Stop all’inceneritore in Trentino! Moratoria fino al 2028 per salvare ambiente e tariffe!


Stop all’inceneritore in Trentino! Moratoria fino al 2028 per salvare ambiente e tariffe!
Il problema
Chiediamo a tutti i cittadini di sostenere la moratoria di 5 anni (2024-2028) sulla decisione del trattamento termico dei rifiuti in Trentino. L’appello si rivolge alle forze politiche trentine e la petizione punta a proseguire anche dopo le elezioni provinciali. La priorità deve essere ridurre, riusare, riciclare e puntare sugli aggiornamenti tecnologici dell’impiantistica di riciclo volti a ridurre gli scarti!
PIANO RIFIUTI TRENTINO CON LO SCENARIO DELL’INCENERITORE
L’inserimento di un inceneritore nel ciclo dei rifiuti provinciali in Trentino, con un carico minimo di 80.000 t/a comporterebbe inevitabilmente il rallentamento se non la definitiva interruzione delle politiche di prevenzione, riduzione, riutilizzo e riciclo dei rifiuti. Tutto questo è testimoniato dal fatto che tali quantitativi, già oggi molto incerti, potrebbero realizzarsi solo congelando la situazione dei rifiuti urbani a prima del V aggiornamento. Quindi con un forte arretramento delle azioni virtuose in ambito di gestione dei rifiuti urbani.
L’attività di incenerimento dei rifiuti comporterebbe la totale perdita di materia, disperdendola in ambiente e in ceneri, ponendosi quindi in una logica lineare e non circolare di gestione del ciclo dei rifiuti. Tale pratica diffonderebbe inoltre pericolosamente in atmosfera sostanze inquinanti e dannose per la salute umana e per gli ecosistemi, come ripreso anche nell’all.4 al V aggiornamento “Le problematiche principali associate a questo tipo di conversione energetica dei rifiuti sono di carattere principalmente ambientale”.
Dai dati elaborati in occasione del V aggiornamento del piano provinciale di gestione dei rifiuti urbani e del successivo addendum, emergono valutazioni significative in riferimento al mancato raggiungimento degli obiettivi del IV aggiornamento.
UN INCENERITORE E' PER SEMPRE. ANCHE L'EUROPA CHIEDE DI SMETTERE CON L'INCENERIMENTO DEI RIFIUTI
Il Trentino diventerebbe la Provincia con la più alta densità di inceneritori: Lombardia 1 ogni 850.000 abitanti, Trentino Alto Adige 1 ogni 500.000 abitanti.
Tutto ciò contro le indicazioni della Commissione Europea che invita gli Stati membri con elevata capacità di incenerimento (vedi Italia) a “introdurre una moratoria sui nuovi impianti e smantellare quelli più vecchi e meno efficienti” in quanto contribuiscono alle emissioni clima-alteranti visto che la fonte principale sono le plastiche prodotte dal petrolio.
LA DISCARICA SOLO PER IL 10% E SOLO DOPO UN PIANO EFFICACE
Negli scenari valutati sia nel V° aggiornamento che nell’addendum sono presenti soluzioni con dati finali di conferimento in discarica che rispetterebbero ampiamente il valore del 10% presente nella direttiva 2018/850 di conferimento in discarica quale obiettivo da raggiungere entro il 2035.
Segnaliamo che nei primi dieci mesi di azioni concrete e di introduzione di un sistema di raccolta porta a porta nei territori dell’alto Garda e Ledro gli stessi hanno raggiunto significativi miglioramenti nella raccolta differenziata fino a percentuali oltre l’80%, testimoniando in questo modo l’oggettivo raggiungimento di livelli omogenei di percentuali di raccolta differenziata su tutto il territorio provinciale che porterebbero a riduzioni del residuo di oltre 10.000 t/a e quindi sempre minori quantità da portare in discarica.
LA RICHIESTA ALLA POLITICA TRENTINA DI SOSPENDERE LE SCELTE
Per questo la rete delle associazioni e i cittadini trentini chiedono alla Provincia Autonoma di Trento una moratoria di 5 anni, fino al 2028, a qualsivoglia scelta di introduzione di un inceneritore/gassificatore nel ciclo dei rifiuti urbani provinciale.
Di conseguenza chiediamo che la prossima amministrazione in Provincia Autonoma di Trento e gli organi competenti attuino in modo organico e strutturato politiche nella gestione dei rifiuti urbani che pongano prioritariamente obiettivi di riduzione della produzione dei rifiuti e aumento della differenziata; è necessario attivare azioni di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, l’introduzione di modelli di raccolta tra i più efficaci in termini di risultati quantitativi e qualitativi della differenziata e porre in essere aggiornamenti tecnologici dell’impiantistica di riciclo volti a ridurre gli scarti.
Confidiamo nell’interesse al confronto delle varie forze politiche e nella volontà di migliorare la difficile situazione che si verrebbe a creare con la costosa e impattante proposta dell’inceneritore.
Per la riduzione dei rifiuti e la bonifica delle discariche!
Per la difesa della salute e dell’ambiente!
Chiediamo una moratoria sui nuovi impianti come indica l’Unione europea che sta pensando a una tassa sulle emissioni degli inceneritori la quale sarà a carico dei cittadini.
I trentini non devono pagare i costi di scelte sbagliate!

