
Terra dei Fuochi: basta roghi, vogliamo respirare senza paura
Il problema
APPELLO POPOLARE DELLA TERRA DEI FUOCHI
BASTA ROGHI. BASTA ABBANDONO. BASTA INDIFFERENZA.
APPELLO SOTTOSCRITTO DAI CITTADINI DOPO I NUMEROSI ROGHI CHE HANNO IMPERVERSATO ANCHE L’ESTATE IN TERRA DEI FUOCHI
Alla Presidenza della Repubblica
Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Alla Prefettura di Napoli
Alla Prefettura di Caserta
Al Commissario unico per la bonifica delle discariche abusive e dei siti contaminati in Italia
Alla Regione Campania
All’Assessore regionale all’Ambiente
All’ARPAC
Alla Città Metropolitana di Napoli
Alla Provincia di Caserta
Ai Sindaci dell’Agro Giuglianese-Aversano
(per il tramite del Sindaco di Giugliano e del Sindaco di Aversa)
Alle Autorità sanitarie e ambientali competenti
Noi cittadini della Terra dei Fuochi sottoscriviamo questo appello perché non vogliamo più essere spettatori della distruzione del territorio nel quale viviamo. Viviamo nell’Agro Giuglianese-Aversano: una terra bellissima, ricca di storia, comunità, famiglie, lavoro e straordinarie potenzialità.
Viviamo anche in un territorio nel quale, spesso, il cielo viene oscurato dal fumo dei roghi, l’aria viene aggredita da odori nauseabondi, i terreni vengono trasformati in luoghi di abbandono e i rifiuti continuano a essere incendiati o scaricati illegalmente.
E tutto questo accade ancora.
Accade di giorno e di notte.
Accade nei centri abitati e nelle campagne.
Accade vicino alle abitazioni, alle strade, alle scuole e alle attività produttive.
Accade mentre migliaia di cittadini chiedono da anni risposte concrete.
Non vogliamo più abituarci
Non vogliamo più sentirci dire che si tratta di episodi isolati.
Non vogliamo più considerare normale aprire una finestra e sentire odore di bruciato.
Non vogliamo più vivere con il timore che dietro una colonna di fumo ci sia l’ennesimo incendio di rifiuti.
Non vogliamo più essere costretti a interrompere la vita quotidiana, chiudere le finestre, proteggere i nostri figli e domandarci cosa stiamo respirando.
Non vogliamo che l’emergenza diventi normalità.
La normalizzazione del degrado è una forma di sconfitta collettiva. E noi non vogliamo arrenderci.
È necessario evitare che la reiterazione dell’emergenza determini assuefazione o rassegnazione, riaffermando invece il principio secondo cui la tutela dell’ambiente, della salute e della sicurezza costituisce responsabilità primaria delle Istituzioni pubbliche.
Non è sufficiente invocare o prevedere un mero inasprimento delle pene se a esso non si accompagna una reale progettualità pubblica, fatta di prevenzione, presidio del territorio, monitoraggio costante, bonifiche programmate e verifica periodica dei risultati.
La repressione degli illeciti è necessaria, ma da sola non basta: senza una strategia stabile e misurabile, ogni intervento rischia di arrivare troppo tardi, quando il danno è già stato prodotto e le comunità hanno già pagato il prezzo dell’ennesima emergenza.
La salute delle nostre comunità è a rischio
La nostra preoccupazione non riguarda soltanto l’ambiente.
Riguarda la salute, la qualità dell’aria che respiriamo, l’ambiente nel quale crescono i nostri figli, le persone più fragili e il diritto fondamentale di ogni cittadino a vivere in un territorio nel quale le Istituzioni siano concretamente presenti e capaci di prevenire, controllare e intervenire.
Non pretendiamo risposte che la scienza non può dare.
Pretendiamo, però, che davanti a una situazione ambientale così complessa la salute pubblica venga posta al centro di ogni decisione.
Pretendiamo monitoraggi seri, continui e trasparenti.
Pretendiamo prevenzione. Pretendiamo controlli. Pretendiamo bonifiche. Pretendiamo che chi inquina e chi incendia i rifiuti venga individuato e perseguito.
Occorrono prevenzione, controlli, bonifiche, accertamento delle responsabilità e comunicazione chiara ai cittadini sugli interventi realizzati e sui risultati conseguiti.
