Tuteliamo Palazzo Te a Mantova gioiello del Rinascimento Italiano

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Lea Rupcic e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Alto rischio di danno artistico e strutturale  per Palazzo Te di Mantova, gioiello Gonzaghesco del XVI Secolo a opera di Giulio Romano e patrimonio UNESCO .

La sezione di Italia Nostra Mantova e Provincia ha posto all’attenzione dell’ opinione pubblica locale l’ alto  rischio di danno artistico e strutturale  per Palazzo Te di Mantova, gioiello Gonzaghesco del XVI Secolo a opera di Giulio Romano e patrimonio UNESCO , determinato dall’imminente potenziamento di una linea ferroviaria a traffico misto, adiacente Palazzo Te (meno di dieci metri dalle mura!), e che già oggi è interessata dal transito di circa 30 lunghi e pericolosi convogli merci che comprendono prodotti ad alto rischio ambientale

La problematica è emersa in tutta la sua gravità dopo la recentissima pubblicazione del progetto di RFI di potenziamento della stessa linea ferroviaria contestuale alla decisione del Comune di Mantova di realizzare, sempre in prossimità del palazzo gonzaghesco, un importante sottopasso ferroviario e uno svincolo stradale per il traffico pesante diretto all’A22 del Brennero, di elevato impatto urbanistico e viabilistico nonché paesaggistico.
Tecnici qualificati ed esperti accademici, hanno sottolineato il rischio concreto di compromissione della stabilità statica del complesso Giuliesco dovuta alle vibrazioni prodotte dal cosiddetto ‘carico a fatica’, ovvero quella piccola ma continua sollecitazione prodotta dal transito dei lunghi convogli merci, e che protratta nel tempo può provocare la crisi della struttura, aprendo crepe e fessurazioni talvolta irreparabili negli affreschi e nei preziosissimi soffitti.

Ernesto Cristiano Morselli in qualità di architetto, oltre che di Presidente Nazionale di Italia Nostra,  aveva posto all’attenzione sull’art. 3 dello Statuto, circa l’esplicito richiamo alla ‘tutela del patrimonio storico, artistico e paesaggistico’, nonché sul mancato rispetto dei vincoli imposti dalla soprintendenza come zona assoggettata al rispetto del D.M. del Ministero della P.I. del 16 agosto 1955 che identifica i confini della villa gonzaghesca.

 Le varie soluzioni tecniche e urbanistiche, pur essendo tecnicamente realizzabili, cozzano purtroppo contro la mancanza di una visione  strategica di tutela del territorio in cui vengono privilegiate la realizzazione di opere pubbliche di piccolo cabotaggio, facili e spesso di dubbio valore estetico e pratico . Per tali motivo si è costituito un  Comitato per la sicurezza e la salute dei cittadini di Mantova che aggrega rappresentanti della società  civile e del volontariato promosso da Italia Nostra e l’ Associazione Mantovani nel Mondo che esprime il suo scetticismo , se non la contrarietà alla non soluzione del progetto congiunto RFI-Comune di Mantova del vicino  sottopassaggio di Porta Cerese in presenza di un  protocollo  firmato a suo tempo  nel 2018 in Comune dal sindaco di Mantova Mattia Palazzi e dal direttore Territoriale Produzione di Rete Ferroviaria Italiana Pier Paolo Olla. L’accordo mirava ad individuare nuove soluzioni progettuali per il riassetto e il potenziamento del nodo ferroviario della città. Gli studi del piano si concentravano sulla progettazione di una possibile variante di tracciato lungo la linea Mantova – Monselice, che da un lato avrebbe consentito di allontanare il traffico merci dal centro città e dal complesso monumentale di Palazzo Te, dall’alto valore artistico-culturale; dall’altro avrebbe eliminato la necessità di inversione di marcia per i treni merci a Mantova. La mancata adozione del protocollo d’intesa dovrebbe comportare una urgente ridefinizione anche del Piano di Protezione Civile con  il reinserimento della Area Migliaretto  utile per la ricollocazione dell’Elisoccorso, essendo previsto nell’attuale piazzola vicino alla Azienda Ospedaliera Carlo Poma  l‘edificazione del futuro Pronto Soccorso . Ricollocazione più volte ventilata ma mai realizzata.  Le alternative ci sarebbero, applicabili a un contesto urbanistico di assai più ampio respiro, come il completamento degli assi viari tangenziali che eliminerebbero il traffico pesante dalla città, nonché una definitiva razionalizzazione del tracciato ferroviario con l’eliminazione dei passaggi a livello che cingono la città urbana. Questa situazione generale  sta coinvolgendo  l’accessibilità viabilistica al Polo sanitario del Carlo Poma che serve 150 mila cittadini del Distretto Sanitario di Mantova che comprenderà la Casa e l ‘ Ospedale di Comunità  , esponendolo ai possibili pericoli di incidenti rilevanti dovuti alla vicinanza del tratto ferroviario cittadino della Mantova Monselice che coinvolge  tre quartieri del capoluogo  e l’ area industriale in cui sono presenti aziende a rischio di incidente rilevante . 

