IL RAZZISMO VERDE IN ITALIA: ANCORA GLI ORRORI DELLA FALSA ECOLOGIA NELLE ISOLE TOSCANE!


MASSIMA SOTTOSCRIZIONE E CONDIVISIONE DELLA URGENTE PETIZIONE:
-) PRENDIAMO IL CASO PERNICE ROSSA
sempre per analizzare il lavoro della Falsa ecologia contro la rinaturalizzazione e la naturalizzazione!
[PREMESSA: LA PERNICE ROSSA SIA REINTRODOTTA IN SALENTO DALLE ATC E DAGLI ENTI COMPETENTI, NEL PARCO COSTIERO OTRANTO - SANTA MARIA DI LEUCA AD ESEMPIO, DOVE LA SUA PRESENZA E' ATTESTATA DAGLI STUDI PALEONTOLOGICI IN GROTTA ROMANELLI A CASTRO! SI DIA UN ESEMPIO VIRTUOSO CONTRO QUANTO INVECE QUI LEGGEREMO]
Nel gennaio 2021 le forze venatorie dell'isola del Giglio chiedono di poter aumentare la biodiversità dell'isola introducendo da allevamenti delle Pernici rosse (Alectoris rufa) da fare ambientare e che poi avrebbero potuto anche in parte spostarsi nelle zone protette.
Una idea stupenda naturalmente, parliamo di una specie autoctona in Europa ed in Italia ma ormai ridotta ai minimi termini.
E' vero che le forze venatorie sono mosse in primis dall'avere di che sparare ma si traduce ciò in un aumento comunque di biodiversità data la presenza di una area teoricamente protetta dalla caccia sull'isola dove alcuni esemplari avrebbero potuto trovare rifugio!
Subito si muovono le forze avverse che scrivono un articolo contro l'iniziativa, pubblicato su siti di discutibilissimo ormai ecologismo, con mille argomentazioni contro ma tutto sintetizzabile in questa frase estrapolabile dal testo:
"la biodiversità deve essere protetta e gestita ma non arricchita artificialmente"
Cosa vuol dire? Questo è FISSISMO, innaturale fissismo, in questa ottica quando una specie è estinta in loco è estinta per sempre e non va aiutata a tornare al più presto adducendo comunque differenze intollerabili genetiche pur se la specie è la medesima e vive ancora in altri territori neppure lontani!
DUNQUE QUESTI SAREBBERO CONTRARI ALLA REINTRODUZIONE DEL BISONTE EUROPEO CHE BEN SI STA FACENDO MERITORIAMENTE IN TANTE ZONE D'EUROPA, ESTINTO IN NATURA MA SALVATO GRAZIE AGLI ZOO?!
Sentiamo le varie argomentazioni contro queste liberazioni:
"Questa specie in Italia sopravvive con pochi nuclei in Piemonte orientale e in Liguria, e all’isola d’Elba dove risiede la popolazione naturale italiana di maggior pregio."
Dunque non dovrebbero essere contenti della creazione di un nuovo nucleo nell'isola del Giglio?
No, non vogliono assolutamente!
Scrivono: "In questo caso, si svolgerebbe addirittura in un contesto insulare, peculiare per definizione, ed un congruo studio di fattibilità ad opera di esperti sarebbe assolutamente necessario."
Il famoso studio di fattibilità! Ma un tale studio finanziato e costoso che cosa avrebbe mai sentenziato alla fine visto che gli autori sarebbero stati scelti tra le medesime forze della risposta che qui stiamo analizzando?