Presenza istituzionale e responsabilità pubblica
Il presente appello nasce dalla volontà di sollecitare un rafforzamento effettivo della presenza dello Stato e delle Istituzioni sul territorio, superando logiche episodiche o meramente dichiarative.
È necessario che le competenze di Comuni, Prefetture, Forze dell’Ordine, Regione, Province, ARPAC, ASL e degli altri organismi competenti siano integrate in una strategia unitaria, straordinaria, permanente e verificabile, capace di incidere concretamente sui fenomeni di degrado e illegalità ambientale.
Solo un’azione coordinata, sostenuta da obiettivi chiari, risorse adeguate, tempi definiti e responsabilità individuabili può restituire piena fiducia ai cittadini e assicurare un presidio efficace del territorio.
Impegni richiesti alle Istituzioni
Con il presente appello si chiede alle Istituzioni destinatarie di assumere pubblicamente i seguenti impegni:
1. Prevenzione
Rafforzare le attività di prevenzione dei roghi e degli abbandoni illeciti di rifiuti nelle aree maggiormente esposte.
2. Controlli
Incrementare la vigilanza territoriale mediante il coordinamento stabile delle Forze dell’Ordine e degli organismi competenti.
3. Interventi tempestivi
Assicurare interventi rapidi ed efficaci a fronte di segnalazioni relative a incendi, sversamenti o situazioni di grave degrado ambientale.
4. Bonifiche
Accelerare la rimozione dei rifiuti e la bonifica delle aree compromesse, prevedendo controlli successivi idonei a impedire nuove occupazioni abusive o nuovi abbandoni.
5. Monitoraggio ambientale
Garantire il monitoraggio continuativo e trasparente di aria, acqua e suolo, rendendo accessibili ai cittadini gli esiti degli accertamenti svolti.
6. Salute pubblica
Rafforzare il monitoraggio sanitario ed epidemiologico delle popolazioni esposte a fenomeni di inquinamento ambientale, nel rispetto delle competenze delle Autorità sanitarie.
7. Mappatura delle criticità
Individuare, mappare e monitorare le aree maggiormente esposte a incendi, abbandoni e fenomeni emissivi, con particolare attenzione ai punti di maggiore rischio.
8. Accertamento delle responsabilità
Perseguire con determinazione gli autori degli illeciti ambientali e rafforzare gli strumenti investigativi e repressivi nei confronti di chi compromette il territorio e la salute pubblica.
9. Trasparenza e informazione
Informare tempestivamente i cittadini sugli interventi effettuati, sugli accertamenti compiuti, sulle misure adottate e sui risultati ottenuti.
10. Programma straordinario per l’Agro Giuglianese-Aversano
Definire un programma organico di prevenzione, sicurezza ambientale, bonifica e rigenerazione territoriale, con obiettivi, risorse, tempi di attuazione e responsabilità chiaramente individuati.
Valore del territorio e prospettiva di risanamento
Noi non vogliamo abbandonare questa terra. Non vogliamo che i nostri figli siano costretti a considerare normale ciò che normale non è.
Non vogliamo che la Terra dei Fuochi venga ricordata soltanto per i roghi, per le sue discariche e per i suoi disastri ambientali.
Vogliamo che questa terra possa tornare a essere terra di vita, di lavoro, di agricoltura, di alberi, di bambini e di futuro.
Per questo firmiamo: perché siamo stanchi, ma non rassegnati; perché siamo preoccupati, ma non abbiamo paura di chiedere verità e giustizia; perché crediamo che la partecipazione dei cittadini sia una risorsa e non un problema.
Firmiamo perché crediamo ancora nelle Istituzioni e proprio per questo chiediamo loro di essere all’altezza della responsabilità che la Costituzione affida loro: garantire diritti, proteggere le comunità, prevenire il danno e intervenire con continuità, trasparenza e determinazione.
Richiesta di confronto istituzionale e termine per il riscontro
Le firme raccolte rappresentano una istanza collettiva dei cittadini e non sono riconducibili ad appartenenze politiche o associative.
Esse esprimono la voce di cittadini che chiedono una cosa semplice e fondamentale: vivere nella propria terra senza dover scegliere tra restare e respirare paura, senza dover considerare normale il fumo, l’odore acre dei roghi, l’abbandono dei rifiuti e il degrado.
