STOP "RAZZISMO VERDE"! Ius soli per tutte le forme di vita che si naturalizzano!

STOP "RAZZISMO VERDE"! Ius soli per tutte le forme di vita che si naturalizzano!

Firmatari recenti
Mehrzad Golkar e altri 10 hanno firmato di recente.

Il problema

STOP RAZZISMO VERDE
Ius soli per tutte le specie e loro varietà che si naturalizzano nel nostro territorio italiano!

QUESTO SOLTANTO VUOL DIRE TUTELA DELLA "BIODIVERSITÀ" 
valore affermato anche nella Costituzione italiana

 

 

STOP RAZZISMO VERDE

 

 

Tutte le specie autoctone da tempo, alloctone naturalizzatesi, domestiche allevate allo stato brado o ferali inselvatichite (randagie) hanno diritto alla vita e alla fertilità nel nostro territorio anche allo stato libero se hanno mostrato di riuscire a vivere in libertà.

Ius soli per tutte le forme di vita che si naturalizzano nel nostro territorio italiano!

[Non consideriamo qui però forme di vita alterate dalla moderna ingegneria genetica!]

Chiediamo a tutte le istituzioni di prendere le distanze da ogni posizione di RAZZISMO VERDE,

una ideologia assolutamente non scientifica, assolutamente non ecologista, che personaggi loschi, identificabili come "PROFESSIONISTI DEL BIOCIDIO", stanno tentando di affermare in ambiente politico, nell'opinione pubblica nonché in ambienti accademici persino con produzione di articoli pseudoscientifici presentati come scientifici ma in realtà fuffa volta ad avallare piani di biocidio e sterilizzazione di specie viventi che stanno mostrando di gradire il nostro territorio.

I modi con i quali sono giunte queste specie non inficiano il fenomeno comunque naturale, comunque interessante sotteso alla loro affermazione.

Anche l'uomo alla fine è parte della natura, e possiamo immaginare che sia la stessa natura a sfruttare l'uomo come vettore volontario o involontario per la diffusione di nuove specie e loro varietà.
Tante specie vengono e sono state importante nei secoli in Italia o in Europa o in Eurasia a vari scopi, in vari modi, volontariamente o involontariamente da parte dell'uomo, ma tante nel nuovo ambiente naturale periscono, sono perite. 

Solo alcune ce la fanno invece ad adattarsi, e magari anche poi da lì a diffondersi naturalmente da sole, ed è quello un evento da accogliere positivamente, da studiare con spirito di meraviglia e non con fare razzista, con approccio demonizzatore ecoterrorista, come sta avvenendo sgradevolmente in questi ultimi anni sempre più in Italia e nel mondo occidentale ed occidentalizzato.

Occorre porre fine all'idea di eradicazione di specie che si affermano nel nostro territorio.

Indipendentemente dai metodi utilizzati per le eradicazione, sia essa giudicata crudele o cruelty-free non importa, si pone una questione di biodiversità, di accettazione di una biodiversità crescente nel nostro tempo geologico che è l'Olocene antropocenico; siamo geologicamente ancora nel Quaternario e dal punto di vista climatico in un interglaciale aspetto del quale bisognerebbe tenere maggiormente conto quando si sente gridare al fantomatico Global warming antropico.
È però un fatto che l'uomo sta aumentando le emissioni di CO2 in atmosfera attraverso la combustione dei combustibili fossili, ma si è presi a livello mediatico soprattutto dalla voglia di gridare agli effetti negativi sul clima, tutti da verificare davvero, di questa maggiore CO2, mentre invece non si tiene conto di come tale CO2 in eccesso stia anche favorendo una crescita delle biomasse vegetali tramite la fotosintesi e quindi animali tramite la catena alimentare.
Anche specie esotiche naturalizzatesi in Italia, come l'Ailanto, partecipano pertanto allo stoccaggio di CO2, alla sua organicazione, e bisogna pertanto leggere anche i fenomeni non solo di crescita delle foreste, laddove l'uomo non interviene, ma anche di affermazione di specie vegetali esotiche come una risposta di Gaia, nella teoria scientifica chiamata Ipotesi di Gaia stranamente(?) ignorata negli ultimi anni nel mondo "ecologista" di mainstream, come una risposta dell'intero Pianeta, dell'intera biosfera, nel verso di un ripristino di equilibrio.

Si scopre poi, e questo viene nascosto nella informazione pseudoscientifica improntata al razzismo verde della Falsa ecologia che alcune di queste specie, come per esempio l'Ailanto o il Fior di loto sacro (Nelumbo nucifera) o il Kudzu (Pueraria montana), vantano già stretti antenati viventi in Europa in momenti geologici più caldi del passato, motivo per cui il loro può essere anche visto come un ritorno favorito dal nuovo clima interglaciale nel quale viviamo, nelle dinamiche del nostro pianeta vivente Gaia.

Si dimentica in malafede o ignoranza lo stretto rapporto tra Europa e Asia, che sono uno stesso continente, per la storia botanica: spesso a causa della avanzata dei ghiacci nei periodi glaciali quaternari tante specie hanno trovato rifugio nella più vasta porzione continentale asiatica comprendente anche latitudini più tropicali a differenza della congiunta terra europea: si pensi ad esempio al Ginkgo biloba i cui antenati vivevano in Europa, specie arborea sopravvissuta in Asia in aree rifugiali e poi da lì reintrodotto grazie all'uomo di nuovo in Europa.

Non solo lo studio botanico ci dà queste scoperte ma anche la paleontologia, e così scopriamo antenati dei Procioni già in Europa e in Mediterraneo già antenati del Granchio blu.

I professionisti del biocidio non sanno o pare che si dimentichino (volutamente!) nelle demonizzazioni delle specie bollate da loro "aliene" con fare dispregiativo di ricordare quanto ben è noto alla geologia, ovvero la apparizione di ponti di terra tra varie regioni e continenti oggi separati dal mare allorquando il livello del mare si abbassava anche di diverse decine di metri nelle glaciazioni o a seguito di evaporazioni di mari chiusi o in conseguenza di innalzamenti orografici permettendo tanti spostamenti di organismi terrestri, e al contrario la formazioni di canali tra mari e/o laghi oggi separati nelle fasi di innalzamento relativo o assoluto del livello del mare; si dimenticano(?) di evidenziare quale fitta rete "stradale" siano tutti i mari tra loro interconnessi per lo spostamento delle specie marine e non solo marine anche solo tramite le correnti marine e zattere naturali di materiali vegetali portati al mare dai fiumi in piena; talvolta nelle demonizzazioni pare persino che ci si dimentichi che gli uccelli e tanti insetti volano, fino ad arrivare a definire l'Ibis sacro una specie in Italia "migrante aliena", ergo dall'Italia non potrebbe per questi mistificatori, traendone le somme, neppure espandersi fino a ricolonizzare a diritto l'Egitto, sua tipica terra nell'antichità, ma dove risulta estinto come nidificante fin dalla metà del XIX secolo d.C.

 

 

 

 

NON DOBBIAMO PERTANTO PIÙ AVALLARE ERADICAZIONI DI SPECIE
quale sia la scusa o il suo contrario che viene utilizzata, scuse sanitarie come l'aviaria, la lingua blu, la suina contro gli iperautoctoni Cinghiali, ecc. Per operazioni di stamping out anche negli allevamenti, operazioni di biocidio, ecatombe pseudo-sanitaria assolutamente da aborrire e da cui prendere ogni distanza.

Stamping out vergognoso inaccettabile anche in agronomia, pensiamo ad esempio alla follia della eradicazione degli Ulivi in Salento con la scusa della esotica Xylella fastidiosa e demonizzazione di un insetto autoctono, quale la Sputacchina, presentato come vettore di malattia.
Ulivi che erano stati bombardati dalla più becera agrochimica.
E oggi laddove non eradicati tutti in auto-rigenerazione e ripresa!

