Donne libere. No al ricovero obbligatorio per aborto farmacologico

Il problema

Dall’ 11 giugno 2020 la regione Umbria obbliga le donne che affrontano l’aborto con la procedura farmacologica al ricovero di 3 giorni senza una effettiva necessità. Ogni donna risponde in maniera diversa alla pillola abortiva. Nei migliori dei casi dopo un’ ora la procedura è terminata e dopo 5 ore di osservazione i medici possono congedare la paziente. Nei peggiori dei casi si procede con il ricovero. Questa decisione presa da parte della signora Donatella Tesei, non lascia libere le donne di poter tornare a casa, ma le obbliga a dormire 3 giorni in ospedale senza un reale motivo. Questa decisione non si cura della donna e delle ripercussioni psicologiche che potrebbero avere, ma si cura dell aspetto economico sanitario, in quanto essendoci piu ricoverati i costi aumentano e gli ospedali in questioni ricevono più soldi dallo Stato. Mi sembra chiaro che questa decisione non è volta alla tutela delle donne, ma queste ultime vengono rese merce per gli interessi politici ed economici.

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Gaia BencivengaPromotore della petizione
Questa petizione aveva 118 sostenitori

Il problema

Dall’ 11 giugno 2020 la regione Umbria obbliga le donne che affrontano l’aborto con la procedura farmacologica al ricovero di 3 giorni senza una effettiva necessità. Ogni donna risponde in maniera diversa alla pillola abortiva. Nei migliori dei casi dopo un’ ora la procedura è terminata e dopo 5 ore di osservazione i medici possono congedare la paziente. Nei peggiori dei casi si procede con il ricovero. Questa decisione presa da parte della signora Donatella Tesei, non lascia libere le donne di poter tornare a casa, ma le obbliga a dormire 3 giorni in ospedale senza un reale motivo. Questa decisione non si cura della donna e delle ripercussioni psicologiche che potrebbero avere, ma si cura dell aspetto economico sanitario, in quanto essendoci piu ricoverati i costi aumentano e gli ospedali in questioni ricevono più soldi dallo Stato. Mi sembra chiaro che questa decisione non è volta alla tutela delle donne, ma queste ultime vengono rese merce per gli interessi politici ed economici.

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Gaia BencivengaPromotore della petizione

I decisori

Donatella Tesei
Presidente Regione Umbria
Umbria
Umbria

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