Un no secco al riarmo

Il problema

Italiano

1. La Russia non è un pericolo per l’Europa. 
Non esiste documento o dichiarazione o analisi ragionevole che diano il benché minimo fondamento alla tesi contraria. Se anche si ignora il mancato rispetto degli accordi per il non allargamento della Nato e per la neutralità dell’Ucraina, e si attribuisce interamente alla Russia la responsabilità della guerra, resta il fatto che l’interesse della Russia è quello di avere buoni rapporti con l’Europa, che rappresenta per lei un grande mercato, non certo quello di farsela nemica. Altrettanto dovrebbe essere per l’Europa, di cui del resto la Russia è parte. 


2. I governanti europei, che insieme ai maggiori media sono stati al seguito degli USA di Biden e hanno agito contro l’interesse dei loro popoli, perseverano nella loro orribile politica anche dopo che la nuova amministrazione statunitense sembra aver abbandonato il disegno dei neocon. Vogliono impegnare centinaia di miliardi per armare il continente, Germania per prima, contro un nemico che loro stessi si sono inventati, anche col fine politico di darsi nuova legittimazione. 
Ma le vere motivazioni sembrano essere altre: foraggiare l’industria delle armi; creare una giustificazione al taglio delle spese sociali, a iniziare dalla sanità e dalla formazione; spalancare le porte, che già hanno aperto, alla totale privatizzazione dello stato sociale. I governanti europei, e i media che li affiancano, agiscono nell’interesse dei grandi gruppi finanziari che già controllano gran parte dell’economia, dell’informazione e della politica nell’intero occidente.


3. L’idea che di fronte a un pericolo, in questo caso pure inesistente, si debba rispondere, nell’era atomica, investendo nelle armi, se non ci fossero dietro corposi interessi economici e di dominio, sarebbe solo segno di squilibrio mentale. Anche una guerra che nascesse come convenzionale, degenererebbe inevitabilmente in guerra nucleare quando una delle parti stesse per perderla. Nell’apocalisse che ne seguirebbe, avrebbe comunque il sopravvento chi dispone di vettori inattaccabili, cioè la Russia. A dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, che il vero obiettivo dei governanti europei, e di chi li sostiene, è solo quello di trasformare il welfare in warfare e di assecondare il processo in atto di centralizzazione della ricchezza a danno delle popolazioni. 


4. Nell’era nucleare non esiste alternativa umanamente accettabile che non sia la pace attraverso la diplomazia. A questo dovrebbero dedicarsi i governanti. E tutte le risorse disponibili dovrebbero servire soltanto ad accrescere la giustizia sociale e il benessere delle persone, già duramente colpite da trent’anni di sfrenato liberismo. 
Questi sono i due veri punti discriminanti con i quali occorre giudicare chi pretende di governare.
I nuovi riarmisti, invece, ci vogliono in guerra.

English

1. Russia is not a danger to Europe.
 
There is no reasonable document or statement or analysis that gives the slightest foundation to the contrary thesis. Even if one ignores the failure to respect the agreements for the non-enlargement of NATO and for the neutrality of Ukraine, and attributes the responsibility for the war entirely to Russia, the fact remains that Russia’s interest is to have good relations with Europe, which represents a large market for it, certainly not to make it its enemy. The same should be true for Europe, of which Russia is a part.
 
2. The European governments, who together with the major media have followed Biden’s USA and have acted against the interests of their peoples, are persevering in their horrible policy even after the new US administration seems to have abandoned the neocon plan. They want to commit hundreds of billions to arm the continent, Germany first, against an enemy that they themselves invented, also with the political aim of giving themselves new legitimacy.
 
But the real motivations seem to be different: to support the arms industry; to create a justification for cutting social spending, starting with healthcare and education; to throw open the doors, which have already opened, to the total privatization of the welfare state. European governments, and the media that support them, act in the interests of large financial groups that already control a large part of the economy, information and politics in the entire West.
 
