

URGENTE! NO ALLA COERCIZIONE NELL'EDUCAZIONE CINOFILA
Il problema
Un Appello Urgente per il Benessere Animale: Diciamo Basta ai Metodi Coercitivi nell'Educazione Cinofila
Recentemente, riflettendo sul nostro lavoro di Medici Veterinari Comportamentalisti, mi sono trovato a spiegare a un gruppo di giovani la complessità dell'educazione cinofila, con le sue diverse scuole di pensiero e approcci. In queste occasioni, il termine "coercizione" emerge inevitabilmente: un concetto che, purtroppo, non è ancora chiaro a molti conduttori di cani e, peggio ancora, a sedicenti professionisti del settore. Cosa intendiamo per coercizione? Parliamo di quei metodi che usano la forza, sia fisica che psicologica, per costringere un cane a comportarsi in un certo modo. Dal più eclatante esempio di punizione fisica, come picchiare un cane, a pratiche più subdole ma altrettanto dannose, come l'isolamento sociale, l'uso del collare a strozzo o elettrico, la coercizione limita gravemente la libera volontà dell'animale. Nonostante la varietà di approcci nell'addestramento cinofilo, la comunità scientifica è unanime: i metodi coercitivi sono dannosi e mettono a rischio il benessere dei cani. Numerose ricerche hanno dimostrato che tali pratiche portano a un aumento dell'aggressività, della paura e dei comportamenti problematici, oltre a causare danni fisici e psicologici a lungo termine. È sconcertante constatare come, nonostante le prove scientifiche, molti continuino a utilizzare questi metodi. Perché è così difficile convincersi a non farlo? La mancanza di conoscenza dei rischi, la scarsa qualità delle informazioni disponibili, l'assenza di regolamentazione della professione di educatore cinofilo e le lacune nella formazione sono tutti fattori che contribuiscono a perpetuare questa situazione. Ma attenzione: questo non significa che i cani debbano essere lasciati a sé stessi. Educare un cane significa guidarlo con rispetto e coerenza, mostrando cosa è giusto e cosa non lo è, offrendo alternative comportamentali e instaurando una relazione di fiducia reciproca. La coercizione, invece, è figlia di una visione della cinofilia volta unicamente alla performance e alla risoluzione rapida dei problemi, senza tener conto del benessere dell'animale.
BASTA!
non possiamo più tollerare questa situazione. È nostro dovere proteggere i nostri amici a quattro zampe e promuovere una cinofilia responsabile e consapevole. Per questo motivo, chiediamo:
- una legge che vieti definitivamente l'uso di metodi coercitivi nell'addestramento dei cani e ponga fine alla "zona grigia" normativa che ne permette ancora l'utilizzo.
- la regolamentazione della professione di educatore cinofilo, con requisiti di formazione e aggiornamento professionale.
- Di lanciare campagne di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza, alle istituzioni e alle associazioni di categoria.
- Di diffondere informazioni scientificamente valide sull'educazione e l'addestramento dei cani.
Invitiamo tutti a sottoscrivere questa petizione e di unirsi a noi in questa battaglia per il benessere animale. Insieme, possiamo fare la differenza.

Vittoria
Il problema
Un Appello Urgente per il Benessere Animale: Diciamo Basta ai Metodi Coercitivi nell'Educazione Cinofila
Recentemente, riflettendo sul nostro lavoro di Medici Veterinari Comportamentalisti, mi sono trovato a spiegare a un gruppo di giovani la complessità dell'educazione cinofila, con le sue diverse scuole di pensiero e approcci. In queste occasioni, il termine "coercizione" emerge inevitabilmente: un concetto che, purtroppo, non è ancora chiaro a molti conduttori di cani e, peggio ancora, a sedicenti professionisti del settore. Cosa intendiamo per coercizione? Parliamo di quei metodi che usano la forza, sia fisica che psicologica, per costringere un cane a comportarsi in un certo modo. Dal più eclatante esempio di punizione fisica, come picchiare un cane, a pratiche più subdole ma altrettanto dannose, come l'isolamento sociale, l'uso del collare a strozzo o elettrico, la coercizione limita gravemente la libera volontà dell'animale. Nonostante la varietà di approcci nell'addestramento cinofilo, la comunità scientifica è unanime: i metodi coercitivi sono dannosi e mettono a rischio il benessere dei cani. Numerose ricerche hanno dimostrato che tali pratiche portano a un aumento dell'aggressività, della paura e dei comportamenti problematici, oltre a causare danni fisici e psicologici a lungo termine. È sconcertante constatare come, nonostante le prove scientifiche, molti continuino a utilizzare questi metodi. Perché è così difficile convincersi a non farlo? La mancanza di conoscenza dei rischi, la scarsa qualità delle informazioni disponibili, l'assenza di regolamentazione della professione di educatore cinofilo e le lacune nella formazione sono tutti fattori che contribuiscono a perpetuare questa situazione. Ma attenzione: questo non significa che i cani debbano essere lasciati a sé stessi. Educare un cane significa guidarlo con rispetto e coerenza, mostrando cosa è giusto e cosa non lo è, offrendo alternative comportamentali e instaurando una relazione di fiducia reciproca. La coercizione, invece, è figlia di una visione della cinofilia volta unicamente alla performance e alla risoluzione rapida dei problemi, senza tener conto del benessere dell'animale.
BASTA!
non possiamo più tollerare questa situazione. È nostro dovere proteggere i nostri amici a quattro zampe e promuovere una cinofilia responsabile e consapevole. Per questo motivo, chiediamo:
- una legge che vieti definitivamente l'uso di metodi coercitivi nell'addestramento dei cani e ponga fine alla "zona grigia" normativa che ne permette ancora l'utilizzo.
- la regolamentazione della professione di educatore cinofilo, con requisiti di formazione e aggiornamento professionale.
- Di lanciare campagne di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza, alle istituzioni e alle associazioni di categoria.
- Di diffondere informazioni scientificamente valide sull'educazione e l'addestramento dei cani.
Invitiamo tutti a sottoscrivere questa petizione e di unirsi a noi in questa battaglia per il benessere animale. Insieme, possiamo fare la differenza.

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Petizione creata in data 4 marzo 2025