TUTELIAMO LE NUOVE TERME DI STABIA PATRIMONIO DELL'ARCHITETTURA MODERNA E DI CASTELLAMMARE

Il problema

Nell’ambito della Conferenza Stampa di presentazione del Nuovo Ospedale di Castellammare di Stabia del 29 aprile 2024 (visualizzabile a questo link https://www.napolitoday.it/attualita/nuovo-ospedale-castellammare-terme.html il Governatore De Luca fa riferimento al complesso della Balneoterapia delle Nuove Terme di Stabia a Castellammare (NA), parte di uno dei complessi più significativi di architettura moderna campana (17 ettari circa di parco e architetture) sito in cui verrà insediato il nuovo ospedale. 

Il complesso delle Nuove Terme è stato costruito a partire dal 1956 su iniziativa della Cassa del Mezzogiorno. È stato aperto nel 1964, dopo un investimento di miliardi di lire. È stato progettato da un gruppo di architetti guidato da Carlo Cocchia, autore di opere come la Fontana dell'Esedra della Mostra d'Oltremare e dello Stadio San Paolo (oggi Maradona). Il complesso è inserito nel registro del Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi del Ministero della Cultura https://censimentoarchitetturecontemporanee.cultura.gov.it/scheda-opera?id=4076 e sull’Atlante dell’Architettura Moderna in Campania[1] https://campaniamodern.it/complesso-termale-al-solaro/ .

Il complesso non è più in funzione dal 2012 e versa in condizioni di importante degrado. Fin dalla chiusura definitiva del parco, le Nuove Terme di Stabia sono state oggetto di discussione da parte delle amministrazioni locali e dei comitati cittadini rispetto alla loro futura destinazione d’uso e soprattutto rispetto ad un loro possibile abbattimento, non essendo esse vincolate. Infatti, anche se i progettisti non sono più in vita, non sono trascorsi oltre settanta anni dall’esecuzione dell’opera e, di conseguenza, per l’art. 12, comma 1, d.lgs. 42/2004 la tutela del bene non può essere diretta.

Si rende necessaria, quindi, una richiesta esplicita di verifica dell’interesse culturale del complesso. Questa verifica può essere avviata o su iniziativa del soggetto proprietario del bene (Comune di Castellammare di Stabia e Regione Campania), o d’ufficio da parte dei competenti organi del Ministero della Cultura.

In data 02/05/2024, ai rappresentanti delle istituzioni coinvolte – Ministero della Cultura, regione Campania, Comune di Castellammare di Stabia – è stata trasmessa la lettera che si può scaricare qui: SCARICA LETTERA

Per anni non sono state previste progettualità. Nel 2023 la società detentrice dei beni S.I.N.T. s.p.a in liquidazione (in parte a partecipazione pubblica) ha deciso di dividere il complesso in due lotti principali (balneoterapia e cure idropiniche) per poter procedere all’asta e all’acquisizione di fondi per liquidare i creditori. Con una delibera la giunta comunale ha ufficializzato la vendita, della parte un tempo destinata alla balneoterapia e all’albergo, alla Regione Campania che ha deciso di realizzarvi, con un investimento di 120 milioni di euro, un nuovo ospedale. L’inizio dei lavori di progettazione è fissato tra maggio e giugno 2024, con la gara d’appalto conclusa e la relativa apertura delle buste per l’assegnazione dei lavori prevista per il 2 maggio. Il blocco delle cure idropiniche (il Parco dei Cigni), invece, è stato acquisito dal Comune di Castellammare e circa il suo destino non vi sono particolari aggiornamenti. Si spera che almeno questo possa assicurare la conservazione dell’altra parte di questo straordinario patrimonio.

Si fa notare come sia necessario preservare l'impianto complessivo e la visione urbana della cittadella della cura e del benessere di Cocchia e gli altri, che non può assolutamente prescindere dall'unità dell'opera in tutte le sue parti.

