PETIZIONE CHIUSA

Spett.Sig.Sindaco di Milano Dr.Pisapia: Chiudere Uber per gravi e ripetuti illeciti

Questa petizione aveva 2.167 sostenitori


LE MILLE BALLE BLU: C’è un vecchio adagio conosciuto in certi palazzi che vuole una balla ripetuta mille volte diventare una verità. Questa sembra l’intenzione di Uber nell’esercizio tipico del “chiagni e fotti” portato alla mia attenzione. Esaminiamolo insieme:

UBER fwd Dal nostro lancio a Milano 3 mesi fa, Uber ha creato un’alternativa di classe e conveniente tra i mezzi di trasporto della città. Migliaia di Milanesi hanno usato il nostro servizio per spostarsi in maniera efficiente e sicura, inoltre centinaia di autisti hanno visto crescere il proprio business.

NOI Vero, ora è conveniente ma sappiamo che il meccanismo del price sourcing (cito Uber) verrà applicato a Milano non appena raggiunta la massa critica attesa. In buona sostanza ad oggi risulta conveniente grazie al numero non soddisfacente di richieste. A New York, già nel 2011 si sono pagati 219 dollari per 7 miglia. Pertanto, gli utenti che volessero mantenere la convenienza dovrebbero usare uber con moderazione e soprattutto evitare la pubblicità che risulta controproducente.

UBER fwd Il nostro arrivo non è stato accolto in maniera positiva da tutti. I tassisti in particolare hanno iniziato a manifestare il loro disappunto non troppo civilmente. Gruppi di persone hanno assalito con violenza gli autisti nostri partner e le loro macchine, con l’intento di intimidirli. Questi fatti sono stati denunciati alla polizia.

NOI Lungi da me giustificare la violenza. Capita di vedere in televisione dei criminali salvati dal linciaggio di piazza grazie all’intervento della Polizia.Orbene, anche in questo caso si poteva evitare la causa della rabbia. Ovvero Uber poteva e potrebbe evitare di operare in modo illecito.

UBER FWD Due agenti della polizia locale hanno seguito gli autisti che lavorano con Uber, fermandoli e sequestrando il loro libretto di circolazione,privandoli così della loro unica fonte di sostentamento. I verbali rilasciati contengono contestazioni generiche, superficiali e approssimative e sono inoltre illegittimi data l’omissione di dichiarazioni da parte dell’autista.

NOI Questioni di punti di vista. Gli autisti sanno bene di compiere un illecito punito dal codice della strada quando sostano sul suolo pubblico in attesa della chiamata di Uber. Uber, dal canto suo, ha già avuto riunioni col Comune che ha spiegato loro queste circostanze. Seguirli è l’unico modo per effettuare l’accertamento dal momento che la violazione tecnicamente è dimostrabile quando il passeggero sale o scende. A parte il fatto che i sanzionati sono già 4 e non 2 vale il concetto di sopra. Per evitare di essere “seguiti” dalla municipale basterebbe seguire la legge. Questa è l’opportunità che DA TRE MESI diciamo che Uber offre ai suoi partners. Quella di vedersi fermare per due mesi. Non solo, se questi autisti insisteranno con questo comportamento rischiano il ritiro della licenza. Lo sapevano prima di prenderla la licenza dato che parliamo di leggi del 92 che si devono studiare per ottenere la licenza stessa. Per evitare che gli autisti vengano privati della “unica fonte di sostentamento” basterebbe modificare leggermente l’app uber educando i clienti ad attese leggermente più lunghe. Velocità o sostentamento? Hanno scelto la prima ma la colpa NON è di chi consapevolmente infrange le leggi bensì di chi le fa rispettare?

UBER fwd Il protezionismo attorno alle lobby dei tassisti vuole imporre ai cittadini di Milano di NON AVERE ALTRA SCELTA per lo spostamento veloce in città. Gli autisti che sono nostri partner rimangono compatti e determinati, ma non possiamo ignorare e tacere questi atti violenti e intimidatori. L’unico modo per fermare queste ingiustizie è di far sapere al Sindaco quanto Uber abbia portato un VALORE AGGIUNTO a Voi e alla città!

