

Tutela del Mare del Golfo di Gaeta
Il problema
All’attenzione del Sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli
Premesso che:
• l'Arpa Lazio, dal 2001 al 2011, ha condotto specifici controlli nel Golfo di Gaeta, su cui si affacciano i comuni come, a partire dalla foce del Garigliano, MinturnoScauri, Formia, Gaeta, tra i quali il monitoraggio delle microalghe potenzialmente tossiche e la ricerca delle cause di moria di pesci;
• in relazione alla delicata situazione ambientale, il territorio del Golfo di Gaeta e i bacini drenanti ad esso afferenti sono stati designati come «Area Sensibile», con delibera regionale n. 116 del 19 febbraio 2010, che prevede siano svolte azioni di indagine, di studio, di monitoraggio e strutturali tese a ridurre il carico di sostanze inquinanti in mare, in particolare nel caso in cui queste abbiano concentrazioni tali da avere effetto sul livello di eutrofizzazione delle acque;
• i principali impianti di depurazione dell'area costiera del Golfo di Gaeta, gestiti da Acqualatina sono: i depuratori di Minturno e Spigno Saturnia, di Gaeta e Formia, il depuratore del centro urbano di Itri e il depuratore di Santi Cosma e Damiano;
• lo studio Samobis concluso nel 2015, commissionato dalla Provincia di Latina Assessorato all’Ambiente e costato due milioni di euro, riaffermò quanto già emerso con lo studio del 2005 del prof. Giandomenico Ardizzone, ovvero che “i metodi attualmente in uso non possiedono la sensibilità sufficiente a scorgere alcune emergenze ambientali in particolare quelle dovute a inquinanti azotati derivanti da reflui agricoli, zootecnici e fognari che, seppure vengono diluiti velocemente dal movimento delle acque marina riducendone la concentrazione, con il loro passaggio possono danneggiare gli organismi marini”
• i dati diffusi da Legambiente nell'estate 2025, nell’ambito della 39esima edizione di Goletta Verde tracciano un quadro allarmante per la qualità delle acque costiere del Lazio con il 50% dei campionamenti effettuati tra il 14 e il 17 luglio risultato oltre i limiti di legge (12 punti inquinati su 24, di cui 11 fortemente inquinati) e criticità concentrate in particolare presso le foci di fiumi e canali;
• tra i principali apporti si evidenziano i comparti agricoli, zootecnici, civili, industriali, portuali e derivanti dall'acquacoltura.
Inoltre:
• la rete fognaria e gli impianti di depurazione dei centri urbani presenti nel golfo non sono in grado di smaltire in maniera idonea i reflui urbani e questo determina la fonte principale di inquinamento trofico dell'area;
• ad oggi, le condizioni ambientali delle acque marine costiere del golfo di Gaeta sono da considerarsi critiche, non tanto per la presenza di uno specifico fattore di alterazione quanto per la concomitante presenza di più fonti di alterazione che in un contesto semichiuso e a scarso ricambio creano uno stato di notevole stress ambientale rispetto alle condizioni medie tirreniche • ad oggi, le condizioni ambientali delle acque marine costiere del golfo di Gaeta sono da considerarsi critiche, non tanto per la presenza di uno specifico fattore di alterazione quanto per la concomitante presenza di più fonti di alterazione che in un contesto semichiuso e a scarso ricambio creano uno stato di notevole stress ambientale rispetto alle condizioni medie tirreniche le acque del golfo, in modo quasi costante e per tutto l'anno, sono invase dalla presenza di mucillagini-aggregati gelatinosi-fioriture algali, fenomeni dovuti ad una eutrofizzazione delle acque ormai sature di microalghe per il costante apporto di nutrienti come azoto e fosforo;
• questi fenomeni, debitamente monitorati volontariamente dai cittadini e ormai quotidiani, rendono le acque marine antistanti le spiagge poco apprezzate e dunque si pone la necessità di combatterli a causa delle ricadute negative sul piano economico e di immagine del territorio.
I cittadini firmatari e i promotori della petizione chiedono alle istituzioni azioni tempestive e concrete. In particolare, si sollecita:
- Un’indagine tecnica approfondita per identificare l’origine e la tipologia degli agenti inquinanti presenti nel mare e lungo la costa, in particolare delle acque costiere di pertinenza comunale.
- La predisposizione di un piano straordinario di bonifica, con finanziamenti adeguati e tempi certi;
- L’attivazione di un monitoraggio continuo della qualità delle acque, per garantire un controllo costante della situazione ambientale;
- L’adozione di misure di prevenzione efficaci per impedire che gli episodi registrati con continuità si ripetano in futuro;
- La piena trasparenza dei dati raccolti e degli interventi messi in atto, in modo che la cittadinanza possa essere costantemente informata.

