Un tetto per chi ne ha bisogno: Verona dimostri di essere umana


Un tetto per chi ne ha bisogno: Verona dimostri di essere umana
Il problema
Pregiatissimo Prefetto, pregiatissimo Sindaco di Verona,
tra pochi giorni, circa settanta persone straniere, legittimamente presenti sul suolo italiano, saranno sfrattate dai dormitori comunali dove hanno passato l’inverno.
Si aggiungeranno ad altre decine di migranti che non sono mai entrati nei dormitori per mancanza di posti, e che continuano a cercare disperatamente alloggi di fortuna. Si tratta di persone che hanno ottenuto l’asilo o un’altra forma di protezione internazionale o umanitaria, e che stanno lavorando (spesso con lavori precari o in nero, e in condizioni di pesante sfruttamento) nell’agricoltura e nella logistica. Non hanno una loro casa, sia a causa della precarietà del loro lavoro, sia perché è molto difficile trovare proprietari di appartamenti disposti ad affittarli agli stranieri.
Dal 1° giugno perderanno pure il posto al dormitorio, il che significa che non avranno neppure accesso ai servizi igienici, alla doccia e alla lavanderia. Non diventeranno invisibili, come qualcuno forse vorrebbe, e non se ne andranno da Verona. Alcuni di loro si arrangeranno a dormire all’aperto, altri occuperanno case sfitte. Poi arriverà la polizia locale a sgomberarli, con l’immancabile seguito di telecamere per dimostrare che il Comune combatte “il degrado”. E loro andranno ad occupare altre case e altre aree di periferia, e a vivere in condizioni impossibili, in un “gioco” di occupazioni e sgomberi assurdo, costoso, inefficace, dove non vince nessuno e perdono tutti. Soprattutto perdono i più deboli e perde il concetto stesso di dignità umana, mentre forse qualcuno guadagna una manciata di consensi per poi trovarsi prigioniero dell’odio xenofobo che ha fomentato.
E’ora di finirla con questa disumana guerra ai poveri, agli ultimi, a persone che sono scappate dalla miseria e spesso anche dalla violenza, dalle bombe e dal terrorismo. E’ora di dimostrare che questa città sa accogliere, sa tutelare la dignità umana, sa offrire un futuro a chi, venendo da altre parti del mondo, vuole restare, lavorare e contribuire allo sviluppo della società. E’ora di dire che non c’è sicurezza per nessuno se decine o centinaia di persone sono costrette a vivere sulla strada, a nascondersi, ad occupare case abbandonate.
Signor Prefetto, signor Sindaco, vi chiediamo di lasciare aperti i dormitori per queste persone, per garantire loro, nell’immediato, un riparo per la notte, una doccia e i servizi igienici. Vi chiediamo di studiare soluzioni a medio termine, ad esempio attraverso la ristrutturazione e la messa a disposizione di edifici pubblici inutilizzati, che gli stessi ospiti potrebbero contribuire a pulire e a tenere in buone condizioni di manutenzione. E chiediamo al Comune di adottare una vera politica per fronteggiare l’emergenza abitativa, che purtroppo, con la prossima, probabile fine del blocco degli sfratti e dei licenziamenti, interesserà non solo i migranti, ma centinaia e forse migliaia di famiglie veronesi.
Perché vinca davvero la sicurezza, devono vincere la solidarietà, l’inclusione, la dignità di tutti gli esseri umani.
Verona, fine maggio 2021
PRIMI FIRMATARI:
Il gruppo “Radici dei diritti” dell’Università di Verona
Roberto Leone, docente Università di Verona
Maurizio Sartori, avvocato
Renzo Segala, avvocato
Rosanna Credendino, avvocata
Anna Schena, project manager, presidente della Cooperativa Sociale Glocal Factory
Demetrio Chiappa, presidente della Cooperativa DOC Servizi
Rosalba Granuzzo, dirigente scolastica in pensione
Corrado Bares, Cgil Verona
Antonella Longo, insegnante in pensione
Francesco Orecchio, studente del Conservatorio musicale
Simone Rodriquez, violinista
Sebastiano Venturi, studente universitario
Valeria Quartaroli, Projecting Junior Expert - Glocal Factory S.C.S.
Francesco Trapani, ingegnere libero professionista
Attilio Orecchio, funzionario pubblico
Saverio Tribuzio, insegnante Istituto professionale Fermi
Elvira Antolini, medico
Franco Nogara, pensionato
Elisa Zamboni, insegnante di scuola primaria
Nadia Olivieri, insegnante in distacco all'Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea
Agata La Terza, insegnante e collaboratrice dell’Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea
Lucia Olini, docente del Liceo Messedaglia
Cristina Antonini, docente del Liceo Maffei
Renata Semizzi, docente del Liceo Artistico
Dario Dalla Mura, associazione Memoria Immagine
Renata Castellani, servizio Inclusione e Accessibilità, Università di Verona
Sofia Tagliente, studentessa di Medicina e Chirurgia Università di Verona
Laura Agostini, insegnante e geologa
Luisa Berettini, pensionata
Francesco Pasquariello, insegnante in pensione
Alessandra Monducci, assistente sociale
Gaia Guarienti, docente di scuola superiore
Stefano Picotti, già docente di scuola superiore
Andrea Gentileschi
Maurizio Framba
Luisa Spencer, componente del comitato direttivo del “Circolo della rosa”
Sonia Olivieri, coadiutore amministrativo senior
Sofia Gentileschi
Patrizia Bertoncin, impiegata
Albina Maria Rigo, insegnante in pensione
Flavia Ugolini
Cesarina Amatore
Gabriele Mazzi, insegnante in pensione
Il problema
Pregiatissimo Prefetto, pregiatissimo Sindaco di Verona,
tra pochi giorni, circa settanta persone straniere, legittimamente presenti sul suolo italiano, saranno sfrattate dai dormitori comunali dove hanno passato l’inverno.
