Petition updateUna donna non basta - Eine Frau ist zu wenig!Lettera aperta al Presidente - Offener Brief an den Landeshauptmann
Rete Donne Trentino Alto Adige Frauennetz Trentino SüdtirolBolzano, Italy
Feb 15, 2025

Deutsche Version folgt unten

Egregio Presidente,

il 19 febbraio durante la prossima seduta del Consiglio Regionale andrà in discussione il Disegno di legge regionale Nr.1 presentato e che avrebbe dovuto essere approvato dal Consiglio Regionale il 22/1/25 e che recitava “(…) la Giunta regionale deve essere composta da rappresentanti di entrambi i generi. La rappresentanza del genere meno rappresentato deve essere garantita almeno proporzionalmente alla sua consistenza in Consiglio regionale (…).” 

Come noto l’emendamento Segnana/Stauder elimina la seconda frase. Quindi il disegno di legge si limiterebbe a sancire il principio che la Giunta Regionale debba essere composta da entrambi i generi, il che porterebbe alla paradossale situazione in cui la presenza femminile in Giunta Regionale si potrebbe limitare ad una sola assessora. 

E’ oramai pacificamente acquisita la portata precettiva – e non solo riduttivamente programmatica – del principio di pari opportunità all'accesso agli uffici pubblici e alle cariche pubbliche di cui all'art. 51 della carta Costituzionale, inteso come esplicazione del principio fondamentale di eguaglianza sostanziale (art. 3) e a quest’ultimo accomunato dalla natura di diritto fondamentale.

Secondo giurisprudenza constante al principio di pari opportunità viene riconosciuta immediata efficacia applicativa, integrando lo stesso un parametro di legittimità sostanziale di attività amministrative discrezionali, rispetto alle quali si pone come limite conformativo. La sua diretta applicazione va di pari passo con l'interposizione di fonti attuative primarie o di altro livello, quali il d.lgs. 11 aprile 2006 n. 198 (Codice delle pari opportunità tra uomo e donna) e gli statuti comunali, provincia e regionali. 

Sotto il motto "Una donna non basta" si sono organizzate le donne di varie associazioni e gruppi attivi per le pari opportunità in Provincia e in Regione, che hanno lanciato una petizione, che al momento in cui scriviamo questa lettera ha raggiunto oltre 1.900 firme di donne e uomini sconcertati dal fatto che le misure volte a favorire la maggiore partecipazione delle donne in politica, siano nuovamente messe in predicato da logiche di trattativa politica maschile. E' evidente a tutte e a tutti che ogni posto in più ricoperto da una donna è un posto in meno per un uomo.

In Alto Adige Südtirol nel Piano d'Azione per la Parità di Genere il Campo d'Azione 5 "Stesse Persone, stessi diritti, stesso potere?"  afferma che il principio guida della Parità nella politica e partecipazione delle donne in tutti i settori è il seguente: “Le donne e gli uomini sono equamente rappresentati negli organi politici, partecipano ai processi decisionali su un piano di parità e svolgono un ruolo attivo nella formazione della vita politica e sociale”. 

Sempre in Alto Adige Südtirol il 31 gennaio di quest'anno, come Lei ricorderà, 70 donne profondamente motivate, hanno appena completato un corso di formazione per "Donne in Politica", fortemente voluto anche da Lei, in quanto Assessore Provinciale alle Pari Opportunità, proprio per promuove la presenza di donne in politica, donne che non possiamo deludere con una normativa che aprirebbe un pericoloso fronte all'equa rappresentanza tra i generi, nelle istituzioni.  

Una società democratica si fonda sulla partecipazione delle sue cittadine e dei suoi cittadini. A lungo termine, una democrazia non può permettersi di avere metà della popolazione sottorappresentata all’interno degli organi politici. Le donne contribuiscono al dibattito politico con prospettive e punti di vista diversi da quelli degli uomini. Insieme, donne e uomini discutono i temi in modo più dettagliato e con uno sguardo a tutto tondo.

Il Rapporto sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2022 delle Nazioni Unite afferma che “la rappresentanza femminile nelle posizioni decisionali sta compiendo passi lenti in maniera scoraggiante”. All’inizio del 2022, la quota di donne nei Parlamenti nazionali di tutto il mondo aveva tocca il 26,2 %, percentuale solo di poco superiore a quella del 2015.

Di questo passo ci vorranno altri 40 anni prima che donne e uomini siano equamente rappresentati*e nei Parlamenti nazionali. 

Alle elezioni del Parlamento Europeo del giugno 2024, sono state elette 278 donne su un totale di 720 deputati, rappresentando il 38,6% dell'assemblea. Questo dato segna una leggera diminuzione rispetto al 39,8% registrato nel 2019, rappresentando la prima flessione nella rappresentanza femminile dal 1979.

