

Un piano nazionale per il verde: città più fresche e aria più pulita.
Il problema
Ogni anno le nostre estati diventano più calde, l'aria più irrespirabile e i territori più aridi. Viaggiando lungo le nostre autostrade e strade statali, l'orizzonte è spesso dominato da distese di cemento, asfalto rovente e scarpate abbandonate. Nelle nostre città, la situazione non è migliore: isole di calore asfissianti dove il cemento imprigiona l'afa, dove lo smog e l'inquinamento acustico mettono a rischio la nostra salute.
Non possiamo più permetterci di affrontare questa emergenza con interventi isolati e frammentati. I singoli comuni spesso non hanno le risorse economiche o la forza politica per agire in autonomia.
Serve una legge nazionale sistematica e centralizzata.
Chiediamo al Governo e al Parlamento l'approvazione immediata di una legge quadro che imponga due pilastri fondamentali per la transizione ecologica e il benessere dei cittadini:
1. Autostrade e Statali Verdi
L'obbligo di piantumazione sistematica di vegetazione autoctona e alberature fitte lungo i lati, le scarpate e i nodi di scambio di tutte le autostrade e le strade statali italiane. Questo intervento garantirà tre enormi benefici:
Contenimento dello smog: gli alberi fungono da filtri naturali, catturando le emissioni di CO2 e le polveri sottili proprio lì dove vengono prodotte.
Abbattimento delle temperature: la vegetazione riduce l'effetto albedo dell'asfalto, rinfrescando l'aria.
Isolamento acustico: barriere alberate e siepi dense funzionano come veri e propri "schermi fonoassorbenti" naturali, riducendo drasticamente il rombo costante del traffico che tormenta chi vive vicino alle grandi arterie.
2. Un livello minimo di verde urbano obbligatorio
La legge deve prevedere un vincolo nazionale per tutti i Comuni, imponendo una percentuale minima di verde sistematico all'interno dei centri abitati. Ogni spazio disponibile — aiuole, rotatorie, parchi, cortili scolastici — deve essere convertito per creare "micro-polmoni" urbani diffusi che garantiscano:
Ossigenazione e aria pulita nei quartieri più densamente popolati.
Ristoro, ombra e silenzio: gli alberi non solo proteggono dal caldo estremo, ma assorbono anche il riverbero del rumore cittadino, restituendo quiete e benessere psicofisico agli abitanti.
Perché una legge nazionale?
Perché la crisi climatica corre più veloce della burocrazia locale. Una legge dello Stato permetterebbe di stanziare fondi dedicati, stabilire standard uniformi da Nord a Sud e dare ai comuni le risorse necessarie per agire, senza lasciare indietro nessuno.
Trasformiamo i chilometri di asfalto che uniscono l'Italia in corridoi ecologici e le nostre città in luoghi più freschi e vivibili.
Firma questa petizione per chiedere una legge nazionale sul verde obbligatorio. Il futuro del nostro clima e della nostra salute dipende dalle scelte di oggi.

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Il problema
Ogni anno le nostre estati diventano più calde, l'aria più irrespirabile e i territori più aridi. Viaggiando lungo le nostre autostrade e strade statali, l'orizzonte è spesso dominato da distese di cemento, asfalto rovente e scarpate abbandonate. Nelle nostre città, la situazione non è migliore: isole di calore asfissianti dove il cemento imprigiona l'afa, dove lo smog e l'inquinamento acustico mettono a rischio la nostra salute.
Non possiamo più permetterci di affrontare questa emergenza con interventi isolati e frammentati. I singoli comuni spesso non hanno le risorse economiche o la forza politica per agire in autonomia.
Serve una legge nazionale sistematica e centralizzata.
Chiediamo al Governo e al Parlamento l'approvazione immediata di una legge quadro che imponga due pilastri fondamentali per la transizione ecologica e il benessere dei cittadini:
1. Autostrade e Statali Verdi
L'obbligo di piantumazione sistematica di vegetazione autoctona e alberature fitte lungo i lati, le scarpate e i nodi di scambio di tutte le autostrade e le strade statali italiane. Questo intervento garantirà tre enormi benefici:
Contenimento dello smog: gli alberi fungono da filtri naturali, catturando le emissioni di CO2 e le polveri sottili proprio lì dove vengono prodotte.
Abbattimento delle temperature: la vegetazione riduce l'effetto albedo dell'asfalto, rinfrescando l'aria.
Isolamento acustico: barriere alberate e siepi dense funzionano come veri e propri "schermi fonoassorbenti" naturali, riducendo drasticamente il rombo costante del traffico che tormenta chi vive vicino alle grandi arterie.
2. Un livello minimo di verde urbano obbligatorio
La legge deve prevedere un vincolo nazionale per tutti i Comuni, imponendo una percentuale minima di verde sistematico all'interno dei centri abitati. Ogni spazio disponibile — aiuole, rotatorie, parchi, cortili scolastici — deve essere convertito per creare "micro-polmoni" urbani diffusi che garantiscano:
Ossigenazione e aria pulita nei quartieri più densamente popolati.
Ristoro, ombra e silenzio: gli alberi non solo proteggono dal caldo estremo, ma assorbono anche il riverbero del rumore cittadino, restituendo quiete e benessere psicofisico agli abitanti.
Perché una legge nazionale?
Perché la crisi climatica corre più veloce della burocrazia locale. Una legge dello Stato permetterebbe di stanziare fondi dedicati, stabilire standard uniformi da Nord a Sud e dare ai comuni le risorse necessarie per agire, senza lasciare indietro nessuno.
Trasformiamo i chilometri di asfalto che uniscono l'Italia in corridoi ecologici e le nostre città in luoghi più freschi e vivibili.
Firma questa petizione per chiedere una legge nazionale sul verde obbligatorio. Il futuro del nostro clima e della nostra salute dipende dalle scelte di oggi.

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Petizione creata in data 23 giugno 2026