Stop alla speculazione fossile in Sardegna, si alle rinnovabili


Stop alla speculazione fossile in Sardegna, si alle rinnovabili
Il problema
La Sardegna è sotto attacco da parte delle potenti lobby dell’Oil&Gas che vogliono importare il gas e distruggere il settore delle rinnovabili sventrando l’isola con 350 km di gasdotti. Questo porterebbe la Sardegna indietro di 20 anni, andando ad arricchire i produttori di Gas (Algeria, Libia, Qatar, Usa, Russia) e i venditori in regime di monopolio e continuando ad inquinare la nostra terra.
Non vogliamo affidarci agli speculatori del Gas per il prossimi 20-30 anni!
LA NOSTRA PROPOSTA
Bloccare subito qualsiasi progetto legato all’importazione di LNG. Il Gas non serve alla Sardegna, lo dicono gli studi delle università di Cagliari, di Milano e di Padova.
Definire veramente le aree idonee della Sardegna tenendo conto dei fabbisogni dell’isola, delle sue aree di pregio e delle sue peculiarità storico-ambientali. Priorità deve essere data alle aree già compromesse e a quelle di minor pregio ambientale.
Definire un target realistico e coerente per la transizione ecologica attraverso le sole rinnovabili: quanti impianti grandi, medi, piccoli, comunità energetiche e impianti domestici.
Aprire subito una trattativa con le società serie che vogliono investire in Sardegna perché nell’isola resti il massimo possibile: lavoro, miglioramenti fondiari, ritorno degli investimenti anche per i sardi
IL NOSTRO PENSIERO
Gli unici documenti scientifici affidabili sulla transizione energetica della Sardegna portati avanti negli ultimi anni sono il Birdies, realizzato dall’Università di Ingegneria di Cagliari e il report dal titolo “Una valutazione socio-economica dello scenario rinnovabili per la Sardegna” del Politecnico di Milano assieme all’Università di Ingegneria di Padova. (https://magazine.unica.it/wp-content/uploads/2023/07/Birdies-report-EGOS-2023.pdf e https://www.wwf.it/uploads/sardegna-def.pdf): entrambi concordano sugli obiettivi raggiungibili per una transizione energetica con le sole rinnovabili e nella non necessità di gas per l’isola che è invece ritenuto un salasso economico inutile oltre che un un progetto anacronistico, inquinante che squarterebbe la Sardegna lungo 350 km di gasdotti (e là dove non arriveranno i gasdotti arriveranno i camion di LNG). La filiera dell’LNG oltre a essere persino più inquinante rispetto a quella del carbone (30 % in più secondo questo studio https://www.research.howarthlab.org/publications/Howarth_LNG_assessment_preprint_archived_2023-1103.pdf è tutta in mani straniere.
Le Aree Idonee della Sardegna per gli impianti rinnovabili rendono di fatto impossibile la realizzazione di impianti di media e grande taglia, gli unici in grado di competere con l’LNG. Questo piano di rendere inidonea tutta la Sardegna per gli impianti grandi è palesemente un tentativo fraudolento per aprire le valvole del gas straniero caro e inquinante a discapito invece delle energie prodotte con il sole e con il vento della Sardegna fonti gratuite, locali e non inquinanti.
I target indicati dalla UE per la Sardegna di 6.2 GW al 2030 per arrivare all’indipendenza energetica dell’isola non si potranno raggiungere perché non saranno più necessari: il gas con i suoi contratti di approvvigionamento a lungo termine vincolerebbe i sardi a pagare per almeno 20 anni questa materia prima. I contratti take or pay di questa commodity obbligano l’acquirente a pagare per 20 anni, che il gas lo si importi o meno (effetto blocco o lock-in).
La Sardegna e i sardi, con le rinnovabili ben pianificate e ben realizzate potrebbero ottenere enormi vantaggi per la comunità:
Lavoro: circa 20.000 posti fissi per i primi 5 anni e un ulteriore incremento negli anni successivi se si dovesse continuare con la transizione
Risparmio in bolletta: grazie ai costi di produzione (i più bassi tra tutte le fonti energetiche) e alla concorrenza generata dalla competizione dei tanti attori in gioco, i costi dell’energia con le rinnovabili per la Sardegna si abbasserebbero considerevolmente.
