Accordo di sicurezza sociale fra Italia e Nuova Zelanda

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Quella della “sicurezza sociale” è una materia di vitale importanza anche - e soprattutto - per la tutela di noi lavoratori italiani (ma non solo) all'estero. Perché «per “sicurezza sociale internazionale” si intende la protezione sociale dei cittadini di un Paese residenti abitualmente in un altro Paese, garantita attraverso una regolamentazione internazionale.» (v. sito della Farnesina) Si tratta quindi delle politiche e degli istituti di assistenza sociale, per la tutela dei bisognosi e degli indigenti, e della previdenza sociale, che assolve alla più specifica funzione di tutela dei lavoratori (quindi, pensioni, disoccupazione, totalizzazione dei periodi contributivi).

La tutela dei lavoratori all'estero avviene solo se lo Stato ha stipulato specifici accordi internazionale e l’Italia, ad oggi, ne ha sottoscritti diversi con numerosi stati extraeuropei.
Nel 1998, venne firmato un Accordo bilaterale in materia di sicurezza sociale anche con la Nuova Zelanda, un Trattato che però, seppur ratificato dalla controparte, è rimasta da allora assoluta lettera morta per l’ordinamento giuridico italiano dato che la sua ratifica si arenò miseramente lungo la strada per il Parlamento.

Ma di recente, il neo-eletto Com.It.es. neozelandese ha fatto dell’Accordo sulla Sicurezza Sociale uno dei primissimi punti di lavoro arrivando ad approvare all'unanimità un documento con cui si impegna ad attivarsi - di concerto con l’Ambasciatore italiano in Nuova Zelanda e col supporto attivo dell’On. Fedi - allo scopo di sensibilizzare e sollecitare il Governo e il Parlamento italiani per finalizzare l’accordo di sicurezza sociale con la Nuova Zelanda (v. delibera del 19 agosto 2015). 

In questa materia, di esclusiva pertinenza del Legislatore, risulta fondamentale una costante e mirata attività di lobby da parte dei nostri organismi rappresentativi presso le Istituzioni. Ben venga, quindi, la sensibilizzazione e la sollecitazione da parte del Com.It.Es., dell’Ambasciata e dell’On. Fedi, Deputato eletto nella Circoscrizione “D”, alla quale la Nuova Zelanda appartiene.

Tuttavia, noi di Leaving Italy, Living New Zealand pensiamo che tale attività di pressione ne uscirebbe senz'altro rafforzata se accompagnata da una raccolta di firme con la quale dimostrare concretamente il pressante interesse e l’effettivo coinvolgimento della Comunità italiana sul tema della sicurezza sociale.

E questo soprattutto dopo la riunione del Com.It.Es. neozelandese tenutasi il 13 dicembre 2015 durante la quale è emerso che “al momento la tendenza è quella di ritenere il costo delle scelte di previdenza sociale internazionale troppo elevate” tanto è vero che “il Presidente dell’INPS, Boeri, nel presentare il rapporto sulle pensioni internazionali, ha proposto al Governo di rimodulare gli impegni di spesa sul trattamento minimo e sulle maggiorazioni sociali, come sulla 14esima, per operare dei risparmi da destinare ad un fondo per il contrasto alla povertà”. E “ciò ha rallentato tutte le ratifiche di sicurezza sociale.”

La nostra raccolta di firme mira a sottoporre all'attenzione del Governo e del parlamento italiani le esigenze dei molti italiani residenti in Nuova Zelanda al fine di ottenere da loro quantomeno una risposta chiara e precisa.



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