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Il problema
Chiediamo a tutti i cittadini di sostenere la moratoria di 5 anni (2024-2028) sulla decisione del trattamento termico dei rifiuti in Trentino. L’appello si rivolge alle forze politiche trentine e la petizione punta a proseguire anche dopo le elezioni provinciali. La priorità deve essere ridurre, riusare, riciclare e puntare sugli aggiornamenti tecnologici dell’impiantistica di riciclo volti a ridurre gli scarti!
PIANO RIFIUTI TRENTINO CON LO SCENARIO DELL’INCENERITORE
L’inserimento di un inceneritore nel ciclo dei rifiuti provinciali in Trentino, con un carico minimo di 80.000 t/a comporterebbe inevitabilmente il rallentamento se non la definitiva interruzione delle politiche di prevenzione, riduzione, riutilizzo e riciclo dei rifiuti. Tutto questo è testimoniato dal fatto che tali quantitativi, già oggi molto incerti, potrebbero realizzarsi solo congelando la situazione dei rifiuti urbani a prima del V aggiornamento. Quindi con un forte arretramento delle azioni virtuose in ambito di gestione dei rifiuti urbani.
L’attività di incenerimento dei rifiuti comporterebbe la totale perdita di materia, disperdendola in ambiente e in ceneri, ponendosi quindi in una logica lineare e non circolare di gestione del ciclo dei rifiuti. Tale pratica diffonderebbe inoltre pericolosamente in atmosfera sostanze inquinanti e dannose per la salute umana e per gli ecosistemi, come ripreso anche nell’all.4 al V aggiornamento “Le problematiche principali associate a questo tipo di conversione energetica dei rifiuti sono di carattere principalmente ambientale”.
Dai dati elaborati in occasione del V aggiornamento del piano provinciale di gestione dei rifiuti urbani e del successivo addendum, emergono valutazioni significative in riferimento al mancato raggiungimento degli obiettivi del IV aggiornamento.
UN INCENERITORE E' PER SEMPRE. ANCHE L'EUROPA CHIEDE DI SMETTERE CON L'INCENERIMENTO DEI RIFIUTI
Il Trentino diventerebbe la Provincia con la più alta densità di inceneritori: Lombardia 1 ogni 850.000 abitanti, Trentino Alto Adige 1 ogni 500.000 abitanti.
Tutto ciò contro le indicazioni della Commissione Europea che invita gli Stati membri con elevata capacità di incenerimento (vedi Italia) a “introdurre una moratoria sui nuovi impianti e smantellare quelli più vecchi e meno efficienti” in quanto contribuiscono alle emissioni clima-alteranti visto che la fonte principale sono le plastiche prodotte dal petrolio.
LA DISCARICA SOLO PER IL 10% E SOLO DOPO UN PIANO EFFICACE
Negli scenari valutati sia nel V° aggiornamento che nell’addendum sono presenti soluzioni con dati finali di conferimento in discarica che rispetterebbero ampiamente il valore del 10% presente nella direttiva 2018/850 di conferimento in discarica quale obiettivo da raggiungere entro il 2035.
Segnaliamo che nei primi dieci mesi di azioni concrete e di introduzione di un sistema di raccolta porta a porta nei territori dell’alto Garda e Ledro gli stessi hanno raggiunto significativi miglioramenti nella raccolta differenziata fino a percentuali oltre l’80%, testimoniando in questo modo l’oggettivo raggiungimento di livelli omogenei di percentuali di raccolta differenziata su tutto il territorio provinciale che porterebbero a riduzioni del residuo di oltre 10.000 t/a e quindi sempre minori quantità da portare in discarica.
LA RICHIESTA ALLA POLITICA TRENTINA DI SOSPENDERE LE SCELTE
Per questo la rete delle associazioni e i cittadini trentini chiedono alla Provincia Autonoma di Trento una moratoria di 5 anni, fino al 2028, a qualsivoglia scelta di introduzione di un inceneritore/gassificatore nel ciclo dei rifiuti urbani provinciale.
Di conseguenza chiediamo che la prossima amministrazione in Provincia Autonoma di Trento e gli organi competenti attuino in modo organico e strutturato politiche nella gestione dei rifiuti urbani che pongano prioritariamente obiettivi di riduzione della produzione dei rifiuti e aumento della differenziata; è necessario attivare azioni di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, l’introduzione di modelli di raccolta tra i più efficaci in termini di risultati quantitativi e qualitativi della differenziata e porre in essere aggiornamenti tecnologici dell’impiantistica di riciclo volti a ridurre gli scarti.
Confidiamo nell’interesse al confronto delle varie forze politiche e nella volontà di migliorare la difficile situazione che si verrebbe a creare con la costosa e impattante proposta dell’inceneritore.
Per la riduzione dei rifiuti e la bonifica delle discariche!
Per la difesa della salute e dell’ambiente!
Chiediamo una moratoria sui nuovi impianti come indica l’Unione europea che sta pensando a una tassa sulle emissioni degli inceneritori la quale sarà a carico dei cittadini.
I trentini non devono pagare i costi di scelte sbagliate!

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Petizione creata in data 4 aprile 2023