Scuse di nocività contro i magnifici Ibis sacri solo ad esempio, scuse di dannosità contro gli argini dei fiumi ad esempio nel caso delle nutrie, scuse da purismo verde di ibridazione con il cane contro i lupi per poter catturare e sterilizzare non solo i cani liberi ma anche i lupi (ignorando in malafede che cani e lupi appartengono alla stessa specie e concetti basilari darwiniani di selezione naturale e selezione artificiale che impediscono nel tempo un effettivo danno da ibridazione sulla purezza del lupo), scuse contro i pini di vari tipo ora detti di specie alloctone talvolta persino mentendo, ora contro le processionarie del pino perché danneggerebbero i pini sebbene le processionarie del pino sono insetti iperautoctoni in Puglia che mai hanno estinto i pini loro piante nutrici così suicidandosi, ora contro i pesci rossi bollati esotici asiatici sebbene l'Asia faccia parte del nostro stesso unico continente, ora contro i Pesci siluro del Danubio giunti n Italia come se il Danubio fosse nel Burindi e invece alcune valli del suo stesso bacino idrografico fanno persino parte dell territorio dello stato italiano, ecc. 

Non c'è specie che con esercizio sofistico la Falsa ecologia non riesca a demonizzare, e tanto più conviene ad essa demonizzare una specie in un territorio quanto più in quel territorio essa è diffusa così da garantirsi un business di eradicazione maggiore: se in Salento c'è più Pino d'Aleppo oggi, lì si demonizzerà il Pino d'Aleppo; in area tirrenica c'è più Pino marittimo e ad essere demonizzato sarà lì quello; se in alcune aree i rimboschimenti antropici hanno puntato in passato sul Pino nero o sull'Abete di Cefalonia, saranno questi ad essere demonizzati e con la scusa tanta biomassa legnosa su cui lucrare; non si farà notare certo che come avevano previsto i forestali del passato quelle pinete impiantate dall'uomo stanno favorendo un variegato sottobosco con tante piante spontanee autoctone!

Se ci sono più Istrici, si demonizza l'Istrice come esotico invasivo, se ci sono più Daini, il Daino, e poco importa che il genere dell'Istrice e la specie del Daino (Dama dama) siano attestati in Salento per il Pleistocene, si dirà sempre che comunque ad un certo punto furono estinti, forse dall'uomo, e poi tornati grazie all'uomo paleointrodotti devono considerarsi ormai comunque solo alloctoni e non più autoctoni ... Pazzesco, che abominio illogico!

Ora si demonizzano le gazze ed altri corvidi, ora gli storni sebbene autoctoni perché mangiano olive in realtà così disseminando l'olivo secondo natura, ora contro gli autoctoni cormorani perché mangiano pesce, ecc.

Scuse falso animaliste falso caritatevoli contro lo sfruttamento e il maltrattamento animale che poi si traducono in una operatività volta a impedire a priori allevamenti e zoo-bioparchi (importantissimi a fini conservazionisti e invece da aumentare!) e impedire le nascite con sterilizzazioni a tappeto che hanno come conseguenza la estinzione di specie e varietà domestiche di cane, gatto, eccetera, per un depauperamento artificiale di vita e di biodiversità.

Persino nelle scuse di dannosità il possibile uso di specie per ricavarne delle droghe narcotizzanti, ed è così che si muovono oggi campagne con il coinvolgimento di gendarmi per l'estirpazione ad esempio dell'autoctono selvatico Papaverum somniferum, pianta di millenaria tradizione erboristica in Italia, Grecia e non solo.

Falsa ecologia che arriva persino a demonizzare l'atto bellissimo di dare da mangiare agli animali selvatici, come i piccioni, le anatre, ecc., con varie scuse biologiche ed etologiche opinabili, in realtà nel verso di evitare proliferazioni degli animali (favorite da una maggiore disponibilità di cibo) e per spezzare il rapporto diretto tra l'uomo e il resto della natura affermandosi come disciplinatrice di ogni aspetto delle relazioni tra gli uomini e le altre specie. Rientra in tale controllo lo scippo da parte della Falsa ecologia delle libertà ataviche naturalistiche dei popoli all'allevamento e alla coltivazione di ogni specie vivente, allevamento e coltivazione che hanno anche un calore conservazionista, scippo pertanto della fertilità del vivente, dei "semi" in senso lato, per una monopolizzazione del potere fisiocrastico nella mani di poche lobby.

Una petizione quindi per un cambio totale di paradigma nel verso di un approccio più naturalistico, non fissista, anche perché a ben vedere nessuna specie oggi autoctona è stata autoctona sempre, c'è stato un momento in cui un suo antenato è giunto in quel territorio, così una specie oggi alloctona naturalizzata non può essere considerata alloctona per sempre, prima o poi deve essere considerata autoctona poiché parliamo di categorie assolutamente relativa quelle di autoctono ed alloctono in una biosfera altamente interconnessa.

Non dimentichiamo poi che tante delle specie oggi bollate autoctone invasive sono state introdotte in Europa addirittura da grandi naturalisti come Darwin e altri.

Non dimentichiamo poi che anche l'uomo, in questo uso relativo dei termini di autoctono ed alloctono, può essere considerato come alloctono in Europa (vedi la teoria scientifica dell'Out of Africa I e II).

Nei confronti delle specie sono anche accettabili interventi di ordinaria amministrazione volti in un qualche piccolo territorio allo sfoltimento, ad esempio se c'è moltissima Robinia si può accettare anche il taglio di alcune piante, ma non è accettabile l'idea di intervenire per eradicare lì la Robinia, persino ricorrendo a veleni disseccanti e altre diavolerie.

Nei confronti delle specie viventi è accettabile lo sfruttamento soprattutto quando la specie non corre rischi di locale estinzione, e il prelievo è pertanto fatto con misura di ecosostenibilità senza estinguere il potenziale di ripresa rapida della specie in loco.

Con tutte le specie si deve convivere!

Dietro queste operazioni di demonizzazione delle specie e biocidio vi sono semplicemente innumerevoli speculazioni 
"segui la pista dei soldi" ogni qualvolta ti accorgi di essere di fronte all'ideologia del razzismo verde.

URGE UN ARMISTIZIO nei confronti della lotta alle specie viventi Ratti e Scarafaggi inclusi!

Come opportuna una moratoria della caccia per alcuni anni per favorire massicci interventi di rinaturalizzazione e ripopolamento!

Esattamente come sono importanti i fermi biologici della pesca e più in generale del prelievo di risorse viventi che hanno bisogno di tempi adatti alla loro rigenerazione. 

QUESTA PETIZIONE PERTANTO
serve per prendere coscienza tutti quanti dei paradigmi della Falsa ecologia che si stanno imponendo in maniera becera a favore di mille speculazioni volte a trasformare il nostro territorio in un deserto artificiale.

Il razzismo verde è stato capace persino di definire "abusivi" i Castori che sono tornati in centro e sud Italia, semplicemente perché non si sa se questi siano giunti dai Castori presenti in Nord Italia dove i Castori sono giunti in anni recenti a partire dai Paesi d'Oltrealpe dove pure sono stati recentemente reintrodotti pare dall'uomo, quindi in questa incertezza, benché il Castoro sia specie autoctona in Italia dove è stato estinto da qualche secolo a causa della caccia, anziché dunque festeggiare per questo ritorno indipendentemente dai modi con cui è avvenuto, la Falsa ecologia dichiara che non va bene perché ciò non è stato autorizzato, pensate un po', e afferma che si dovrebbe intervenire per rimuovere quei Castori, per poi magari procedere in un secondo momento ad una reintroduzione ovviamente ben finanziata ...
Che schifosa speculazione, se un animale ritorna per conto suo o favorito gratuitamente da altri uomini benché la specie sia esattamente quella originaria autoctona cià non va bene alla Falsa ecologia!

Pensate ad esempio ai paradigmi strumentali quali quelli di "malerba", "randagismo", e oggi "specie aliena​/invasiva/dannosa", per cui vi rimando a questo approfondimento in calce.

VOGLIAMO PERTANTO UN ARMISTIZIO NEI CONFRONTI DI TUTTE LE SPECIE
per la creazione di ecosistemi anche urbani antropizzati ricchissimi di biodiversità.

A chi dice che non sia possibile, che ciò ridurrebbe le specie autoctone dite di aprire un testo di geologia e studiare quale è stata la ricchissiam biodiversità in Italia prima delle grandi glaciazioni del Quaternario ma anche nello stesso Quaternario prima della affermazione della civiltà umana!