Il rischio di perdere una parte di un'architettura unica del Moderno in Italia e un simbolo della città è concreto. Si tratta di un luogo impresso nella memoria dei cittadini stabiesi e delle moltissime persone che l’hanno vissuto e abitato nel tempo.

Nonostante la loro sorte infelice, le Nuove Terme non meritano di essere abbandonate, sicuramente non meritavano di essere divise in lotti e vendute all’asta; sicuramente non meriterebbero la demolizione, e neppure un processo progettuale di trasformazione non condiviso e, attualmente, ancora oscuro e basato su slogan che sembrano avere un unico motivo ricorrente: demolizione.

L'appello è rivolto alle comunità interessate alla protezione, tutela, conservazione e valorizzazione di un simile bene architettonico: è possibile venire a conoscenza delle intenzioni reali sul bene, rispetto alle progettualità in atto? È possibile avviare un dialogo sulle parti escluse da questa progettualità e di proprietà comunale (parco delle cure idropiniche)?

Le Nuove Terme di Stabia sono un bene collettivo, di proprietà pubblica, e come tale qualsiasi progetto che ne prevede la trasformazione e il riuso dovrebbe essere pubblicamente condiviso e discusso.

La trasformazione di un'opera, con il suo cambio di destinazione d’uso, può avvenire nel suo rispetto, i due poli della trasformazione non sono la demolizione totale o la conservazione senza se e senza ma. Nel mezzo, si aprono una serie di sfumature incredibili da decidere insieme, da concordare, da immaginare, da progettare. 

Si ritiene che il vincolo sia la misura più adeguata, prevista dalla Repubblica Italiana e dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio D.Lgs. 42/2004, per tutelare il bene. Per questo motivo, si chiede di avviare il processo rivolto alla tutela della Nuove Terme di Stabia di Carlo Cocchia a Castellammare di Stabia attraverso una Dichiarazione di interesse culturale che apponga un vincolo diretto sul bene.

 

Cartolina d'epoca, anni Settanta. Da: liberoricercatore.it

 

Cartolina d'epoca dell'ingresso al complesso della balneoterapia. Anni '70. Da: liberoricercatore.it 

 

 

Vista dall'alto del complesso all'epoca della costruzione. Da M. Nunziata, Il centro termale di Castellammare di Stabia, in “L’architettura: cronache e storia”, n119, settembre 1965, pp. 288-289.

 

 

Il complesso della balneoterapia visto dall'alto. 2024. Foto di Francesco Stefano Sammarco.

 

 

Il Salone delle mescite nella parte dedicata alle cure idropiniche. 2022. Foto di Francesco Casalbordino.

 

 

Vista storica del prospetto sud del complesso della balneoterapia (M. Nunziata, Il centro termale di Castellammare di Stabia, in “L’architettura: cronache e storia”, n119, settembre 1965, p. 292.

 

 

Propilei di ingresso alle cure idropiniche e al parco. 2022. Foto di Francesco Casalbordino.

 

 

Il lago e il bar nel parco. 2022. Foto di Francesco Casalbordino.

 

 

La biglietteria di ingresso al parco delle cure idropiniche. 2022. Foto di Francesco Casalbordino.

 

 

Le Nuove Terme di Stabia viste dall'alto nel suo complesso. 2024. Foto di Francesco Stefano Sammarco.

 

 

 

 


 
[1] Progetto realizzato con il contributo della Regione Campania – Direzione Generale Governo del Territorio, ai sensi della L. R. 19/2019 e dalla Fondazione Annali dell'Architettura e delle Città.

 

 

 

 

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Francesco CasalbordinoPromotore della petizioneSono un architetto e ricercatore.

