Uno stakeholder esterno, con voi e contro il gioco d'azzardo pubblico!

Il problema

Il gioco d’azzardo pubblico, così come oggi esiste, non è soltanto un comparto economico: è un sistema che rende vulnerabili milioni di cittadini, alimentando dipendenze e compromettendo il tessuto sociale.

Parliamo di un settore che in Italia muove oltre 150 miliardi di euro l’anno in giocate, facendo del nostro Paese il primo mercato d’Europa e uno dei più grandi al mondo. Dietro questi numeri record si nasconde una realtà drammatica:

centinaia di migliaia di persone sviluppano forme di dipendenza patologica, con ricadute devastanti sulla salute e sulle relazioni familiari;

oltre 1,3 milioni di cittadini risultano a rischio secondo le stime epidemiologiche nazionali;

il costo sociale del disturbo da gioco d’azzardo è altissimo, perché produce indebitamento, esclusione sociale, perdita del lavoro e impoverimento diffuso delle comunità.

Per due anni consecutivi sono stato incluso come stakeholder esterno nei lavori istituzionali sul riordino del settore: l’unico in Italia ad essere stato accolto in questo ruolo. Ciò significa che partecipo già al sistema decisionale, e non si parte da zero. La strada è tracciata: ora occorre che la voce dei cittadini sia finalmente posta al centro, senza essere sovrastata da interessi che nulla hanno a che fare con la tutela della salute pubblica.

La mia attività, da anni, è volta a smascherare le logiche che normalizzano l’azzardo: dall’istigazione digitale che invade i social e le piattaforme online, alle campagne pubblicitarie mascherate da informazione. Ho portato la mia voce anche in sede europea, con petizioni presentate al Parlamento UE per inserire il tema del gioco d’azzardo tra le priorità del Digital Services Act. È la prova che un cittadino può contribuire a spostare l’attenzione delle istituzioni, se supportato da firme e sostegno collettivo.

Questa petizione nasce per affermare un principio chiaro: la società civile deve essere ascoltata. Non possiamo più permettere che il silenzio istituzionale diventi complicità verso un fenomeno che impoverisce le persone e normalizza la dipendenza.

Firmare significa chiedere con forza che la salute, la responsabilità e la dignità dei cittadini vengano prima del profitto.

Chiediamo quindi a Parlamento, Governo e Autorità di regolazione di assumersi la piena responsabilità di fronte a un fenomeno che non può più essere considerato soltanto un mercato, ma un tema di salute pubblica e di civiltà.

Chiediamo che Parlamento, Governo e Autorità assumano un impegno chiaro: proteggere i cittadini prima del profitto.

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Angelo BerardiPromotore della petizioneUnico stakeholder esterno in Italia, accolto per due anni consecutivi (2024-2025) nei lavori istituzionali di riordino del gioco pubblico e attivo nel contrasto all’azzardo.

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Il problema

Il gioco d’azzardo pubblico, così come oggi esiste, non è soltanto un comparto economico: è un sistema che rende vulnerabili milioni di cittadini, alimentando dipendenze e compromettendo il tessuto sociale.

Parliamo di un settore che in Italia muove oltre 150 miliardi di euro l’anno in giocate, facendo del nostro Paese il primo mercato d’Europa e uno dei più grandi al mondo. Dietro questi numeri record si nasconde una realtà drammatica:

centinaia di migliaia di persone sviluppano forme di dipendenza patologica, con ricadute devastanti sulla salute e sulle relazioni familiari;

oltre 1,3 milioni di cittadini risultano a rischio secondo le stime epidemiologiche nazionali;

il costo sociale del disturbo da gioco d’azzardo è altissimo, perché produce indebitamento, esclusione sociale, perdita del lavoro e impoverimento diffuso delle comunità.

Per due anni consecutivi sono stato incluso come stakeholder esterno nei lavori istituzionali sul riordino del settore: l’unico in Italia ad essere stato accolto in questo ruolo. Ciò significa che partecipo già al sistema decisionale, e non si parte da zero. La strada è tracciata: ora occorre che la voce dei cittadini sia finalmente posta al centro, senza essere sovrastata da interessi che nulla hanno a che fare con la tutela della salute pubblica.

La mia attività, da anni, è volta a smascherare le logiche che normalizzano l’azzardo: dall’istigazione digitale che invade i social e le piattaforme online, alle campagne pubblicitarie mascherate da informazione. Ho portato la mia voce anche in sede europea, con petizioni presentate al Parlamento UE per inserire il tema del gioco d’azzardo tra le priorità del Digital Services Act. È la prova che un cittadino può contribuire a spostare l’attenzione delle istituzioni, se supportato da firme e sostegno collettivo.

Questa petizione nasce per affermare un principio chiaro: la società civile deve essere ascoltata. Non possiamo più permettere che il silenzio istituzionale diventi complicità verso un fenomeno che impoverisce le persone e normalizza la dipendenza.

Firmare significa chiedere con forza che la salute, la responsabilità e la dignità dei cittadini vengano prima del profitto.

Chiediamo quindi a Parlamento, Governo e Autorità di regolazione di assumersi la piena responsabilità di fronte a un fenomeno che non può più essere considerato soltanto un mercato, ma un tema di salute pubblica e di civiltà.

Chiediamo che Parlamento, Governo e Autorità assumano un impegno chiaro: proteggere i cittadini prima del profitto.

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Angelo BerardiPromotore della petizioneUnico stakeholder esterno in Italia, accolto per due anni consecutivi (2024-2025) nei lavori istituzionali di riordino del gioco pubblico e attivo nel contrasto all’azzardo.
55 persone hanno firmato questa settimana

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I decisori

Agenzia delle Dogane e dei Monopoli
Agenzia delle Dogane e dei Monopoli
Direttore Generale Cons. Roberto Alesse

Voci dei sostenitori

Aggiornamenti sulla petizione