3. The idea that in the face of a danger, in this case even non-existent, one should respond, in the atomic age, by investing in weapons, if there were not substantial economic interests and domination behind it, would only be a sign of mental imbalance. Even a war that began as a conventional one, would inevitably degenerate into a nuclear war when one of the parties was about to lose. In the apocalypse that would follow, the one with unassailable vectors would still have the upper hand, that is, Russia. To demonstrate, if there was any need, that the true objective of European governments, and those who support them, is only to transform welfare into warfare and to support the ongoing process of centralization of wealth to the detriment of the populations.
 
4. In the nuclear age there is no humanly acceptable alternative other than peace through diplomacy. This is what governments should dedicate themselves to. And all available resources should serve only to increase social justice and the well-being of people, already hit hard by thirty years of unbridled liberalism.
 
These are the two real discriminating points with which we must judge those who claim to govern.
The new rearmament, on the other hand, want us at war.

PRIME ADESIONI / FIRST CONVENERS:

  • ⁠Pier Giorgio Ardeni
  • ⁠Elena Basile
  • ⁠Ugo Barlozzetti
  • ⁠Lanfranco Binni
  • ⁠Alberto Bradanini
  • ⁠Maurizio Brotini
  • Marco Calvo
  • ⁠⁠Luciano Canfora
  • ⁠Nicola Capone
  • Franco Cardini
  • Tiziano Cavalieri
  • ⁠Sergio Cesaratto
  • ⁠Corrado Cirio
  • Gianfranco Francese
  • ⁠Domenico Gallo
  • ⁠Michele Giacco
  • ⁠Capucine Le Maire
  • Maria Rita Lodi
  • ⁠⁠Carlo Lucchesi
  • ⁠Giuliano Marrucci
  • ⁠Gian Marco Minardi
  • ⁠Tommaso Nencioni
  • ⁠Roberto Passini
  • ⁠Nicola Pettinari
  • ⁠Paolo Pini
  • ⁠Geminello Preterossi
  • ⁠Claudia Rosati
  • ⁠Marcello Rossi
  • ⁠Luca Rovai
  • ⁠Cesare Salvi
  • ⁠Enzo Scandurra
  • ⁠Paolo Solimeno
  • Alessandro Somma
  • Francesco Sylos Labini
  • ⁠Alessandra Valastro
  • ⁠Andrea Ventura
avatar of the starter
Roberto PassiniPromotore della petizione

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Il problema

Italiano

1. La Russia non è un pericolo per l’Europa. 
Non esiste documento o dichiarazione o analisi ragionevole che diano il benché minimo fondamento alla tesi contraria. Se anche si ignora il mancato rispetto degli accordi per il non allargamento della Nato e per la neutralità dell’Ucraina, e si attribuisce interamente alla Russia la responsabilità della guerra, resta il fatto che l’interesse della Russia è quello di avere buoni rapporti con l’Europa, che rappresenta per lei un grande mercato, non certo quello di farsela nemica. Altrettanto dovrebbe essere per l’Europa, di cui del resto la Russia è parte. 


2. I governanti europei, che insieme ai maggiori media sono stati al seguito degli USA di Biden e hanno agito contro l’interesse dei loro popoli, perseverano nella loro orribile politica anche dopo che la nuova amministrazione statunitense sembra aver abbandonato il disegno dei neocon. Vogliono impegnare centinaia di miliardi per armare il continente, Germania per prima, contro un nemico che loro stessi si sono inventati, anche col fine politico di darsi nuova legittimazione. 
Ma le vere motivazioni sembrano essere altre: foraggiare l’industria delle armi; creare una giustificazione al taglio delle spese sociali, a iniziare dalla sanità e dalla formazione; spalancare le porte, che già hanno aperto, alla totale privatizzazione dello stato sociale. I governanti europei, e i media che li affiancano, agiscono nell’interesse dei grandi gruppi finanziari che già controllano gran parte dell’economia, dell’informazione e della politica nell’intero occidente.