Si chiede pertanto alle Istituzioni destinatarie del presente appello di promuovere un confronto con le comunità dell’Agro Giuglianese-Aversano, ascoltarne le istanze e indicare pubblicamente le iniziative che si intendono assumere, con relativi tempi, strumenti e responsabilità.
A tal fine, i cittadini sottoscrittori chiedono che entro il termine di 30 giorni dal ricevimento del presente appello venga fornito un riscontro formale, anche mediante convocazione di un tavolo istituzionale o comunicazione pubblica delle misure programmate.
In difetto di riscontro, ovvero in assenza di iniziative concrete, i cittadini si riservano di adire le competenti sedi amministrative, civili e penali per l’accertamento delle eventuali responsabilità, nonché per la tutela dei diritti lesi e per il ristoro dei danni subiti dalle comunità interessate.
La Terra dei Fuochi non chiede privilegi. Chiede diritti. Chiede il diritto alla salute, ad un ambiente salubre, alla sicurezza, alla dignità e a una prospettiva di sviluppo sostenibile. Chiede che il futuro dei suoi figli non venga deciso dal fumo dei roghi, dall’abbandono dei rifiuti o dall’inerzia di chi avrebbe il dovere di intervenire.
I cittadini sottoscrittori continueranno a sostenere tali diritti con gli strumenti della partecipazione democratica, della legalità, della trasparenza e della collaborazione istituzionale.
Invito alla sottoscrizione
La sottoscrizione del presente appello rappresenta un contributo civico alla richiesta di interventi concreti, strutturali e verificabili per la tutela della Terra dei Fuochi e delle comunità che vi abitano.
Firmare significa dire che il silenzio non può diventare la risposta, che la rassegnazione non può diventare una politica pubblica e che la Terra dei Fuochi non può essere una terra da sacrificare.
Firmare significa affermare che i nostri figli hanno diritto a respirare un’aria migliore e a vivere in una terra migliore.
Perché il futuro non si aspetta: si costruisce.

283
Il problema
APPELLO POPOLARE DELLA TERRA DEI FUOCHI
BASTA ROGHI. BASTA ABBANDONO. BASTA INDIFFERENZA.
APPELLO SOTTOSCRITTO DAI CITTADINI DOPO I NUMEROSI ROGHI CHE HANNO IMPERVERSATO ANCHE L’ESTATE IN TERRA DEI FUOCHI
Alla Presidenza della Repubblica
Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Alla Prefettura di Napoli
Alla Prefettura di Caserta
Al Commissario unico per la bonifica delle discariche abusive e dei siti contaminati in Italia
Alla Regione Campania
All’Assessore regionale all’Ambiente
All’ARPAC
Alla Città Metropolitana di Napoli
Alla Provincia di Caserta
Ai Sindaci dell’Agro Giuglianese-Aversano
(per il tramite del Sindaco di Giugliano e del Sindaco di Aversa)
Alle Autorità sanitarie e ambientali competenti
Noi cittadini della Terra dei Fuochi sottoscriviamo questo appello perché non vogliamo più essere spettatori della distruzione del territorio nel quale viviamo. Viviamo nell’Agro Giuglianese-Aversano: una terra bellissima, ricca di storia, comunità, famiglie, lavoro e straordinarie potenzialità.
Viviamo anche in un territorio nel quale, spesso, il cielo viene oscurato dal fumo dei roghi, l’aria viene aggredita da odori nauseabondi, i terreni vengono trasformati in luoghi di abbandono e i rifiuti continuano a essere incendiati o scaricati illegalmente.
E tutto questo accade ancora.
Accade di giorno e di notte.
Accade nei centri abitati e nelle campagne.
Accade vicino alle abitazioni, alle strade, alle scuole e alle attività produttive.
Accade mentre migliaia di cittadini chiedono da anni risposte concrete.
Non vogliamo più abituarci
Non vogliamo più sentirci dire che si tratta di episodi isolati.
Non vogliamo più considerare normale aprire una finestra e sentire odore di bruciato.
Non vogliamo più vivere con il timore che dietro una colonna di fumo ci sia l’ennesimo incendio di rifiuti.