NOI Come sempre ignorate o cercate di calpestare le nostre leggi e tradizioni tanto che ho tirato fuori un vecchio cappellino dei redskins come incoraggiamento. Il sindaco NON può nulla contro una legge nazionale ed un’altra regionale. Anzi, come pubblico ufficiale ha il dovere di sanzionare chi le infrange. I Cittadini di Milano hanno una marea di altre scelte LECITE per gli spostamenti veloci oltre il taxi: Autisti non aderenti a uber che lavorano rispettando la legge, Metropolitana, Mezzi di superficie, car sharing e bikemi e forse me ne sfugge qualcuno.

UBER fwd Ormai è da troppo tempo che le lobby dei tassisti scioperano e attacano le istituzioni bloccando l’evoluzione e la modernizzazione del trasporto urbano. In vista dell’Expo 2015, Milano deve dimostrare al mondo che è città leader in Europa per l’innovazione. Chiediamo al Sindaco - già promotore di molteplici iniziative come quella della Smart City - di appoggiare Uber e il cambiamento che porta a Milano.

NOI Io chiedo al sindaco di appoggiare la mia battaglia per la riapertura delle case chiuse. Magari è anche d’accordo ma se la apro a Milano manderà la municipale ad arrestarmi. L’evoluzione del trasporto urbano (come la chiamate voi, mentre qui si chiede il rispetto della legge) non è che non la vogliono solo i tassisti, non la vuole la stragrande maggioranza degli autisti come me che non ne vuole sapere di fare i tassisti senza avere la licenza per farlo, e non la vogliono nemmeno a New York, (dove un giudice ha vietato l’uso delle app per il calcolo delle tariffe e per l’incasso), a Washington, (dove è partita una seconda petizione uguale a questa), a Baltimora, (dove gli autisti di uber non subiscono alcun controllo e non hanno alcuna licenza), a Stoccolma (dove l’Autorità ha constatato le stesse scorrettezze di Milano). Orbene, sembrerebbe che mezzo mondo non ne voglia sapere di prendere sta medicina. Forse perché è nociva? Ah, a proposito di tecnologia e evoluzione un semplice correttore automatico evita di scrivere “attaccano” con una sola c. Ma adesso viene il meglio:

UBER fwd• Gli autisti che lavorano con Uber sono stati ingiustamente accusati di illegalità riferendosi a leggi che sono attualmente prorogate! Secondo i regolamenti introdotti dall’articolo 29 del Decreto di Legge del 30 Dicembre 2008, No. 207, un noleggio con conducente (NCC) non potrebbe ricevere una prenotazione per un servizio a 5 minuti di distanza dalla sua attuale posizione perchè ogni volta deve tornare verso la rimessa prima di un servizio. Questa legge non è attualmente in vigore perchè prorogata per l’undicesima volta e dunque non può essere applicata.

NOI• Questa è una pura e semplice menzogna. Anzi, è una menzogna al quadrato. La legge succitata ha ulteriormente inasprito (sbagliando) le norme originarie. Il divieto di stazionamento ove è esercito il servizio taxi (mi risulta che a Milano sia esercito) nonché l’articolo 3 nella parte che prevede che le auto stiano a disposizione dell’utenza all’interno delle rimesse non è mai cambiato dal ’92. Quindi se è vero che non si deve tornare in rimessa alla fine di ogni servizio, è altrettanto vero che non si può sostare in strada in attesa delle chiamate di uber. Gli autisti possono sostare in attesa di un servizio GIA’ prenotato e devono rientrare in rimessa in assenza di prenotazioni. Negare l’evidenza che conoscono provocherà altri ritiri di libretti di circolazione e questo la dice lunga sull’interesse di uber nei confronti dei partners bellamente sacrificabili per la mera propaganda