Adducono tali forze avverse ai ripopolamenti, alle introduzioni e alle reintroduzioni che la specie è minacciata dal rimescolamento fatto dall'uomo con allevamento e ripopolamento di Pernici rosse, rimescolamento nell'ambito della stessa specie, come se l'allevamento fosse un danno e non invece un importantissimo mezzo serbatoio per prevenire estinzioni in natura a cui subito riporre rimedio tramite esemplari allevati. Leggiamo:
"In tutto il suo areale di distribuzione (Italia-Francia-Spagna-Portogallo) la pernice rossa è minacciata dal rimescolamento genetico dovuto ad un intenso commercio internazionale di soggetti di allevamento, condotto senza alcun rispetto della struttura genetica spaziale e dell’identità delle sue diverse sottospecie. Nelle operazioni di ripopolamento è infatti consuetudine impiegare pernici rosse provenienti da porzioni assai lontane dell’areale distribuzione. Si tratta di animali che possiedono adattamenti (di tipo comportamentale, fisiologico, etc.) assai diversi da quelli delle pernici locali e, come tali, potenzialmente dannosi per la sopravvivenza delle popolazioni al rinforzo delle quali sono destinati."
"Inoltre, al Giglio sarebbero precisamente immesse pernici originarie della Vandea (Francia nord-occidentale) incrociate con quelle di una sottospecie alloctona (A. rufa intercedens) importata dall’Andalusia (Spagna), contribuendo in tal modo ad aggravare il quadro zoogeografico di questa specie."
Il concetto di sottospecie locale viene addotto per demonizzare ogni avvenuto ripopolamento per mano umana, ma questo è PURISMO VERDE, sono i territori che generano le sottospecie con la loro pressione evolutiva nel tempo, se una area vede una estinzione della sua sottospecie bisogna subito alimentarsi da sottospecie prossime, non accettare l'estinzione, la natura non ama i vuoti e li colmerebbe con tempo se messa nelle condizioni di falso però, l'uomo deve agire per rimediare a tali vuoti che ha creato coadiuvando la natura, da qui l'importanza della triade introduzioni-reintroduzioni-ripopolamento. L'introduzione in nuovi territori crea comunque dei vivi autorigenerantisi stock di animali e tutto questo ha grande valore conservazionista!
Inoltre se già sono avvenuti rimescolamenti di questo tipo vanno accettati punto e basta non demonizzati. Il fatto che non siano stati nocivi alla sopravvivenza della specie lo mostra la stessa buona sopravvivenza e naturalizzazione delle popolazioni dette in maniera demonizzante razzista "ibride"!
Per cui capite che è solo PURISMO RAZZISTA?!
Col tempo su quella nuova base genetica rimescolata il territorio farà rievolvere eventualmente la sua tipica sottospecie!
Quindi avremo almeno da questi tecnici il consiglio di quali pernici utilizzare per la creazione di una popolazione migliore di Pernice rossa sull'isola del Giglio?
Ma ché, assolutamente no!
Infatti scrivono:
Si tratterebbe di "immissione di una risorsa alloctona quale è la pernice rossa per l’isola in questione. Sebbene il Giglio sia stato collegato con la terraferma ai tempi dell’ultimo massimo glaciale (c. 22.000 anni fa), non essendo note oggi prove fossili della presenza della specie, quest’ultima rappresenterebbe senza dubbio una risorsa aliena."
Ma come, in Italia sulla terraferma la Pernice rossa è specie autoctona e su quell'isola la si definisce alloctona?
Si definisce follemente alloctono il Daino in Italia da parte delle forze della FALSA ECOLOGIA sebbene esso viveva appunto in Sud Italia nel Pleistocene e qui si lancia l'idea che se vi fossero stati fossili di Pernice rossa sull'isola del Giglio allora forse sì alla reintroduzione ...
Ne dubito, anche in quel caso avrebbero trovato ragioni contro, ma adesso la lacuna paleontologica fa comodo per opporsi all'introduzione adducendo che
"l’immissione sarebbe dunque una vera e propria introduzione, un’operazione faunistica sempre da sconsigliare se non in condizioni di estremo pericolo per la sopravvivenza di una specie."
Sì, ma qui la specie ora è del tutto assente lì, gioverebbe creare altri popolamenti di questa specie in natura.