Ne resterà attonito!

Occorre arrivare a vedere persino nei Ratti una risorsa importantissima per la catena alimentare, Ratti assolutamente da non avvelenare,

leggere anche i parassiti delle piante come facenti parte dell'ordo naturalis e non come qualcosa da combattere a priori nel verso della loro totale cancellazione, approccio quest'ultimo che fa comodo ai venditori di pesticidi.

Accettazione anche del fatto che individui animali possano morire, diventano alimento nella catena alimentare, ma totale stigmatizzazione di chi demonizza le specie e ne chiede la eradicazione dai territori.

Pensiamo all'orrore di eradicazione compiuto contro i Mufloni in isole toscane recentemente, anziché avallare una maggiore diffusione dei Mufloni nella Penisola italiana come giusto che sia. Che folle contraddizione considerarli autoctoni in Sardegna, un'isola dove potrebbe essere stato l'uomo a introdurli, e poi considerare invece questa specie alloctona sul territorio della Penisola italiana.
Vanno trattati come autoctoni ovunque invece!

La Falsa ecologia è piena di contraddizioni, scientificamente parlando, perché i suoi paradigmi sono strumentali mistificatori e quindi illogici!

Il regime della Falsa ecologia si avvale della copertura di una paventata "complessità" delle questioni trattate, mentre invece la Natura è semplice, come diceva giustamente il grande scienziato Newton.

In questo modo demonizzando le specie in nome della difesa di altre specie in un divide et impera si depista l'attenzione della sensibilità ambientalista e animalista dai veri problemi concernenti invece l'impatto devastante dell'uomo sul territorio attraverso cementificazioni, disboscamenti, inquinamenti chimico-fisici, opere di estrazione mineraria, infrastrutture altamente impattanti, iper-industrializzazione, oggi persino tramite impianti per produrre energie dette Green di fotovoltaico ed eolico altamente impattanti per consumazione di suolo, danno paesaggistico, acustico e sui volatili falcidiati in volo dai rotori eolici, caccia e pesca senza limiti, ecc.

 

CHIEDIAMO PERTANTO DI 

TOGLIERE I FONDI, CHIUDERE ASSOCIAZIONI, ISTITUTI PUBBLICI
qualora in essi si ravveda una operatività ispirata al razzismo verde.

ALLONTANARE DAGLI UFFICI PUBBLICI 
tutti coloro che operano avallando la ideologia del razzismo verde.

Invitare a una maggiore consapevolezza di questo fenomeno tutto il mondo dell'informazione e accademico.

ABBANDONARE UN APPROCCIO FISSISTA FOSSILIZZANTE DEGLI ECOSISTEMI

CHIEDIAMO PERTANTO DI SOSTITUIRE ALLA POLITICA DELLA ERADICAZIONE DI CIÒ CHE GIÀ È PRESENTE

una pratica volta alla
RANATURALIZZAZIONE
IL REWILDING

OPERANDO PER I RIPOPOLAMENTI E LE REINTRODUZIONI DELLE SPECIE SCOMPARSE NEI TERRITORI, NON SOLO NEGLI ULTIMI SECOLI MA ANCHE NEGLI ULTIMI MILLENNI AD OPERA/CAUSA DELL'UOMO!

Qualora non sia possibile reintrodurre ciò che è stato estinto in quanto estinto ovunque, avvalendosi di sottospecie parenti o di specie imparentate, affinché possa essere poi la selezione naturale nel territorio a ridare per quanto possibile ciò che si è perduto.

Così per esempio la reintroduzione dell'Uro, il bovino selvatico europeo, sarà possibile a partire dai suoi discendenti domestici come le Mucche podoliche da far inselvatichire.
In quest'ottica il mondo rurale bucolico non viene visto come in competizione con quello selvatico, ma come una risorsa, tanti animali domestici oggi occupano nicchie ecologiche occupate in Europa nel Pleistocene da loro antenati o parenti oggi del tutto o localmente estinti.

 

PER UN APPROCCIO REALMENTE NATURALISTICO

 

Per approfondire leggi l'articolo "Ci son solo 3 strade per la politica del territorio: RINATURALIZZAZIONE, FOSSILIZZAZIONE o DEVASTAZIONE!"

------------------------------------------

APPROFONDIMENTO

QUINDI TU HAI CAPITO LA FURBATA DELLE "MALERBE"?
HAI CAPITO CHE SONO INVECE ERBE UTILI PER LE API E TANTE ALTRE COSE E LE DIFENDI
MA ... SICURO CHE HAI CAPITO TUTTO?

Ebbene sei un radical chic di quelli che fanno vedere di aver capito, come pure io ho ben capito, la strumentalizzazione mistificatoria fatta contro le erbe trasformate in malerbe da agronomi senza scrupoli per vendere gli erbicidi delle ditte a loro vicine in cambio di stipendi e regalie.
Ok, ma cavolo ti sei accorto di una demonizzazione strumentale attuata dal mainstream per i suoi sporchi beceri interessi speculativi e non ti sei accorto delle altre due altrettanto nocive e pericolosissime demonizzazioni strumentali?!

Vediamo innanzitutto se hai capito tu quali sono poi le aggiungerò qui.

Eccole

Il secondo bruttissimo paradigma che ti hanno inculcato, senza che te ne accorgersi, con tanta propaganda, riguarda la demonizzazione totale del randagismo canino e vorrebbero anche di quello felino. Ricordi che paesaggio bello quello del Meridione con tanti cani per strada solo pochi decenni fa? Erano i nostri Dingo i nostri Cani Paria! C'erano norme virtuose per non far mancare loro l'acqua.
Si conviveva bene con i cani in quel modo, nonostante qualche possibile bravata di maltrattamento, e questo lo dimostra il fatto che i cani non si estinsero ma continuarono a procreare e sopravvivere. Al randagismo si avviavano cani che scappavano o si abbandonavano, e non c'erano drammi per questo. I cani di proprietà a passeggio liberi si incontravano, si azzuffavano e accoppiavano con i cani randagi. Dal randagismo si adottavano cuccioli senza vincolo alcuno. I canili dovevano servire per la gestione dei cani veramente mordaci. I cani liberi di proprietà vaganti e quelli randagi insieme formavano branchi che tenevano lontani dai centri urbani orsi, lupi, cervi, cinghiali, ecc. che cercano tra i rifiuti umani, orti, frutteti e recinti con animali da cortile e masseria cibo facile, in tal modo era garantita una migliore coesistenza tra uomini e animali selvatici minimizzando i conflitti da interferenza.  
Con la demonizzazione del randagismo invece ci hanno creato un immenso business fatto di lager canili e gattili, nonché di sterilizzazioni seriali che portano all'estinzione dei cani e che trasformano la loro relitta fertilità in un grande business di monopolio nelle mani di pochissimi scippando così le ataviche libertà naturalistiche dei popoli a coltivare e ad allevare tutto ciò che esiste, libertà di ecosostenibilità importanti per il conservazionismo delle specie tutte.

Attacco al randagismo a priori declinato persino nel becero intervento contro la naturalizzazione in Italia dei meravigliosi esotici pavoni (l'uccello più bello del mondo), da secoli ormai allevati nel nostro territorio, con intervento pertanto in tali casi per catturarli!

 

 

Pavone

 

 

Riuscirai allora a capire di aver subito questa macchinazione?
Riuscirai a tirartene fuori ribadendo con coraggio e fierezza i valori del randagismo che è vita e libertà?
O sei stato troppo invischiato, fidelizzato al male, consentendo di castrare tuoi animali?
Quando le false animaliste sterilizzatrici ti fanno il test per capire, dicono, se puoi adottare un animale, in realtà vogliono solo sapere se sei una persona radicata nella vita, basata, che quindi non sterilizzerà il suo animale e all'occasione lo farà anche riprodurre. Se capiscono che sei una persona di questo genere, si inventano qualsiasi scusa per dirti che non sei adatto, non sei opportuno alla morte di estinzione del vivente che loro inseguono, saresti solo un ostacolo!

Così ci sono contadini che non hanno capito il paradigma strumentale mistificatorio delle malerbe, neppure ora che tutti noi lo abbiamo invece ben chiaro e lo sottolineamo pubblicamente, e hanno comprato e sversato nei campi, sversano, quintali di diserbanti che hanno avvelenato anche loro!