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Il problema

Nell’ambito della Conferenza Stampa di presentazione del Nuovo Ospedale di Castellammare di Stabia del 29 aprile 2024 (visualizzabile a questo link https://www.napolitoday.it/attualita/nuovo-ospedale-castellammare-terme.html il Governatore De Luca fa riferimento al complesso della Balneoterapia delle Nuove Terme di Stabia a Castellammare (NA), parte di uno dei complessi più significativi di architettura moderna campana (17 ettari circa di parco e architetture) sito in cui verrà insediato il nuovo ospedale. 

Il complesso delle Nuove Terme è stato costruito a partire dal 1956 su iniziativa della Cassa del Mezzogiorno. È stato aperto nel 1964, dopo un investimento di miliardi di lire. È stato progettato da un gruppo di architetti guidato da Carlo Cocchia, autore di opere come la Fontana dell'Esedra della Mostra d'Oltremare e dello Stadio San Paolo (oggi Maradona). Il complesso è inserito nel registro del Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi del Ministero della Cultura https://censimentoarchitetturecontemporanee.cultura.gov.it/scheda-opera?id=4076 e sull’Atlante dell’Architettura Moderna in Campania[1] https://campaniamodern.it/complesso-termale-al-solaro/ .

Il complesso non è più in funzione dal 2012 e versa in condizioni di importante degrado. Fin dalla chiusura definitiva del parco, le Nuove Terme di Stabia sono state oggetto di discussione da parte delle amministrazioni locali e dei comitati cittadini rispetto alla loro futura destinazione d’uso e soprattutto rispetto ad un loro possibile abbattimento, non essendo esse vincolate. Infatti, anche se i progettisti non sono più in vita, non sono trascorsi oltre settanta anni dall’esecuzione dell’opera e, di conseguenza, per l’art. 12, comma 1, d.lgs. 42/2004 la tutela del bene non può essere diretta.

Si rende necessaria, quindi, una richiesta esplicita di verifica dell’interesse culturale del complesso. Questa verifica può essere avviata o su iniziativa del soggetto proprietario del bene (Comune di Castellammare di Stabia e Regione Campania), o d’ufficio da parte dei competenti organi del Ministero della Cultura.

In data 02/05/2024, ai rappresentanti delle istituzioni coinvolte – Ministero della Cultura, regione Campania, Comune di Castellammare di Stabia – è stata trasmessa la lettera che si può scaricare qui: SCARICA LETTERA

Per anni non sono state previste progettualità. Nel 2023 la società detentrice dei beni S.I.N.T. s.p.a in liquidazione (in parte a partecipazione pubblica) ha deciso di dividere il complesso in due lotti principali (balneoterapia e cure idropiniche) per poter procedere all’asta e all’acquisizione di fondi per liquidare i creditori. Con una delibera la giunta comunale ha ufficializzato la vendita, della parte un tempo destinata alla balneoterapia e all’albergo, alla Regione Campania che ha deciso di realizzarvi, con un investimento di 120 milioni di euro, un nuovo ospedale. L’inizio dei lavori di progettazione è fissato tra maggio e giugno 2024, con la gara d’appalto conclusa e la relativa apertura delle buste per l’assegnazione dei lavori prevista per il 2 maggio. Il blocco delle cure idropiniche (il Parco dei Cigni), invece, è stato acquisito dal Comune di Castellammare e circa il suo destino non vi sono particolari aggiornamenti. Si spera che almeno questo possa assicurare la conservazione dell’altra parte di questo straordinario patrimonio.

Si fa notare come sia necessario preservare l'impianto complessivo e la visione urbana della cittadella della cura e del benessere di Cocchia e gli altri, che non può assolutamente prescindere dall'unità dell'opera in tutte le sue parti.

Il rischio di perdere una parte di un'architettura unica del Moderno in Italia e un simbolo della città è concreto. Si tratta di un luogo impresso nella memoria dei cittadini stabiesi e delle moltissime persone che l’hanno vissuto e abitato nel tempo.

