Bloccate totalmente e immediatamente l’impianto d’incenerimento costruito nella frazione Poggio di Felino.

Bloccate totalmente e immediatamente l’impianto d’incenerimento costruito nella frazione Poggio di Felino.

Il problema

STOP Cogeneratore Citterio del Poggio (Felino, PR)

Chiediamo alla ditta “Giuseppe Citterio S.p.A.”, al Comune di Felino e alla Provincia di Parma di bloccare totalmente e immediatamente l’impianto d’incenerimento costruito nella frazione Poggio di Felino.

Si tratta di un impianto molto inquinante costruito per bruciare grasso animale ricavato dagli scarti di lavorazione, con un’autorizzazione a bruciare rifiuti per ricavare energia. Non è ancora partito perché il grasso degli scarti da stagionatura ha una acidità totale che danneggerebbe il motore endotermico.

Non si capisce perché gli enti preposti non rendano nota la cosa e non si pronuncino per la sua chiusura.

L’impianto è stato voluto fortemente dalla Citterio entro la fine del 2012 per ottenere finanziamenti, visto che dal 2011 la Comunità Europea considera il grasso animale idoneo come combustibile rinnovabile ed il governo Monti ha riconosciuto la sua combustione remunerabile da incentivi: 280 euro a Mwe.

Il progetto, presentato il 30/06/2012, ha ottenuto facilmente e velocemente l’autorizzazione ambientale dalla Provincia di Parma (il 19/11/2012) e l’autorizzazione urbanistica dal Comune di Felino, che fino all’ultimo ha cercato di tenere nascosto alla popolazione l’impianto.

L’inceneritore, che si trova a soli 100 metri dalle abitazioni, è un impianto endotermico che brucia i rifiuti (grassi animali derivanti dagli scarti della lavorazione dei prosciutti) arrivando ad una temperatura di esercizio di 500 gradi che non permette un abbattimento efficiente di polveri e diossine e che, non configurandosi come un normale inceneritore a caldaia, avrebbe dovuto ottenere un autorizzazione dall’EFSA per la sua costruzione, come sostenuto dalla Direzione Generale della Salute dei Consumatori della CE a Bruxelles.

Il motore è un motore lento o navale, da 750 giri al minuto, con una cilindrata di 98,5 litri (98.500 cm3). Sarebbe come avere al Poggio 10 grossi camion da 10.000 cm3 che rimangono accesi 24 ore al giorno.

Più o meno come le emissioni di 3000 SUV. La ditta, invece, si è detta disponibile a concedere al comune quattro Fiat Panda a metano, quale compensazione. Tutto da ridere.

I gas di scarico usciranno da un camino alto 14 metri dopo la depurazione. Una parte dei gas sarà convogliata ad una caldaia per il loro riutilizzo, unitamente all'acqua di raffreddamento del motore. Le emissioni dal camino del cogeneratore consistono in circa 45.000 Nm3 annui di fumi, contenenti  NOx e diossine.

Nella zona si disperderebbero annualmente circa 5 tonnellate di monossido di carbonio, 12 tonnellate di ossidi di azoto e 1 tonnellata di polveri sottili.

Da non dimenticare le emissioni di CO2, circa 500 g per ogni Kwe. Vale a dire 3.500 tonnellate. Si tratta certamente di energia rinnovabile, in quanto gli allevamenti industriali sfornano continuamente cosce di maiale, ma i suini non catturano la CO2 come il mais o i boschi, per cui non si può parlare di saldo zero di CO2, anzi ne emettono già molta di loro attraverso la digestione e le feci. E questo alla faccia dei protocolli di Kyoto e dei cosiddetti comuni virtuosi, di cui Felino fa parte.

Da non dimenticare, poi, soprattutto le emissioni di diossina. Nel grasso che va al cogeneratore c'è una percentuale dello 0,5% di acqua, dichiarata proprio nella relazione tecnica della Citterio, che contiene anioni di Cloro. La combustione di sostanze organiche in presenza di Cloro produce diossine.

Il tutto in una zona denominata “Food Valley” e comunque dichiarata "rossa" dall'amministrazione regionale stessa.
Una zona, cioè, in cui ogni nuova attività produttiva ed industriale non dovrebbe fare aumentare in alcun modo gli inquinanti esistenti, ma dovrebbe essere come minimo a saldo zero.
Anzi in un comune virtuoso, come ama definirsi l'amministrazione di Felino, le nuove attività produttive dovrebbero abbassare gli inquinanti.
Il dott. De Munari, direttore di Arpa, manifestando la sua impotenza nel dover autorizzare un impianto che rispetta formalmente le normative, ha dichiarato che trova assurdo che gli enti approvino centrali a biomassa così inquinanti per una zona ad alto rischio inquinamento.

Per un progetto similare da impiantare a Cozzano, il sindaco del comune di Langhirano si è subito opposto, dichiarando la sua contrarietà a ricavare energia dalla combustione di biomasse.