Il terzo paradigma che stanno costruendo proprio in questi mesi in maniera molto forte con tanta subdola propaganda è quello della demonizzazione delle specie bollate aliene invasive dannose da eradicare in nome della difesa delle specie autoctone ...
come le "malerbe" erano da avvelenare in nome della difesa delle piante coltivate.
E nessuna detta "malerba" davvero ha mai estinto le piante coltivate.
Da eradicare, dicono, anche in nome della incolumità e della salute umana.
Ti vogliono fare delatore della natura, vogliono che segnali le specie invasive, ti presentano questa porcheria come citizen science, ma non è scienza ma roba da Terzo Reich falso-green e il romanzo di Anna Frank docet, è razzismo verde della falsa-ecologia
come sterilizzare un cane sano è falso-animalismo. Scienzah. Scientismo.
Loro non sono de facto naturalisti come si presentano, sono professionisti del biocidio esattamente come professionisti del biocidio erano i lupari rispettati e finanziati per estinguere i lupi e ci sono quasi riusciti, gridando loro spesso "al lupo al lupo" anche se il lupo non c'era, per portare avanti il loro business.
Con questa scusa vogliono speculare e nel frattempo desertificare artificialmente il territorio, impoverire quella che è la vera biodiversità del nostro tempo antropocenico regalataci dalla natura e dalla storia, ricchezza vera per tutti, fatta di specie autoctone libere e allevate, di specie esotiche naturalizzate e allevate e di specie domestiche allevate e randagie tutte rappresentate da individui integri fertili.
E questo discorso non vale solo per gli animali ma anche per gli altri regni del vivente.
Provate allora a chiedere di non uccidere, di non togliere, di non sterilizzare quello che c'è, ma di reintrodurre ciò che abbiamo perduto in termini di specie nei territori negli ultimi secoli e millenni, utilizzando le stesse specie se ancora viventi o specie prossime, lasciando poi fare alla selezione naturale darwiniana, vi risponderanno con tante scuse o con nessuna scusa che non si può e non si deve!

------------------------------------------

Dobbiamo assolutamente far capire a questi professionisti del biocidio che sono soli e che non hanno più l'appoggio della gente!


Dovete smetterla di demonizzare le creature!
Non saremo delatori della natura!
Di questo recente arrivo dell'Ibis sacro al sud noi siamo tutti felicissimi.
È un uccello sacro a Iside e la città di Pompei è piena di opere d'arte romane che lo ritraggono. Come tante opera d'arte romana ritraevano anche già i magnifici Parrocchetti dal collare, altra specie diffusa in Italia e bollata dai razzisti verdi come specie aliena invasiva dannosa da eradicare.

 

 

Ibis sacro

 

 

Se l' Ibis sacro è arrivato con le sue ali, gli diamo il benvenuto.
Se qualcuno lo ha fatto arrivare in Europa, lo ringraziamo e diamo il benvenuto ugualmente a questo uccello.
Non vi permetteremo di bucare le uova dell'ibis sacro nel nido come vorreste fare, né di sterilizzarli, né di avvelenarli, né di catturarli e ucciderli in nessun modo.

Non siete ornitologi siete professionisti dai biocidio razzisti verdi della peggiore specie e della Falsa ecologia!

Post scriptum: gli Ibis sacri mangiano persino i Gamberi Rossi della Louisiana e i Granchi blu che voi sempre e comunque demonizzate, e invece non dovete demonizzare neppure quegli altri animali persino eduli. Una risorsa!
Gli Ibis sacri portano equilibrio e ancora di più aumentano la biodiversità con la loro presenza.

Non vi piace eh quando gli uccelli si salvano da soli a costo zero, in Egitto l'Ibis sacro era scomparso ma oggi ritorna così nel Mediterraneo a partire dall'Europa.

Ci fosse stato un progetto di loro introduzione vi sareste fatti pagare chissà quanto per ogni uccello da introdurre e da oberare con il radio collare ...

Siete soltanto speculazione e malafede!

W L'IBIS SACRO!!!

E studiate.

La vostra richiesta ai cittadini di segnalarvi gli avvistamenti degli Ibis sacri in Italia non è "Citizen science" ma è propaganda da Terzo Reich falso ecologista contro la biodiversità antropocenica complessiva che deve comprendere non solo specie autoctone, ma anche specie esotiche naturalizzate e specie domestiche tornate allo stato selvatico, ratti e cani randagi inclusi.
Tutti in libertà e fertilità, con allevamenti a zoo-bioparchi a supporto conservazionista.

------------------------------------------

PENSATE
mentre in Europa si reintroduce il Bufalo mediterraneo nel delta del Danubio (come andrebbe fatto anche nelle aree più paludose del sud Italia), il Bisonte europeo salvato dagli zoo nei Carpazi e in Spagna (e idem lo si dovrebbe reintrodurre in Italia), mentre si dovrebbe reintrodurre nei parchi naturali italiani il Macaco europeo di Gibilterra e l'Alce nella aree padano-alpine, mentre taluni persino vorrebbero clonare e reintrodurre i Mammut in Siberia, ecc., ecc.

 

 

Macachi silvani e Gatti sui tetti nei borghi storici rurali nell'Italia peninsulare, opera in IA di Oreste Caroppo

 

 

il fior fiore, la crem della crem di quella che dovrebbe essere l'intellighenzia naturalistica italiana
trasforma scorrettamente note sottospecie in nuove specie ignorando che due specie diverse sono tali se tra loro i membri non possono accoppiarsi generando prole fertile, e discute se la foto di un gatto selvatico scattata in Italia corrisponda a un esemplare in purezza genetica 100%, cosa impossibile dopo secoli di coesistenza con i gatti domestici, o meno. Quindi della necessità secondo loro di sterilizzare tutti i gatti domestici per preservare la purezza dei gatti selvatici, come idem dei cani per preservare la purezza del lupo, che orrore ... non rendendosi contro che pur con tali ibridazioni è la selezione naturale a riaffermare il fenotipo del gatto selvatico nei gatti che vivono in selvatico e idem dei lupi!


SVEGLIA
basta purismo e razzismo verde, procediamo tutti con la rinaturalizzazione spinta
Il REWILDING senza se e senza ma!

La demonizzazione falso-green oggi attacca persino il bosco detto "invasivo" se si sviluppa come normale che sia in terreni abbandonati e sebbene formato da specie autoctone, poi magari si strumentalizzano gli incendi, al passaggio dei quali il bosco comunque sa rigenerarsi da solo, per dichiarare il bosco distrutto per sempre e intervenire lì come se il bosco non ci fosse più, rimuovendo tanta necromassa che invece è molto importante lasciar lì per la biovarietà e per la stessa rigenerazione forestale!
La demonizzazione si accanisce persino contro il sottobosco, con la scusa che potrebbe favorire la propagazione di incendi, per rimuoverlo speculativamente, con danno enorme a tanta biodiversità e alla rigenerazione del bosco, si accanisce con scuse di pericolosità contro gli alberi morti del bosco che invece sono fondamentali per tanti insetti, funghi, ecc.

Per fermare questa sequela di distruzione da parte dei professionisti del biocidio razzisti verdi dovete ora capire che si deve arrivare culturalmente e politicamente al
 
PUNTO DI DEMONIZZAZIONE ZERO
 
in cui nessuna specie presente in un territorio deve essere demonizzata o oggetto di piani di eradicazione-sterilizzazione, sia autoctona detta dannosa pericolosa per qualcuno o detta portatrice di infezioni, sia esotica naturalizzata, sia domestica eventualmente anche randagia.
Dal ratto alla blatta, dal cane randagio al pesce siluro, dalla processionaria del pino alla sputacchina, dalla gramigna all'ailanto, dalla robinia al fico d'India, dal cinghiale al pipistrello con coronavirus, dal gatto domestico all'usignolo del Giappone, dal piccione all'ibis sacro, dal muflone al daino, ecc., ecc.!