Non vogliamo più essere costretti a interrompere la vita quotidiana, chiudere le finestre, proteggere i nostri figli e domandarci cosa stiamo respirando.
Non vogliamo che l’emergenza diventi normalità.
La normalizzazione del degrado è una forma di sconfitta collettiva. E noi non vogliamo arrenderci.
È necessario evitare che la reiterazione dell’emergenza determini assuefazione o rassegnazione, riaffermando invece il principio secondo cui la tutela dell’ambiente, della salute e della sicurezza costituisce responsabilità primaria delle Istituzioni pubbliche.
Non è sufficiente invocare o prevedere un mero inasprimento delle pene se a esso non si accompagna una reale progettualità pubblica, fatta di prevenzione, presidio del territorio, monitoraggio costante, bonifiche programmate e verifica periodica dei risultati.
La repressione degli illeciti è necessaria, ma da sola non basta: senza una strategia stabile e misurabile, ogni intervento rischia di arrivare troppo tardi, quando il danno è già stato prodotto e le comunità hanno già pagato il prezzo dell’ennesima emergenza.
La salute delle nostre comunità è a rischio
La nostra preoccupazione non riguarda soltanto l’ambiente.
Riguarda la salute, la qualità dell’aria che respiriamo, l’ambiente nel quale crescono i nostri figli, le persone più fragili e il diritto fondamentale di ogni cittadino a vivere in un territorio nel quale le Istituzioni siano concretamente presenti e capaci di prevenire, controllare e intervenire.
Non pretendiamo risposte che la scienza non può dare.
Pretendiamo, però, che davanti a una situazione ambientale così complessa la salute pubblica venga posta al centro di ogni decisione.
Pretendiamo monitoraggi seri, continui e trasparenti.
Pretendiamo prevenzione. Pretendiamo controlli. Pretendiamo bonifiche. Pretendiamo che chi inquina e chi incendia i rifiuti venga individuato e perseguito.
Occorrono prevenzione, controlli, bonifiche, accertamento delle responsabilità e comunicazione chiara ai cittadini sugli interventi realizzati e sui risultati conseguiti.
Presenza istituzionale e responsabilità pubblica
Il presente appello nasce dalla volontà di sollecitare un rafforzamento effettivo della presenza dello Stato e delle Istituzioni sul territorio, superando logiche episodiche o meramente dichiarative.
È necessario che le competenze di Comuni, Prefetture, Forze dell’Ordine, Regione, Province, ARPAC, ASL e degli altri organismi competenti siano integrate in una strategia unitaria, straordinaria, permanente e verificabile, capace di incidere concretamente sui fenomeni di degrado e illegalità ambientale.
Solo un’azione coordinata, sostenuta da obiettivi chiari, risorse adeguate, tempi definiti e responsabilità individuabili può restituire piena fiducia ai cittadini e assicurare un presidio efficace del territorio.
Impegni richiesti alle Istituzioni
Con il presente appello si chiede alle Istituzioni destinatarie di assumere pubblicamente i seguenti impegni:
1. Prevenzione
Rafforzare le attività di prevenzione dei roghi e degli abbandoni illeciti di rifiuti nelle aree maggiormente esposte.
2. Controlli
Incrementare la vigilanza territoriale mediante il coordinamento stabile delle Forze dell’Ordine e degli organismi competenti.
3. Interventi tempestivi
Assicurare interventi rapidi ed efficaci a fronte di segnalazioni relative a incendi, sversamenti o situazioni di grave degrado ambientale.
4. Bonifiche
Accelerare la rimozione dei rifiuti e la bonifica delle aree compromesse, prevedendo controlli successivi idonei a impedire nuove occupazioni abusive o nuovi abbandoni.
5. Monitoraggio ambientale
Garantire il monitoraggio continuativo e trasparente di aria, acqua e suolo, rendendo accessibili ai cittadini gli esiti degli accertamenti svolti.
6. Salute pubblica
Rafforzare il monitoraggio sanitario ed epidemiologico delle popolazioni esposte a fenomeni di inquinamento ambientale, nel rispetto delle competenze delle Autorità sanitarie.
7. Mappatura delle criticità
Individuare, mappare e monitorare le aree maggiormente esposte a incendi, abbandoni e fenomeni emissivi, con particolare attenzione ai punti di maggiore rischio.