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Rete Ambiente ParmaPromotore della petizione
Questa petizione aveva 75 sostenitori

Il problema

STOP Cogeneratore Citterio del Poggio (Felino, PR)

Chiediamo alla ditta “Giuseppe Citterio S.p.A.”, al Comune di Felino e alla Provincia di Parma di bloccare totalmente e immediatamente l’impianto d’incenerimento costruito nella frazione Poggio di Felino.

Si tratta di un impianto molto inquinante costruito per bruciare grasso animale ricavato dagli scarti di lavorazione, con un’autorizzazione a bruciare rifiuti per ricavare energia. Non è ancora partito perché il grasso degli scarti da stagionatura ha una acidità totale che danneggerebbe il motore endotermico.

Non si capisce perché gli enti preposti non rendano nota la cosa e non si pronuncino per la sua chiusura.

L’impianto è stato voluto fortemente dalla Citterio entro la fine del 2012 per ottenere finanziamenti, visto che dal 2011 la Comunità Europea considera il grasso animale idoneo come combustibile rinnovabile ed il governo Monti ha riconosciuto la sua combustione remunerabile da incentivi: 280 euro a Mwe.

Il progetto, presentato il 30/06/2012, ha ottenuto facilmente e velocemente l’autorizzazione ambientale dalla Provincia di Parma (il 19/11/2012) e l’autorizzazione urbanistica dal Comune di Felino, che fino all’ultimo ha cercato di tenere nascosto alla popolazione l’impianto.

L’inceneritore, che si trova a soli 100 metri dalle abitazioni, è un impianto endotermico che brucia i rifiuti (grassi animali derivanti dagli scarti della lavorazione dei prosciutti) arrivando ad una temperatura di esercizio di 500 gradi che non permette un abbattimento efficiente di polveri e diossine e che, non configurandosi come un normale inceneritore a caldaia, avrebbe dovuto ottenere un autorizzazione dall’EFSA per la sua costruzione, come sostenuto dalla Direzione Generale della Salute dei Consumatori della CE a Bruxelles.

Il motore è un motore lento o navale, da 750 giri al minuto, con una cilindrata di 98,5 litri (98.500 cm3). Sarebbe come avere al Poggio 10 grossi camion da 10.000 cm3 che rimangono accesi 24 ore al giorno.

Più o meno come le emissioni di 3000 SUV. La ditta, invece, si è detta disponibile a concedere al comune quattro Fiat Panda a metano, quale compensazione. Tutto da ridere.

I gas di scarico usciranno da un camino alto 14 metri dopo la depurazione. Una parte dei gas sarà convogliata ad una caldaia per il loro riutilizzo, unitamente all'acqua di raffreddamento del motore. Le emissioni dal camino del cogeneratore consistono in circa 45.000 Nm3 annui di fumi, contenenti  NOx e diossine.

Nella zona si disperderebbero annualmente circa 5 tonnellate di monossido di carbonio, 12 tonnellate di ossidi di azoto e 1 tonnellata di polveri sottili.

Da non dimenticare le emissioni di CO2, circa 500 g per ogni Kwe. Vale a dire 3.500 tonnellate. Si tratta certamente di energia rinnovabile, in quanto gli allevamenti industriali sfornano continuamente cosce di maiale, ma i suini non catturano la CO2 come il mais o i boschi, per cui non si può parlare di saldo zero di CO2, anzi ne emettono già molta di loro attraverso la digestione e le feci. E questo alla faccia dei protocolli di Kyoto e dei cosiddetti comuni virtuosi, di cui Felino fa parte.

Da non dimenticare, poi, soprattutto le emissioni di diossina. Nel grasso che va al cogeneratore c'è una percentuale dello 0,5% di acqua, dichiarata proprio nella relazione tecnica della Citterio, che contiene anioni di Cloro. La combustione di sostanze organiche in presenza di Cloro produce diossine.

Il tutto in una zona denominata “Food Valley” e comunque dichiarata "rossa" dall'amministrazione regionale stessa.
Una zona, cioè, in cui ogni nuova attività produttiva ed industriale non dovrebbe fare aumentare in alcun modo gli inquinanti esistenti, ma dovrebbe essere come minimo a saldo zero.
Anzi in un comune virtuoso, come ama definirsi l'amministrazione di Felino, le nuove attività produttive dovrebbero abbassare gli inquinanti.
Il dott. De Munari, direttore di Arpa, manifestando la sua impotenza nel dover autorizzare un impianto che rispetta formalmente le normative, ha dichiarato che trova assurdo che gli enti approvino centrali a biomassa così inquinanti per una zona ad alto rischio inquinamento.

Per un progetto similare da impiantare a Cozzano, il sindaco del comune di Langhirano si è subito opposto, dichiarando la sua contrarietà a ricavare energia dalla combustione di biomasse.

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I decisori

Provincia di Parma
Provincia di Parma
Ufficio attività produttive
Comune di Felino
Comune di Felino
Sindaco
Comune di Felino
Comune di Felino
Barbara Lori
Comune di Felino
Comune di Felino
Ufficio urbanistica
Comune di Felino
Comune di Felino
Ufficio ambiente

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