------------------------------------------

Aderite ai seguenti gruppi facebook:

Animalisti contro la sterilizzazione e i biocidi

La Naturalizzazione d'Italia

 

avatar of the starter
Oreste CaroppoPromotore della petizione

1408

Firmatari recenti
Mehrzad Golkar e altri 10 hanno firmato di recente.

Il problema

STOP RAZZISMO VERDE
Ius soli per tutte le specie e loro varietà che si naturalizzano nel nostro territorio italiano!

QUESTO SOLTANTO VUOL DIRE TUTELA DELLA "BIODIVERSITÀ" 
valore affermato anche nella Costituzione italiana

 

 

STOP RAZZISMO VERDE

 

 

Tutte le specie autoctone da tempo, alloctone naturalizzatesi, domestiche allevate allo stato brado o ferali inselvatichite (randagie) hanno diritto alla vita e alla fertilità nel nostro territorio anche allo stato libero se hanno mostrato di riuscire a vivere in libertà.

Ius soli per tutte le forme di vita che si naturalizzano nel nostro territorio italiano!

[Non consideriamo qui però forme di vita alterate dalla moderna ingegneria genetica!]

Chiediamo a tutte le istituzioni di prendere le distanze da ogni posizione di RAZZISMO VERDE,

una ideologia assolutamente non scientifica, assolutamente non ecologista, che personaggi loschi, identificabili come "PROFESSIONISTI DEL BIOCIDIO", stanno tentando di affermare in ambiente politico, nell'opinione pubblica nonché in ambienti accademici persino con produzione di articoli pseudoscientifici presentati come scientifici ma in realtà fuffa volta ad avallare piani di biocidio e sterilizzazione di specie viventi che stanno mostrando di gradire il nostro territorio.

I modi con i quali sono giunte queste specie non inficiano il fenomeno comunque naturale, comunque interessante sotteso alla loro affermazione.

Anche l'uomo alla fine è parte della natura, e possiamo immaginare che sia la stessa natura a sfruttare l'uomo come vettore volontario o involontario per la diffusione di nuove specie e loro varietà.
Tante specie vengono e sono state importante nei secoli in Italia o in Europa o in Eurasia a vari scopi, in vari modi, volontariamente o involontariamente da parte dell'uomo, ma tante nel nuovo ambiente naturale periscono, sono perite. 

Solo alcune ce la fanno invece ad adattarsi, e magari anche poi da lì a diffondersi naturalmente da sole, ed è quello un evento da accogliere positivamente, da studiare con spirito di meraviglia e non con fare razzista, con approccio demonizzatore ecoterrorista, come sta avvenendo sgradevolmente in questi ultimi anni sempre più in Italia e nel mondo occidentale ed occidentalizzato.

Occorre porre fine all'idea di eradicazione di specie che si affermano nel nostro territorio.

Indipendentemente dai metodi utilizzati per le eradicazione, sia essa giudicata crudele o cruelty-free non importa, si pone una questione di biodiversità, di accettazione di una biodiversità crescente nel nostro tempo geologico che è l'Olocene antropocenico; siamo geologicamente ancora nel Quaternario e dal punto di vista climatico in un interglaciale aspetto del quale bisognerebbe tenere maggiormente conto quando si sente gridare al fantomatico Global warming antropico.
È però un fatto che l'uomo sta aumentando le emissioni di CO2 in atmosfera attraverso la combustione dei combustibili fossili, ma si è presi a livello mediatico soprattutto dalla voglia di gridare agli effetti negativi sul clima, tutti da verificare davvero, di questa maggiore CO2, mentre invece non si tiene conto di come tale CO2 in eccesso stia anche favorendo una crescita delle biomasse vegetali tramite la fotosintesi e quindi animali tramite la catena alimentare.
Anche specie esotiche naturalizzatesi in Italia, come l'Ailanto, partecipano pertanto allo stoccaggio di CO2, alla sua organicazione, e bisogna pertanto leggere anche i fenomeni non solo di crescita delle foreste, laddove l'uomo non interviene, ma anche di affermazione di specie vegetali esotiche come una risposta di Gaia, nella teoria scientifica chiamata Ipotesi di Gaia stranamente(?) ignorata negli ultimi anni nel mondo "ecologista" di mainstream, come una risposta dell'intero Pianeta, dell'intera biosfera, nel verso di un ripristino di equilibrio.

Si scopre poi, e questo viene nascosto nella informazione pseudoscientifica improntata al razzismo verde della Falsa ecologia che alcune di queste specie, come per esempio l'Ailanto o il Fior di loto sacro (Nelumbo nucifera) o il Kudzu (Pueraria montana), vantano già stretti antenati viventi in Europa in momenti geologici più caldi del passato, motivo per cui il loro può essere anche visto come un ritorno favorito dal nuovo clima interglaciale nel quale viviamo, nelle dinamiche del nostro pianeta vivente Gaia.

Si dimentica in malafede o ignoranza lo stretto rapporto tra Europa e Asia, che sono uno stesso continente, per la storia botanica: spesso a causa della avanzata dei ghiacci nei periodi glaciali quaternari tante specie hanno trovato rifugio nella più vasta porzione continentale asiatica comprendente anche latitudini più tropicali a differenza della congiunta terra europea: si pensi ad esempio al Ginkgo biloba i cui antenati vivevano in Europa, specie arborea sopravvissuta in Asia in aree rifugiali e poi da lì reintrodotto grazie all'uomo di nuovo in Europa.

Non solo lo studio botanico ci dà queste scoperte ma anche la paleontologia, e così scopriamo antenati dei Procioni già in Europa e in Mediterraneo già antenati del Granchio blu.

I professionisti del biocidio non sanno o pare che si dimentichino (volutamente!) nelle demonizzazioni delle specie bollate da loro "aliene" con fare dispregiativo di ricordare quanto ben è noto alla geologia, ovvero la apparizione di ponti di terra tra varie regioni e continenti oggi separati dal mare allorquando il livello del mare si abbassava anche di diverse decine di metri nelle glaciazioni o a seguito di evaporazioni di mari chiusi o in conseguenza di innalzamenti orografici permettendo tanti spostamenti di organismi terrestri, e al contrario la formazioni di canali tra mari e/o laghi oggi separati nelle fasi di innalzamento relativo o assoluto del livello del mare; si dimenticano(?) di evidenziare quale fitta rete "stradale" siano tutti i mari tra loro interconnessi per lo spostamento delle specie marine e non solo marine anche solo tramite le correnti marine e zattere naturali di materiali vegetali portati al mare dai fiumi in piena; talvolta nelle demonizzazioni pare persino che ci si dimentichi che gli uccelli e tanti insetti volano, fino ad arrivare a definire l'Ibis sacro una specie in Italia "migrante aliena", ergo dall'Italia non potrebbe per questi mistificatori, traendone le somme, neppure espandersi fino a ricolonizzare a diritto l'Egitto, sua tipica terra nell'antichità, ma dove risulta estinto come nidificante fin dalla metà del XIX secolo d.C.

 

 

 

 

NON DOBBIAMO PERTANTO PIÙ AVALLARE ERADICAZIONI DI SPECIE
quale sia la scusa o il suo contrario che viene utilizzata, scuse sanitarie come l'aviaria, la lingua blu, la suina contro gli iperautoctoni Cinghiali, ecc. Per operazioni di stamping out anche negli allevamenti, operazioni di biocidio, ecatombe pseudo-sanitaria assolutamente da aborrire e da cui prendere ogni distanza.

Stamping out vergognoso inaccettabile anche in agronomia, pensiamo ad esempio alla follia della eradicazione degli Ulivi in Salento con la scusa della esotica Xylella fastidiosa e demonizzazione di un insetto autoctono, quale la Sputacchina, presentato come vettore di malattia.
Ulivi che erano stati bombardati dalla più becera agrochimica.
E oggi laddove non eradicati tutti in auto-rigenerazione e ripresa!

