Un libro per tutti: teniamo I promessi sposi al secondo anno del liceo

Firmatari recenti
Caterina Tavelli e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Spettabile Signor Ministro dell’Istruzione e del Merito,

 

abbiamo letto le nuove Indicazioni Nazionali per i Licei nella parte relativa all’insegnamento della Lingua e della Letteratura italiane. Ringraziamo gli estensori, che hanno formulato un documento consapevole della complessità del sistema scolastico e dello stato di emergenza educativa in cui ci troviamo. Diversi sono i punti da noi condivisi, a partire dall’affermazione della centralità del testo letterario e dell’importanza formativa della lettura. 

Proprio in quest’ottica, ci permettiamo di segnalare un punto che ci sembra meritevole di ulteriore discussione, cioè la collocazione della lettura dei Promessi sposi

Il testo attuale suggerisce che nel secondo anno (del primo biennio) dei licei l’insegnante possa (non debba) sostituirla con quella di un altro libro, meno complesso. Il romanzo di Manzoni andrà invece letto in quarta (secondo anno del secondo biennio), quando lo studente avrà, si spera, una maggior maturità e un migliore possesso degli strumenti linguistici e culturali. 

Sul primo punto, già illustri scrittori (tanto per citarne due, Italo Calvino e poi Andrea Camilleri) si erano espressi contro la sostituzione dei Promessi sposi con altri libri. 

Ci pare, tuttavia, che la questione più delicata riguardi la collocazione al quarto anno. Il quarto anno, nella nuova articolazione proposta dalle Indicazioni nazionali, è quello stesso in cui, citiamo dal testo, «si potranno leggere per brani, oltre alla Commedia e alle altre opere dantesche (Vita Nuova, Rime, Convivio), le opere maggiori di autori come (l’elenco è solo indicativo) […] Marino, Galileo, Metastasio, Goldoni, Da Ponte, Parini, Alfieri, Foscolo, Manzoni [perché non ha scritto solo I promessi sposi], Leopardi». Sempre nel quarto anno, come già nel terzo, «gli studenti affiancheranno allo studio sull’antologia la lettura di almeno quattro-cinque libri all’anno». 

Il documento insiste e sollecita, e questo è un altro punto molto apprezzabile, la libertà di scelta dell’insegnante. Di fronte a una così ingente mole di opere proposte, come si potrà comportare l’insegnante? Ci pare che abbia due possibilità: 1. Limitarsi a leggere uno o due capitoli, magari costruendo un percorso tematico di pochi e brevi brani dei Promessi sposi: questo offrirebbe una conoscenza parziale, in contraddizione con l’importanza che si assegna al romanzo in altri punti delle Indicazioni; 2. leggere porzioni più ampie; ma una lettura molto ampia e magari addirittura integrale dei Promessi sposi, com’era finora consuetudine al secondo anno del primo biennio, appare improponibile al quarto anno, perché implicherebbe inevitabilmente la rinuncia alla maggior parte degli altri autori, molti dei quali sono imprescindibili nel canone nazionale: Goldoni, Parini, Foscolo, Leopardi... Sarà inevitabile, insomma, che la lettura dei Promessi sposi spostata al quarto anno risulti meno ampia e più frammentaria di quella finora proposta al secondo.

Riteniamo perciò che mantenere ferma e costante la lettura, non necessariamente integrale, ma molto ampia, dei Promessi sposi al secondo anno del primo biennio dei licei sia ancora la scelta più ragionevole e più coerente con il numero delle ore a disposizione dell’insegnante di Lettere. Si dice che I promessi sposi risultano sempre meno comprensibili ai giovanissimi: non crediamo che lo siano meno dei testi della letteratura delle origini che le Indicazioni Nazionali introducono nello stesso secondo anno scolastico. Con la differenza che i temi sollevati dai Promessi sposi – la ricerca della giustizia, la soluzione delle controversie senza il ricorso alla violenza, la critica coraggiosa al potere, la libertà di scegliere la persona da amare – sono temi che continuano a farne un classico anche per il nostro tempo.

 

Unisciti a noi e firma questa petizione per tenere al secondo anno del liceo I Promessi sposi, patrimonio della scuola e della cultura italiana.

