, di revocare la norma del nuovo regolamento che consente l'accesso dei cani accompagnati al parco della villa Floridiana, potendo passeggiare e sostare sia lungo i viali che sui prati. Va ricordato che quest'ultimo nasce come giardino storico, attualmente annesso al museo delle ceramiche "Duca di Martina", realizzato tra il 1817 e il 1819 dall'architetto Antonio Niccolini, su incarico del re Ferdinando IV di Borbone, che ne fece dono alla moglie morganatica Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia. Dopo oltre due secoli di storia, anche a ragione dei recenti ritrovamenti archeologici, risalenti al I secolo dopo Cristo, l'accesso ai cani, seppure tenuti al guinzaglio, obbligo peraltro, in uno a quello della museruola, imposto, a livello nazionale, dal D.P.R. 8 febbraio 1954, n. 320, concernente il regolamento di polizia veterinaria, è del tutto incompatibile con la necessità di preservare la bellezza, la storia e, principalmente l'habitat naturale di quei luoghi. Giova peraltro qui ricordare che, all'interno del parco, esiste una storica colonia felina, accudita da tanti volontari che si prendono da sempre cura di questi animali i quali vivono in piena libertà nel parco. Del tutto incompatibile, vista la nota avversione esistente tra gli uni e gli altri, la presenza di gatti in libertà con i cani, di qualunque taglia e dimensione, seppure tenuti al guinzaglio, almeno all'ingresso. Ma principalmente bisogna considerare la presenza di numerosi bambini accompagnati che si muovono a loro piacimento all'interno del parco. Senza dimenticare che i cani tra l'altro sporcano con le loro deiezioni, che non sempre vengono raccolte e che, seppure venissero raccolte, non si saprebbe dove depositarle, vista la mancanza degli appositi contenitori . Basta farsi una passeggiata lungo i marciapiedi del Vomero, dove resta la villa, per osservare come sono ridotti da quegli stessi cani che attualmente possono accedere anche nel parco borbonico, per l'inciviltà dei loro padroni. Impossibile peraltro effettuare gli opportuni controlli sulle nuove regole introdotte dal regolamento, alla luce del dato che, allo stato, la guardiania e la vigilanza del parco è affidata a una ditta esterna con la presenza quotidiana di soli tre addetti, due che rimangono fissi ai due cancelli d'ingresso, uno in via Cimarosa e uno in via Aniello Falcone e un terzo all'interno del parco, che dovrebbe garantire la vigilanza su ben 60.000 metri quadrati di superficie, tale è l'estensione attuale della villa Floridiana. Un compito, come si comprende, del tutto impossibile per una sola persona. Anche perché questo unico addetto alla vigilanza laddove pure riscontrasse qualche infrazione alle attuali norme regolamentari non potrebbe neppure intervenire. Innanzitutto perché nel regolamento non sono previste sanzioni, ma anche perché, seppure ci fossero, allo stato sarebbe del tutto privo della possibilità di poterle irrogare.
Gennaro Capodanno
Presidente Comitato Valori collinari

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Il problema
Con la presente petizione si chiede alla direzione regionale dei musei della Campania, alla quale è affidata la gestione, di revocare la norma del nuovo regolamento che consente l'accesso dei cani accompagnati al parco della villa Floridiana, potendo passeggiare e sostare sia lungo i viali che sui prati. Va ricordato che quest'ultimo nasce come giardino storico, attualmente annesso al museo delle ceramiche "Duca di Martina", realizzato tra il 1817 e il 1819 dall'architetto Antonio Niccolini, su incarico del re Ferdinando IV di Borbone, che ne fece dono alla moglie morganatica Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia. Dopo oltre due secoli di storia, anche a ragione dei recenti ritrovamenti archeologici, risalenti al I secolo dopo Cristo, l'accesso ai cani, seppure tenuti al guinzaglio, obbligo peraltro, in uno a quello della museruola, imposto, a livello nazionale, dal D.P.R. 8 febbraio 1954, n. 320, concernente il regolamento di polizia veterinaria, è del tutto incompatibile con la necessità di preservare la bellezza, la storia e, principalmente l'habitat naturale di quei luoghi. Giova peraltro qui ricordare che, all'interno del parco, esiste una storica colonia felina, accudita da tanti volontari che si prendono da sempre cura di questi animali i quali vivono in piena libertà nel parco. Del tutto incompatibile, vista la nota avversione esistente tra gli uni e gli altri, la presenza di gatti in libertà con i cani, di qualunque taglia e dimensione, seppure tenuti al guinzaglio, almeno all'ingresso. Ma principalmente bisogna considerare la presenza di numerosi bambini accompagnati che si muovono a loro piacimento all'interno del parco. Senza dimenticare che i cani tra l'altro sporcano con le loro deiezioni, che non sempre vengono raccolte e che, seppure venissero raccolte, non si saprebbe dove depositarle, vista la mancanza degli appositi contenitori . Basta farsi una passeggiata lungo i marciapiedi del Vomero, dove resta la villa, per osservare come sono ridotti da quegli stessi cani che attualmente possono accedere anche nel parco borbonico, per l'inciviltà dei loro padroni. Impossibile peraltro effettuare gli opportuni controlli sulle nuove regole introdotte dal regolamento, alla luce del dato che, allo stato, la guardiania e la vigilanza del parco è affidata a una ditta esterna con la presenza quotidiana di soli tre addetti, due che rimangono fissi ai due cancelli d'ingresso, uno in via Cimarosa e uno in via Aniello Falcone e un terzo all'interno del parco, che dovrebbe garantire la vigilanza su ben 60.000 metri quadrati di superficie, tale è l'estensione attuale della villa Floridiana. Un compito, come si comprende, del tutto impossibile per una sola persona. Anche perché questo unico addetto alla vigilanza laddove pure riscontrasse qualche infrazione alle attuali norme regolamentari non potrebbe neppure intervenire. Innanzitutto perché nel regolamento non sono previste sanzioni, ma anche perché, seppure ci fossero, allo stato sarebbe del tutto privo della possibilità di poterle irrogare.
Gennaro Capodanno
Presidente Comitato Valori collinari

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I decisori
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Petizione creata in data 13 aprile 2024