8. Accertamento delle responsabilità
Perseguire con determinazione gli autori degli illeciti ambientali e rafforzare gli strumenti investigativi e repressivi nei confronti di chi compromette il territorio e la salute pubblica.
9. Trasparenza e informazione
Informare tempestivamente i cittadini sugli interventi effettuati, sugli accertamenti compiuti, sulle misure adottate e sui risultati ottenuti.
10. Programma straordinario per l’Agro Giuglianese-Aversano
Definire un programma organico di prevenzione, sicurezza ambientale, bonifica e rigenerazione territoriale, con obiettivi, risorse, tempi di attuazione e responsabilità chiaramente individuati.
Valore del territorio e prospettiva di risanamento
Noi non vogliamo abbandonare questa terra. Non vogliamo che i nostri figli siano costretti a considerare normale ciò che normale non è.
Non vogliamo che la Terra dei Fuochi venga ricordata soltanto per i roghi, per le sue discariche e per i suoi disastri ambientali.
Vogliamo che questa terra possa tornare a essere terra di vita, di lavoro, di agricoltura, di alberi, di bambini e di futuro.
Per questo firmiamo: perché siamo stanchi, ma non rassegnati; perché siamo preoccupati, ma non abbiamo paura di chiedere verità e giustizia; perché crediamo che la partecipazione dei cittadini sia una risorsa e non un problema.
Firmiamo perché crediamo ancora nelle Istituzioni e proprio per questo chiediamo loro di essere all’altezza della responsabilità che la Costituzione affida loro: garantire diritti, proteggere le comunità, prevenire il danno e intervenire con continuità, trasparenza e determinazione.
Richiesta di confronto istituzionale e termine per il riscontro
Le firme raccolte rappresentano una istanza collettiva dei cittadini e non sono riconducibili ad appartenenze politiche o associative.
Esse esprimono la voce di cittadini che chiedono una cosa semplice e fondamentale: vivere nella propria terra senza dover scegliere tra restare e respirare paura, senza dover considerare normale il fumo, l’odore acre dei roghi, l’abbandono dei rifiuti e il degrado.
Si chiede pertanto alle Istituzioni destinatarie del presente appello di promuovere un confronto con le comunità dell’Agro Giuglianese-Aversano, ascoltarne le istanze e indicare pubblicamente le iniziative che si intendono assumere, con relativi tempi, strumenti e responsabilità.
A tal fine, i cittadini sottoscrittori chiedono che entro il termine di 30 giorni dal ricevimento del presente appello venga fornito un riscontro formale, anche mediante convocazione di un tavolo istituzionale o comunicazione pubblica delle misure programmate.
In difetto di riscontro, ovvero in assenza di iniziative concrete, i cittadini si riservano di adire le competenti sedi amministrative, civili e penali per l’accertamento delle eventuali responsabilità, nonché per la tutela dei diritti lesi e per il ristoro dei danni subiti dalle comunità interessate.
La Terra dei Fuochi non chiede privilegi. Chiede diritti. Chiede il diritto alla salute, ad un ambiente salubre, alla sicurezza, alla dignità e a una prospettiva di sviluppo sostenibile. Chiede che il futuro dei suoi figli non venga deciso dal fumo dei roghi, dall’abbandono dei rifiuti o dall’inerzia di chi avrebbe il dovere di intervenire.
I cittadini sottoscrittori continueranno a sostenere tali diritti con gli strumenti della partecipazione democratica, della legalità, della trasparenza e della collaborazione istituzionale.
Invito alla sottoscrizione
La sottoscrizione del presente appello rappresenta un contributo civico alla richiesta di interventi concreti, strutturali e verificabili per la tutela della Terra dei Fuochi e delle comunità che vi abitano.
Firmare significa dire che il silenzio non può diventare la risposta, che la rassegnazione non può diventare una politica pubblica e che la Terra dei Fuochi non può essere una terra da sacrificare.
Firmare significa affermare che i nostri figli hanno diritto a respirare un’aria migliore e a vivere in una terra migliore.
Perché il futuro non si aspetta: si costruisce.

Voci dei sostenitori
Aggiornamenti sulla petizione
Condividi questa petizione
Petizione creata in data 17 settembre 2026