UBER fwd. • Ogni prenotazione di servizio da parte di un utente che viene accettata da un partner autista di Uber, è esplicitamente autorizzata dalla sede del vettore. L’unica legge attualmente in vigore oggi è quella statale 21/1992, che non obbliga gli autisti a cominciare e finire ogni tragitto presso la propria autorimessa, a condizione che la richiesta di prenotazione venga - anche per via elettronica - effettuata presso la rimessa o la sede legale del vettore (come specificato dall’Articolo 1 del Regolamento di Milano sul servizio di noleggio con conducente: “ Le richieste di servizio devono pervenire presso le anzidette autorimesse, oppure presso la sede del titolare”

NOI• Questa è degna del Conte Mascetti. Qui si spiega perché la Municipale è costretta a seguire gli autisti di uber. Per smascherare questa ennesima menzogna. Quindi, cercando di apparire seri, ci stanno dicendo che gli autisti che si vedono FERMI sulla app di uber probabilmente si sono fermati casualmente qualche secondo prima, appena finito un servizio col quale sono usciti dalla rimessa, magari per andare in bagno o prendere un caffè, e un minuto dopo è arrivata la chiamata di uber. Oppure ci stanno dicendo che gli autisti di uber prendono le corse di uber nel mentre che stanno eseguendo altri servizi. Quindi le auto che vediamo FERME sulla app in realtà non ci sono, ma magicamente appaiono proprio dal punto dove si vedono FERME quando il cliente li chiama. Vedete perché serve il cappello dei redskins? Meglio dell’anello al naso. Resta il problema delle “adunanze”. Cioè tutto il materiale a disposizione delle autorità che prova oltre ogni ragionevole dubbio l’istigazione indebita di uber nei confronti degli autisti. Infatti essi ricevono sms e email con inviti ad “entrare in servizio” o “scendere in strada” soprattutto di notte, nei weekend, o in occasione di eventi organizzati o sponsorizzati dalla stessa uber. In pratica questi autisti ricevono ordini da uber ma vengono pagati dai clienti SE ci sono. Mentono sapendo di mentire. La realtà è che, per lo più, gli autisti di uber dedicano parte o tutta la giornata a lavorare per conto di uber e cioè escono dalle proprie rimesse SPROVVISTI DI ALCUNA PRENOTAZIONE ma fiduciosi di poter eseguire servizi per conto di uber. Servizi che non potrebbero mai fare se partissero dalle loro rimesse perché il cliente di uber si aspetta l’auto in 5/10 minuti. Circostanza che costringe gli autisti ad attendere in strada le commesse. Questo è espressamente vietato. O uber continua ad ignorare la legge italiana (e quella di alcuni stati americani,svedese ecc) oppure se ne fregano. Opto per questa ipotesi e tra poco lo dimostrerò.

UBER fwd• La tecnologia Uber NON è un tassametro. Il Decreto Ministeriale del 20 Aprile 1993 determina i criteri per la tariffa di un NCC includendo costi proporzionali alla percorrenza e costi per la disponibilità del veicolo. In passato, gli autisti NCC avrebbero guardato ai loro orologi per tenere il tempo e stimato la distanza guardando la mappa. La versione per l’autista della app permette semplicemente di misurare accuratamente la durata e la distanza percorsa di un viaggio. Questa tecnologia è molto più accurata nell’aiutare a calcolare la tariffa finale, ma non ricopre il ruolo del tassametro in alcun modo.

NOI• La dimostrazione per assurdo. Un tassametro è un dispositivo che calcola il corrispettivo sulla base di parametri quali distanza e velocità. Il dispositivo in auto degli autisti di uber calcola il corrispettivo che paga l’utenza sulla base di parametri quali distanza e velocità. E’ possibile notare qualche similitudine? E’ bene che si sappia che, la ragione per la quale lo si contesta è la protezione degli utenti stessi (compresi quelli che hanno firmato questa sequela di menzogne vestite a petizione). Il tassametro è omologato. Il Comune decide le tariffe, lo piomba per evitare manomissioni ed è ben visibile dai passeggeri. Questo per evitare all’utenza di pagare il 700% per la stessa tratta perché c’è tanta domanda come già successo negli Stati Uniti perché è venerdì sera o perché c’è stato un uragano. Uber dice che lo fa per gli utenti non per guadagnare. Beh, se riuscite a credere a ciò che avete letto fino a qui, potete credere anche a questo. Probabilmente uber non paga tasse in Italia per sollecitare l’Italia ad abbassarle. Voi non lo sapete, ma lo fanno per noi.

