

Tutelare il diritto all'autodifesa legale


Tutelare il diritto all'autodifesa legale
Il problema
Mi chiamo Luca Campanile, mi trovo in una situazione delicata e preoccupante: sono un cittadino italiano innocente che è stato condannato in primo grado a sei mesi di reclusione per minaccia nonostante mancasse il corpo del reato (un cacciavite) con la sola dichiarazione resa da una persona che fa uso quotidiano di farmaci che influiscono sulle capacità cognitive e seguita dalla psichiatria da molti anni, oltretutto, senza che avesse testimoni oculari al momento del fatto denunciato mai esistito, praticamente la mia parola contro la sua! Ho deciso di impugnare questa decisione, scrivendo personalmente un atto di appello con la competenza tecnica di un avvocato. Tuttavia, il mio legale di ufficio nonostante sia obbligato dal codice deontologico professionale e dalla legge si rifiuta di depositarlo, ostacolandomi in questo processo cruciale. Uno dei principali ostacoli è la necessità della firma digitale per poter presentare documenti tramite il portale telematico del Ministero della Giustizia.
Questo requisito limita gravemente il diritto fondamentale di autodifesa dei cittadini italiani. La firma digitale, sebbene una misura di sicurezza, finisce per sopprimere il diritto dell'imputato a rappresentare se stesso, come sancito dall'articolo 24 della nostra Costituzione. Viviamo in un paese che si dichiara democratico, e tuttavia, questo tipo di restrizione è in netta contraddizione con i principi di libertà e autodeterminazione su cui si basa la nostra Repubblica.
Il mio caso non è un'eccezione, ma un esempio delle barriere che molti cittadini si trovano ad affrontare. È un problema sistemico che richiede un intervento immediato. Propongo che il Ministero della Giustizia sviluppi e renda accessibili metodi alternativi per il deposito di atti legali, che non richiedano una firma digitale ma che comunque assicurino la sicurezza e l'integrità del processo.
Invito i legislatori a riconoscere l'urgente necessità di allinearsi con i valori democratici garantendo che il diritto all'autodifesa non sia un privilegio ma un diritto alla portata di tutti. Che possano fare in modo che il diritto alla rappresentanza legale diventi più inclusivo e accessibile.
La vostra firma può concretizzare questo cambiamento necessario e garantire che nessuno venga privato della possibilità di autodifendersi nel sistema legale. Vi invito a sostenere questa petizione: insieme possiamo fare la differenza per proteggere le nostre libertà fondamentali. Firma ora per richiedere una riforma che consenta un deposito degli atti legali più equo e accessibile per tutti i cittadini italiani.

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Il problema
Mi chiamo Luca Campanile, mi trovo in una situazione delicata e preoccupante: sono un cittadino italiano innocente che è stato condannato in primo grado a sei mesi di reclusione per minaccia nonostante mancasse il corpo del reato (un cacciavite) con la sola dichiarazione resa da una persona che fa uso quotidiano di farmaci che influiscono sulle capacità cognitive e seguita dalla psichiatria da molti anni, oltretutto, senza che avesse testimoni oculari al momento del fatto denunciato mai esistito, praticamente la mia parola contro la sua! Ho deciso di impugnare questa decisione, scrivendo personalmente un atto di appello con la competenza tecnica di un avvocato. Tuttavia, il mio legale di ufficio nonostante sia obbligato dal codice deontologico professionale e dalla legge si rifiuta di depositarlo, ostacolandomi in questo processo cruciale. Uno dei principali ostacoli è la necessità della firma digitale per poter presentare documenti tramite il portale telematico del Ministero della Giustizia.
Questo requisito limita gravemente il diritto fondamentale di autodifesa dei cittadini italiani. La firma digitale, sebbene una misura di sicurezza, finisce per sopprimere il diritto dell'imputato a rappresentare se stesso, come sancito dall'articolo 24 della nostra Costituzione. Viviamo in un paese che si dichiara democratico, e tuttavia, questo tipo di restrizione è in netta contraddizione con i principi di libertà e autodeterminazione su cui si basa la nostra Repubblica.
Il mio caso non è un'eccezione, ma un esempio delle barriere che molti cittadini si trovano ad affrontare. È un problema sistemico che richiede un intervento immediato. Propongo che il Ministero della Giustizia sviluppi e renda accessibili metodi alternativi per il deposito di atti legali, che non richiedano una firma digitale ma che comunque assicurino la sicurezza e l'integrità del processo.
Invito i legislatori a riconoscere l'urgente necessità di allinearsi con i valori democratici garantendo che il diritto all'autodifesa non sia un privilegio ma un diritto alla portata di tutti. Che possano fare in modo che il diritto alla rappresentanza legale diventi più inclusivo e accessibile.
La vostra firma può concretizzare questo cambiamento necessario e garantire che nessuno venga privato della possibilità di autodifendersi nel sistema legale. Vi invito a sostenere questa petizione: insieme possiamo fare la differenza per proteggere le nostre libertà fondamentali. Firma ora per richiedere una riforma che consenta un deposito degli atti legali più equo e accessibile per tutti i cittadini italiani.

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Petizione creata in data 20 maggio 2026