 

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Lombardi nel MondoPromotore della petizionePresidente Associazione Mantovani nel Mondo <a href="http://www.lombardinelmondo.org" rel="nofollow">www.lombardinelmondo.org</a> <a href="http://www.mantovaninelmondo.org" rel="nofollow">www.mantovaninelmondo.org</a>

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Il problema

Alto rischio di danno artistico e strutturale  per Palazzo Te di Mantova, gioiello Gonzaghesco del XVI Secolo a opera di Giulio Romano e patrimonio UNESCO .

La sezione di Italia Nostra Mantova e Provincia ha posto all’attenzione dell’ opinione pubblica locale l’ alto  rischio di danno artistico e strutturale  per Palazzo Te di Mantova, gioiello Gonzaghesco del XVI Secolo a opera di Giulio Romano e patrimonio UNESCO , determinato dall’imminente potenziamento di una linea ferroviaria a traffico misto, adiacente Palazzo Te (meno di dieci metri dalle mura!), e che già oggi è interessata dal transito di circa 30 lunghi e pericolosi convogli merci che comprendono prodotti ad alto rischio ambientale

La problematica è emersa in tutta la sua gravità dopo la recentissima pubblicazione del progetto di RFI di potenziamento della stessa linea ferroviaria contestuale alla decisione del Comune di Mantova di realizzare, sempre in prossimità del palazzo gonzaghesco, un importante sottopasso ferroviario e uno svincolo stradale per il traffico pesante diretto all’A22 del Brennero, di elevato impatto urbanistico e viabilistico nonché paesaggistico.
Tecnici qualificati ed esperti accademici, hanno sottolineato il rischio concreto di compromissione della stabilità statica del complesso Giuliesco dovuta alle vibrazioni prodotte dal cosiddetto ‘carico a fatica’, ovvero quella piccola ma continua sollecitazione prodotta dal transito dei lunghi convogli merci, e che protratta nel tempo può provocare la crisi della struttura, aprendo crepe e fessurazioni talvolta irreparabili negli affreschi e nei preziosissimi soffitti.

Ernesto Cristiano Morselli in qualità di architetto, oltre che di Presidente Nazionale di Italia Nostra,  aveva posto all’attenzione sull’art. 3 dello Statuto, circa l’esplicito richiamo alla ‘tutela del patrimonio storico, artistico e paesaggistico’, nonché sul mancato rispetto dei vincoli imposti dalla soprintendenza come zona assoggettata al rispetto del D.M. del Ministero della P.I. del 16 agosto 1955 che identifica i confini della villa gonzaghesca.

 Le varie soluzioni tecniche e urbanistiche, pur essendo tecnicamente realizzabili, cozzano purtroppo contro la mancanza di una visione  strategica di tutela del territorio in cui vengono privilegiate la realizzazione di opere pubbliche di piccolo cabotaggio, facili e spesso di dubbio valore estetico e pratico . Per tali motivo si è costituito un  Comitato per la sicurezza e la salute dei cittadini di Mantova che aggrega rappresentanti della società  civile e del volontariato promosso da Italia Nostra e l’ Associazione Mantovani nel Mondo che esprime il suo scetticismo , se non la contrarietà alla non soluzione del progetto congiunto RFI-Comune di Mantova del vicino  sottopassaggio di Porta Cerese in presenza di un  protocollo  firmato a suo tempo  nel 2018 in Comune dal sindaco di Mantova Mattia Palazzi e dal direttore Territoriale Produzione di Rete Ferroviaria Italiana Pier Paolo Olla. L’accordo mirava ad individuare nuove soluzioni progettuali per il riassetto e il potenziamento del nodo ferroviario della città. Gli studi del piano si concentravano sulla progettazione di una possibile variante di tracciato lungo la linea Mantova – Monselice, che da un lato avrebbe consentito di allontanare il traffico merci dal centro città e dal complesso monumentale di Palazzo Te, dall’alto valore artistico-culturale; dall’altro avrebbe eliminato la necessità di inversione di marcia per i treni merci a Mantova. La mancata adozione del protocollo d’intesa dovrebbe comportare una urgente ridefinizione anche del Piano di Protezione Civile con  il reinserimento della Area Migliaretto  utile per la ricollocazione dell’Elisoccorso, essendo previsto nell’attuale piazzola vicino alla Azienda Ospedaliera Carlo Poma  l‘edificazione del futuro Pronto Soccorso . Ricollocazione più volte ventilata ma mai realizzata.  Le alternative ci sarebbero, applicabili a un contesto urbanistico di assai più ampio respiro, come il completamento degli assi viari tangenziali che eliminerebbero il traffico pesante dalla città, nonché una definitiva razionalizzazione del tracciato ferroviario con l’eliminazione dei passaggi a livello che cingono la città urbana. Questa situazione generale  sta coinvolgendo  l’accessibilità viabilistica al Polo sanitario del Carlo Poma che serve 150 mila cittadini del Distretto Sanitario di Mantova che comprenderà la Casa e l ‘ Ospedale di Comunità  , esponendolo ai possibili pericoli di incidenti rilevanti dovuti alla vicinanza del tratto ferroviario cittadino della Mantova Monselice che coinvolge  tre quartieri del capoluogo  e l’ area industriale in cui sono presenti aziende a rischio di incidente rilevante . 

 

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Petizione creata in data 10 maggio 2025