 

Alessandro Barbero (Università degli Studi del Piemonte Orientale)

Roberto Bizzocchi (Università degli Studi di Pisa)

Pierantonio Frare (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano)

Giuseppe Polimeni (Università degli Studi di Milano)

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Elena FelicaniPromotore della petizione

577

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Caterina Tavelli e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Spettabile Signor Ministro dell’Istruzione e del Merito,

 

abbiamo letto le nuove Indicazioni Nazionali per i Licei nella parte relativa all’insegnamento della Lingua e della Letteratura italiane. Ringraziamo gli estensori, che hanno formulato un documento consapevole della complessità del sistema scolastico e dello stato di emergenza educativa in cui ci troviamo. Diversi sono i punti da noi condivisi, a partire dall’affermazione della centralità del testo letterario e dell’importanza formativa della lettura. 

Proprio in quest’ottica, ci permettiamo di segnalare un punto che ci sembra meritevole di ulteriore discussione, cioè la collocazione della lettura dei Promessi sposi

Il testo attuale suggerisce che nel secondo anno (del primo biennio) dei licei l’insegnante possa (non debba) sostituirla con quella di un altro libro, meno complesso. Il romanzo di Manzoni andrà invece letto in quarta (secondo anno del secondo biennio), quando lo studente avrà, si spera, una maggior maturità e un migliore possesso degli strumenti linguistici e culturali. 

Sul primo punto, già illustri scrittori (tanto per citarne due, Italo Calvino e poi Andrea Camilleri) si erano espressi contro la sostituzione dei Promessi sposi con altri libri. 

Ci pare, tuttavia, che la questione più delicata riguardi la collocazione al quarto anno. Il quarto anno, nella nuova articolazione proposta dalle Indicazioni nazionali, è quello stesso in cui, citiamo dal testo, «si potranno leggere per brani, oltre alla Commedia e alle altre opere dantesche (Vita Nuova, Rime, Convivio), le opere maggiori di autori come (l’elenco è solo indicativo) […] Marino, Galileo, Metastasio, Goldoni, Da Ponte, Parini, Alfieri, Foscolo, Manzoni [perché non ha scritto solo I promessi sposi], Leopardi». Sempre nel quarto anno, come già nel terzo, «gli studenti affiancheranno allo studio sull’antologia la lettura di almeno quattro-cinque libri all’anno». 

Il documento insiste e sollecita, e questo è un altro punto molto apprezzabile, la libertà di scelta dell’insegnante. Di fronte a una così ingente mole di opere proposte, come si potrà comportare l’insegnante? Ci pare che abbia due possibilità: 1. Limitarsi a leggere uno o due capitoli, magari costruendo un percorso tematico di pochi e brevi brani dei Promessi sposi: questo offrirebbe una conoscenza parziale, in contraddizione con l’importanza che si assegna al romanzo in altri punti delle Indicazioni; 2. leggere porzioni più ampie; ma una lettura molto ampia e magari addirittura integrale dei Promessi sposi, com’era finora consuetudine al secondo anno del primo biennio, appare improponibile al quarto anno, perché implicherebbe inevitabilmente la rinuncia alla maggior parte degli altri autori, molti dei quali sono imprescindibili nel canone nazionale: Goldoni, Parini, Foscolo, Leopardi... Sarà inevitabile, insomma, che la lettura dei Promessi sposi spostata al quarto anno risulti meno ampia e più frammentaria di quella finora proposta al secondo.

Riteniamo perciò che mantenere ferma e costante la lettura, non necessariamente integrale, ma molto ampia, dei Promessi sposi al secondo anno del primo biennio dei licei sia ancora la scelta più ragionevole e più coerente con il numero delle ore a disposizione dell’insegnante di Lettere. Si dice che I promessi sposi risultano sempre meno comprensibili ai giovanissimi: non crediamo che lo siano meno dei testi della letteratura delle origini che le Indicazioni Nazionali introducono nello stesso secondo anno scolastico. Con la differenza che i temi sollevati dai Promessi sposi – la ricerca della giustizia, la soluzione delle controversie senza il ricorso alla violenza, la critica coraggiosa al potere, la libertà di scegliere la persona da amare – sono temi che continuano a farne un classico anche per il nostro tempo.

 

Unisciti a noi e firma questa petizione per tenere al secondo anno del liceo I Promessi sposi, patrimonio della scuola e della cultura italiana.

 

Alessandro Barbero (Università degli Studi del Piemonte Orientale)

Roberto Bizzocchi (Università degli Studi di Pisa)

Pierantonio Frare (Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano)

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Elena FelicaniPromotore della petizione

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Petizione creata in data 1 maggio 2026