Sì ai bambini di Gaza, no ai bambini per Gaza. Contro lo sfruttamento politico dei minori

Firmatari recenti
Loira lupetti e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Da cittadina che ha a cuore la pace, la concordia e i diritti dei bambini chiedo ai docenti e alle famiglie degli studenti minorenni di non aderire alla proposta di osservare un minuto di silenzio “per Gaza e la Palestina” il primo giorno dell’anno scolastico 2025-26, avanzata dalla “Scuola per la pace Torino e Piemonte”, dai “Docenti per Gaza” e dall’“Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università”, e ad altre iniziative analogamente discriminatorie.

Si ha tutto il diritto di mobilitarsi per i bambini di Gaza – per esempio chiedendo di implementare i corridoi umanitari che già li conducono nel nostro paese – ma non si ha nessun diritto di mobilitare i bambini per Gaza nelle scuole.

Chi valuterà la proposta senza averne letto il testo, che attinge largamente a un repertorio concettuale e lessicale a dir poco fazioso, potrà dire che questa del minuto di silenzio “per Gaza e la Palestina” non è un’iniziativa politica, ma etica e pedagogica, e lo farà scomodando valori universali, ma è proprio in nome della pari dignità dei bambini e del loro diritto a non essere strumentalizzati che questa proposta va rifiutata con la massima fermezza. Non c’è niente di etico nella pietà, nell’indignazione e nella denuncia selettive e non c’è niente di pedagogico nell’abusare di minori inconsapevoli.

I bambini palestinesi sono vittime innocenti di un terrorismo che da sempre se ne fa scudo, di una propaganda che li usa sistematicamente come arma e dell’ennesima guerra che li ha privati dei diritti fondamentali, feriti nel corpo e nella mente, uccisi, ma i bambini israeliani – vittime di un progetto di sterminio (in corso) cominciato molto prima del 7 ottobre e di politiche scellerate che allontanano la pace – non sono meno innocenti. Perché, quindi, se non per perpetuare una logica di guerra e di disparità, ricordare gli uni e dimenticare gli altri, anzi tutti gli altri? Erano studenti anche i ragazzi massacrati a Ma’alot nel lontano 1974, erano bambini anche i fratellini Bibas, recentemente assassinati durante la loro cattività a Gaza, ennesimi bersagli della violenza terroristica che insanguina Israele fin dalla sua nascita. Alla conta dei morti e degli edifici scolastici danneggiati con cui prevedibilmente verrà giustificata la mobilitazione a senso unico rispondo che, nel mondo lontano dai riflettori, milioni di bambini versano in condizioni oggettivamente peggiori di quelle, pur drammatiche, in cui vivono i loro coetanei palestinesi, e che se in molti di quei paesi “scolasticidio” non c’è stato è solo perché non ci sono mai state scuole. E mi domando perché le catastrofi umanitarie, le guerre e i genocidi dei paesi africani e asiatici non abbiano mai riempito i cuori, le menti e le piazze dei sedicenti antirazzisti e terzomondisti.

Per la stessa ragione per cui mi rifiuto di stilare quella squallida classifica della disperazione che di solito comincia con il Sudan e viene usata per dimenticare i meno disperati (ma non meno innocenti), rigetto questo cordoglio selettivo che inevitabilmente prelude a un’altrettanto selettiva condanna e rischia, dunque, di approfondire o innescare conflitti in una compagine scolastica che va, al contrario, mantenuta unita e solidale, nell’interesse di tutti e in particolare delle minoranze, a partire da quella ebraica, sempre nel mirino.

 

https://osservatorionomilscuola.com/2025/08/28/proposta-scuole-minuto-silenzio-primo-giorno-gaza-palestina/

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Sara NATALE SFORNIPromotore della petizioneFaccio parte del comitato direttivo nazionale di "Sinistra per Israele - Due popoli due Stati", di cui coordino la sezione fiorentina.

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Loira lupetti e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Da cittadina che ha a cuore la pace, la concordia e i diritti dei bambini chiedo ai docenti e alle famiglie degli studenti minorenni di non aderire alla proposta di osservare un minuto di silenzio “per Gaza e la Palestina” il primo giorno dell’anno scolastico 2025-26, avanzata dalla “Scuola per la pace Torino e Piemonte”, dai “Docenti per Gaza” e dall’“Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università”, e ad altre iniziative analogamente discriminatorie.

Si ha tutto il diritto di mobilitarsi per i bambini di Gaza – per esempio chiedendo di implementare i corridoi umanitari che già li conducono nel nostro paese – ma non si ha nessun diritto di mobilitare i bambini per Gaza nelle scuole.

Chi valuterà la proposta senza averne letto il testo, che attinge largamente a un repertorio concettuale e lessicale a dir poco fazioso, potrà dire che questa del minuto di silenzio “per Gaza e la Palestina” non è un’iniziativa politica, ma etica e pedagogica, e lo farà scomodando valori universali, ma è proprio in nome della pari dignità dei bambini e del loro diritto a non essere strumentalizzati che questa proposta va rifiutata con la massima fermezza. Non c’è niente di etico nella pietà, nell’indignazione e nella denuncia selettive e non c’è niente di pedagogico nell’abusare di minori inconsapevoli.

I bambini palestinesi sono vittime innocenti di un terrorismo che da sempre se ne fa scudo, di una propaganda che li usa sistematicamente come arma e dell’ennesima guerra che li ha privati dei diritti fondamentali, feriti nel corpo e nella mente, uccisi, ma i bambini israeliani – vittime di un progetto di sterminio (in corso) cominciato molto prima del 7 ottobre e di politiche scellerate che allontanano la pace – non sono meno innocenti. Perché, quindi, se non per perpetuare una logica di guerra e di disparità, ricordare gli uni e dimenticare gli altri, anzi tutti gli altri? Erano studenti anche i ragazzi massacrati a Ma’alot nel lontano 1974, erano bambini anche i fratellini Bibas, recentemente assassinati durante la loro cattività a Gaza, ennesimi bersagli della violenza terroristica che insanguina Israele fin dalla sua nascita. Alla conta dei morti e degli edifici scolastici danneggiati con cui prevedibilmente verrà giustificata la mobilitazione a senso unico rispondo che, nel mondo lontano dai riflettori, milioni di bambini versano in condizioni oggettivamente peggiori di quelle, pur drammatiche, in cui vivono i loro coetanei palestinesi, e che se in molti di quei paesi “scolasticidio” non c’è stato è solo perché non ci sono mai state scuole. E mi domando perché le catastrofi umanitarie, le guerre e i genocidi dei paesi africani e asiatici non abbiano mai riempito i cuori, le menti e le piazze dei sedicenti antirazzisti e terzomondisti.

Per la stessa ragione per cui mi rifiuto di stilare quella squallida classifica della disperazione che di solito comincia con il Sudan e viene usata per dimenticare i meno disperati (ma non meno innocenti), rigetto questo cordoglio selettivo che inevitabilmente prelude a un’altrettanto selettiva condanna e rischia, dunque, di approfondire o innescare conflitti in una compagine scolastica che va, al contrario, mantenuta unita e solidale, nell’interesse di tutti e in particolare delle minoranze, a partire da quella ebraica, sempre nel mirino.

 

https://osservatorionomilscuola.com/2025/08/28/proposta-scuole-minuto-silenzio-primo-giorno-gaza-palestina/

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Sara NATALE SFORNIPromotore della petizioneFaccio parte del comitato direttivo nazionale di "Sinistra per Israele - Due popoli due Stati", di cui coordino la sezione fiorentina.

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