Stop agli accordi tra Uniba e Israele: Palestina Libera!


Stop agli accordi tra Uniba e Israele: Palestina Libera!
Il problema
Siamo il coordinamento INTIFADA STUDENTESCA che dal 15 Maggio ha occupato l’Ateneo di Bari, sulla scia delle azioni che i movimenti studenteschi stanno mettendo in atto in tutto il mondo, in solidarietà con il popolo palestinese.
La situazione in Palestina è catastrofica, un intero popolo sta venendo massacrato.
Il governo sionista ha, durante questi 8 mesi di attacco, violato tutti i diritti umani e le convenzioni internazionali, uccidendo più di 40mila persone, bambin3, donne, giornalist3 e sanitari3.
Il popolo palestinese è con le spalle al muro, sta morendo di fame e di sete, poiché l’accesso a viveri e acqua potabile è violentemente impedito dall’IOF (Israelian Occupation Force).
Le università italiane sono protagoniste attive nel genocidio in corso, avendo stipulato stretti accordi lavorativi ed economici con il governo sionista. Per questo chiediamo che:
- L'Università di Bari denunci l'aggressione militare israeliana sul popolo palestinese, che si impegni dentro l’organo della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) e con i ministeri, affinché anche loro si esprimano contrari a tutti gli accordi con Israele;
- L'Università di Bari renda pubblica e fruibile la consultazione degli accordi che ha stipulato, dagli organi centrali fino ai singoli dipartimenti;
- L'Università di Bari recida tutti gli accordi e i rapporti che ha con aziende israeliane, con aziende attive nella difesa e nel comparto militare, nonché con aziende come Eni e Snam che ad oggi possiedono gran parte delle concessioni per cercare gas e combustibili fossili trivellando proprio le coste e il mare di Gaza.
- in particolare riguardo il progetto “Mare Aperto” in collaborazione con la Marina Militare, che prevede che - al fianco di questa - l3 student3 svolgano delle vere e proprie esercitazioni militari con la NATO; - L’Università di Bari istituisca un comitato che vigili e discuta sulla procedura di scioglimento di tutti gli accordi, nel quale siano presenti l3 student3 del coordinamento INTIFADA STUDENTESCA.
- Il ministero dell’Università e della Ricerca istituisca un fondo per finanziare misure di sostegno per student3, ricercator3 e docenti palestinesi, affinché possano accedere al mondo accademico.
Siamo la comunità che resiste, contro il genocidio in atto in Palestina, che rivendica dei cambiamenti strutturati in co-partecipazione fra l3 student3 e gli organi collegiali.
PALESTINA LIBERA!

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Il problema
Siamo il coordinamento INTIFADA STUDENTESCA che dal 15 Maggio ha occupato l’Ateneo di Bari, sulla scia delle azioni che i movimenti studenteschi stanno mettendo in atto in tutto il mondo, in solidarietà con il popolo palestinese.
La situazione in Palestina è catastrofica, un intero popolo sta venendo massacrato.
Il governo sionista ha, durante questi 8 mesi di attacco, violato tutti i diritti umani e le convenzioni internazionali, uccidendo più di 40mila persone, bambin3, donne, giornalist3 e sanitari3.
Il popolo palestinese è con le spalle al muro, sta morendo di fame e di sete, poiché l’accesso a viveri e acqua potabile è violentemente impedito dall’IOF (Israelian Occupation Force).
Le università italiane sono protagoniste attive nel genocidio in corso, avendo stipulato stretti accordi lavorativi ed economici con il governo sionista. Per questo chiediamo che:
- L'Università di Bari denunci l'aggressione militare israeliana sul popolo palestinese, che si impegni dentro l’organo della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane) e con i ministeri, affinché anche loro si esprimano contrari a tutti gli accordi con Israele;
- L'Università di Bari renda pubblica e fruibile la consultazione degli accordi che ha stipulato, dagli organi centrali fino ai singoli dipartimenti;
- L'Università di Bari recida tutti gli accordi e i rapporti che ha con aziende israeliane, con aziende attive nella difesa e nel comparto militare, nonché con aziende come Eni e Snam che ad oggi possiedono gran parte delle concessioni per cercare gas e combustibili fossili trivellando proprio le coste e il mare di Gaza.
- in particolare riguardo il progetto “Mare Aperto” in collaborazione con la Marina Militare, che prevede che - al fianco di questa - l3 student3 svolgano delle vere e proprie esercitazioni militari con la NATO; - L’Università di Bari istituisca un comitato che vigili e discuta sulla procedura di scioglimento di tutti gli accordi, nel quale siano presenti l3 student3 del coordinamento INTIFADA STUDENTESCA.
- Il ministero dell’Università e della Ricerca istituisca un fondo per finanziare misure di sostegno per student3, ricercator3 e docenti palestinesi, affinché possano accedere al mondo accademico.
Siamo la comunità che resiste, contro il genocidio in atto in Palestina, che rivendica dei cambiamenti strutturati in co-partecipazione fra l3 student3 e gli organi collegiali.
PALESTINA LIBERA!

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Petizione creata in data 20 maggio 2024