La quota femminile nel governo italiano di Giorgia Meloni (da ottobre 2022) è del 28 percento. Solo sette membri del governo su 25 sono donne. Nei governi di Mario Draghi e Giuseppe Conte la quota di donne aveva raggiunto il 33 percento, in quello di Matteo Renzi il 50 percento.

L’Alto Adige Südtirol ha ancora molta strada da fare: dal 10 marzo 1946 gli uomini dominano la politica provinciale e comunale altoatesina, nonostante anche le donne facciano da allora parte dell’elettorato passivo e attivo.

Nella legislatura 2023-2028, il Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano conta 10 consigliere, fatto che consente loro di occupare poco più di un quarto dei 35 seggi. 

Grazie alla legge sulla doppia preferenza di genere, il Consiglio della Provincia Autonoma di Trento, ne conta invece 14 su 35, pari al 40% dei seggi.

Nei 116 comuni altoatesini sono 13 le sindache, solo l’11 percento dei comuni altoatesini, quindi, è presieduto da donne. 

Nei consigli comunali dell’Alto Adige c’è solo 1 donna ogni 4 consiglieri.

Il Piano d'Azione per la parità di genere, contiene numerosi esempi di best practice per incentivare la partecipazione politica delle donne.

Le misure individuate dalle 200 associazioni, enti e organizzazioni che hanno partecipato alla redazione del piano, per migliorare la presenza delle donne in politica sono le seguenti:

- Introduzione del voto di preferenza di genere in occasione delle elezioni del Consiglio comunale e provinciale (misura 1); 

- Promozione della formazione e dell’aggiornamento politico delle donne (misura 2);

- Promozione della sensibilizzazione e della partecipazione ai processi di decisione politica (misura 3). 

Per questa misura sono stati individuati quali soggetti responsabili: il Consiglio dei Comuni, il Consiglio della Provincia Autonoma di Bolzano, il Comitato provinciale per le comunicazioni e l’Ufficio per la partecipazione e la formazione politica (non ancora attivo). Sono coinvolte, inoltre, la Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol, Economia Alto Adige e le associazioni di categoria, i media e i*le giornalisti*e, l’amministrazione provinciale e le associazioni (di donne).

Proprio perché il Piano d'Azione per la parità di genere rappresenta per la Commissione Provinciale Pari Opportunità e, lo sappiamo, anche per Lei nel suo ruolo di Assessore competente, il punto di riferimento per le politiche di equità nei confronti delle donne sul nostro territorio e perché la Giunta Provinciale con delibera n. 666 dell’08/08/2023 ne ha preso atto incaricando i propri dirigenti di verificarne l’attuabilità, ci aspettiamo che le azioni politiche non vadano in netto contrasto con i contenuti del Piano stesso.

Ed è per questo motivo, che Le chiediamo in nome e per conto di tutte le donne e non solo delle Province Autonome di Trento e di Bolzano la riformulazione dell'emendamento al DDL nr. 1 come segue:

Nella Giunta regionale ogni genere è rappresentato secondo un rapporto equilibrato fra i generi, con arrotondamento all’unità inferiore in caso di cifra decimale inferiore a cinquanta e con arrotondamento all’unità superiore in caso di cifra decimale pari o superiore a cinquanta.

Norma transitoria e finale: 

In prima applicazione, la Giunta regionale è costituita secondo le disposizioni della presente legge successivamente al turno generale del 2028 per l’elezione dei consigli provinciali in entrambe le Province.

Confidando che lei possa mettere in atto tutta la sua capacità di mediazione politica, per non tradire i valori di equità che ispirano la nostra comunità e il nostro territorio, attendiamo un suo riscontro e salutiamo cordialmente

La Commissione Provinciale per le Pari Opportunità per le Donne

(in attuazione della delibera votata all’unanimità durante la riunione del 05.02.2025). 

Bolzano, 14/02/2025

La Presidente Ulrike Oberhammer                                                                                    La Vicepresidente Nadia Mazzardis 

----

Sehr geehrter Herr Präsident,

am 19. Februar wird der Regionalrat in seiner Sitzung über den vorgelegten Entwurf des Regionalgesetzes Nr. 1 beraten, der am 22.01.2025 vom Regionalrat hätte verabschiedet werden sollen und in dem es heißt: "(...) der Regionalrat muss sich aus Vertretern beider Geschlechter zusammensetzen. Die Vertretung des weniger stark vertretenen Geschlechts muss mindestens im Verhältnis zu seiner Größe im Regionalrat gewährleistet sein (...)". 

