Sandro Fiorelli siamo tutti noi. #Iostoconiltabaccaio


Sandro Fiorelli siamo tutti noi. #Iostoconiltabaccaio
Il problema
Sei un uomo onesto, un padre di famiglia, un lavoratore. Torni a casa dopo una giornata nella tabaccheria di famiglia. Senti dei rumori provenire dal piano superiore della tua abitazione. La tua vita, in un attimo, si riduce ad una frazione di secondi. La tua casa violata. La paura, per te ed i tuoi cari. L’istinto, umano, di protezione.
“Mentre scappava con i suoi complici mi ha puntato una pistola addosso. E allora ho sparato io” - Questo avrebbe raccontato, ancora sotto choc, agli inquirenti Sandro Fiorelli, 58 anni, uomo, padre di famiglia e lavoratore. Lui è il tabaccaio di Santopadre finito alla ribalta delle cronache locali e nazionali.
Ieri sera dopo essere tornato a casa, nella sua villetta di via Decime, una zona residenziale alle porte del piccolo comune ciociaro, la sua vita è cambiata. Per sempre. Sandro non è un malvivente. Non si è introdotto in casa di nessun altro. Non è mai andato a rubare. Ha lavorato onestamente per una vita poi, in una serata d’autunno, il suo cammino ha incrociato quello di una banda di malviventi. Mirel Joaca Bine, rumeno di 34 anni, insieme ai suoi complici tenta di scappare, gli punta una pistola. Poco conta se fosse vera, scarica, caricata a salve. Quando qualcuno che si è introdotto in casa tua per rubare ti punta una pistola addosso, non hai tempo di chiederti se sia vera, se sparerà o se vuole solo spaventarti. Stavano violando tutto quello che un uomo, padre di famiglia e lavoratore ha di più caro. Sandro Fiorelli si è sentito in pericolo, nella sua casa. Il tabaccaio di Santopadre ha un fucile, regolarmente detenuto. Apre il fuoco. Mirel Joaca Bine viene raggiunto da un proiettile e muore. Insieme a lui, in quell’istante, muore anche una parte di Sandro Fiorelli, un uomo, un padre di famiglia, un lavoratore. Uno che di certo non ha mai pensato di andarsene in giro ad ammazzare la gente. Un uomo che si è difeso. Che non ha sparato per uccidere ma per LEGITTIMA DIFESA, sua e della sua famiglia. Se sei un uomo onesto, un padre di famiglia, un lavoratore, come Sandro Fiorelli, davanti al corpo senza vita di un altro uomo ucciso dalle tue stesse mani, sai che la tua vita non sarà mai più la stessa.
Ecco, oggi vorrei che il sacrificio di un uomo onesto, di un padre di famiglia, di un lavoratore non fosse vano. Oggi vorrei che il sacrificio di Sandro Fiorelli, il tabaccaio di Santopadre, possa servire a qualcosa. L’eccesso colposo di legittima difesa, in casi come questo, non deve e non dovrà mai più essere menzionato. Un uomo che spara o uccide, con un’arma, a mani nude o in qualunque altro modo, chi si introduce in casa sua per rubare non deve subire nemmeno un giorno di processo. Non deve essere inquisito, indagato. Deve essere solo supportato e tutelato dallo Stato. Deve essere seguito psicologicamente, a spese dello Stato che non ha saputo proteggerlo, perché la sua vita e quella della sua famiglia non vengano devastate dai sensi di colpa, dal peso di un’azione fatta solo per difesa, legittima.
La vera vittima di questa tragedia è Sandro Fiorelli. Se la pistola di Mirel Joaca Bine fosse stata carica e se lui avesse sparato, oggi saremmo qui a piangere un uomo onesto, un padre di famiglia, un lavoratore. E Bine nessuno lo avrebbe mai più rintracciato.
Nessun processo per Sandro Fiorelli, il caso deve essere archiviato come legittima difesa. Lo Stato deve dare un segnale, perché il sacrificio di Sandro Fiorelli e di tutti gli uomini come lui non sia vano. Noi tutti dobbiamo dare un segnale, alle tante vittime come Sandro Fiorelli ed ai tanti Mirel Joaca Bine.
Vorrei lanciare una raccolta firme, perché i riflettori su questo caso non si spengano. Perché Sandro Fiorelli potremmo essere tutti noi. Perché Sandro Fiorelli non si senta solo, abbandonato da uno Stato che non tutela i suoi cittadini. Lo Stato siamo noi, sono tutti i cittadini onesti della provincia di Frosinone e dell’Italia intera che oggi, dopo questa tragedia, hanno il dovere di non indignarsi solo sui social. È ora che la legge venga riscritta, per Sandro Fiorelli e per tutti gli uomini onesti come lui.

