VERITA' PER BOLOGNA ! LEVATE IL SEGRETO DI STATO

Firmatari recenti
Lara Mignemi e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

ROMA, 23 marzo 2026


Al presidente del Consiglio dei Ministri
onorevole Giorgia MELONI


e p.c.:


ai sottosegretari alla presidenza del Consiglio dei ministri,
onorevole Alfredo MANTOVANO
senatore Giovanbattista FAZZOLARI

 

 

 


ABOLIRE IL SEGRETO 
SU TUTTI I DOCUMENTI RIGUARDANTI LA STRAGE DI BOLOGNA

 

 


 Signora presidente del Consiglio dei ministri!


 A breve, saranno trascorsi 46 anni dal giorno in cui, a Bologna, un ordigno terroristico spezzò le vite di 86 tra uomini e donne, adulti e bambini, nell’attentato più grave perpetrato nel nostro Paese e, all’epoca, nell’intera Europa.


 Come confermato anche di recente dalla Corte di cassazione, pur respingendo il ricorso avanzato dai legali del criminale Paolo Bellini, la magistratura del capoluogo emiliano, con una sequenza di sentenze discutibili e anche tra loro contraddittorie, ha consegnato alla memoria collettiva e storica una verità dogmatica, con cui si è scaricata la responsabilità dell’immane, tragico evento sulle spalle di un gruppo di giovanissimi estremisti neofascisti (uno di loro addirittura minorenne all’epoca), senza nemmeno riuscirne a provare, oltre ogni ragionevole dubbio, la stessa, materiale presenza materiale alla stazione ferroviaria, in quel fatidico 2 agosto 1980.


 Contrariamente alle propagandistiche interpretazioni diffuse dalla stampa anche negli ultimi anni, i giudici della Suprema corte hanno ammesso la fragilità e la mancanza d’ogni certezza del quadro storico e delle ipotesi che inquadrerebbero la Strage di Bologna in un disegno eversivo ideato da forze occulte, appartenenti a un non meglio specificato “oltranzismo atlantico”, e realizzato dalla “manovalanza eversiva nera”. Addirittura grotteschi risultano gli ultimi due pronunciamenti a carico degli imputati Gilberto Cavallini e Paolo Bellini, se si considera come entrambi siano stati accusati di aver partecipato a un delitto “commissionato” da Licio Gelli e da questi retribuito con un ingente somma di denaro, quando la presunta consegna e la stessa esistenza di questo ipotetico e infame denaro non sono state minimamente provate, ma, al contrario, sostanzialmente smentite dagli stessi giudici che avevano ipotizzato il teorema dei “Nar assoldati dalla P2”.


 Di contro, si è insistito pervicacemente a non rispondere ai colossali dubbi sollevati dalla misteriosa sparizione del corpo di Maria Fresu e dall’accertata presenza di una ottantaseiesima vittima mai riconosciuta e annoverata tra la vittime dell’esplosione. Così come ci si è rifiutati di analizzare, spiegare e comprendere la presenza a Bologna, nei giorni dell’1 e del 2 agosto, in hotel prospicienti alla stessa stazione, di acclarati militanti di gruppi terroristici marxisti-leninisti, alcuni dei quali affiliati all'organizzazione del venezuelano Ilich Ramirez Sanchez, meglio conosciuto come Carlos o come “lo Sciacallo”, a tutt’oggi detenuto in Francia dove sconta l’ergastolo per una lunga serie di attentati compiuti in quel paese.


Soprattutto da parte di autorevoli studiosi, storici, giornalisti, uomini politici - tra cui il presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, il quale parlo’ chiaramente del coinvolgimento degli “amici palestinesi”- e’ stata avanzata l’ipotesi dell’esplosione accidentale di un quantitativo di esplosivo trasportato da elementi legati allo “Fplp”, in procinto di compiere un attentato in un’altra città italiana per rappresaglia contro il mancato rispetto da parte del governo italiano degli accordi conosciuti come “lodo Moro”.