3. L’idea che di fronte a un pericolo, in questo caso pure inesistente, si debba rispondere, nell’era atomica, investendo nelle armi, se non ci fossero dietro corposi interessi economici e di dominio, sarebbe solo segno di squilibrio mentale. Anche una guerra che nascesse come convenzionale, degenererebbe inevitabilmente in guerra nucleare quando una delle parti stesse per perderla. Nell’apocalisse che ne seguirebbe, avrebbe comunque il sopravvento chi dispone di vettori inattaccabili, cioè la Russia. A dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, che il vero obiettivo dei governanti europei, e di chi li sostiene, è solo quello di trasformare il welfare in warfare e di assecondare il processo in atto di centralizzazione della ricchezza a danno delle popolazioni. 


4. Nell’era nucleare non esiste alternativa umanamente accettabile che non sia la pace attraverso la diplomazia. A questo dovrebbero dedicarsi i governanti. E tutte le risorse disponibili dovrebbero servire soltanto ad accrescere la giustizia sociale e il benessere delle persone, già duramente colpite da trent’anni di sfrenato liberismo. 
Questi sono i due veri punti discriminanti con i quali occorre giudicare chi pretende di governare.
I nuovi riarmisti, invece, ci vogliono in guerra.

English

1. Russia is not a danger to Europe.
 
There is no reasonable document or statement or analysis that gives the slightest foundation to the contrary thesis. Even if one ignores the failure to respect the agreements for the non-enlargement of NATO and for the neutrality of Ukraine, and attributes the responsibility for the war entirely to Russia, the fact remains that Russia’s interest is to have good relations with Europe, which represents a large market for it, certainly not to make it its enemy. The same should be true for Europe, of which Russia is a part.
 
2. The European governments, who together with the major media have followed Biden’s USA and have acted against the interests of their peoples, are persevering in their horrible policy even after the new US administration seems to have abandoned the neocon plan. They want to commit hundreds of billions to arm the continent, Germany first, against an enemy that they themselves invented, also with the political aim of giving themselves new legitimacy.
 
But the real motivations seem to be different: to support the arms industry; to create a justification for cutting social spending, starting with healthcare and education; to throw open the doors, which have already opened, to the total privatization of the welfare state. European governments, and the media that support them, act in the interests of large financial groups that already control a large part of the economy, information and politics in the entire West.
 
3. The idea that in the face of a danger, in this case even non-existent, one should respond, in the atomic age, by investing in weapons, if there were not substantial economic interests and domination behind it, would only be a sign of mental imbalance. Even a war that began as a conventional one, would inevitably degenerate into a nuclear war when one of the parties was about to lose. In the apocalypse that would follow, the one with unassailable vectors would still have the upper hand, that is, Russia. To demonstrate, if there was any need, that the true objective of European governments, and those who support them, is only to transform welfare into warfare and to support the ongoing process of centralization of wealth to the detriment of the populations.
 
4. In the nuclear age there is no humanly acceptable alternative other than peace through diplomacy. This is what governments should dedicate themselves to. And all available resources should serve only to increase social justice and the well-being of people, already hit hard by thirty years of unbridled liberalism.
 
These are the two real discriminating points with which we must judge those who claim to govern.
The new rearmament, on the other hand, want us at war.

PRIME ADESIONI / FIRST CONVENERS:

  • ⁠Pier Giorgio Ardeni
  • ⁠Elena Basile
  • ⁠Ugo Barlozzetti
  • ⁠Lanfranco Binni
  • ⁠Alberto Bradanini
  • ⁠Maurizio Brotini
  • Marco Calvo
  • ⁠⁠Luciano Canfora
  • ⁠Nicola Capone
  • Franco Cardini
  • Tiziano Cavalieri
  • ⁠Sergio Cesaratto
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  • ⁠Capucine Le Maire
  • Maria Rita Lodi
  • ⁠⁠Carlo Lucchesi
  • ⁠Giuliano Marrucci
  • ⁠Gian Marco Minardi
  • ⁠Tommaso Nencioni
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  • ⁠Nicola Pettinari
  • ⁠Paolo Pini
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Petizione creata in data 29 marzo 2025