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Petitioning Assessore all'urbanistica Giovanni Caudo and 1 other

Via libera alle biciclette nei condomini di Roma, come a Milano e Torino

Una metropoli come Roma, perennemente affogata dal traffico, dovrebbe fare di tutto per incentivare l'utilizzo delle biciclette come mezzo di spostamento quotidiano e seguire l'esempio di alcuni comuni come Milano e Torino, dove parcheggiare la bici in cortile è diventato un vero e proprio diritto. Firma subito la petizione! 

I ciclisti di Roma sanno bene quanto possa essere rischioso lasciare le bici incustodite, in strada: le catene e i lucchetti non bastano mai e l'unica alternativa reale è il garage a pagamento.

Eppure, in altre città importanti come Milano e Torino, le cose vanno diversamente: i Comuni hanno preso una posizione chiara, modificando il  Regolamento Edilizio e il Regolamento di Igiene in modo da tale da riconoscere e tutelare il diritto al parcheggio delle bici negli spazi condominiali comuni.

A Torino, ad esempio, l'art. 48, punto 2 del Regolamento Edilizio vigente, stabilisce:

"In caso di nuova edificazione o di ristrutturazione edilizia ed urbanistica ed in tutti i luoghi previsti dall'articolo 7 della L.R. 33/1990, devono essere ricavati appositi spazi destinati al deposito delle biciclette, nei cortili, o in altre parti di uso comune dell'edificio, in misura non inferiore all'1% della superficie utile lorda oggetto di intervento".

L'art. 82 punto 4, del Regolamento d'Igiene vigente afferma, invece, che

"In tutti i cortili esistenti, o di nuova edificazione, deve essere consentito il deposito delle biciclette di chi abita o lavora nei numeri civici collegati al cortile".

Norme di questo tipo consentono, a chi voglia usare la bicicletta, di risparmiare circa 250 Euro all'anno, che corrisponde al costo medio del noleggio di un posto bici in garage: è un incentivo concreto, che non ha alcun effetto sul bilancio comunale e che, da solo, porterebbe a una maggiore diffusione delle biciclette nelle strade della Capitale.

PIù biciclette in circolazione, vuol dire meno traffico, meno smog, meno stress... In altre parole, un miglioramento della qualità della vita per i ciclisti, e - più in generale - per tutta la cittadinanza, anche per quei cittadini che, ottusamente, nelle assemblee dei vari condominii continuano a considerare l'istallazione di una rastrelliera un crimine efferato.

Chiedi a Ignazio Marino, il nuovo sindaco di Roma, di adottare questi provvedimenti nei primi 100 giorni del suo mandato! Firma la petizione! E condividila con i tuoi amici! 

Letter to
Assessore all'urbanistica Giovanni Caudo
sindaco di Roma Capitale Ignazio Marino
Ho appena firmato questa petizione indirizzata a Lei, caro Sindaco. A giudicare da quanto vedo sui giornali, mi pare che Lei ci creda davvero alla mobilità sostenibile: la bicicletta la usa anche per andare in Campidoglio e lo trovo davvero fantastico! Ma immagino che Lei, al Campidoglio, non abbia problemi di parcheggio ;-) Noi cittadini romani, nei nostri condomini, di problemi ne abbiamo! Eccome!

Le chiedo pertanto di sostenere questa causa: due semplici provvedimenti, nei primi 100 giorni di mandato, senza un euro di spesa per il Comune. Per una città più vivibile!

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Modificare il Regolamento Edilizio e il Regolamento di Igiene per garantire il diritto a parcheggiare la bicicletta nei cortili condominiali.

Una metropoli come Roma, perennemente congestionata dal traffico e in costante emergenza viabilità, dovrebbe fare di tutto per incentivare l'utilizzo delle biciclette come mezzo di spostamento quotidiano da parte dei cittadini, e seguire l'esempio di alcuni comuni come Milano e Torino, dove parcheggiare la bici in cortile è diventanto un diritto.

I ciclisti di Roma sanno bene quanto possa essere rischioso lasciare le bici incustodite, in strada: le catene e i catenacci non bastano mai e l'unica alternativa reale è il garage a pagamento.

Eppure, in altre città importanti come Milano e Torino, le cose vanno diversamente: i Comuni hanno preso una posizione chiara, modificando il Regolamento Edilizio e il Regolamento di Igiene in modo da tale da riconoscere e tutelare il diritto al parcheggio delle bici negli spazi condominiali comuni.

A Torino, ad esempio, l'art. 48, punto 2 del Regolamento Edilizio vigente, stabilisce che "In caso di nuova edificazione o di ristrutturazione edilizia ed urbanistica ed in tutti i luoghi previsti dall'articolo 7 della L.R. 33/1990, devono essere ricavati appositi spazi destinati al deposito delle biciclette, nei cortili, o in altre parti di uso comune dell'edificio, in misura non inferiore all'1% della superficie utile lorda oggetto di intervento". L'art. 82 punto 4, del Regolamento d'Igiene vigente affermna, invece, che "In tutti i cortili esistenti, o di nuova edificazione, deve essere consentito il deposito delle biciclette di chi abita o lavora nei numeri civici collegati al cortile".

Norme di questo tipo consentono, a chi voglia usare la bicicletta, di risparmiare circa 250 Euro all'anno, che corrisponde al costo medio del noleggio di un posto bici in garage: è un incentivo concreto, che non ha alcun effetto sul bilancio comunale e che, da solo, porterebbe a una maggiore diffusione delle biciclette nelle strade della Capitale.

PIù biciclette in circolazione, vuol dire meno traffico, meno smog, meno stress... In altre parole, un miglioramento della qualità della vita per i ciclisti, e - più in generale - per tutta la cittadinanza, anche per quei cittadini che, ottusamente, nelle assemblee dei vari condominii continuano a considerare l'istallazione di una rastrelliera un crimine efferato.

Le chiedo, pertanto, di attivarsi rapidamente per colmare questo gap, modificando il Regolamento Edilizio e il Regolamento di Igiene così come è stato fatto a Torino e Milano: è un piccolo passo in avanti che farà della nostra città, un luogo più vivibile e degno del ruolo di Capitale.
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Cordiali saluti,