Le prove di questo scenario potrebbero essere contenute nelle relazioni inviate a Roma dal “Centro Sismi” di Beirut diretto dal colonello Stefano Giovannone - uomo di fiducia di Aldo Moro -, incentrate sulle minacce rivolte all’Italia da George Habash - legato da rapporti di collaborazione operativa con Carlos - per la vicenda dell’arresto del dirigente palestinese arrestato a Ortona, unitamente a estremisto “rossi” romani, in quanto scoperto a contrabbandare missili destinati ad alimentare la guerra in Medio oriente. 


Parte di questi rapporti sono stati desecretati ma su quelli che riguardano il periodo cruciale a ridosso della strage, partendo dalla tarda primavera del 1980, per arrivare all’autunno di quello stesso anno, grava ancora il cosiddetto “segreto funzionale”, in palese violazione della legge n. 124 del 2007 che ha abolito il “segreto di stato” su tutte le indagini inerenti le stragi compiute in Italia.


Si evidenzia, a questo proposito, il contenuto dell’interrogazione parlamentare, presentata nel 2021, sottoscritta da numerosi parlamentari di Fratelli d’Italia, tra i quali spicca l’attuale segretario alla presidenza del Consiglio Fazzolari, con cui si chiedeva di riconsiderare il “segreto di stato” sui documenti riguardanti la Strage dí Bologna; l’inchiesta sulla sparizione in Libano dei giornalisti Italo Toni e Graziella De Palo; la vicenda di Ustica. Interrogazione a cui l’allora presidente del Consiglio in carica, Giuseppe Conte, non ha ritenuto opportuno rispondere, anzi, reiterando il “segreto funzionale” su tutti gli atti citati per ulteriori 8 anni.


Per quanto sopra esposto, i sottoscritti firmatari di questo appello-petizione chiedono alla presidente del Consiglio dei Ministri, onorevole Giorgia Meloni, di rimuovere, esercitando le sue prerogative, di rimuovere il “segreto funzionale” da tutti i documenti e gli atti inerenti la Strage dí Bologna, in modo da rendere possibile l'accertamento, da parte degli organi giudiziari preposti, degli eventuali aspetti ancora sconosciuti che potrebbero emergere sul più grave attentato terroristico della storia repubblicana.


E’ un atto dovuto per dare giustizia alle vittime e a coloro che potrebbero essere stati ingiustamente condannati.

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bernardo pinoPromotore della petizione

237

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ai sottosegretari alla presidenza del Consiglio dei ministri,
onorevole Alfredo MANTOVANO
senatore Giovanbattista FAZZOLARI

 

 

 


ABOLIRE IL SEGRETO 
SU TUTTI I DOCUMENTI RIGUARDANTI LA STRAGE DI BOLOGNA

 

 


 Signora presidente del Consiglio dei ministri!


 A breve, saranno trascorsi 46 anni dal giorno in cui, a Bologna, un ordigno terroristico spezzò le vite di 86 tra uomini e donne, adulti e bambini, nell’attentato più grave perpetrato nel nostro Paese e, all’epoca, nell’intera Europa.


 Come confermato anche di recente dalla Corte di cassazione, pur respingendo il ricorso avanzato dai legali del criminale Paolo Bellini, la magistratura del capoluogo emiliano, con una sequenza di sentenze discutibili e anche tra loro contraddittorie, ha consegnato alla memoria collettiva e storica una verità dogmatica, con cui si è scaricata la responsabilità dell’immane, tragico evento sulle spalle di un gruppo di giovanissimi estremisti neofascisti (uno di loro addirittura minorenne all’epoca), senza nemmeno riuscirne a provare, oltre ogni ragionevole dubbio, la stessa, materiale presenza materiale alla stazione ferroviaria, in quel fatidico 2 agosto 1980.


 Contrariamente alle propagandistiche interpretazioni diffuse dalla stampa anche negli ultimi anni, i giudici della Suprema corte hanno ammesso la fragilità e la mancanza d’ogni certezza del quadro storico e delle ipotesi che inquadrerebbero la Strage di Bologna in un disegno eversivo ideato da forze occulte, appartenenti a un non meglio specificato “oltranzismo atlantico”, e realizzato dalla “manovalanza eversiva nera”. Addirittura grotteschi risultano gli ultimi due pronunciamenti a carico degli imputati Gilberto Cavallini e Paolo Bellini, se si considera come entrambi siano stati accusati di aver partecipato a un delitto “commissionato” da Licio Gelli e da questi retribuito con un ingente somma di denaro, quando la presunta consegna e la stessa esistenza di questo ipotetico e infame denaro non sono state minimamente provate, ma, al contrario, sostanzialmente smentite dagli stessi giudici che avevano ipotizzato il teorema dei “Nar assoldati dalla P2”.


