PETIZIONE CHIUSA

Una legge sull'equo compenso per avvocati e professionisti

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Una legge che rivaluti il lavoro dei professionisti, rimettendo al centro l’equità delle loro retribuzioni e la qualità delle prestazioni.
La necessità di tutelare l’equo compenso riguarda in particolare gli avvocati, ma in generale tutti i professionisti: ingegneri, architetti, medici, dentisti, giornalisti, commercialisti. Lavoratori autonomi che sempre più spesso sono vessati da situazioni di squilibrio nei rapporti contrattuali con i clienti, soprattutto con i clienti “forti”, con banche, assicurazioni, enti pubblici.

A fare le spese di questa concorrenza al ribasso e del mancato rispetto dei minimi tariffari sono tutti i professionisti e in particolare quelli più giovani che si trovano a fronteggiare la crisi economica e, avendo meno potere contrattuale, purtroppo sperimentano sulla propria pelle una spaventosa erosione dei compensi oltre a forme di prevaricazione inaccettabili.
Avvocati e appartenenti alle professioni ordinistiche si trovano infatti costretti sempre più spesso ad accettare compensi ai limiti del decoro e a sottoscrivere convenzioni con i committenti “forti” o con le amministrazioni pubbliche contenenti clausole di natura vessatoria.

Ciò ha scatenato una concorrenza sfrenata, con prezzi al ribasso imposti dalle amministrazioni pubbliche e dai grossi committenti, che porta i soggetti più deboli ad accettare remunerazioni sottocosto con una inevitabile dequalificazione delle prestazioni. Gli appartenenti alle professioni ordinistiche diventano così sempre più spesso contraenti “deboli” nei confronti dei committenti, come evidenziato anche dalla drastica diminuzione dei redditi medi. Lo squilibrio contrattuale tra le parti in favore del committente produce un compenso non equo né dignitoso per il professionista, producendo nel tempo anche una inevitabile riduzione della qualità delle prestazioni.

E’ necessario, quindi, rimettere al centro il lavoro, la qualità delle prestazioni, e tutelare i lavoratori autonomi con una legge in grado di porre rimedio a queste evidenti ed ingiuste storture.
Chiediamo pertanto al Governo e al Parlamento l’approvazione in tempi rapidi di una legge sull’equo compenso, che stabilisca la corresponsione di un compenso proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, al contenuto, alle caratteristiche della prestazione dell’avvocato o del professionista, e che tenga conto anche dei minimi tariffari.



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