Nonostante la loro sorte infelice, le Nuove Terme non meritano di essere abbandonate, sicuramente non meritavano di essere divise in lotti e vendute all’asta; sicuramente non meriterebbero la demolizione, e neppure un processo progettuale di trasformazione non condiviso e, attualmente, ancora oscuro e basato su slogan che sembrano avere un unico motivo ricorrente: demolizione.

L'appello è rivolto alle comunità interessate alla protezione, tutela, conservazione e valorizzazione di un simile bene architettonico: è possibile venire a conoscenza delle intenzioni reali sul bene, rispetto alle progettualità in atto? È possibile avviare un dialogo sulle parti escluse da questa progettualità e di proprietà comunale (parco delle cure idropiniche)?

Le Nuove Terme di Stabia sono un bene collettivo, di proprietà pubblica, e come tale qualsiasi progetto che ne prevede la trasformazione e il riuso dovrebbe essere pubblicamente condiviso e discusso.

La trasformazione di un'opera, con il suo cambio di destinazione d’uso, può avvenire nel suo rispetto, i due poli della trasformazione non sono la demolizione totale o la conservazione senza se e senza ma. Nel mezzo, si aprono una serie di sfumature incredibili da decidere insieme, da concordare, da immaginare, da progettare. 

Si ritiene che il vincolo sia la misura più adeguata, prevista dalla Repubblica Italiana e dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio D.Lgs. 42/2004, per tutelare il bene. Per questo motivo, si chiede di avviare il processo rivolto alla tutela della Nuove Terme di Stabia di Carlo Cocchia a Castellammare di Stabia attraverso una Dichiarazione di interesse culturale che apponga un vincolo diretto sul bene.

 

Cartolina d'epoca, anni Settanta. Da: liberoricercatore.it

 

Cartolina d'epoca dell'ingresso al complesso della balneoterapia. Anni '70. Da: liberoricercatore.it 

 

 

Vista dall'alto del complesso all'epoca della costruzione. Da M. Nunziata, Il centro termale di Castellammare di Stabia, in “L’architettura: cronache e storia”, n119, settembre 1965, pp. 288-289.

 

 

Il complesso della balneoterapia visto dall'alto. 2024. Foto di Francesco Stefano Sammarco.

 

 

Il Salone delle mescite nella parte dedicata alle cure idropiniche. 2022. Foto di Francesco Casalbordino.

 

 

Vista storica del prospetto sud del complesso della balneoterapia (M. Nunziata, Il centro termale di Castellammare di Stabia, in “L’architettura: cronache e storia”, n119, settembre 1965, p. 292.

 

 

Propilei di ingresso alle cure idropiniche e al parco. 2022. Foto di Francesco Casalbordino.

 

 

Il lago e il bar nel parco. 2022. Foto di Francesco Casalbordino.

 

 

La biglietteria di ingresso al parco delle cure idropiniche. 2022. Foto di Francesco Casalbordino.

 

 

Le Nuove Terme di Stabia viste dall'alto nel suo complesso. 2024. Foto di Francesco Stefano Sammarco.

 

 

 

 


 
[1] Progetto realizzato con il contributo della Regione Campania – Direzione Generale Governo del Territorio, ai sensi della L. R. 19/2019 e dalla Fondazione Annali dell'Architettura e delle Città.

 

 

 

 

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Francesco CasalbordinoPromotore della petizioneSono un architetto e ricercatore.

I decisori

Vincenzo De Luca
Presidente Regione Campania
Mauro Passerotti
Mauro Passerotti
Commissione Straordinaria del Comune di Castellammare di Stabia
Rosa Valentino
Rosa Valentino
Commissione Straordinaria del Comune di Castellammare di Stabia
Bruno Discepolo
Bruno Discepolo
Assessore al Governo del Territorio – Urbanistica Regione Campania
Raffaele Cannizzaro
Raffaele Cannizzaro
Commissione Straordinaria del Comune di Castellammare di Stabia

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