Tutela del Diritto all'Abitazione e al Lavoro Dignitoso

The Issue

Noi sottoscritti, cittadini italiani preoccupati per la crescente crisi abitativa e salariale nel nostro Paese, presentiamo questa petizione per richiedere interventi urgenti e strutturali volti a garantire un diritto fondamentale: vivere e lavorare con dignità nelle nostre città e province. In un contesto di inflazione elevata, speculazione immobiliare e disparità regionali, è imperativo agire per contrastare l'esplosione dei costi degli affitti, la scarsità di alloggi a lungo termine e la precarietà salariale. Ispirandoci a modelli europei efficaci, come le "Rent Pressure Zones" in Scozia, proponiamo misure concrete per riequilibrare il mercato immobiliare e il mondo del lavoro.

Chiediamo al Governo Italiano di adottare le seguenti riforme attraverso una legge dedicata:

1. **Limitazione degli affitti brevi e turistici**: Per preservare la disponibilità di alloggi per i residenti e contrastare la gentrificazione causata dal turismo di massa, introduciamo un limite massimo agli affitti brevi (ad esempio, piattaforme come Airbnb). Questo limite non dovrà superare il 15% del totale degli affitti disponibili in una città o in un'area urbana definita. Tale misura garantirà che la maggioranza degli immobili sia destinata a locazioni a lungo termine, favorendo famiglie, studenti e lavoratori che desiderano stabilirsi stabilmente nelle città. Le amministrazioni locali potranno monitorare e applicare sanzioni per violazioni, con incentivi fiscali per i proprietari che optano per affitti residenziali.

2. **Introduzione di "Rent Pressure Zones" sul modello scozzese**: Ispirandoci al sistema delle Rent Pressure Zones in Scozia, dove gli affitti sono controllati in aree ad alta pressione abitativa per prevenire aumenti eccessivi, proponiamo zone designate in Italia dove i prezzi degli affitti siano soggetti a un tetto massimo calmierato. Questo tetto sarà calcolato in base alla media salariale locale (che lo aumenterà per riflettere il potere d'acquisto) e al costo della vita (che lo ridurrà per evitare speculazioni). Le zone saranno identificate dalle Regioni o dai Comuni in base a criteri oggettivi, come l'aumento medio degli affitti superiore al 5% annuo o la scarsità di alloggi accessibili. Tale meccanismo proteggerà i locatari da rincari ingiustificati, promuovendo equità sociale e stabilità economica.

3. **Salario minimo garantito con adattamento provinciale**: Per combattere la povertà lavorativa e adattare le retribuzioni alle realtà territoriali, istituiamo un salario minimo nazionale di almeno 12 euro lordi l'ora, come base di partenza. Questo minimo sarà modulato provincia per provincia, aumentando in aree con costo della vita più elevato (ad esempio, Milano o Roma) e mantenendo il livello base in zone con minori pressioni economiche. L'adattamento sarà calcolato annualmente dall'ISTAT in base a indicatori come l'indice dei prezzi al consumo, il costo medio degli affitti e dei beni essenziali. Tale misura, applicata a tutti i settori e contrattualizzata nei CCNL, garantirà un reddito dignitoso e ridurrà le disuguaglianze regionali.

Queste riforme non solo allevieranno le difficoltà immediate di milioni di italiani, ma contribuiranno a un'economia più inclusiva e sostenibile. Chiediamo che il Governo avvii un dibattito parlamentare entro sei mesi dalla presentazione di questa petizione e adotti le misure entro il 2026, con consultazioni pubbliche e coinvolgimento di associazioni di inquilini, sindacati e amministrazioni locali.

1

The Issue

Noi sottoscritti, cittadini italiani preoccupati per la crescente crisi abitativa e salariale nel nostro Paese, presentiamo questa petizione per richiedere interventi urgenti e strutturali volti a garantire un diritto fondamentale: vivere e lavorare con dignità nelle nostre città e province. In un contesto di inflazione elevata, speculazione immobiliare e disparità regionali, è imperativo agire per contrastare l'esplosione dei costi degli affitti, la scarsità di alloggi a lungo termine e la precarietà salariale. Ispirandoci a modelli europei efficaci, come le "Rent Pressure Zones" in Scozia, proponiamo misure concrete per riequilibrare il mercato immobiliare e il mondo del lavoro.

Chiediamo al Governo Italiano di adottare le seguenti riforme attraverso una legge dedicata:

1. **Limitazione degli affitti brevi e turistici**: Per preservare la disponibilità di alloggi per i residenti e contrastare la gentrificazione causata dal turismo di massa, introduciamo un limite massimo agli affitti brevi (ad esempio, piattaforme come Airbnb). Questo limite non dovrà superare il 15% del totale degli affitti disponibili in una città o in un'area urbana definita. Tale misura garantirà che la maggioranza degli immobili sia destinata a locazioni a lungo termine, favorendo famiglie, studenti e lavoratori che desiderano stabilirsi stabilmente nelle città. Le amministrazioni locali potranno monitorare e applicare sanzioni per violazioni, con incentivi fiscali per i proprietari che optano per affitti residenziali.

2. **Introduzione di "Rent Pressure Zones" sul modello scozzese**: Ispirandoci al sistema delle Rent Pressure Zones in Scozia, dove gli affitti sono controllati in aree ad alta pressione abitativa per prevenire aumenti eccessivi, proponiamo zone designate in Italia dove i prezzi degli affitti siano soggetti a un tetto massimo calmierato. Questo tetto sarà calcolato in base alla media salariale locale (che lo aumenterà per riflettere il potere d'acquisto) e al costo della vita (che lo ridurrà per evitare speculazioni). Le zone saranno identificate dalle Regioni o dai Comuni in base a criteri oggettivi, come l'aumento medio degli affitti superiore al 5% annuo o la scarsità di alloggi accessibili. Tale meccanismo proteggerà i locatari da rincari ingiustificati, promuovendo equità sociale e stabilità economica.

3. **Salario minimo garantito con adattamento provinciale**: Per combattere la povertà lavorativa e adattare le retribuzioni alle realtà territoriali, istituiamo un salario minimo nazionale di almeno 12 euro lordi l'ora, come base di partenza. Questo minimo sarà modulato provincia per provincia, aumentando in aree con costo della vita più elevato (ad esempio, Milano o Roma) e mantenendo il livello base in zone con minori pressioni economiche. L'adattamento sarà calcolato annualmente dall'ISTAT in base a indicatori come l'indice dei prezzi al consumo, il costo medio degli affitti e dei beni essenziali. Tale misura, applicata a tutti i settori e contrattualizzata nei CCNL, garantirà un reddito dignitoso e ridurrà le disuguaglianze regionali.

Queste riforme non solo allevieranno le difficoltà immediate di milioni di italiani, ma contribuiranno a un'economia più inclusiva e sostenibile. Chiediamo che il Governo avvii un dibattito parlamentare entro sei mesi dalla presentazione di questa petizione e adotti le misure entro il 2026, con consultazioni pubbliche e coinvolgimento di associazioni di inquilini, sindacati e amministrazioni locali.

Support now

1


The Decision Makers

Giorgia Meloni
Presidente di Fratelli d'Italia
Giancarlo Giorgetti
Giancarlo Giorgetti
Ministro dello Sviluppo Economico
Presidenza del consiglio dei ministri, Governo Italiano
Presidenza del consiglio dei ministri, Governo Italiano
Petition updates