Uno spazio universitario dedicato a Roberto Straccia

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Pescara è una città universitaria e, da sempre, ha goduto della presenza di moltissimi studenti e studentesse "fuorisede". Fra loro spicca il nome di Roberto, a cui vogliamo dedicare uno spazio affinché nessuno dimentichi la sua tragica vicenda avvenuta a Pescara nel 2011.

Chi è Roberto 

Roberto Straccia inizia la sua avventura universitaria nel 2008 a Pescara presso la Facolta di Mediazione Linguistica e Comunicazione Interculturale. Come tanti ragazzi della sua età vive in città, instaura nuove amicizie e divide le sue giornate tra lezioni, studio e sport. Ama divertirsi ma anche tenersi in forma: gioca a calcio, fa sport ed adora stare all'aria aperta; ha tanti amici a Moresco dove è nato e tra i suoi compagni universitari grazie al suo carattere dolce, il suo sorriso gentile ed il suo innato desiderio di aiutare gli altri e dare sempre una mano. Spesso torna nel weekend per rivedere i suoi amici e stare con la sua amata famiglia: è il classico "studente fuorisede".

La vita di Roberto a dicembre 2011 sembra perfetta: mancano due esami per completare il suo piano di studi e si prepara a sostenere da lì a poco la sua Tesi di Laurea.

Le giornate di studio di Roberto sono alternate ad ore di relax facendo jogging sul lungomare, un modo per rilassarsi e tenersi in forma.

 

Tutto cambia il 14 dicembre 2011.

 

Roberto come da sua consuetudine va a fare allenamento con l'immancabile ipod, le scarpe da running e una bustina di zucchero in tasca; lascia il telefono a casa come tanti di noi perchè per un corridore è d'intralcio. Si dirige verso il Ponte del Mare e lì si perdono le sue tracce. I suoi amici allarmati dopo ore da quando Roberto è uscito di casa avvisano la famiglia che non è ancora rientrato: non si sa dove sia, se gli sia successo qualcosa o qualcuno gli abbia fatto del male.

Parte una ricerca estenuante, senza tregua, in ogni angolo della città da parte della famiglia Straccia insieme ai suoi amici più cari e a tanti pescaresi che hanno sentito la sua storia nei telegiornali.

Le telecamere di sorveglianza sul lungomare hanno ripreso la corsa di Roberto solo sul versante Sud fino al Ponte del mare e da lì non si sa cosa sia successo: partono le indagini mentre famiglia ed amici continuano a cercare e sperare di ritrovare Roberto. Tutta Pescara è col fiato sospeso, tanti volontari si uniscono agli amici ed alla famiglia Straccia nella ricerca: non c'è angolo della città che non venga perlustrato senza che chi incontri Mario, il papà di Roberto, faccia sentire la vicinanza dell'intera città con un sorriso o una frase di incoraggiamento.

Il sogno di riabbracciare Roberto si spezza il 7 gennaio 2012 quando viene ritrovato a Bari Palese il corpo di Roberto.

Tutta la città abbraccia la famiglia Straccia e gli amici del ragazzo in un lutto straziante quanto assurdo perchè ancora oggi cosa sia successo a questo ragazzo e come il corpo sia arrivato lì è un mistero.

La giustizia e le indagini hanno fatto e continuano a fare il loro corso ma nel frattempo la città non ha dimenticato Roberto ricordando il suo nome in molte manifestazioni; anche l'Amministrazione Comunale commemora la sua memoria permettendo alla Famiglia l'affissione di una targa presso la Madonnina dei Pescatori.

Dedichiamo uno spazio universitario a Roberto Straccia: oltre a ricordarlo questa iniziativa concluderà simbolicamente il percorso universitario che egli aveva iniziato e che purtroppo non ha mai potuto completare.

L'iniziativa  è promossa da Gianmarco Girolami con la collaborazione dell'Associazione In Cammino con Roberto Straccia e vede il sostegno di Giovani democratici Abruzzo, Innovazione universitaria, Pas (Partecipazione attiva studentesca) Movimento 5 Stelle Pescara e + Europa Pescara.