Fermiamo ll massacro del popolo Curdo

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Alla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen
All’Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell

Al presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella 
Al Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli
Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte
Al Ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio
Alla Presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati
Al Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico

Alla Camera dei deputati 

Al Senato della Repubblica Italiana 

Dopo gli ultimi eventi bellici che hanno visto coinvolto il popolo curdo tradito per l'ennesima volta dalle promesse degli Stati Uniti e dalla maggior parte delle Nazioni della Comunità europea,seguite delle improvvise dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump - che annunciavano il ritiro delle truppe americane dai quei territori, "anche se oggi smentite" - il Presidente della Turchia Recep Tayyip Erdoğan ha dato avvio ai bombardamenti e all’avanzata dell’esercito nelle zone storicamente abitate dalle popolazioni curde, con le quali lo Stato Turco ha ormai da diversi decenni un rapporto più che conflittuale..Riteniamo che il nostro Governo debba intervenire con durezza nei confronti del Presidente Erdogan responsabile dell'invasione in quanto,si prospetterebbe un grave nocumento internazionale con una possibile escalation del conflitto in corso.E' nostro dovere fermare i bombardamenti contro un popolo che ha duramente sofferto gli ultimi anni di guerra e che, ha subito migliaia di perdite in vite umane tra la popolazione civile e militare nel combattere il terrorismo del famigerato kaliffato islamico .Da oltre cento anni a questa parte questo eroico popolo subisce violenze inimaginabili, violenze che riteniamo un vero e proprio olocausto.Nel 1991, finito il conflitto del Golfo, si è consumata la tragedia del popolo curdo.  Due milioni di curdi incalzati dalI'esercito, dagli aerei e dagli elicotteri di Saddam Hussein fuggivano dall'Iraq con auto, camion, carri trascinati da buoi o asini e soprattutto a piedi. È stata una ecatombe, morivano almeno mille persone al giorno, in maggioranza vecchi e bambini.  Ma non era la prima volta. Fino a quel momento pochi conoscevano le sofferenze e la tragedia di questo popolo che da secoli non ha pace. Pochi sanno però che se oggi i curdi vengono perseguitati e sterminati, gran parte delle responsabilità ricadono sulle potenze vincitrici della prima guerra mondiale che hanno badato ai loro interessi a spese del popolo curdo. Nel 1920 il Trattato di Sèvres aveva concesso ai curdi l'autonomia e una patria. Tre anni dopo, a Losanna, gli alleati rinnegano il precedente impegno di Sèvres e lasciano i curdi sotto la giurisdizione di quattro paesi: Turchia, Iran, Iraq e Siria. Da allora la storia dei curdi è un susseguirsi di genocidi e deportazioni. In questo secolo il dramma si è ripetuto almeno una decina di volte. Ma c'è un altro dramma non meno crudele: i curdi non hanno diritto di dare un nome ai loro figli, di parlare nella loro lingua, di scrivere in curdo, di avere un giornale.  In turchia molti sono stati arrestati perché trovati in possesso di libri in curdo o di dischi di musica curda. Quella dei curdi è una storia che ha dell'incredibile per il comportamento delle nazioni e degli organismi internazionali ed ancor piú per la politica crudele che hanno svolto e svolgono Turchia, Iraq, Iran e Siria.Ora, dopo aver combattuto contro il terrorismo, non vengono riconosciuti, non a caso per molti sono diventati un peso scomodo da eliminare .La turchia vanta l'operazione come se fosse un opera di pace.L’esercito formato interamente da donne e uomini di etnia curda è stato negli ultimi anni alleato delle forze occidentali e protagonista nel respingimento dell’avanzata dell’Isis, per la cui causa ha pagato un ingente prezzo di sangue.Solo a Kobane oltre 11.000 morti.La comunità internazionale, l’Europa, l’Italia, hanno ancora fresco un debito di riconoscenza nei confronti delle donne e degli uomini curdi che si sono battuti fino alla morte per fermare il comune nemico Daesh e salvaguardare la sicurezza e serenità dell’Europa e del nostro Paese, di noi tutti.
Chiediamo che si avvii immediatamente una forte e decisa azione del nostro Governo e del Parlamento Europeo perchè:"cessino immediatamente le ostilità e si fermino le manovre di invasione del territorio curdo;
• si dia mandato senza esitazioni a una delegazione internazionale che garantisca in loco la fine delle ostilità, il rispetto dei confini, il diritto internazionale;
• si provveda all’invio di soccorsi per eventuali feriti;
• si apra una sessione di discussione dedicata, tanto nel Parlamento europeo quanto in quello italiano;
• si chieda che il caso sia messo con urgenza all’ordine del giorno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Si blocchi immediatamente la fornitura e la vendita di armi di produzione italiana al governo turco .La Turchia è uno dei principali clienti dell’industria bellica italiana, con vendite autorizzate per 360 milioni di euro solo nel 2018. Con l'avvio delle operazioni militari in Siria, la Turchia diventa un Paese in stato di conflitto armato, a cui secondo la legge 185/90 non è possibile vendere armi. 

Certi di un vostro intervento urgente vi poniamo questa petizione popolare con profonda stima .Una volta un uomo disse:Chi salva una vita, salva il mondo intero.E' ora di dimostrarlo a noi stessi e al mondo intero che non possiamo accettare questa enorme ingiustizia verso un popolo alleato che ha sofferto così tanto.