Terremoto: scuole e ospedali subito in sicurezza

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Il terremoto del 24 agosto 2016 ha nuovamente evidenziato la fragilità del nostro Paese di fronte al rischio sismico. Come cittadini riteniamo pericoloso e inaccettabile che tra gli edifici pubblici inagibili ci siano proprio quelle strutture che la Protezione Civile e anche il comune buon senso ritengono d'interesse strategico o rilevanti, come gli ospedali e le scuole.  

In Italia circa 3500 scuole e 500 ospedali si trovano in zone classificate a rischio sismico altissimo. Nel 2013 la relazione finale della Commissione parlamentare d’inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale presieduta dal prof. Ignazio R. Marino ha messo in evidenza la drammatica situazione delle strutture sanitarie pubbliche rispetto alla loro vulnerabilità sismica, concludendo che il 75% delle 200 strutture studiate sarebbe crollato in caso di terremoto di magnitudo superiore a 6,2-6,3 e che il 60% delle strutture studiate non avrebbe retto in caso di terremoto di magnitudo 6.0, ossia come quello che si è verificato il 24 agosto.

Riteniamo urgente che il Governo utilizzi i dati disponibili in Parlamento dal 2013 e che avvii una classificazione sismica di tutti gli edifici pubblici italiani al fine di programmare un piano di adeguamento sismico degli immobili statali.

Per questo chiediamo al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che vengano inseriti nella imminente legge di stabilità i fondi per tali interventi, considerando prioritari e urgenti tutti i lavori di adeguamento sismico per gli ospedali e le scuole nelle zone classificate a più alto rischio sismico (zone 1 e 2).

Emilia La Nave, Presidente di ParteCivile



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