Il problema
Sei un uomo onesto, un padre di famiglia, un lavoratore. Torni a casa dopo una giornata nella tabaccheria di famiglia. Senti dei rumori provenire dal piano superiore della tua abitazione. La tua vita, in un attimo, si riduce ad una frazione di secondi. La tua casa violata. La paura, per te ed i tuoi cari. L’istinto, umano, di protezione.
“Mentre scappava con i suoi complici mi ha puntato una pistola addosso. E allora ho sparato io” - Questo avrebbe raccontato, ancora sotto choc, agli inquirenti Sandro Fiorelli, 58 anni, uomo, padre di famiglia e lavoratore. Lui è il tabaccaio di Santopadre finito alla ribalta delle cronache locali e nazionali.
Ieri sera dopo essere tornato a casa, nella sua villetta di via Decime, una zona residenziale alle porte del piccolo comune ciociaro, la sua vita è cambiata. Per sempre. Sandro non è un malvivente. Non si è introdotto in casa di nessun altro. Non è mai andato a rubare. Ha lavorato onestamente per una vita poi, in una serata d’autunno, il suo cammino ha incrociato quello di una banda di malviventi. Mirel Joaca Bine, rumeno di 34 anni, insieme ai suoi complici tenta di scappare, gli punta una pistola. Poco conta se fosse vera, scarica, caricata a salve. Quando qualcuno che si è introdotto in casa tua per rubare ti punta una pistola addosso, non hai tempo di chiederti se sia vera, se sparerà o se vuole solo spaventarti. Stavano violando tutto quello che un uomo, padre di famiglia e lavoratore ha di più caro. Sandro Fiorelli si è sentito in pericolo, nella sua casa. Il tabaccaio di Santopadre ha un fucile, regolarmente detenuto. Apre il fuoco. Mirel Joaca Bine viene raggiunto da un proiettile e muore. Insieme a lui, in quell’istante, muore anche una parte di Sandro Fiorelli, un uomo, un padre di famiglia, un lavoratore. Uno che di certo non ha mai pensato di andarsene in giro ad ammazzare la gente. Un uomo che si è difeso. Che non ha sparato per uccidere ma per LEGITTIMA DIFESA, sua e della sua famiglia. Se sei un uomo onesto, un padre di famiglia, un lavoratore, come Sandro Fiorelli, davanti al corpo senza vita di un altro uomo ucciso dalle tue stesse mani, sai che la tua vita non sarà mai più la stessa.
Ecco, oggi vorrei che il sacrificio di un uomo onesto, di un padre di famiglia, di un lavoratore non fosse vano. Oggi vorrei che il sacrificio di Sandro Fiorelli, il tabaccaio di Santopadre, possa servire a qualcosa. L’eccesso colposo di legittima difesa, in casi come questo, non deve e non dovrà mai più essere menzionato. Un uomo che spara o uccide, con un’arma, a mani nude o in qualunque altro modo, chi si introduce in casa sua per rubare non deve subire nemmeno un giorno di processo. Non deve essere inquisito, indagato. Deve essere solo supportato e tutelato dallo Stato. Deve essere seguito psicologicamente, a spese dello Stato che non ha saputo proteggerlo, perché la sua vita e quella della sua famiglia non vengano devastate dai sensi di colpa, dal peso di un’azione fatta solo per difesa, legittima.
La vera vittima di questa tragedia è Sandro Fiorelli. Se la pistola di Mirel Joaca Bine fosse stata carica e se lui avesse sparato, oggi saremmo qui a piangere un uomo onesto, un padre di famiglia, un lavoratore. E Bine nessuno lo avrebbe mai più rintracciato.
Nessun processo per Sandro Fiorelli, il caso deve essere archiviato come legittima difesa. Lo Stato deve dare un segnale, perché il sacrificio di Sandro Fiorelli e di tutti gli uomini come lui non sia vano. Noi tutti dobbiamo dare un segnale, alle tante vittime come Sandro Fiorelli ed ai tanti Mirel Joaca Bine.
Vorrei lanciare una raccolta firme, perché i riflettori su questo caso non si spengano. Perché Sandro Fiorelli potremmo essere tutti noi. Perché Sandro Fiorelli non si senta solo, abbandonato da uno Stato che non tutela i suoi cittadini. Lo Stato siamo noi, sono tutti i cittadini onesti della provincia di Frosinone e dell’Italia intera che oggi, dopo questa tragedia, hanno il dovere di non indignarsi solo sui social. È ora che la legge venga riscritta, per Sandro Fiorelli e per tutti gli uomini onesti come lui.

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 26 ottobre 2021