Investimenti: 7/8 Miliardi di € da parte di aziende sarde, italiane e straniere con un effetto moltiplicatore per il territorio di 3 volte (circa 20 Miliardi di €) entro il 2030.
Misure compensative per i comuni: laddove sorgeranno gli impianti verranno fatti investimenti locali attraverso misure compensative per un valore stimato per la Sardegna di circa 35/40 M€/anno nelle casse dei comuni (se sarà raggiunto il target di potenza)
Sanità: un risparmio di 500 M€/anno al 2030 per riduzione di malattie legate alle emissioni (che ad oggi sono le più alte pro-capite in Italia)
Miglioramento produttivo dell’agricoltura grazie all’agrivoltaico avanzato: basterebbero 6000 Ha di terreni per arrivare a 4 GWp di potenza con questa fonte (oggi in Sardegna ci sono già più di 6000 Ha di serre usate per l’agricoltura ma nessuna se n’è accorto e non abbiamo fatto leggi per definirne l’idoneità urbanistica). Con queste superfici si potrebbero dare 21 milioni di € all’anno ai pastori sardi che avranno affittato i propri terreni. I pastori resteranno a lavorare quei terreni migliorati da un punto di vista agronomico e traendone di conseguenza un reddito di 5/6 volte superiore rispetto all’attuale grazie agli investimenti fatti dalle aziende energetiche sui loro terreni
Riduzione delle emissioni: entro il 2030, dobbiamo passare da emettere 15 milioni di tonn CO2e a sole ca. 7. E per questo dobbiamo elettrificare e diminuire drasticamente le emissioni.
Incremento del turismo: le ricerche empiriche mostrano un incremento del turismo correlato all’aumento di installazioni di energia rinnovabili https://journals.vilniustech.lt/index.php/JBEM/article/download/10181/8904

2873
Il problema
La Sardegna è sotto attacco da parte delle potenti lobby dell’Oil&Gas che vogliono importare il gas e distruggere il settore delle rinnovabili sventrando l’isola con 350 km di gasdotti. Questo porterebbe la Sardegna indietro di 20 anni, andando ad arricchire i produttori di Gas (Algeria, Libia, Qatar, Usa, Russia) e i venditori in regime di monopolio e continuando ad inquinare la nostra terra.
Non vogliamo affidarci agli speculatori del Gas per il prossimi 20-30 anni!
LA NOSTRA PROPOSTA
Bloccare subito qualsiasi progetto legato all’importazione di LNG. Il Gas non serve alla Sardegna, lo dicono gli studi delle università di Cagliari, di Milano e di Padova.
Definire veramente le aree idonee della Sardegna tenendo conto dei fabbisogni dell’isola, delle sue aree di pregio e delle sue peculiarità storico-ambientali. Priorità deve essere data alle aree già compromesse e a quelle di minor pregio ambientale.
Definire un target realistico e coerente per la transizione ecologica attraverso le sole rinnovabili: quanti impianti grandi, medi, piccoli, comunità energetiche e impianti domestici.
Aprire subito una trattativa con le società serie che vogliono investire in Sardegna perché nell’isola resti il massimo possibile: lavoro, miglioramenti fondiari, ritorno degli investimenti anche per i sardi
IL NOSTRO PENSIERO
Gli unici documenti scientifici affidabili sulla transizione energetica della Sardegna portati avanti negli ultimi anni sono il Birdies, realizzato dall’Università di Ingegneria di Cagliari e il report dal titolo “Una valutazione socio-economica dello scenario rinnovabili per la Sardegna” del Politecnico di Milano assieme all’Università di Ingegneria di Padova. (https://magazine.unica.it/wp-content/uploads/2023/07/Birdies-report-EGOS-2023.pdf e https://www.wwf.it/uploads/sardegna-def.pdf): entrambi concordano sugli obiettivi raggiungibili per una transizione energetica con le sole rinnovabili e nella non necessità di gas per l’isola che è invece ritenuto un salasso economico inutile oltre che un un progetto anacronistico, inquinante che squarterebbe la Sardegna lungo 350 km di gasdotti (e là dove non arriveranno i gasdotti arriveranno i camion di LNG). La filiera dell’LNG oltre a essere persino più inquinante rispetto a quella del carbone (30 % in più secondo questo studio https://www.research.howarthlab.org/publications/Howarth_LNG_assessment_preprint_archived_2023-1103.pdf è tutta in mani straniere.