Scuse di nocività contro i magnifici Ibis sacri solo ad esempio, scuse di dannosità contro gli argini dei fiumi ad esempio nel caso delle nutrie, scuse da purismo verde di ibridazione con il cane contro i lupi per poter catturare e sterilizzare non solo i cani liberi ma anche i lupi (ignorando in malafede che cani e lupi appartengono alla stessa specie e concetti basilari darwiniani di selezione naturale e selezione artificiale che impediscono nel tempo un effettivo danno da ibridazione sulla purezza del lupo), scuse contro i pini di vari tipo ora detti di specie alloctone talvolta persino mentendo, ora contro le processionarie del pino perché danneggerebbero i pini sebbene le processionarie del pino sono insetti iperautoctoni in Puglia che mai hanno estinto i pini loro piante nutrici così suicidandosi, ora contro i pesci rossi bollati esotici asiatici sebbene l'Asia faccia parte del nostro stesso unico continente, ora contro i Pesci siluro del Danubio giunti n Italia come se il Danubio fosse nel Burindi e invece alcune valli del suo stesso bacino idrografico fanno persino parte dell territorio dello stato italiano, ecc. 

Non c'è specie che con esercizio sofistico la Falsa ecologia non riesca a demonizzare, e tanto più conviene ad essa demonizzare una specie in un territorio quanto più in quel territorio essa è diffusa così da garantirsi un business di eradicazione maggiore: se in Salento c'è più Pino d'Aleppo oggi, lì si demonizzerà il Pino d'Aleppo; in area tirrenica c'è più Pino marittimo e ad essere demonizzato sarà lì quello; se in alcune aree i rimboschimenti antropici hanno puntato in passato sul Pino nero o sull'Abete di Cefalonia, saranno questi ad essere demonizzati e con la scusa tanta biomassa legnosa su cui lucrare; non si farà notare certo che come avevano previsto i forestali del passato quelle pinete impiantate dall'uomo stanno favorendo un variegato sottobosco con tante piante spontanee autoctone!

Se ci sono più Istrici, si demonizza l'Istrice come esotico invasivo, se ci sono più Daini, il Daino, e poco importa che il genere dell'Istrice e la specie del Daino (Dama dama) siano attestati in Salento per il Pleistocene, si dirà sempre che comunque ad un certo punto furono estinti, forse dall'uomo, e poi tornati grazie all'uomo paleointrodotti devono considerarsi ormai comunque solo alloctoni e non più autoctoni ... Pazzesco, che abominio illogico!

Ora si demonizzano le gazze ed altri corvidi, ora gli storni sebbene autoctoni perché mangiano olive in realtà così disseminando l'olivo secondo natura, ora contro gli autoctoni cormorani perché mangiano pesce, ecc.

Scuse falso animaliste falso caritatevoli contro lo sfruttamento e il maltrattamento animale che poi si traducono in una operatività volta a impedire a priori allevamenti e zoo-bioparchi (importantissimi a fini conservazionisti e invece da aumentare!) e impedire le nascite con sterilizzazioni a tappeto che hanno come conseguenza la estinzione di specie e varietà domestiche di cane, gatto, eccetera, per un depauperamento artificiale di vita e di biodiversità.

Persino nelle scuse di dannosità il possibile uso di specie per ricavarne delle droghe narcotizzanti, ed è così che si muovono oggi campagne con il coinvolgimento di gendarmi per l'estirpazione ad esempio dell'autoctono selvatico Papaverum somniferum, pianta di millenaria tradizione erboristica in Italia, Grecia e non solo.

Falsa ecologia che arriva persino a demonizzare l'atto bellissimo di dare da mangiare agli animali selvatici, come i piccioni, le anatre, ecc., con varie scuse biologiche ed etologiche opinabili, in realtà nel verso di evitare proliferazioni degli animali (favorite da una maggiore disponibilità di cibo) e per spezzare il rapporto diretto tra l'uomo e il resto della natura affermandosi come disciplinatrice di ogni aspetto delle relazioni tra gli uomini e le altre specie. Rientra in tale controllo lo scippo da parte della Falsa ecologia delle libertà ataviche naturalistiche dei popoli all'allevamento e alla coltivazione di ogni specie vivente, allevamento e coltivazione che hanno anche un calore conservazionista, scippo pertanto della fertilità del vivente, dei "semi" in senso lato, per una monopolizzazione del potere fisiocrastico nella mani di poche lobby.

Una petizione quindi per un cambio totale di paradigma nel verso di un approccio più naturalistico, non fissista, anche perché a ben vedere nessuna specie oggi autoctona è stata autoctona sempre, c'è stato un momento in cui un suo antenato è giunto in quel territorio, così una specie oggi alloctona naturalizzata non può essere considerata alloctona per sempre, prima o poi deve essere considerata autoctona poiché parliamo di categorie assolutamente relativa quelle di autoctono ed alloctono in una biosfera altamente interconnessa.

Non dimentichiamo poi che tante delle specie oggi bollate autoctone invasive sono state introdotte in Europa addirittura da grandi naturalisti come Darwin e altri.

Non dimentichiamo poi che anche l'uomo, in questo uso relativo dei termini di autoctono ed alloctono, può essere considerato come alloctono in Europa (vedi la teoria scientifica dell'Out of Africa I e II).

Nei confronti delle specie sono anche accettabili interventi di ordinaria amministrazione volti in un qualche piccolo territorio allo sfoltimento, ad esempio se c'è moltissima Robinia si può accettare anche il taglio di alcune piante, ma non è accettabile l'idea di intervenire per eradicare lì la Robinia, persino ricorrendo a veleni disseccanti e altre diavolerie.

Nei confronti delle specie viventi è accettabile lo sfruttamento soprattutto quando la specie non corre rischi di locale estinzione, e il prelievo è pertanto fatto con misura di ecosostenibilità senza estinguere il potenziale di ripresa rapida della specie in loco.

Con tutte le specie si deve convivere!

Dietro queste operazioni di demonizzazione delle specie e biocidio vi sono semplicemente innumerevoli speculazioni 
"segui la pista dei soldi" ogni qualvolta ti accorgi di essere di fronte all'ideologia del razzismo verde.

URGE UN ARMISTIZIO nei confronti della lotta alle specie viventi Ratti e Scarafaggi inclusi!

Come opportuna una moratoria della caccia per alcuni anni per favorire massicci interventi di rinaturalizzazione e ripopolamento!

Esattamente come sono importanti i fermi biologici della pesca e più in generale del prelievo di risorse viventi che hanno bisogno di tempi adatti alla loro rigenerazione. 

QUESTA PETIZIONE PERTANTO
serve per prendere coscienza tutti quanti dei paradigmi della Falsa ecologia che si stanno imponendo in maniera becera a favore di mille speculazioni volte a trasformare il nostro territorio in un deserto artificiale.

Il razzismo verde è stato capace persino di definire "abusivi" i Castori che sono tornati in centro e sud Italia, semplicemente perché non si sa se questi siano giunti dai Castori presenti in Nord Italia dove i Castori sono giunti in anni recenti a partire dai Paesi d'Oltrealpe dove pure sono stati recentemente reintrodotti pare dall'uomo, quindi in questa incertezza, benché il Castoro sia specie autoctona in Italia dove è stato estinto da qualche secolo a causa della caccia, anziché dunque festeggiare per questo ritorno indipendentemente dai modi con cui è avvenuto, la Falsa ecologia dichiara che non va bene perché ciò non è stato autorizzato, pensate un po', e afferma che si dovrebbe intervenire per rimuovere quei Castori, per poi magari procedere in un secondo momento ad una reintroduzione ovviamente ben finanziata ...
Che schifosa speculazione, se un animale ritorna per conto suo o favorito gratuitamente da altri uomini benché la specie sia esattamente quella originaria autoctona cià non va bene alla Falsa ecologia!

Pensate ad esempio ai paradigmi strumentali quali quelli di "malerba", "randagismo", e oggi "specie aliena​/invasiva/dannosa", per cui vi rimando a questo approfondimento in calce.

VOGLIAMO PERTANTO UN ARMISTIZIO NEI CONFRONTI DI TUTTE LE SPECIE
per la creazione di ecosistemi anche urbani antropizzati ricchissimi di biodiversità.

A chi dice che non sia possibile, che ciò ridurrebbe le specie autoctone dite di aprire un testo di geologia e studiare quale è stata la ricchissiam biodiversità in Italia prima delle grandi glaciazioni del Quaternario ma anche nello stesso Quaternario prima della affermazione della civiltà umana!

Ne resterà attonito!

