Stop al divieto dei telefoni a scuola: serve educazione, non proibizionismo

Firmatari recenti
Andrea Millefanti e altri 18 hanno firmato di recente.

Il problema

Negli ultimi mesi è stato vietato l’uso dei telefoni cellulari durante le ore scolastiche, presentando questa misura come una soluzione al problema della distrazione in classe.

Tuttavia, vietare i telefoni non risolve il problema, anzi, come dimostrano degli studi lo peggiora, aumentando drasticamente ansia e stress e diminuendo ancora di più la soglia dell’attenzione, gli studenti non smetteranno di usare il telefono fuori dall’orario scolastico, anzi, rischiano di farlo in modo ancora più nascosto e incontrollato.

1. È fondamentale imparare a usare responsabilmente e in modo produttivo gli strumenti digitali che fanno ormai parte della nostra vita quotidiana!

2. Il divieto non educa: proibire non significa insegnare. È come vietare la guida delle auto per ridurre gli incidenti, senza mai spiegare il codice della strada.

3. La scuola ha il dovere di formare i cittadini del futuro a un uso critico e consapevole.

4. Nel mondo reale serve equilibrio: università, aziende e professioni richiedono persone capaci di gestire il digitale. Non possiamo pensare che vietare il problema lo faccia scomparire.

5. Vietare non educa: un divieto assoluto non insegna l’uso responsabile dei telefoni. È un approccio punitivo che evita il problema anziché affrontarlo.

6.La scuola deve preparare al mondo reale: nella vita quotidiana, nell’università e nel lavoro i telefoni sono strumenti inevitabili. Ignorarli significa non preparare i ragazzi ad affrontare la realtà.

7. Strumento, non nemico: il telefono non è solo social: è anche ricerca, organizzazione, comunicazione. È compito della scuola insegnare a distinguerne l’uso utile da quello dannoso.

8. Una misura inefficace: il divieto è una scorciatoia che non risolve il problema della concentrazione, ma lo sposta. L’educazione passa dall’apprendimento del controllo, non dall’eliminazione degli strumenti.

 

Chiediamo al Ministero dell’Istruzione e alle scuole italiane di sostituire il divieto dei telefoni con programmi educativi concreti, valutando l’inclusione di:

-Corsi sull’uso consapevole del digitale (gestione del tempo, concentrazione, cyberbullismo, fake news).

-Progetti di “digital balance” che insegnino a distinguere tra tempo produttivo e tempo perso.

 

Perché firmare?

Perché vietare non significa educare.

Perché il futuro dei ragazzi si gioca sulla capacità di gestire il digitale, non di evitarlo.

Perché la scuola deve essere un luogo di crescita, non di divieti ciechi.

 

avatar of the starter
Raniero NoniniPromotore della petizione

40

Firmatari recenti
Andrea Millefanti e altri 18 hanno firmato di recente.

Il problema

Negli ultimi mesi è stato vietato l’uso dei telefoni cellulari durante le ore scolastiche, presentando questa misura come una soluzione al problema della distrazione in classe.

Tuttavia, vietare i telefoni non risolve il problema, anzi, come dimostrano degli studi lo peggiora, aumentando drasticamente ansia e stress e diminuendo ancora di più la soglia dell’attenzione, gli studenti non smetteranno di usare il telefono fuori dall’orario scolastico, anzi, rischiano di farlo in modo ancora più nascosto e incontrollato.

1. È fondamentale imparare a usare responsabilmente e in modo produttivo gli strumenti digitali che fanno ormai parte della nostra vita quotidiana!

2. Il divieto non educa: proibire non significa insegnare. È come vietare la guida delle auto per ridurre gli incidenti, senza mai spiegare il codice della strada.

3. La scuola ha il dovere di formare i cittadini del futuro a un uso critico e consapevole.

4. Nel mondo reale serve equilibrio: università, aziende e professioni richiedono persone capaci di gestire il digitale. Non possiamo pensare che vietare il problema lo faccia scomparire.

5. Vietare non educa: un divieto assoluto non insegna l’uso responsabile dei telefoni. È un approccio punitivo che evita il problema anziché affrontarlo.

6.La scuola deve preparare al mondo reale: nella vita quotidiana, nell’università e nel lavoro i telefoni sono strumenti inevitabili. Ignorarli significa non preparare i ragazzi ad affrontare la realtà.

7. Strumento, non nemico: il telefono non è solo social: è anche ricerca, organizzazione, comunicazione. È compito della scuola insegnare a distinguerne l’uso utile da quello dannoso.

8. Una misura inefficace: il divieto è una scorciatoia che non risolve il problema della concentrazione, ma lo sposta. L’educazione passa dall’apprendimento del controllo, non dall’eliminazione degli strumenti.

 

Chiediamo al Ministero dell’Istruzione e alle scuole italiane di sostituire il divieto dei telefoni con programmi educativi concreti, valutando l’inclusione di:

-Corsi sull’uso consapevole del digitale (gestione del tempo, concentrazione, cyberbullismo, fake news).

-Progetti di “digital balance” che insegnino a distinguere tra tempo produttivo e tempo perso.

 

Perché firmare?

Perché vietare non significa educare.

Perché il futuro dei ragazzi si gioca sulla capacità di gestire il digitale, non di evitarlo.

Perché la scuola deve essere un luogo di crescita, non di divieti ciechi.

 

avatar of the starter
Raniero NoniniPromotore della petizione

Aggiornamenti sulla petizione

Condividi questa petizione

Petizione creata in data 17 settembre 2025