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Il problema
All’attenzione del Sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli
Premesso che:
• l'Arpa Lazio, dal 2001 al 2011, ha condotto specifici controlli nel Golfo di Gaeta, su cui si affacciano i comuni come, a partire dalla foce del Garigliano, MinturnoScauri, Formia, Gaeta, tra i quali il monitoraggio delle microalghe potenzialmente tossiche e la ricerca delle cause di moria di pesci;
• in relazione alla delicata situazione ambientale, il territorio del Golfo di Gaeta e i bacini drenanti ad esso afferenti sono stati designati come «Area Sensibile», con delibera regionale n. 116 del 19 febbraio 2010, che prevede siano svolte azioni di indagine, di studio, di monitoraggio e strutturali tese a ridurre il carico di sostanze inquinanti in mare, in particolare nel caso in cui queste abbiano concentrazioni tali da avere effetto sul livello di eutrofizzazione delle acque;
• i principali impianti di depurazione dell'area costiera del Golfo di Gaeta, gestiti da Acqualatina sono: i depuratori di Minturno e Spigno Saturnia, di Gaeta e Formia, il depuratore del centro urbano di Itri e il depuratore di Santi Cosma e Damiano;
• lo studio Samobis concluso nel 2015, commissionato dalla Provincia di Latina Assessorato all’Ambiente e costato due milioni di euro, riaffermò quanto già emerso con lo studio del 2005 del prof. Giandomenico Ardizzone, ovvero che “i metodi attualmente in uso non possiedono la sensibilità sufficiente a scorgere alcune emergenze ambientali in particolare quelle dovute a inquinanti azotati derivanti da reflui agricoli, zootecnici e fognari che, seppure vengono diluiti velocemente dal movimento delle acque marina riducendone la concentrazione, con il loro passaggio possono danneggiare gli organismi marini”
• i dati diffusi da Legambiente nell'estate 2025, nell’ambito della 39esima edizione di Goletta Verde tracciano un quadro allarmante per la qualità delle acque costiere del Lazio con il 50% dei campionamenti effettuati tra il 14 e il 17 luglio risultato oltre i limiti di legge (12 punti inquinati su 24, di cui 11 fortemente inquinati) e criticità concentrate in particolare presso le foci di fiumi e canali;
• tra i principali apporti si evidenziano i comparti agricoli, zootecnici, civili, industriali, portuali e derivanti dall'acquacoltura.
Inoltre:
• la rete fognaria e gli impianti di depurazione dei centri urbani presenti nel golfo non sono in grado di smaltire in maniera idonea i reflui urbani e questo determina la fonte principale di inquinamento trofico dell'area;
• ad oggi, le condizioni ambientali delle acque marine costiere del golfo di Gaeta sono da considerarsi critiche, non tanto per la presenza di uno specifico fattore di alterazione quanto per la concomitante presenza di più fonti di alterazione che in un contesto semichiuso e a scarso ricambio creano uno stato di notevole stress ambientale rispetto alle condizioni medie tirreniche • ad oggi, le condizioni ambientali delle acque marine costiere del golfo di Gaeta sono da considerarsi critiche, non tanto per la presenza di uno specifico fattore di alterazione quanto per la concomitante presenza di più fonti di alterazione che in un contesto semichiuso e a scarso ricambio creano uno stato di notevole stress ambientale rispetto alle condizioni medie tirreniche le acque del golfo, in modo quasi costante e per tutto l'anno, sono invase dalla presenza di mucillagini-aggregati gelatinosi-fioriture algali, fenomeni dovuti ad una eutrofizzazione delle acque ormai sature di microalghe per il costante apporto di nutrienti come azoto e fosforo;
• questi fenomeni, debitamente monitorati volontariamente dai cittadini e ormai quotidiani, rendono le acque marine antistanti le spiagge poco apprezzate e dunque si pone la necessità di combatterli a causa delle ricadute negative sul piano economico e di immagine del territorio.
I cittadini firmatari e i promotori della petizione chiedono alle istituzioni azioni tempestive e concrete. In particolare, si sollecita:
- Un’indagine tecnica approfondita per identificare l’origine e la tipologia degli agenti inquinanti presenti nel mare e lungo la costa, in particolare delle acque costiere di pertinenza comunale.
- La predisposizione di un piano straordinario di bonifica, con finanziamenti adeguati e tempi certi;
- L’attivazione di un monitoraggio continuo della qualità delle acque, per garantire un controllo costante della situazione ambientale;
- L’adozione di misure di prevenzione efficaci per impedire che gli episodi registrati con continuità si ripetano in futuro;
- La piena trasparenza dei dati raccolti e degli interventi messi in atto, in modo che la cittadinanza possa essere costantemente informata.

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Petizione creata in data 29 luglio 2026