UBER fwd• La tecnologia Uber permette di avere un preventivo di tariffa in anticipo. La app Uber permette all’utente di avere un preventivo per ciascun viaggio in anticipo basandosi sulla località di partenza e di arrivo indicata dall’utente stesso. Prima di ogni corsa, l’utente può decidere di accettare o rifiutare il preventivo che viene indicato e permette allo stesso tempo a Uber di rispettare l’articolo 13 della 21/1992 dove è prescritto che la tariffa debba essere “direttamente concordata dal cliente e il vettore.”

NOI • Per prima cosa spieghiamo agli utenti che qualora un soggetto economicamente forte, capace di operare in dumping ( in perdita allo scopo di sbaragliare la concorrenza) per diverso tempo, riuscisse ad assicurarsi un sostanziale monopolio, l’utente potrebbe scegliere di accettare la tariffa imposta (quella di quel giorno perché uber non ha alcun controllo da parte delle autorità) o scegliere altro mezzo di trasporto (o a piedi). Inoltre, il Conte Mascetti ci concede il bis. Prima la solita piccola menzogna. L’art. 13 (nemmeno la tecnologia del copia incolla conoscete?) parla di CORRISPETTIVO e non di tariffa concordata. Ovvero il totale e non il metodo di calcolo. Appurato che uber calcola la tariffa con quel coso che fa quel che fa un tassametro ma non è un tassametro, come si fa a concordare un totale che ancora non è stato calcolato? Mistero della fede in uber. Supponiamo che l’auto si trovi bloccata a causa di un’incidente o di una manifestazione? L’utente pagherà quanto ha accettato di pagare col preventivo? Certo che no. E’ per questo che il legislatore ha previsto che un tassametro debba essere omologato. In alternativa il Corrispettivo va concordato e l’NCC storicamente si è dotato di tariffe omnicomprensive (rischio di impresa, concetto ignorato da uber) trasparenti a tutela dei clienti. In conclusione tutta questa manfrina buona per trasformare l’illegalità in legalità solo agli occhi dei non addetti ai lavori (magari incentivati alla buona fede con l’ausilio di buoni omaggio) oltre a non convincere, oltre a trovare l’ostilità degli autisti in primis che HANNO rifiutato di collaborare con uber, dei tassisti poi, trova un insospettabile avversario, ovvero il CEO in persona di uber Trevis Kalanick , il grande capo e fondatore. Cito da una sua intervista: Come ha spiegato il CEO di Uber, Travis Kalanick, “se ti metti nella condizione di chiedere per qualcosa che è già legale, scopri che non potrai andare avanti; la corruzione che c’è nel sistema dei taxi farà sì che tu non possa mai finire sul mercato”. Per questo motivo la sua società utilizza una particolare strategia: quando decide di aprire il servizio in una nuova città non chiede alcun permesso, inizia a raccogliere autisti disposti a lavorare con il nuovo sistema e mette in piedi la sua struttura in modo da servire efficacemente la nuova area urbana. I clienti iniziano a utilizzare il servizio, ad abituarsi all’idea di prenotare un’auto con una applicazione e senza doversene stare per strada in attesa del passaggio di un taxi, e alla fine scoprono di non poterne fare più a meno. Così quando l’amministrazione locale inizia ad ostacolare Uber, migliaia di clienti si rivoltano e inviano mail e proteste al comune per non fare chiudere il servizio. Quindi cari utenti, non solo Milano NON è la prima città che li ostacola (giustamente) ma anche questa petizione NON è certo la prima ma analoghe sono già state fatte a NY, Washington, Stoccolma e chissà dove altro. Noi abbiamo anticipato l’arrivo di questa petizione tre mesi fa. Fa parte della strategia. In pratica gli utenti sono pedine nelle mani di uno stratega. Fino a quando abbiamo intenzione di farci prendere in giro da questi signori che decidono scientemente di infrangere le Leggi dei Paesi dove operano? Un saluto e un ringraziamento a chi ha avuto la pazienza di arrivare fin qui.



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