 Di contro, si è insistito pervicacemente a non rispondere ai colossali dubbi sollevati dalla misteriosa sparizione del corpo di Maria Fresu e dall’accertata presenza di una ottantaseiesima vittima mai riconosciuta e annoverata tra la vittime dell’esplosione. Così come ci si è rifiutati di analizzare, spiegare e comprendere la presenza a Bologna, nei giorni dell’1 e del 2 agosto, in hotel prospicienti alla stessa stazione, di acclarati militanti di gruppi terroristici marxisti-leninisti, alcuni dei quali affiliati all'organizzazione del venezuelano Ilich Ramirez Sanchez, meglio conosciuto come Carlos o come “lo Sciacallo”, a tutt’oggi detenuto in Francia dove sconta l’ergastolo per una lunga serie di attentati compiuti in quel paese.


Soprattutto da parte di autorevoli studiosi, storici, giornalisti, uomini politici - tra cui il presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, il quale parlo’ chiaramente del coinvolgimento degli “amici palestinesi”- e’ stata avanzata l’ipotesi dell’esplosione accidentale di un quantitativo di esplosivo trasportato da elementi legati allo “Fplp”, in procinto di compiere un attentato in un’altra città italiana per rappresaglia contro il mancato rispetto da parte del governo italiano degli accordi conosciuti come “lodo Moro”.


Le prove di questo scenario potrebbero essere contenute nelle relazioni inviate a Roma dal “Centro Sismi” di Beirut diretto dal colonello Stefano Giovannone - uomo di fiducia di Aldo Moro -, incentrate sulle minacce rivolte all’Italia da George Habash - legato da rapporti di collaborazione operativa con Carlos - per la vicenda dell’arresto del dirigente palestinese arrestato a Ortona, unitamente a estremisto “rossi” romani, in quanto scoperto a contrabbandare missili destinati ad alimentare la guerra in Medio oriente. 


Parte di questi rapporti sono stati desecretati ma su quelli che riguardano il periodo cruciale a ridosso della strage, partendo dalla tarda primavera del 1980, per arrivare all’autunno di quello stesso anno, grava ancora il cosiddetto “segreto funzionale”, in palese violazione della legge n. 124 del 2007 che ha abolito il “segreto di stato” su tutte le indagini inerenti le stragi compiute in Italia.


Si evidenzia, a questo proposito, il contenuto dell’interrogazione parlamentare, presentata nel 2021, sottoscritta da numerosi parlamentari di Fratelli d’Italia, tra i quali spicca l’attuale segretario alla presidenza del Consiglio Fazzolari, con cui si chiedeva di riconsiderare il “segreto di stato” sui documenti riguardanti la Strage dí Bologna; l’inchiesta sulla sparizione in Libano dei giornalisti Italo Toni e Graziella De Palo; la vicenda di Ustica. Interrogazione a cui l’allora presidente del Consiglio in carica, Giuseppe Conte, non ha ritenuto opportuno rispondere, anzi, reiterando il “segreto funzionale” su tutti gli atti citati per ulteriori 8 anni.


Per quanto sopra esposto, i sottoscritti firmatari di questo appello-petizione chiedono alla presidente del Consiglio dei Ministri, onorevole Giorgia Meloni, di rimuovere, esercitando le sue prerogative, di rimuovere il “segreto funzionale” da tutti i documenti e gli atti inerenti la Strage dí Bologna, in modo da rendere possibile l'accertamento, da parte degli organi giudiziari preposti, degli eventuali aspetti ancora sconosciuti che potrebbero emergere sul più grave attentato terroristico della storia repubblicana.


E’ un atto dovuto per dare giustizia alle vittime e a coloro che potrebbero essere stati ingiustamente condannati.

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bernardo pinoPromotore della petizione
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Petizione creata in data 27 marzo 2026