Tutto il Museo Egizio resti a Torino!


Tutto il Museo Egizio resti a Torino!
Il problema
Una parte della collezione del Museo Egizio di Torino è in procinto di venire sottratta alla città per creare una “sezione distaccata” a Catania.
Gli accordi pare prevedano un prestito della durata di trent’anni (in pratica un trasferimento definitivo). Insostenibile il pretesto addotto, vale a dire che a Torino e in tutto il Piemonte non ci sarebbero spazi espositivi sufficienti, conoscendo l’alto numero di immobili attualmente inutilizzati.
Non vengono forniti dati precisi sul numero di reperti che verrebbero trasferiti (ma potrebbero essere, pare, addirittura 17mila).
Non viene inoltre fornita alcuna garanzia sulla sicurezza relativa a una tale delicatissima operazione, fingendo di ignorare la possibilità che accadano danni irreparabili.
La collezione dell'Egizio è patrimonio torinese da oltre 250 anni e il Museo è un'istituzione che ha contribuito a rendere Torino celebre in tutto il mondo, che fa parte integrante dell’identità e della storia cittadina e che, in quanto tale, è un bene indisponibile, indivisibile e inalienabile, che non può venire separato da Torino nemmeno in parte.
I cittadini torinesi non sono informati su un’operazione che si è venuta a configurare fin da subito come una trattativa riservata tra il Ministero per i beni culturali, il Comune di Catania e la “Fondazione Museo delle Antichità Egizie”. Per giunta il Ministero ha destinato 2,6 milioni di euro al Comune di Catania, mentre a Torino resterebbero unicamente il danno culturale per la mutilazione dell’Egizio e quello economico per la perdita di parte della sua collezione, oltre all’inevitabile calo di afflusso di visitatori conseguente.
Il Comitato Museo Egizio Patrimonio Inalienabile vuole scongiurare questa sciagurata eventualità.
I sottoscritti cittadini firmatari, che si riconoscono e sostengono le controproposte avanzate dal Comitato Museo Egizio Patrimonio Inalienabile, chiedono:
1) che il Sindaco di Torino e della Città Metropolitana, Chiara Appendino, eserciti il suo diritto di prelazione;
2) che invece di concedere un prestito — a titolo, pare, gratuito, e di un numero rilevante di reperti — a un sola sede distaccata, i reperti possano venir prestati in occasione di brevi mostre temporanee e di alto profilo scientifico a più sedi museali dislocate nelle città più importanti e con un numero di pezzi limitato. Ciò garantirebbe un importante ritorno di immagine diffuso su più territori, a vantaggio del Museo e della Città tutta.
Comitato Museo Egizio Patrimonio Inalienabile
http://egizioinalienabile.blogspot.it
egizio.torino@yahoo.com

Il problema
Una parte della collezione del Museo Egizio di Torino è in procinto di venire sottratta alla città per creare una “sezione distaccata” a Catania.
Gli accordi pare prevedano un prestito della durata di trent’anni (in pratica un trasferimento definitivo). Insostenibile il pretesto addotto, vale a dire che a Torino e in tutto il Piemonte non ci sarebbero spazi espositivi sufficienti, conoscendo l’alto numero di immobili attualmente inutilizzati.
Non vengono forniti dati precisi sul numero di reperti che verrebbero trasferiti (ma potrebbero essere, pare, addirittura 17mila).
Non viene inoltre fornita alcuna garanzia sulla sicurezza relativa a una tale delicatissima operazione, fingendo di ignorare la possibilità che accadano danni irreparabili.
La collezione dell'Egizio è patrimonio torinese da oltre 250 anni e il Museo è un'istituzione che ha contribuito a rendere Torino celebre in tutto il mondo, che fa parte integrante dell’identità e della storia cittadina e che, in quanto tale, è un bene indisponibile, indivisibile e inalienabile, che non può venire separato da Torino nemmeno in parte.
I cittadini torinesi non sono informati su un’operazione che si è venuta a configurare fin da subito come una trattativa riservata tra il Ministero per i beni culturali, il Comune di Catania e la “Fondazione Museo delle Antichità Egizie”. Per giunta il Ministero ha destinato 2,6 milioni di euro al Comune di Catania, mentre a Torino resterebbero unicamente il danno culturale per la mutilazione dell’Egizio e quello economico per la perdita di parte della sua collezione, oltre all’inevitabile calo di afflusso di visitatori conseguente.
Il Comitato Museo Egizio Patrimonio Inalienabile vuole scongiurare questa sciagurata eventualità.
I sottoscritti cittadini firmatari, che si riconoscono e sostengono le controproposte avanzate dal Comitato Museo Egizio Patrimonio Inalienabile, chiedono:
1) che il Sindaco di Torino e della Città Metropolitana, Chiara Appendino, eserciti il suo diritto di prelazione;
2) che invece di concedere un prestito — a titolo, pare, gratuito, e di un numero rilevante di reperti — a un sola sede distaccata, i reperti possano venir prestati in occasione di brevi mostre temporanee e di alto profilo scientifico a più sedi museali dislocate nelle città più importanti e con un numero di pezzi limitato. Ciò garantirebbe un importante ritorno di immagine diffuso su più territori, a vantaggio del Museo e della Città tutta.
Comitato Museo Egizio Patrimonio Inalienabile
http://egizioinalienabile.blogspot.it
egizio.torino@yahoo.com

PETIZIONE CHIUSA
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I decisori

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Petizione creata in data 16 febbraio 2017