

Perché siamo ancora così pochi?
Ogni tanto mi pongo una domanda.
Se in Italia milioni di persone vivono una condizione di gioco d'azzardo problematico o patologico, e se attorno a loro esistono famiglie, amici, colleghi e persone che ne subiscono ogni giorno le conseguenze, perché le iniziative che chiedono un cambiamento faticano ancora a mobilitare grandi numeri?
Forse perché il problema viene percepito come qualcosa che riguarda sempre qualcun altro.
Forse perché il gioco d'azzardo è diventato così presente nella nostra quotidianità da sembrare normale.
Forse perché molti pensano che nulla possa davvero cambiare.
Eppure la storia dimostra il contrario.
Ogni grande cambiamento è iniziato da persone comuni che hanno deciso di non restare in silenzio.
Questa petizione non nasce contro chi soffre di dipendenza. Nasce per dare voce a chi quella sofferenza la conosce, la vive o la osserva ogni giorno. Nasce per chiedere maggiore attenzione verso le conseguenze sociali, economiche e sanitarie del gioco d'azzardo.
Immaginate cosa potrebbe accadere se decine di migliaia di persone, o addirittura centinaia di migliaia, decidessero di sostenere questa iniziativa.
Una voce può essere ignorata.
Mille voci diventano un segnale.
Decine di migliaia di voci diventano una realtà che istituzioni, operatori e decisori pubblici non possono più fingere di non vedere.
Per questo oggi vi chiedo non solo di firmare, ma di condividere questa petizione con almeno una persona.
Un familiare.
Un amico.
Un collega.
Chiunque ritenga che la tutela delle persone debba venire prima di ogni interesse economico.
Se crediamo davvero che il fenomeno del gioco d'azzardo meriti maggiore attenzione, questo è il momento di dimostrarlo.
Il cambiamento non arriva da solo.
Arriva quando abbastanza persone decidono di farsene carico insieme.
Angelo Berardi
Attivista civico indipendente per la prevenzione e il contrasto del gioco d'azzardo