Si aggiungeranno ad altre decine di migranti che non sono mai entrati nei dormitori per mancanza di posti, e che continuano a cercare disperatamente alloggi di fortuna. Si tratta di persone che hanno ottenuto l’asilo o un’altra forma di protezione internazionale o umanitaria, e che stanno lavorando (spesso con lavori precari o in nero, e in condizioni di pesante sfruttamento) nell’agricoltura e nella logistica. Non hanno una loro casa, sia a causa della precarietà del loro lavoro, sia perché è molto difficile trovare proprietari di appartamenti disposti ad affittarli agli stranieri.
Dal 1° giugno perderanno pure il posto al dormitorio, il che significa che non avranno neppure accesso ai servizi igienici, alla doccia e alla lavanderia. Non diventeranno invisibili, come qualcuno forse vorrebbe, e non se ne andranno da Verona. Alcuni di loro si arrangeranno a dormire all’aperto, altri occuperanno case sfitte. Poi arriverà la polizia locale a sgomberarli, con l’immancabile seguito di telecamere per dimostrare che il Comune combatte “il degrado”. E loro andranno ad occupare altre case e altre aree di periferia, e a vivere in condizioni impossibili, in un “gioco” di occupazioni e sgomberi assurdo, costoso, inefficace, dove non vince nessuno e perdono tutti. Soprattutto perdono i più deboli e perde il concetto stesso di dignità umana, mentre forse qualcuno guadagna una manciata di consensi per poi trovarsi prigioniero dell’odio xenofobo che ha fomentato.
E’ora di finirla con questa disumana guerra ai poveri, agli ultimi, a persone che sono scappate dalla miseria e spesso anche dalla violenza, dalle bombe e dal terrorismo. E’ora di dimostrare che questa città sa accogliere, sa tutelare la dignità umana, sa offrire un futuro a chi, venendo da altre parti del mondo, vuole restare, lavorare e contribuire allo sviluppo della società. E’ora di dire che non c’è sicurezza per nessuno se decine o centinaia di persone sono costrette a vivere sulla strada, a nascondersi, ad occupare case abbandonate.
Signor Prefetto, signor Sindaco, vi chiediamo di lasciare aperti i dormitori per queste persone, per garantire loro, nell’immediato, un riparo per la notte, una doccia e i servizi igienici. Vi chiediamo di studiare soluzioni a medio termine, ad esempio attraverso la ristrutturazione e la messa a disposizione di edifici pubblici inutilizzati, che gli stessi ospiti potrebbero contribuire a pulire e a tenere in buone condizioni di manutenzione. E chiediamo al Comune di adottare una vera politica per fronteggiare l’emergenza abitativa, che purtroppo, con la prossima, probabile fine del blocco degli sfratti e dei licenziamenti, interesserà non solo i migranti, ma centinaia e forse migliaia di famiglie veronesi.
Perché vinca davvero la sicurezza, devono vincere la solidarietà, l’inclusione, la dignità di tutti gli esseri umani.
Verona, fine maggio 2021
PRIMI FIRMATARI:
Il gruppo “Radici dei diritti” dell’Università di Verona
Roberto Leone, docente Università di Verona
Maurizio Sartori, avvocato
Renzo Segala, avvocato
Rosanna Credendino, avvocata
Anna Schena, project manager, presidente della Cooperativa Sociale Glocal Factory
Demetrio Chiappa, presidente della Cooperativa DOC Servizi
Rosalba Granuzzo, dirigente scolastica in pensione
Corrado Bares, Cgil Verona
Antonella Longo, insegnante in pensione
Francesco Orecchio, studente del Conservatorio musicale
Simone Rodriquez, violinista
Sebastiano Venturi, studente universitario
Valeria Quartaroli, Projecting Junior Expert - Glocal Factory S.C.S.
Francesco Trapani, ingegnere libero professionista
Attilio Orecchio, funzionario pubblico
Saverio Tribuzio, insegnante Istituto professionale Fermi
Elvira Antolini, medico
Franco Nogara, pensionato
Elisa Zamboni, insegnante di scuola primaria
Nadia Olivieri, insegnante in distacco all'Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea
Agata La Terza, insegnante e collaboratrice dell’Istituto veronese per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea
Lucia Olini, docente del Liceo Messedaglia
Cristina Antonini, docente del Liceo Maffei
Renata Semizzi, docente del Liceo Artistico
Dario Dalla Mura, associazione Memoria Immagine
Renata Castellani, servizio Inclusione e Accessibilità, Università di Verona
Sofia Tagliente, studentessa di Medicina e Chirurgia Università di Verona
Laura Agostini, insegnante e geologa
Luisa Berettini, pensionata
Francesco Pasquariello, insegnante in pensione
Alessandra Monducci, assistente sociale
Gaia Guarienti, docente di scuola superiore
Stefano Picotti, già docente di scuola superiore
Andrea Gentileschi
Maurizio Framba
Luisa Spencer, componente del comitato direttivo del “Circolo della rosa”
Sonia Olivieri, coadiutore amministrativo senior
Sofia Gentileschi
Patrizia Bertoncin, impiegata
Albina Maria Rigo, insegnante in pensione
Flavia Ugolini
Cesarina Amatore
Gabriele Mazzi, insegnante in pensione
PETIZIONE CHIUSA
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I decisori
Petizione creata in data 25 maggio 2021