Invece non non si vuole proprio, si teme persino che poi sopravvivano alla caccia, e infatti scrivono:
"tale immissione sarebbe condotta su un’isola parte della quale è compresa nel territorio del Parco nazionale dell’Arcipelago toscano. Al cui interno, prima o poi, gli animali lanciati troverebbero rifugio dalla pressione venatoria."
Ma quanto amore(?) per la vita ...
In Salento ci dice la paleontologia che nel Pleistocene viveva la Coturnice, la Pernice rossa, la Grande Otarda eppure ancora non è partito nessun piano per la loro doverosa reintroduzione ...
http://naturalizzazioneditalia.altervista.org/salento-reintrodurre-la-grande-otarda-la-gallina-prataiola-coturnici-starne-ecc/
Ed ecco che l'epiteto di purismo verde è proprio calzante, leggiamo:
"Quanto alla loro 'purezza' genetica, la questione è complessa per essere trattata in poche righe; tuttavia, essa è accertabile solo tramite estese analisi genomiche (...)."
Ma anche se fossero pure, mettono le mani avanti.
"Peraltro, quand’anche fosse acclarata, la “purezza” non sarebbe un carattere dirimente per avallare un’introduzione pronta caccia.
Nel complesso, questa immissione appare inopportuna sia per la specie in oggetto che per il messaggio concettualmente distorto da essa veicolato, ovvero far passare un’operazione di interesse venatorio come una forma di conservazione della biodiversità."
Quindi anziché consigliare per migliorare questa introduzione che avverrebbe a costo zero, con costi gestiti tutti dalle forze venatorie e che potrebbero avere ricadute rinaturalizzanti, (come avvenuto a favore del ritorno del cinghiale, anche grazie ai ripopolamenti venatori in Italia che non hanno alterato la purezza locale dei cinghiali, per un ritorno e una maggiore diffusione del suino selvatico che ha favorito poi il ritorno dei lupi predatori dei cinghiali), l'obiettivo è fermare tutto!!!
Si rivela poi che "il Parco nazionale opera da anni contro le specie aliene ed è stato recentemente protagonista dell’eradicazione di risorse esotiche di flora e fauna sulle isole di Montecristo, Giannutri e Pianosa (anche la pernice rossa, ibrida)."
tutta la politica del razzismo verde ...
Quindi leggiamo che addirittura la Pernice rossa l'hanno sterminata ad hoc sull'isola di Pianosa quelli che dovevano tutelare lì la natura, proprio con la scusa della ibridazione con Coturnici alloctone. Un'impurezza imputata a Pernici allevate introdotte con alcune coppie nell'isola negli anni ’80 dall’istituto di Patologia aviaria dell’Università di Pisa.
Ciò ci conduce qui ad approfondire:
nel 2018 iniziava la demonizzazione della purezza delle Pernici rosse sull'Isola di Pianosa per poi passare alla loro eradicazione speculativa e a quella addirittura dei fagiani sempre con la solita scusa folle addotta pure contro i fagiani in Italia di alloctonia sebbene ormai da tempo icone della biodiversità mediterranea favorita proprio dalle forse venatorie, che oggi in questo scenario assurdo della Falsa ecologia appaiono ormai persino come forze talvolta positive, forze che hanno contribuito all'arricchimento di biodiversità in Italia per alcune importanti specie (fagiani, pernici, cinghiali, lepri, starne, ecc.):
https://www.restoconlife.eu/2018/02/27/la-pernice-rossa-di-pianosa-non-e-poi-cosi-rossa/
Ma quanto fa schifo la Falsa ecologia capace di fare stermini da fare invidia ai più spietati cacciatori?
Ecco il piano di sterminio del 2018 contro le Pernici rosse di Pianosa:
https://www.associazionepianosa.it/articoli/pianosa.rassegnastampa.576.asp
https://www.tenews.it/2018/02/06/via-i-fagiani-e-gli-ibridi-di-pernice-dallisola-di-pianosa-73644/
Poi nel 2022 questa scoperta genetica ...
https://www.elbareport.it/scienza-ambiente/item/58270-pernice-rossa-dell%E2%80%99isola-d%E2%80%99elba-una-riscoperta-genetica-per-l%E2%80%99italia
Secondo un ulteriore studio si era eccessivamente gridato all'impurezza della Pernice rossa anche sull'Isola dell'Elba, ora essa viene definita assai pura e da utilizzare per la reintroduzione dopo l'eradicazione della Pernice rossa sull'Isola di Pianosa ... ma è avvenuta questa reintroduzione??