Le Aree Idonee della Sardegna per gli impianti rinnovabili rendono di fatto impossibile la realizzazione di impianti di media e grande taglia, gli unici in grado di competere con l’LNG. Questo piano di rendere inidonea tutta la Sardegna per gli impianti grandi è palesemente un tentativo fraudolento per aprire le valvole del gas straniero caro e inquinante a discapito invece delle energie prodotte con il sole e con il vento della Sardegna fonti gratuite, locali e non inquinanti.
I target indicati dalla UE per la Sardegna di 6.2 GW al 2030 per arrivare all’indipendenza energetica dell’isola non si potranno raggiungere perché non saranno più necessari: il gas con i suoi contratti di approvvigionamento a lungo termine vincolerebbe i sardi a pagare per almeno 20 anni questa materia prima. I contratti take or pay di questa commodity obbligano l’acquirente a pagare per 20 anni, che il gas lo si importi o meno (effetto blocco o lock-in).
La Sardegna e i sardi, con le rinnovabili ben pianificate e ben realizzate potrebbero ottenere enormi vantaggi per la comunità:
Lavoro: circa 20.000 posti fissi per i primi 5 anni e un ulteriore incremento negli anni successivi se si dovesse continuare con la transizione
Risparmio in bolletta: grazie ai costi di produzione (i più bassi tra tutte le fonti energetiche) e alla concorrenza generata dalla competizione dei tanti attori in gioco, i costi dell’energia con le rinnovabili per la Sardegna si abbasserebbero considerevolmente.
Investimenti: 7/8 Miliardi di € da parte di aziende sarde, italiane e straniere con un effetto moltiplicatore per il territorio di 3 volte (circa 20 Miliardi di €) entro il 2030.
Misure compensative per i comuni: laddove sorgeranno gli impianti verranno fatti investimenti locali attraverso misure compensative per un valore stimato per la Sardegna di circa 35/40 M€/anno nelle casse dei comuni (se sarà raggiunto il target di potenza)
Sanità: un risparmio di 500 M€/anno al 2030 per riduzione di malattie legate alle emissioni (che ad oggi sono le più alte pro-capite in Italia)
Miglioramento produttivo dell’agricoltura grazie all’agrivoltaico avanzato: basterebbero 6000 Ha di terreni per arrivare a 4 GWp di potenza con questa fonte (oggi in Sardegna ci sono già più di 6000 Ha di serre usate per l’agricoltura ma nessuna se n’è accorto e non abbiamo fatto leggi per definirne l’idoneità urbanistica). Con queste superfici si potrebbero dare 21 milioni di € all’anno ai pastori sardi che avranno affittato i propri terreni. I pastori resteranno a lavorare quei terreni migliorati da un punto di vista agronomico e traendone di conseguenza un reddito di 5/6 volte superiore rispetto all’attuale grazie agli investimenti fatti dalle aziende energetiche sui loro terreni
Riduzione delle emissioni: entro il 2030, dobbiamo passare da emettere 15 milioni di tonn CO2e a sole ca. 7. E per questo dobbiamo elettrificare e diminuire drasticamente le emissioni.
Incremento del turismo: le ricerche empiriche mostrano un incremento del turismo correlato all’aumento di installazioni di energia rinnovabili https://journals.vilniustech.lt/index.php/JBEM/article/download/10181/8904

2873
Aggiornamenti sulla petizione
Condividi questa petizione
Petizione creata in data 12 novembre 2024