

Speculazione sul Pellet
Il problema
Il Gruppo di consumatori denominato “Il mercatino del pellet” presente sul social network Facebook, composto da proprietari di stufe a pellet per il riscaldamento di abitazioni private, segnala l’aumento sconsiderato del costo del pellet.
Nel 2021 il prezzo di un sacco da 15 kg si aggirava intorno ai 3-6 euro al sacco a seconda della quantità acquistata da grossisti o nei negozi. Al momento, nella maggior parte dei negozi e presso i grandi fornitori, molte marche non si trovano e il prodotto è dato per “non disponibile”. I pochi prodotti disponibili hanno un prezzo da 1,5 euro per ogni chilo fino a cifre ancora superiori. Il consumo di una comune stufa a pellet è di circa 0,25 kg/ora per ogni Kw di potenza. Dunque, si consumano circa 2,5 kg di pellet ogni ora (stima approssimativa, poiché dipende dal volume da riscaldare e dalla potenza della stufa; discorso a parte per le caldaie a pellet.)
Consideriamo inoltre che negli ultimi anni gli incentivi statali con sconto in fattura per l’acquisto di stufe a pellet ha indotto tanti a scegliere questo tipo di riscaldamento. Secondo i dati dell’AIEL l’Italia è uno dei maggiori consumatori di pellet in Europa (circa 3,5 milioni di tonnellate annue) ed è inoltre uno dei maggiori importatori (circa l’85% del pellet che vende).
Ultima considerazione, ma non meno determinante, è che chi ha scelto la stufa a pellet come riscaldamento domestico vive prevalentemente in zone disagiate del territorio italiano, ad esempio sugli Appennini, dove ancora oggi non in tutte le frazioni esiste la fornitura di gas metano, ma solo l’opportunità di bomboloni di GPL o riscaldamento a legna. Inoltre la scelta di questo tipo di riscaldamento è spesso preferita da consumatori in condizioni economiche modeste in quanto la stufa a pellet è ritenuta meno onerosa di altre forme di riscaldamento, soprattutto nelle località con le temperature invernali più basse.
Riteniamo, per quanto sopra esposto, che una così vasta utenza debba sollevare il problema della non sostenibilità dei costi attuali e della difficile reperibilità della materia prima. Chiediamo pertanto una verifica della causa degli aumenti del costo del pellet, e se si riscontra, come sembra evidente, un fenomeno di deprecabile speculazione, siamo disponibili a intraprendere un’azione collettiva di denuncia. Contestualmente chiediamo agli organi competenti di attivarsi per calmierare tali aumenti e proporre soluzioni commerciali che possano abbassare i costi, coinvolgendo ad esempio la grande distribuzione (Coop, Conad, Le Roy, Brico ecc.).
Chiediamo infine che i provvedimenti governativi presi per ridurre l’impatto economico degli aumenti di gas, benzina, elettricità si estendano anche a questo tipo di utenze così numerose nel nostro paese.
Il testo di questa petizione è stato scritto da Fiorella Petronici , con i suggerimenti e l'approvazione dei componenti che aderiscono al gruppo Facebook
"Mercatino del Pellet"
Tale lettera è stata inviata al Codacons

Il problema
Il Gruppo di consumatori denominato “Il mercatino del pellet” presente sul social network Facebook, composto da proprietari di stufe a pellet per il riscaldamento di abitazioni private, segnala l’aumento sconsiderato del costo del pellet.
Nel 2021 il prezzo di un sacco da 15 kg si aggirava intorno ai 3-6 euro al sacco a seconda della quantità acquistata da grossisti o nei negozi. Al momento, nella maggior parte dei negozi e presso i grandi fornitori, molte marche non si trovano e il prodotto è dato per “non disponibile”. I pochi prodotti disponibili hanno un prezzo da 1,5 euro per ogni chilo fino a cifre ancora superiori. Il consumo di una comune stufa a pellet è di circa 0,25 kg/ora per ogni Kw di potenza. Dunque, si consumano circa 2,5 kg di pellet ogni ora (stima approssimativa, poiché dipende dal volume da riscaldare e dalla potenza della stufa; discorso a parte per le caldaie a pellet.)
Consideriamo inoltre che negli ultimi anni gli incentivi statali con sconto in fattura per l’acquisto di stufe a pellet ha indotto tanti a scegliere questo tipo di riscaldamento. Secondo i dati dell’AIEL l’Italia è uno dei maggiori consumatori di pellet in Europa (circa 3,5 milioni di tonnellate annue) ed è inoltre uno dei maggiori importatori (circa l’85% del pellet che vende).
Ultima considerazione, ma non meno determinante, è che chi ha scelto la stufa a pellet come riscaldamento domestico vive prevalentemente in zone disagiate del territorio italiano, ad esempio sugli Appennini, dove ancora oggi non in tutte le frazioni esiste la fornitura di gas metano, ma solo l’opportunità di bomboloni di GPL o riscaldamento a legna. Inoltre la scelta di questo tipo di riscaldamento è spesso preferita da consumatori in condizioni economiche modeste in quanto la stufa a pellet è ritenuta meno onerosa di altre forme di riscaldamento, soprattutto nelle località con le temperature invernali più basse.
Riteniamo, per quanto sopra esposto, che una così vasta utenza debba sollevare il problema della non sostenibilità dei costi attuali e della difficile reperibilità della materia prima. Chiediamo pertanto una verifica della causa degli aumenti del costo del pellet, e se si riscontra, come sembra evidente, un fenomeno di deprecabile speculazione, siamo disponibili a intraprendere un’azione collettiva di denuncia. Contestualmente chiediamo agli organi competenti di attivarsi per calmierare tali aumenti e proporre soluzioni commerciali che possano abbassare i costi, coinvolgendo ad esempio la grande distribuzione (Coop, Conad, Le Roy, Brico ecc.).
Chiediamo infine che i provvedimenti governativi presi per ridurre l’impatto economico degli aumenti di gas, benzina, elettricità si estendano anche a questo tipo di utenze così numerose nel nostro paese.
Il testo di questa petizione è stato scritto da Fiorella Petronici , con i suggerimenti e l'approvazione dei componenti che aderiscono al gruppo Facebook
"Mercatino del Pellet"
Tale lettera è stata inviata al Codacons

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Petizione creata in data 19 agosto 2022