Stop alle multe fantasma, pago solo se ricevo


Stop alle multe fantasma, pago solo se ricevo
Il problema
Equitalia qualche tempo fa mi ha fatto recapitare quattro cartelle esattoriali del valore di oltre mille euro, relative ad altrettante multe stradali di un anno prima. Quelle contravvenzioni a me non risultavano essere mai state notificate. Nel frattempo però il loro valore era aumentato del 30%, per sanzioni e interessi di mora ed erano inoltre scaduti i termini di legge per poterle contestare.
Ho fatto ricorso al Giudice di Pace ma ho perso la causa perché al Comune di Roma è bastato sostenere di aver tentato la notifica delle contravvenzioni presso il mio domicilio ed in mia assenza di aver lasciato, come da dichiarazione dell’addetto al recapito, una cartolina d’avviso nella buca delle lettere, di cui io però non avevo mai trovato traccia.
In Italia il mancato recapito per (presunta) assenza del destinatario e contestuale (presunto) deposito della cartolina sono frequentissimi e danno origine ad un processo perverso, chiamato “compiuta giacenza”, previsto dalla legge, che consente di qualificare una raccomandata a tutti gli effetti come “notificata” all’interessato, anche se questi nella realtà non ne ha mai avuto conoscenza.
Se il cittadino eccepisce di non aver mai ricevuto avviso di notifica è sconfitto in partenza, perché la legge presume che la dichiarazione dell’addetto al recapito sia veritiera e che la sua parola valga più di quella dell’interessato. Quest'ultimo per difendersi dovrebbe sporgere querela per falso ideologico, con l'onere di doverlo provare!
Propongo quindi una petizione per chiedere che l'avviso cartaceo della tentata consegna di una raccomandata sia sostituito da una email (posta certificata), dietro specifica autorizzazione del destinatario, depositata e registrata presso l’ufficio postale di zona.
La scelta dell’interessato per l'avviso via posta elettronica certificata s’imporrebbe a tutte le imprese di recapito, obbligate ad acquisire presso gli uffici postali gli elenchi dei cittadini che hanno esercitato l’opzione PEC per l'avviso di raccomandata.
In questo modo ci sarebbe una prova “certificata”, accettata da ambo le parti, che è stata realmente tentata la consegna della raccomandata e che il destinatario assente è stato effettivamente avvisato e messo così in condizione di tutelare in tempo utile i propri diritti.

Il problema
Equitalia qualche tempo fa mi ha fatto recapitare quattro cartelle esattoriali del valore di oltre mille euro, relative ad altrettante multe stradali di un anno prima. Quelle contravvenzioni a me non risultavano essere mai state notificate. Nel frattempo però il loro valore era aumentato del 30%, per sanzioni e interessi di mora ed erano inoltre scaduti i termini di legge per poterle contestare.
Ho fatto ricorso al Giudice di Pace ma ho perso la causa perché al Comune di Roma è bastato sostenere di aver tentato la notifica delle contravvenzioni presso il mio domicilio ed in mia assenza di aver lasciato, come da dichiarazione dell’addetto al recapito, una cartolina d’avviso nella buca delle lettere, di cui io però non avevo mai trovato traccia.
In Italia il mancato recapito per (presunta) assenza del destinatario e contestuale (presunto) deposito della cartolina sono frequentissimi e danno origine ad un processo perverso, chiamato “compiuta giacenza”, previsto dalla legge, che consente di qualificare una raccomandata a tutti gli effetti come “notificata” all’interessato, anche se questi nella realtà non ne ha mai avuto conoscenza.
Se il cittadino eccepisce di non aver mai ricevuto avviso di notifica è sconfitto in partenza, perché la legge presume che la dichiarazione dell’addetto al recapito sia veritiera e che la sua parola valga più di quella dell’interessato. Quest'ultimo per difendersi dovrebbe sporgere querela per falso ideologico, con l'onere di doverlo provare!
Propongo quindi una petizione per chiedere che l'avviso cartaceo della tentata consegna di una raccomandata sia sostituito da una email (posta certificata), dietro specifica autorizzazione del destinatario, depositata e registrata presso l’ufficio postale di zona.
La scelta dell’interessato per l'avviso via posta elettronica certificata s’imporrebbe a tutte le imprese di recapito, obbligate ad acquisire presso gli uffici postali gli elenchi dei cittadini che hanno esercitato l’opzione PEC per l'avviso di raccomandata.
In questo modo ci sarebbe una prova “certificata”, accettata da ambo le parti, che è stata realmente tentata la consegna della raccomandata e che il destinatario assente è stato effettivamente avvisato e messo così in condizione di tutelare in tempo utile i propri diritti.

PETIZIONE CHIUSA
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I decisori

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Petizione creata in data 25 maggio 2015