Un'unica colpa: voler lavorare nei luoghi che amiamo.


Un'unica colpa: voler lavorare nei luoghi che amiamo.
Il problema
Il preavviso del Bando delle Cinque Terre di quest'anno è stato pubblicato alle 17.00 del 18 Marzo 2026 mentre il bando vero e proprio è uscito alle 12.00 del giorno successivo (19 Marzo, festa patronale a La Spezia): le aziende hanno avuto meno di 24 ore per sapere cosa sarebbe servito per partecipare al bando. Tante aziende storiche non hanno avuto tempo e modo di organizzarsi, anche in relazione al tema dei motori elettrici, della casse di raccolta delle acque di scolo ecc.
Per pochi minuti (dato che l'ordine cronologico di presentazione dell'istanza era un altro dei parametri da "rispettare"), imprese che per anni hanno lavorato alle Cinque Terre, sono state scartate.
In questa maniera, con un Bando che cambia di anno in anno, è impossibile fare una programmazione aziendale.
E' impensabile fare investimenti non avendo "garanzie" che l'anno successivo la stessa azienda potrà ancora operare o meno in determinate zone. Non si possono stringere collaborazioni o rapporti con altri enti turistici se poi non si possono rispettare.
Paradossalmente avere un barca del tutto elettrica (la più eco-sostenibile di tutte) non avrebbe garantito nemmeno in questa maniera la certezza assoluta di rientrare nel bando.
Tutto ciò è inverosimile. E solo nelle nostre zone le cose funzionano così. In nessun'altra parte d'Italia esiste un regolamento del genere.
E che colpe ne abbiamo noi ? Solo quella di essere giovani innamorati del proprio territorio che come unico sogno hanno quello di lavorare per valorizzare i luoghi che amano.
Ma tutto ciò ci è negato. E a noi non va più bene!
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Il problema
Il preavviso del Bando delle Cinque Terre di quest'anno è stato pubblicato alle 17.00 del 18 Marzo 2026 mentre il bando vero e proprio è uscito alle 12.00 del giorno successivo (19 Marzo, festa patronale a La Spezia): le aziende hanno avuto meno di 24 ore per sapere cosa sarebbe servito per partecipare al bando. Tante aziende storiche non hanno avuto tempo e modo di organizzarsi, anche in relazione al tema dei motori elettrici, della casse di raccolta delle acque di scolo ecc.
Per pochi minuti (dato che l'ordine cronologico di presentazione dell'istanza era un altro dei parametri da "rispettare"), imprese che per anni hanno lavorato alle Cinque Terre, sono state scartate.
In questa maniera, con un Bando che cambia di anno in anno, è impossibile fare una programmazione aziendale.
E' impensabile fare investimenti non avendo "garanzie" che l'anno successivo la stessa azienda potrà ancora operare o meno in determinate zone. Non si possono stringere collaborazioni o rapporti con altri enti turistici se poi non si possono rispettare.
Paradossalmente avere un barca del tutto elettrica (la più eco-sostenibile di tutte) non avrebbe garantito nemmeno in questa maniera la certezza assoluta di rientrare nel bando.
Tutto ciò è inverosimile. E solo nelle nostre zone le cose funzionano così. In nessun'altra parte d'Italia esiste un regolamento del genere.
E che colpe ne abbiamo noi ? Solo quella di essere giovani innamorati del proprio territorio che come unico sogno hanno quello di lavorare per valorizzare i luoghi che amano.
Ma tutto ciò ci è negato. E a noi non va più bene!
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Petizione creata in data 24 aprile 2026