Occorre arrivare a vedere persino nei Ratti una risorsa importantissima per la catena alimentare, Ratti assolutamente da non avvelenare,

leggere anche i parassiti delle piante come facenti parte dell'ordo naturalis e non come qualcosa da combattere a priori nel verso della loro totale cancellazione, approccio quest'ultimo che fa comodo ai venditori di pesticidi.

Accettazione anche del fatto che individui animali possano morire, diventano alimento nella catena alimentare, ma totale stigmatizzazione di chi demonizza le specie e ne chiede la eradicazione dai territori.

Pensiamo all'orrore di eradicazione compiuto contro i Mufloni in isole toscane recentemente, anziché avallare una maggiore diffusione dei Mufloni nella Penisola italiana come giusto che sia. Che folle contraddizione considerarli autoctoni in Sardegna, un'isola dove potrebbe essere stato l'uomo a introdurli, e poi considerare invece questa specie alloctona sul territorio della Penisola italiana.
Vanno trattati come autoctoni ovunque invece!

La Falsa ecologia è piena di contraddizioni, scientificamente parlando, perché i suoi paradigmi sono strumentali mistificatori e quindi illogici!

Il regime della Falsa ecologia si avvale della copertura di una paventata "complessità" delle questioni trattate, mentre invece la Natura è semplice, come diceva giustamente il grande scienziato Newton.

In questo modo demonizzando le specie in nome della difesa di altre specie in un divide et impera si depista l'attenzione della sensibilità ambientalista e animalista dai veri problemi concernenti invece l'impatto devastante dell'uomo sul territorio attraverso cementificazioni, disboscamenti, inquinamenti chimico-fisici, opere di estrazione mineraria, infrastrutture altamente impattanti, iper-industrializzazione, oggi persino tramite impianti per produrre energie dette Green di fotovoltaico ed eolico altamente impattanti per consumazione di suolo, danno paesaggistico, acustico e sui volatili falcidiati in volo dai rotori eolici, caccia e pesca senza limiti, ecc.

 

CHIEDIAMO PERTANTO DI 

TOGLIERE I FONDI, CHIUDERE ASSOCIAZIONI, ISTITUTI PUBBLICI
qualora in essi si ravveda una operatività ispirata al razzismo verde.

ALLONTANARE DAGLI UFFICI PUBBLICI 
tutti coloro che operano avallando la ideologia del razzismo verde.

Invitare a una maggiore consapevolezza di questo fenomeno tutto il mondo dell'informazione e accademico.

ABBANDONARE UN APPROCCIO FISSISTA FOSSILIZZANTE DEGLI ECOSISTEMI

CHIEDIAMO PERTANTO DI SOSTITUIRE ALLA POLITICA DELLA ERADICAZIONE DI CIÒ CHE GIÀ È PRESENTE

una pratica volta alla
RANATURALIZZAZIONE
IL REWILDING

OPERANDO PER I RIPOPOLAMENTI E LE REINTRODUZIONI DELLE SPECIE SCOMPARSE NEI TERRITORI, NON SOLO NEGLI ULTIMI SECOLI MA ANCHE NEGLI ULTIMI MILLENNI AD OPERA/CAUSA DELL'UOMO!

Qualora non sia possibile reintrodurre ciò che è stato estinto in quanto estinto ovunque, avvalendosi di sottospecie parenti o di specie imparentate, affinché possa essere poi la selezione naturale nel territorio a ridare per quanto possibile ciò che si è perduto.

Così per esempio la reintroduzione dell'Uro, il bovino selvatico europeo, sarà possibile a partire dai suoi discendenti domestici come le Mucche podoliche da far inselvatichire.
In quest'ottica il mondo rurale bucolico non viene visto come in competizione con quello selvatico, ma come una risorsa, tanti animali domestici oggi occupano nicchie ecologiche occupate in Europa nel Pleistocene da loro antenati o parenti oggi del tutto o localmente estinti.

 

PER UN APPROCCIO REALMENTE NATURALISTICO

 

Per approfondire leggi l'articolo "Ci son solo 3 strade per la politica del territorio: RINATURALIZZAZIONE, FOSSILIZZAZIONE o DEVASTAZIONE!"

------------------------------------------

APPROFONDIMENTO

QUINDI TU HAI CAPITO LA FURBATA DELLE "MALERBE"?
HAI CAPITO CHE SONO INVECE ERBE UTILI PER LE API E TANTE ALTRE COSE E LE DIFENDI
MA ... SICURO CHE HAI CAPITO TUTTO?

Ebbene sei un radical chic di quelli che fanno vedere di aver capito, come pure io ho ben capito, la strumentalizzazione mistificatoria fatta contro le erbe trasformate in malerbe da agronomi senza scrupoli per vendere gli erbicidi delle ditte a loro vicine in cambio di stipendi e regalie.
Ok, ma cavolo ti sei accorto di una demonizzazione strumentale attuata dal mainstream per i suoi sporchi beceri interessi speculativi e non ti sei accorto delle altre due altrettanto nocive e pericolosissime demonizzazioni strumentali?!

Vediamo innanzitutto se hai capito tu quali sono poi le aggiungerò qui.

Eccole

Il secondo bruttissimo paradigma che ti hanno inculcato, senza che te ne accorgersi, con tanta propaganda, riguarda la demonizzazione totale del randagismo canino e vorrebbero anche di quello felino. Ricordi che paesaggio bello quello del Meridione con tanti cani per strada solo pochi decenni fa? Erano i nostri Dingo i nostri Cani Paria! C'erano norme virtuose per non far mancare loro l'acqua.
Si conviveva bene con i cani in quel modo, nonostante qualche possibile bravata di maltrattamento, e questo lo dimostra il fatto che i cani non si estinsero ma continuarono a procreare e sopravvivere. Al randagismo si avviavano cani che scappavano o si abbandonavano, e non c'erano drammi per questo. I cani di proprietà a passeggio liberi si incontravano, si azzuffavano e accoppiavano con i cani randagi. Dal randagismo si adottavano cuccioli senza vincolo alcuno. I canili dovevano servire per la gestione dei cani veramente mordaci. I cani liberi di proprietà vaganti e quelli randagi insieme formavano branchi che tenevano lontani dai centri urbani orsi, lupi, cervi, cinghiali, ecc. che cercano tra i rifiuti umani, orti, frutteti e recinti con animali da cortile e masseria cibo facile, in tal modo era garantita una migliore coesistenza tra uomini e animali selvatici minimizzando i conflitti da interferenza.  
Con la demonizzazione del randagismo invece ci hanno creato un immenso business fatto di lager canili e gattili, nonché di sterilizzazioni seriali che portano all'estinzione dei cani e che trasformano la loro relitta fertilità in un grande business di monopolio nelle mani di pochissimi scippando così le ataviche libertà naturalistiche dei popoli a coltivare e ad allevare tutto ciò che esiste, libertà di ecosostenibilità importanti per il conservazionismo delle specie tutte.

Attacco al randagismo a priori declinato persino nel becero intervento contro la naturalizzazione in Italia dei meravigliosi esotici pavoni (l'uccello più bello del mondo), da secoli ormai allevati nel nostro territorio, con intervento pertanto in tali casi per catturarli!

 

 

Pavone

 

 

Riuscirai allora a capire di aver subito questa macchinazione?
Riuscirai a tirartene fuori ribadendo con coraggio e fierezza i valori del randagismo che è vita e libertà?
O sei stato troppo invischiato, fidelizzato al male, consentendo di castrare tuoi animali?
Quando le false animaliste sterilizzatrici ti fanno il test per capire, dicono, se puoi adottare un animale, in realtà vogliono solo sapere se sei una persona radicata nella vita, basata, che quindi non sterilizzerà il suo animale e all'occasione lo farà anche riprodurre. Se capiscono che sei una persona di questo genere, si inventano qualsiasi scusa per dirti che non sei adatto, non sei opportuno alla morte di estinzione del vivente che loro inseguono, saresti solo un ostacolo!

Così ci sono contadini che non hanno capito il paradigma strumentale mistificatorio delle malerbe, neppure ora che tutti noi lo abbiamo invece ben chiaro e lo sottolineamo pubblicamente, e hanno comprato e sversato nei campi, sversano, quintali di diserbanti che hanno avvelenato anche loro!

