Telegram, aiutaci a combattere la pedo-pornografia!

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La pedo-pornografia è senza dubbio uno dei più grandi problemi che incombe in rete al giorno d'oggi. Anche se non sempre viene percepita, è lì nascosta. Nel corso degli anni con la nascita di diverse piattaforme sociali c'è stata una grande evoluzione del fenomeno che ha portato la problematica ad un livello esponenziale molto più libero e comune. E' molto più facile trovare del materiale a scopo pedo pornografico tramite vari blog, o chat di gruppo presenti sulle più note piattaforme sociali tra cui: WhatsApp e Skype.

Telegram non è molto indietro dalla situazione, nonostante sia una delle migliori applicazioni di messaggistica istantanea è stata fortemente colpita dal fenomeno.

Ci sono molti pedofili che, in fuga da questi servizi sociali che vedono l'app come un rifugio per le loro perversità. E tutto a causa di un tentativo di proteggere ciò che chiamano Diritto alla Privacy. Ciò che fieramente è spiegato nei Termini e Condizioni del servizio. Ed è ciò che ha causato l'esodo e lo sviluppo della pedofilia all'interno della comunità.

Gli utenti collaborano, sì, ma in modo molto limitato. La relazione dell'utente è essenziale per scoprire l'attività criminale ed esporre queste persone al peso della legge, ma crediamo che Telegram non collabori abbastanza. Limitazioni e blocch sono prese con bot, adesivi, canali e gruppi PUBBLICI, cioè dove il contenuto è visibile a tutti e quindi non viola i termini della società, ma crediamo che questo dovrebbe cambiare.

Non dovrebbero essere chiusi anche i gruppi privati? Per quanto privati possano essere, se sono state fornite prove sufficienti a dimostrare che la pedo-pornografia è condivisa? Secondo me, e secondo la maggioranza degli utenti, questo deve essere il caso.

Secondo questa politica, un gruppo terroristico potrebbe pianificare un attacco perfettamente grazie al suo "diritto" alla privacy.

Anche la pedofilia affonda molte vite. Chiediamo solo una riflessione e una revisione di questi termini, per collaborare in modo ancora più efficace nella lotta contro la pornografia infantile.

Grazie mille per tutto, ci aspettiamo una risposta dalla società e che i dati dei pedofili siano affidati alle autorità giudiziarie corrispondenti.

 



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