E a ben leggere davvero lo studio non si era altrettanto mistificato sull'impurezza delle Pernici rosse di Pianosa al fine appunto di sterminarle e intascare i tanti fondi dell'Unione Europea per progetti di sterminio chiamati "LIFE"? Life, vita in inglese, che uso distorcente del lessico!
Ed ecco però che si sfrutta il nuovo dato per gridare alla minaccia ora contro la Pernice rossa all'Elba da parte dei Cinghiali per fare un bel po' fuori questi ...
Ma come, se fino ad oggi hanno ben convissuto, ora diventano il problema i cinghiali?!
QUOSQUE TANDEM ABUTERE PATIENTIA NOSTRA
da parte di questa falsissima ecologia?!
Infine osserviamo come quando si vuole avallare operazioni di biocidio in nome della purezza della razza si manifesta una visione fissista, si afferma l'importanza del non mescolamento tra popolazioni geograficamente distinte, è il caso che abbiamo visto ahinoi sopra, quando invece si deve salvare una specie e favorirne il suo ritorno allora ovviamente il mescolamento viene ripresentato, come giusto che sia, come un bene per la salvezza della specie, e lo sanno tutti i migliori genetisti come gli allevatori che il rimescolamento, che porta "sangue nuovo", diversità e quindi ricchezza genetica è un bene per la sopravvivenza della specie!
Lo vediamo nel testo di questo post facebook in merito al progetto di riportare la Lince comune in Italia:
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"È ora disponibile la mappa di distribuzione 2021 della lince eurasiatica (Lynx lynx) in Europa centrale. Dalla stessa si evince come nelle Alpi, la popolazione della Svizzera si espande verso l’Austria e l’Italia. Per la prima volta una riproduzione è stata confermata nel cantone di Ticino, la parte più meridionale della Svizzera. Nelle Alpi slovene, cinque linci sono state reintrodotte per salvare la specie dall’estinzione nelle Alpi sudorientali.
Gli sforzi per riportare la lince in Europa centrale sono iniziati più di 50 anni fa. Grazie a progetti di reintroduzione e rinforzo, la lince è tornata a popolare diverse catene montuose. Ma gli sforzi di conservazione continuano, poiché l'attenzione si è spostata dalle singole popolazioni alla metapopolazione. Una metapopolazione è un insieme di popolazioni della stessa specie separate spazialmente, che interagiscono tra loro attraverso la dispersione. Per la loro sopravvivenza a lungo termine, un aspetto fondamentale resta quello relativo alla connettività tra le diverse sub-popolazioni dell’ Europa centrale.
Nella mappa di distribuzione viene fatta una distinzione tra diverse categorie di affidabilità (criteri SCALP) - i dati C1 "certi" sono indicati in rosso mentre i dati confermati di avvenuta riproduzione in giallo.
Per ulteriori dettagli, consultate il rapporto completo (in inglese)."
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Ho commentato con amara ironia e verità così questo post:
"Dai Linci arrivate da sole, è l'unica che se aspettiamo reintroduzioni serie in Italia, con tanta Falsa ecologia al potere, stiamo freschi ...
Però se vogliamo si ridiffonda da noi anche la Lince pardina, e ciò è da auspicare ugualmente, dobbiamo aumentare la sua base trofica.
Diffondere da parte delle ATC (Ambiti Territoriali di Caccia) non solo Lepri ma anche Conigli selvatici prede d'elezione per le mediterranee Linci pardine che studi paleontologici ci dicono aver vissuto in Puglia in passato così come la Lince comune.
Per approfondire rimando a questo mio post su facebook.