Tutelare dottorandi, assegnisti e precari della ricerca nell’emergenza Covid-19

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L’espandersi della emergenza sanitaria da COVID-19 in Italia ha determinato, ad ogni livello, una radicale esigenza di riscrittura delle regole della convivenza sociale. In particolare, la sospensione della quasi totalità delle attività quotidiane, ha prodotto forti ripercussioni sulle dinamiche del mondo del lavoro. In tale contesto i più vulnerabili si confermano essere i lavoratori precari: il mondo della ricerca, la cui condizione strutturale è oramai da troppi anni quella del precariato, è quantomai esposto alle conseguenze economiche e sociali derivanti dalla situazione di stallo forzato richiesto dalla diffusione del virus. 


Sin dall’inizio della pandemia, l’ADI - Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia ha denunciato a più riprese l’impatto di questa sulle condizioni dei dottorandi, degli assegnisti e dei precari della ricerca. Le criticità rilevate consistono, rispettivamente: nell’impossibilità di accedere ai laboratori, nell’inaccessibilità di una rilevante mole di risorse bibliografiche non contenute in cataloghi digitali, nell’impossibilità di svolgere i programmati periodi di ricerca presso università ed istituzioni estere, nella difficoltà di programmazione di modalità telematiche di discussione della tesi con riguardo ai dottorandi del XXXII ciclo che abbiano già depositata la tesi e ottenuto il giudizio dei valutatori. Per le suddette ragioni, chiediamo un deciso intervento del governo che disponga:

- L'accesso ad una proroga straordinaria facoltativa pari a mesi due per i dottorandi del XXXIII e XXXIV ciclo che ne facciano richiesta, con conseguente estensione della copertura della borsa di studio da finanziarsi mediante appositi fondi statali, in modo da non gravare sui bilanci di ateneo;

- La facoltà di accesso della medesima proroga straordinaria ai dottorandi del XXXV ciclo, nella eventualità in cui la sospensione delle attività abbia causato rallentamenti alle attività di ricerca già programmate; 

- La facoltà di accesso alla medesima proroga straordinaria agli assegnisti e ai precari della ricerca, nella eventualità in cui la sospensione delle attività abbia causato rallentamenti alle attività di ricerca inerenti ai progetti già programmate; 


- La facoltà di accesso ad una specifica proroga facoltativa pari a due mesi per la consegna della tesi ai dottorandi del XXXII ciclo che, depositata la tesi, ne abbiano ricevuto una richiesta di revisione.


- Una estensione pari a due mensilità della indennità DIS-COLL per i dottorandi del XXXII ciclo che siano in attesa della discussione per mancata fissazione di una data o per slittamento della stessa dovuta all’emergenza sanitaria;

- La garanzia di adeguati strumenti e tutele per i precari della ricerca che avrebbero dovuto prendere servizio nelle settimane di chiusura delle universita' e del paese, garantendo una retribuzione di sussidio pari a quella prevista dal contratto per una durata pari a quella dell'emergenza covid.

- Una rimodulazione dei periodi di ricerca all’estero laddove obbligatori;

- Una rimodulazione dei periodi di ricerca nell’impresa e all’estero per i dottorandi fruitori di borsa PON e POR, specificando le misure anticipate nella circolare dell’ufficio III della direzione generale per il coordinamento e la valorizzazione della ricerca e dei suoi risultati del 20/03/2020;

- La predisposizione di strumenti di accesso da remoto alle risorse bibliografiche e ad ogni database e/o software allo stato attuale accessibile solo mediante rete di ateneo, anche mediante l’impiego di convenzioni tra università o istituzioni di ricerca.


Unisciti anche tu a questa giusta lotta per i diritti di tutte e tutti, affinché nessuno sia lasciato indietro. Ecco cosa puoi fare:

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