 

Wie Sie wissen, wird durch den Änderungsantrag Segnana/Stauder der zweite Satz gestrichen. Der Gesetzentwurf würde also lediglich den Grundsatz verankern, dass der Regionalrat aus beiden Geschlechtern bestehen muss, was zu der paradoxen Situation führen würde, dass die weibliche Präsenz im Regionalrat auf ein einziges weibliches Ratsmitglied beschränkt sein könnte. 

Mittlerweile steht es außer Frage, dass ist die Tragweite des verpflichtend einzuhaltenden und nicht nur reduktiv-programmatische Grundsatzes der Chancengleichheit beim Zugang zu öffentlichen Ämtern und Positionen, wie er vom Artikel 51 der Verfassung vorgesehen ist, als Ausprägung des Grundprinzips der grundlegenden Gleichstellung  (Artikel 3) gilt und mit letzterem durch den Charakter eines Grundrechts verbunden ist.

Nach ständiger Rechtsprechung wird dem Grundsatz der Chancengleichheit eine unmittelbare Anwendbarkeit zuerkannt, da er ein Parameter für die materielle Legitimität des Verwaltungshandelns ist, in Bezug auf das er als konforme Grenze wirkt. Seine unmittelbare Anwendung geht Hand in Hand mit der Einfügung primärer oder auf anderen Ebenen erlassenen Rechtsquellen, wie dem Gesetzesdekret Nr. 198 vom 11. April 2006 (Kodex der Chancengleichheit von Männern und Frauen) und den Satzungen in den Gemeinden, Provinzen und in der Region.

Unter dem Motto "Eine Frau ist nicht genug" haben sich die Frauen verschiedener Verbände und Gruppen, die sich für die Chancengleichheit in der Provinz und der Region einsetzen, organisiert und eine Petition gestartet, die zum Zeitpunkt der Abfassung dieses Schreibens über 1.900 Unterschriften von Frauen und Männern erreicht hat, die darüber verunsichert sind, dass Maßnahmen zur Förderung einer stärkeren Beteiligung von Frauen an der Politik wieder einmal durch männliche politische Verhandlungslogiken in den Hintergrund gedrängt werden. Es ist für alle offensichtlich, dass jeder zusätzliche Posten, den eine Frau innehat, ein Posten weniger für einen Mann ist.

Im Südtiroler Gleichstellungsaktionsplan von Frauen und Männern heißt es im Handlungsfeld 5 "Gleiche Menschen, gleiches Recht, gleiche Macht?", dass der Leitsatz für die Gleichstellung in der Politik und die Beteiligung von Frauen in allen Bereichen lautet: "Frauen und Männer sind in den politischen Gremien gleichberechtigt vertreten, nehmen gleichberechtigt an Entscheidungsprozessen teil und gestalten das politische und gesellschaftliche Leben aktiv mit". 

Auch in Südtirol haben, wie Sie sich erinnern werden, am 31. Januar dieses Jahres 70 hochmotivierte Frauen einen Lehrgang für "Frauen in der Gemeindepolitik" abgeschlossen, der von Ihnen als Landesrat für Chancengleichheit nachdrücklich unterstützt wurde, gerade um die Präsenz von Frauen in der Politik zu fördern, Frauen, die wir nicht mit einer Gesetzgebung enttäuschen dürfen, die eine gefährliche Beschränkung für die gleichberechtigte Vertretung der Geschlechter in den Institutionen  eröffnen würde.  

Eine demokratische Gesellschaft lebt von der Beteiligung ihrer Bürgerinnen und Bürger. Eine Demokratie kann es sich auf Dauer nicht leisten, die Hälfte ihrer Bevölkerung in den politischen Gremien unterrepräsentiert zu haben. Frauen bringen bei politischen Diskussionen andere Blickwinkel und Sichtweisen ein als Männer. Gemeinsam, Frauen und Männer diskutieren Themen ausführlicher und mit einem ganzheitlichen Blick. 

Im Bericht 2022 der Vereinten Nationen zur Erreichung der Ziele für nachhaltige Entwicklung heißt es: "Die Vertretung von Frauen in Entscheidungspositionen kommt entmutigend langsam voran." Zu Jahresbeginn 2022 lag der Frauenanteil in den nationalen Parlamenten weltweit bei 26,2 Prozent und damit nur leicht höher als 2015. Geht es in diesem Tempo weiter, dauert es noch 40 Jahre, bis Frauen und Männer in den nationalen Parlamenten gleichwertig vertreten sind.

Bei den Wahlen zum Europäischen Parlament im Juni 2024 wurden 278 Frauen von insgesamt 720 Abgeordneten gewählt, was einem Frauenanteil von 38,6 Prozent entspricht. Dies ist ein leichter Rückgang gegenüber dem Anteil von 39,8 % im Jahr 2019 und stellt den ersten Rückgang des Frauenanteils seit 1979 dar.

