Stop a vincoli ideologici: caccia e gestione sul modello europeo

44

Raggiungiamo 50 firme!
Le petizioni con più di 1.000 sostenitori hanno 5 volte più possibilità di vincere!

Il problema

OGGETTO: PETIZIONE

Per una gestione venatoria moderna, europea e senza ideologie: stop alle restrizioni in Italia e interventi urgenti sulla fauna in esubero

Premessa: l'anomalia italiana nel contesto europeo

In Europa, l'attività venatoria e la gestione della fauna sono trattate come scienze applicate e strumenti indispensabili di tutela ambientale. In Italia, purtroppo, la gestione del territorio è ostaggio di un approccio ideologico. Il cacciatore italiano si trova oggi a operare in un contesto unico per rigidità: subisce restrizioni temporali e territoriali pesantissime, con calendari venatori che aprono in ritardo e chiudono in anticipo rispetto ad altri Paesi europei, e con continui ricorsi burocratici che creano totale incertezza per chi paga regolarmente le tasse governative e regionali.

Mentre all'estero la caccia è valorizzata come risorsa per l'equilibrio ecologico ed economico, in Italia viene trattata come un problema, ignorando che senza il presidio dei cacciatori il territorio, l'agricoltura e la sicurezza dei cittadini sarebbero abbandonati a sé stessi.

L'emergenza nazionale della Peste Suina Africana (PSA): i dati scientifici

La proliferazione incontrollata dei cinghiali ha ormai superato i livelli di guardia, agendo da principale "serbatoio" per la diffusione della Peste Suina Africana (PSA). Non si tratta di un'esagerazione, ma di una crisi conclamata e validata dai dati epidemiologici ufficiali:

·        L'allarme europeo (Report EFSA): l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare ha certificato che i focolai di PSA sono in netta ripresa in tutta Europa, registrando un incremento del 76% nei suini domestici e un balzo del 44% nei cinghiali selvatici, superando gli 11.000 focolai complessivi.

·        La situazione in Italia (Dati IZS): dall'inizio dell'epidemia a oggi, sul territorio nazionale sono state rinvenute oltre 3.900 carcasse di cinghiali positivi al virus, con focolai storici pesantissimi tra Liguria e Piemonte (che contano da sole oltre 2.100 casi confermati) e preoccupanti nuove espansioni territoriali.

Questa malattia mette a rischio di collasso un settore cardine del Made in Italy: la filiera suinicola nazionale conta infatti 8 milioni di capi allevati, circa 23.000 aziende e un fatturato complessivo di 11 miliardi di euro (tra fase agricola e industriale). In questo scenario, i cacciatori formati e i selettori non sono il problema, ma l'unica forza pratica sul territorio in grado di attuare il depopolamento e il biocontenimento richiesti dalle autorità sanitarie.

La gestione del lupo

A questa situazione si aggiunge la crescita esponenziale delle popolazioni di lupo in territori fortemente antropizzati. Quella che un tempo era una corretta opera di salvaguardia della specie si è trasformata, a causa dell'immobilismo decisionale e dei veti ideologici, in un'emergenza che sta minando la sicurezza pubblica nelle aree rurali, decimando gli allevamenti tradizionali e portando allo spopolamento delle nostre montagne. L'Italia non può continuare a ignorare il problema: serve un modello di gestione attivo, scientifico e coraggioso, in linea con le direttive europee che già consentono deroghe e piani di prelievo mirati quando la convivenza diventa insostenibile.

Stop alle false accuse: la verità sulla diminuzione della piccola avifauna

I cacciatori vengono troppo spesso additati, in modo strumentale e senza basi scientifiche, come i responsabili della diminuzione delle specie di uccelli di piccola taglia (passeriformi). È ora di ristabilire la verità scientifica:

  • La predazione dei grandi uccelli nocivi: il vero pericolo per i piccoli uccelli è la proliferazione incontrollata di grandi corvidi opportunisti come gazze, cornacchie e corvi. Questi uccelli predano sistematicamente i nidi dei piccoli volatili, distruggendo le uova e uccidendo i nidiacei, alterando l'equilibrio della biodiversità. I cacciatori, attraverso il prelievo mirato e il controllo di queste specie nocive, sono gli unici a difendere attivamente la piccola avifauna.
  • L'impatto dei pesticidi in agricoltura: troppo spesso, quando vengono rinvenuti piccoli volatili morti sul territorio, la colpa viene frettolosamente e ingiustamente additata alla caccia. Studi scientifici* dimostrano invece che la vera causa di queste morti è l'uso massiccio di pesticidi, diserbanti e fitofarmaci nell'agricoltura intensiva, che avvelenano l'habitat naturale e riducono drasticamente gli insetti di cui i piccoli uccelli si nutrono. 
    *(Studi di riferimento: ricerca paneuropea del CNRS francese pubblicata su PNAS, che individua nell'agricoltura intensiva e nei pesticidi la causa principale del declino del 25% degli uccelli europei; dati dello European Bird Census Council - EBCC; rapporti storici della rivista scientifica "Nature" sull'impatto dei neonicotinoidi sull'avifauna).

Le nostre richieste

Con la presente petizione, i cittadini e i cacciatori firmatari chiedono un'inversione di rotta immediata attraverso i seguenti punti:

  • Allineamento ai calendari europei: porre fine alle restrizioni ingiustificate sui tempi e sulle specie cacciabili. La caccia deve poter iniziare e svolgersi secondo tempi certi in linea con il resto d'Europa, basati su reali dati scientifici territoriali e non sull'onda dell'emotività animalista.
    Massima semplificazione per il contenimento dei cinghiali: snellire drasticamente la burocrazia per i piani di controllo e prelievo del cinghiale, valorizzando i cacciatori abilitati come operatori biocontenitori per fermare l'avanzata della PSA e tutelare l'agricoltura.
  • Gestione pragmatica del lupo: superare il tabù del protezionismo assoluto laddove questo danneggi l'economia rurale, l'allevamento e la sicurezza pubblica. Chiediamo l'adozione di piani di gestione attivi che prevedano il monitoraggio e il controllo numerico dove la densità della specie è incompatibile con le attività umane.
  • Piani di controllo per i corvidi nocivi: incentivare e facilitare i piani di gestione per il controllo di gazze, cornacchie e corvi, per tutelare la sopravvivenza dei piccoli uccelli nei nostri territori.
  • Certezza del diritto contro i ricorsi strumentali: blindare i Calendari Venatori Regionali dai continui ricorsi delle associazioni ambientaliste, garantendo la certezza dell'annata venatoria a chi esercita un diritto nel pieno rispetto delle leggi.
  • Riconoscimento sociale del cacciatore: riconoscere il mondo venatorio come l'unico reale presidio rimasto nelle aree interne, indispensabile come sentinella sanitaria e ambientale per la salvaguardia della biodiversità.
    Chiediamo che l'Italia smetta di essere l'anomalia restrittiva d'Europa e che le istituzioni difendano chi, con passione, regole e importanti sacrifici economici, tutela la sicurezza e l'economia delle nostre campagne e montagne.

 

avatar of the starter
PETIZIONE CACCIAPromotore della petizione

Aggiornamenti sulla petizione