

Abbiamo raggiunto oltre 1.500 firme e 350 condivisioni.
Ma davanti a una piaga sociale che continua a colpire famiglie, giovani e soggetti fragili, questo non basta.
Il Disturbo da Gioco d’Azzardo continua ad avanzare mentre troppi fanno finta di non vedere, minimizzano o si limitano a parole di circostanza.
Per questo oggi vi chiedo qualcosa di più di una semplice firma.
Fate condividere questa petizione anche ai vostri figli.
Ai giovani. A chi vive ogni giorno nei social e negli ambienti digitali dove il gioco d’azzardo viene normalizzato, spettacolarizzato e banalizzato.
Perché educare un giovane a schierarsi contro tutto questo significa insegnargli che la responsabilità civile non è un concetto astratto:
è scegliere da che parte stare quando una società tollera ciò che danneggia i più fragili.
Su questa piattaforma la nostra voce non può essere compressa come avviene altrove.
Qui non ci sono algoritmi che decidono arbitrariamente chi può parlare e chi deve essere invisibile.
Ed è proprio per questo che dobbiamo sfruttare ogni singola condivisione.
Ogni condivisione mancata è una voce persa.
Ogni firma mancata è peso istituzionale che non costruiamo.
Ogni silenzio favorisce chi continua a speculare su questa dipendenza.
Se credete davvero che il Disturbo da Gioco d’Azzardo sia un problema reale,
allora questo è il momento di dimostrarlo.
Condividete massicciamente.
Coinvolgete amici, parenti, figli, colleghi.
Portate questa petizione ovunque possibile.
Perché chi specula sulla fragilità delle persone conta anche sull’indifferenza collettiva.
Rompiamola. Adesso.