Il terzo paradigma che stanno costruendo proprio in questi mesi in maniera molto forte con tanta subdola propaganda è quello della demonizzazione delle specie bollate aliene invasive dannose da eradicare in nome della difesa delle specie autoctone ...
come le "malerbe" erano da avvelenare in nome della difesa delle piante coltivate.
E nessuna detta "malerba" davvero ha mai estinto le piante coltivate.
Da eradicare, dicono, anche in nome della incolumità e della salute umana.
Ti vogliono fare delatore della natura, vogliono che segnali le specie invasive, ti presentano questa porcheria come citizen science, ma non è scienza ma roba da Terzo Reich falso-green e il romanzo di Anna Frank docet, è razzismo verde della falsa-ecologia
come sterilizzare un cane sano è falso-animalismo. Scienzah. Scientismo.
Loro non sono de facto naturalisti come si presentano, sono professionisti del biocidio esattamente come professionisti del biocidio erano i lupari rispettati e finanziati per estinguere i lupi e ci sono quasi riusciti, gridando loro spesso "al lupo al lupo" anche se il lupo non c'era, per portare avanti il loro business.
Con questa scusa vogliono speculare e nel frattempo desertificare artificialmente il territorio, impoverire quella che è la vera biodiversità del nostro tempo antropocenico regalataci dalla natura e dalla storia, ricchezza vera per tutti, fatta di specie autoctone libere e allevate, di specie esotiche naturalizzate e allevate e di specie domestiche allevate e randagie tutte rappresentate da individui integri fertili.
E questo discorso non vale solo per gli animali ma anche per gli altri regni del vivente.
Provate allora a chiedere di non uccidere, di non togliere, di non sterilizzare quello che c'è, ma di reintrodurre ciò che abbiamo perduto in termini di specie nei territori negli ultimi secoli e millenni, utilizzando le stesse specie se ancora viventi o specie prossime, lasciando poi fare alla selezione naturale darwiniana, vi risponderanno con tante scuse o con nessuna scusa che non si può e non si deve!

------------------------------------------

Dobbiamo assolutamente far capire a questi professionisti del biocidio che sono soli e che non hanno più l'appoggio della gente!


Dovete smetterla di demonizzare le creature!
Non saremo delatori della natura!
Di questo recente arrivo dell'Ibis sacro al sud noi siamo tutti felicissimi.
È un uccello sacro a Iside e la città di Pompei è piena di opere d'arte romane che lo ritraggono. Come tante opera d'arte romana ritraevano anche già i magnifici Parrocchetti dal collare, altra specie diffusa in Italia e bollata dai razzisti verdi come specie aliena invasiva dannosa da eradicare.

 

 

Ibis sacro

 

 

Se l' Ibis sacro è arrivato con le sue ali, gli diamo il benvenuto.
Se qualcuno lo ha fatto arrivare in Europa, lo ringraziamo e diamo il benvenuto ugualmente a questo uccello.
Non vi permetteremo di bucare le uova dell'ibis sacro nel nido come vorreste fare, né di sterilizzarli, né di avvelenarli, né di catturarli e ucciderli in nessun modo.

Non siete ornitologi siete professionisti dai biocidio razzisti verdi della peggiore specie e della Falsa ecologia!

Post scriptum: gli Ibis sacri mangiano persino i Gamberi Rossi della Louisiana e i Granchi blu che voi sempre e comunque demonizzate, e invece non dovete demonizzare neppure quegli altri animali persino eduli. Una risorsa!
Gli Ibis sacri portano equilibrio e ancora di più aumentano la biodiversità con la loro presenza.

Non vi piace eh quando gli uccelli si salvano da soli a costo zero, in Egitto l'Ibis sacro era scomparso ma oggi ritorna così nel Mediterraneo a partire dall'Europa.

Ci fosse stato un progetto di loro introduzione vi sareste fatti pagare chissà quanto per ogni uccello da introdurre e da oberare con il radio collare ...

Siete soltanto speculazione e malafede!

W L'IBIS SACRO!!!

E studiate.

La vostra richiesta ai cittadini di segnalarvi gli avvistamenti degli Ibis sacri in Italia non è "Citizen science" ma è propaganda da Terzo Reich falso ecologista contro la biodiversità antropocenica complessiva che deve comprendere non solo specie autoctone, ma anche specie esotiche naturalizzate e specie domestiche tornate allo stato selvatico, ratti e cani randagi inclusi.
Tutti in libertà e fertilità, con allevamenti a zoo-bioparchi a supporto conservazionista.

------------------------------------------

PENSATE
mentre in Europa si reintroduce il Bufalo mediterraneo nel delta del Danubio (come andrebbe fatto anche nelle aree più paludose del sud Italia), il Bisonte europeo salvato dagli zoo nei Carpazi e in Spagna (e idem lo si dovrebbe reintrodurre in Italia), mentre si dovrebbe reintrodurre nei parchi naturali italiani il Macaco europeo di Gibilterra e l'Alce nella aree padano-alpine, mentre taluni persino vorrebbero clonare e reintrodurre i Mammut in Siberia, ecc., ecc.

 

 

Macachi silvani e Gatti sui tetti nei borghi storici rurali nell'Italia peninsulare, opera in IA di Oreste Caroppo

 

 

il fior fiore, la crem della crem di quella che dovrebbe essere l'intellighenzia naturalistica italiana
trasforma scorrettamente note sottospecie in nuove specie ignorando che due specie diverse sono tali se tra loro i membri non possono accoppiarsi generando prole fertile, e discute se la foto di un gatto selvatico scattata in Italia corrisponda a un esemplare in purezza genetica 100%, cosa impossibile dopo secoli di coesistenza con i gatti domestici, o meno. Quindi della necessità secondo loro di sterilizzare tutti i gatti domestici per preservare la purezza dei gatti selvatici, come idem dei cani per preservare la purezza del lupo, che orrore ... non rendendosi contro che pur con tali ibridazioni è la selezione naturale a riaffermare il fenotipo del gatto selvatico nei gatti che vivono in selvatico e idem dei lupi!


SVEGLIA
basta purismo e razzismo verde, procediamo tutti con la rinaturalizzazione spinta
Il REWILDING senza se e senza ma!

La demonizzazione falso-green oggi attacca persino il bosco detto "invasivo" se si sviluppa come normale che sia in terreni abbandonati e sebbene formato da specie autoctone, poi magari si strumentalizzano gli incendi, al passaggio dei quali il bosco comunque sa rigenerarsi da solo, per dichiarare il bosco distrutto per sempre e intervenire lì come se il bosco non ci fosse più, rimuovendo tanta necromassa che invece è molto importante lasciar lì per la biovarietà e per la stessa rigenerazione forestale!
La demonizzazione si accanisce persino contro il sottobosco, con la scusa che potrebbe favorire la propagazione di incendi, per rimuoverlo speculativamente, con danno enorme a tanta biodiversità e alla rigenerazione del bosco, si accanisce con scuse di pericolosità contro gli alberi morti del bosco che invece sono fondamentali per tanti insetti, funghi, ecc.

Per fermare questa sequela di distruzione da parte dei professionisti del biocidio razzisti verdi dovete ora capire che si deve arrivare culturalmente e politicamente al
 
PUNTO DI DEMONIZZAZIONE ZERO
 
in cui nessuna specie presente in un territorio deve essere demonizzata o oggetto di piani di eradicazione-sterilizzazione, sia autoctona detta dannosa pericolosa per qualcuno o detta portatrice di infezioni, sia esotica naturalizzata, sia domestica eventualmente anche randagia.
Dal ratto alla blatta, dal cane randagio al pesce siluro, dalla processionaria del pino alla sputacchina, dalla gramigna all'ailanto, dalla robinia al fico d'India, dal cinghiale al pipistrello con coronavirus, dal gatto domestico all'usignolo del Giappone, dal piccione all'ibis sacro, dal muflone al daino, ecc., ecc.!

------------------------------------------

Aderite ai seguenti gruppi facebook:

Animalisti contro la sterilizzazione e i biocidi

La Naturalizzazione d'Italia

 

avatar of the starter
Oreste CaroppoPromotore della petizione

Aggiornamenti sulla petizione