Tetto Salariale

Il problema

In questi giorni ci sono state le dimissioni da parte del signor Tavares in qualità di AD del gruppo Stellantis. Lo scandalo è stato l'annuncio di una possibile liquidazione nei suoi confronti di cento milioni di euro. Stellantis in Italia sta vivendo un momento di profonda crisi. Molti stabilimenti sono praticamente fermi. Centinaia i lavoratori in cassaintegrazione. I dirigenti di aziende che si occupano della produzione di beni accessori, non indispensabili, non di prima necessità, dovrebbero preventivare periodi di scarse vendite, dovuti ad una fisiologica saturazione del mercato. Se poi si aggiunge una crisi economica generale, aumentano i motivi che impediscono al cittadino medio di investire in beni come le automobili o affini. Sentire di una possibile liquidazione così grande, per una persona sola, quando migliaia di dipendenti riversano in condizioni di difficoltà economica, è un insulto al lavoro ed alla dignità di molte persone. Questo è solo un esempio. In Italia e non solo(vedi Elon Musk) ci sono dirigenti che, incuranti delle sorti delle loro aziende, pretendono profitti personali esorbitanti nell'immediato, senza pensare che a lungo termine questo sistema diventa insostenibile per garantire la sicurezza di coloro che rendono possibile l'esistenza stessa dei grandi complessi produttivi. Quei soldi, anziché essere convogliati nelle tasche di uno o pochi uomini, dovrebbero essere reinvestiti, messi da parte per periodi di crisi futuri, per permettere ai lavoratori, che sono il vero motore delle aziende, di non essere licenziati a causa di momenti di ridotta produttività o di scelte sconsiderate da parte di chi ricopre ruoli di comando. Per questo io credo, secondo il mio modesto parere, che lo Stato, Chi ci governa, debba regolamentare le retribuzioni di dirigenti, amministratori ed azionisti, nel pubblico e nel privato, qualora il divario di compenso rispetto ai dipendenti diventi eccessivo. Così facendo ci sarebbe un'equa redistribuzione dei ricavi di una azienda per un corretto reinvestimento degli stessi, sia esso in attrezzature ed infrastrutture oppure in fondi di emergenza per un riutilizzo futuro a favore di tutta la società.

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Antonio CiacciarelliPromotore della petizione

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Il problema

In questi giorni ci sono state le dimissioni da parte del signor Tavares in qualità di AD del gruppo Stellantis. Lo scandalo è stato l'annuncio di una possibile liquidazione nei suoi confronti di cento milioni di euro. Stellantis in Italia sta vivendo un momento di profonda crisi. Molti stabilimenti sono praticamente fermi. Centinaia i lavoratori in cassaintegrazione. I dirigenti di aziende che si occupano della produzione di beni accessori, non indispensabili, non di prima necessità, dovrebbero preventivare periodi di scarse vendite, dovuti ad una fisiologica saturazione del mercato. Se poi si aggiunge una crisi economica generale, aumentano i motivi che impediscono al cittadino medio di investire in beni come le automobili o affini. Sentire di una possibile liquidazione così grande, per una persona sola, quando migliaia di dipendenti riversano in condizioni di difficoltà economica, è un insulto al lavoro ed alla dignità di molte persone. Questo è solo un esempio. In Italia e non solo(vedi Elon Musk) ci sono dirigenti che, incuranti delle sorti delle loro aziende, pretendono profitti personali esorbitanti nell'immediato, senza pensare che a lungo termine questo sistema diventa insostenibile per garantire la sicurezza di coloro che rendono possibile l'esistenza stessa dei grandi complessi produttivi. Quei soldi, anziché essere convogliati nelle tasche di uno o pochi uomini, dovrebbero essere reinvestiti, messi da parte per periodi di crisi futuri, per permettere ai lavoratori, che sono il vero motore delle aziende, di non essere licenziati a causa di momenti di ridotta produttività o di scelte sconsiderate da parte di chi ricopre ruoli di comando. Per questo io credo, secondo il mio modesto parere, che lo Stato, Chi ci governa, debba regolamentare le retribuzioni di dirigenti, amministratori ed azionisti, nel pubblico e nel privato, qualora il divario di compenso rispetto ai dipendenti diventi eccessivo. Così facendo ci sarebbe un'equa redistribuzione dei ricavi di una azienda per un corretto reinvestimento degli stessi, sia esso in attrezzature ed infrastrutture oppure in fondi di emergenza per un riutilizzo futuro a favore di tutta la società.

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Antonio CiacciarelliPromotore della petizione

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Petizione creata in data 3 dicembre 2024