Der Frauenanteil in der italienischen Regierung von Giorgia Meloni (seit Oktober 2022) beträgt 28 %. Nur 7 von 25 Regierungsmitgliedern sind weiblich. In den Kabinetten von Mario Draghi und Giuseppe Conte lag der Frauenanteil bei 33 %, im Kabinett von Matteo Renzi bei 50 %.

Südtirol hat noch einen weiten Weg vor sich: Seit 10. März 1946 dominieren in der Südtiroler Landes- und Gemeindepolitik die Männer, obwohl sich Frauen seither aktiv und passiv an politischen Wahlen beteiligen können.

In der Legislaturperiode 2023-2028 sitzen im Südtiroler Landtag 10 weibliche Abgeordnete, die damit etwas mehr als ein Viertel der 35 Sitze besetzen.

Dank des Gesetzes über die doppelte Vorzugsstimme verfügt der Rat der Landtag der Autonomen Provinz Trient über 14 von 35 Sitzen, d.h. 40 % der Sitze.

In den 116 Südtiroler Gemeinden gibt es 13 Bürgermeisterinnen. Nur 11 Prozent der Südtiroler Gemeinden werden also von Frauen angeführt. In den Südtiroler Gemeinderäten ist nur jedes vierte Mitglied weiblich.

Der Gleichstellungsaktionsplan enthält zahlreiche Beispiele für bewährte Verfahren zur Förderung der politischen Beteiligung von Frauen.

Die 200 Verbände, Einrichtungen und Organisationen, die an der Ausarbeitung des Plans mitgewirkt haben, haben folgende Maßnahmen zur Verbesserung der Präsenz von Frauen in der Politik genannt:

- Einführung der geschlechtsspezifischen Stimmabgabe bei Gemeinde- und Landtagswahlen (Maßnahme 1) 

- Förderung der politischen Bildung und Ausbildung von Frauen (Maßnahme 2);

- Förderung des Bewusstseins und der Beteiligung an politischen Entscheidungsprozessen (Maßnahme 3). 

Folgende Akteure wurden als Verantwortliche für diese Maßnahme identifiziert: der Gemeinderat, der Südtiroler Landtag, der Kommunikationsbeirat der Provinz und das Büro für Partizipation und politische Bildung (noch nicht aktiv). Darüber hinaus sind die Autonome Region Trentino-Südtirol, Economia Alto Adige und die Wirtschaftsverbände, die Medien und Journalist*innen, die Provinzverwaltung und (Frauen-)Vereine beteiligt.

Gerade weil der Aktionsplan für die Gleichstellung der Geschlechter für den Landesbeirat für Chancengleichheit der Provinz und, wie wir wissen, auch für Sie in Ihrer Rolle als zuständigen Landesrat den Bezugspunkt für eine gerechte Politik gegenüber den Frauen in unserem Territorium darstellt, und weil die Südtiroler Landesregierung ihn mit Beschluss Nr. 666 vom 08.08.2023 zur Kenntnis genommen und die Führungskräfte beauftragt hat, seine Durchführbarkeit zu überprüfen, erwarten wir, dass die politischen Maßnahmen nicht in klarem Widerspruch zum Inhalt des Plans selbst stehen werden.

Aus diesem Grund bitten wir Sie im Namen aller Frauen und nicht nur der Autonomen Provinzen Trient und Bozen, die Änderung der DDL Nr. 1 wie folgt umzuformulieren: 

In der Regionalregierung müssen beide Geschlechter in einem ausgewogenen Geschlechterverhältnis vertreten sein, wobei darüber hinaus die Dezimalstellen unter fünfzig auf die nächstniedrigere ganze Zahl abgerundet und Dezimalstellen gleich oder über fünfzig auf die nächsthöhere ganze Zahl aufgerundet werden. 

Übergangs- und Schlussbestimmung: 

Bei der erstmaligen Anwendung wird die Regionalregierung nach den allgemeinen Landtagswahlen in beiden Provinzen im Jahre 2028 entsprechend den gegenständlichen Gesetzesbestimmungen gebildet.

Im Vertrauen darauf, dass Sie in der Lage sein werden, Ihr ganzes politisches Vermittlungsgeschick einzusetzen, um die Werte der Fairness, die unsere Gemeinschaft und unser Gebiet beseelen, nicht zu verraten, erwarten wir Ihre Antwort und grüßen Sie herzlich

Der Landesbeirat für die Chancengleichheit der Frauen

(in Umsetzung des einstimmig gefassten Beschlusses in der Sitzung vom 05.02.2025). 

Bozen, 14.02.2025

Die Präsidentin Ulrike Oberhammer  

Die Vizepräsidentin Nadia Mazzardis 

 

                                                                       

Copy link
WhatsApp
Facebook
Nextdoor
Email
X