SOSPENSIONE IMMEDIATA DEL PEDAGGIO SULLA A18 MESSINA-CATANIA

Il problema


Alla Presidenza della Regione Siciliana,

Al Consorzio per le Autostrade Siciliane (CAS),

Al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti,

Ai Sindaci dei Comuni interessati,

Ai Parlamentari regionali e nazionali.

Noi cittadini, lavoratori, studenti, imprenditori, professionisti, pendolari, turisti e frequentatori della Riviera Jonica Siciliana chiediamo la sospensione immediata del pedaggio autostradale sulla A18 Messina-Catania nelle tratte interessate e non dagli effetti del ciclone Harry e, più in generale, fino al ripristino di condizioni di viabilità compatibili con il servizio che viene richiesto agli utenti di pagare.

Questa richiesta non riguarda esclusivamente i residenti della Riviera Jonica.

Riguarda chiunque debba attraversare questo territorio per lavorare, studiare, curarsi, fare impresa, visitare amici e familiari, raggiungere strutture sanitarie, attività commerciali, luoghi turistici o semplicemente spostarsi lungo una delle principali arterie della Sicilia orientale.

La Riviera Jonica non è una realtà isolata. È un territorio che ogni giorno interagisce con Messina, Catania, Taormina, l'intera provincia e migliaia di visitatori provenienti da tutta Italia e dall'estero. Ogni criticità che colpisce questa infrastruttura genera conseguenze economiche, sociali e umane che si propagano ben oltre i confini dei singoli comuni.

Dopo il ciclone Harry, il territorio ha affrontato danni, difficoltà e rallentamenti che ancora oggi incidono sulla vita quotidiana e sulle attività economiche. Tuttavia, il problema non è soltanto la fine dell'esenzione concessa nei mesi successivi all'emergenza.

Il problema è che si continua a pretendere il pagamento di un pedaggio per un'infrastruttura che, da troppo tempo, non offre un livello di servizio adeguato al costo richiesto.

Chi percorre quotidianamente la A18 conosce bene la realtà dei fatti.

Buche ai limiti del rischio incolumità.

Cantieri continui.

Restringimenti di carreggiata.

Limiti di velocità prolungati.

Code.

Disagi costanti.

Tempi di percorrenza imprevedibili.

Tratti che richiedono manutenzioni ormai da anni.

Una situazione che non rappresenta un episodio temporaneo ma una condizione strutturale con cui gli utenti convivono da troppo tempo.

Il principio stesso del pedaggio si fonda sull'idea che l'utente paghi per usufruire di un servizio che garantisca efficienza, sicurezza e una significativa riduzione dei tempi di percorrenza rispetto alla viabilità ordinaria.

Quando questi presupposti vengono meno, il pedaggio perde la sua giustificazione.

Oggi migliaia di automobilisti si trovano a sostenere un costo aggiuntivo senza ricevere in cambio un servizio proporzionato. In molti casi i tempi di percorrenza risultano fortemente penalizzati dai cantieri e dalle limitazioni presenti lungo il tracciato.

Non si tratta quindi di chiedere un favore o un trattamento speciale.

Si tratta di affermare un principio di equità.

Se un'infrastruttura è interessata da criticità diffuse, limitazioni permanenti e condizioni che riducono significativamente la qualità del servizio offerto, non è ragionevole pretendere dagli utenti il pagamento integrale del pedaggio come se il servizio fosse pienamente efficiente.

La sospensione del pedaggio rappresenterebbe una misura di giustizia nei confronti dei cittadini, dei lavoratori, delle imprese e dei visitatori che ogni giorno contribuiscono all'economia e alla vitalità di questo territorio.

Per tali motivi chiediamo:

La sospensione immediata del pedaggio sulla A18 nelle tratte interessate dagli effetti del ciclone Harry.
Il mantenimento della sospensione fino al completamento degli interventi necessari a garantire condizioni di percorrenza adeguate e un livello di servizio coerente con il pagamento richiesto agli utenti.
La pubblicazione di un cronoprogramma dettagliato e trasparente relativo a tutti i cantieri attualmente presenti lungo la tratta.
Una verifica indipendente dello stato dell'infrastruttura e della qualità del servizio offerto agli utenti.
L'apertura di un confronto pubblico tra istituzioni, cittadini, associazioni di categoria e rappresentanti del territorio.
Pagare per un'autostrada dovrebbe significare ricevere un servizio efficiente.

Oggi, per troppi utenti, significa pagare per subire un disservizio.

Le conseguenze di questa situazione non si limitano al disagio quotidiano degli automobilisti.

I continui rallentamenti, i cantieri permanenti, l'incertezza dei tempi di percorrenza e la mancanza di una programmazione chiara stanno producendo effetti concreti sull'economia e sul tessuto sociale del territorio.

Le aziende di trasporto, le agenzie di servizi, gli operatori turistici, le attività commerciali e le imprese che lavorano quotidianamente tra Messina, Taormina, la Riviera Jonica e Catania sono costrette a rivedere programmi, ridurre il numero di servizi offerti, sostenere costi operativi maggiori e affrontare una crescente difficoltà nell'organizzazione del personale.

Quando i tempi di viaggio diventano imprevedibili, ogni appuntamento, consegna, trasferimento o servizio richiede maggiori risorse economiche e umane. Questo significa meno competitività per le imprese, minori opportunità di lavoro, riduzione degli investimenti e, nei casi più gravi, la necessità di ridimensionare organici e attività.

Anche il settore turistico, fondamentale per l'intera area jonica, subisce danni significativi. Un territorio difficile da raggiungere o attraversare perde attrattività, scoraggia visitatori e penalizza strutture ricettive, ristoranti, attività commerciali e professionisti che vivono grazie al flusso turistico.

Le conseguenze di una viabilità inefficiente si riflettono quindi su ogni livello della società: lavoratori, famiglie, studenti, imprese e visitatori.

Quando un'infrastruttura strategica viene lasciata per anni in condizioni che generano disservizi continui, il costo non viene sostenuto da chi amministra o gestisce il servizio, ma dall'intera collettività, che si trova a pagare due volte: prima attraverso il pedaggio e poi attraverso le perdite economiche, lavorative e sociali che tali inefficienze producono ogni giorno.

Per questo motivo chiediamo che le istituzioni si assumano la responsabilità di affrontare concretamente questa situazione, ponendo al centro gli interessi del territorio e delle persone che lo vivono e lo sostengono quotidianamente.

La Riviera Jonica, i suoi cittadini, le sue imprese e tutti coloro che attraversano questo territorio meritano infrastrutture sicure, efficienti e all'altezza del ruolo strategico che questa area riveste per l'intera Sicilia.

Fino a quando tali condizioni non saranno garantite, la sospensione del pedaggio rappresenta una richiesta legittima, ragionevole e necessaria.

FIRMA ANCHE TU.

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Antonio SigilloPromotore della petizione

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Alla Presidenza della Regione Siciliana,

Al Consorzio per le Autostrade Siciliane (CAS),

Al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti,

Ai Sindaci dei Comuni interessati,

Ai Parlamentari regionali e nazionali.

Noi cittadini, lavoratori, studenti, imprenditori, professionisti, pendolari, turisti e frequentatori della Riviera Jonica Siciliana chiediamo la sospensione immediata del pedaggio autostradale sulla A18 Messina-Catania nelle tratte interessate e non dagli effetti del ciclone Harry e, più in generale, fino al ripristino di condizioni di viabilità compatibili con il servizio che viene richiesto agli utenti di pagare.

Questa richiesta non riguarda esclusivamente i residenti della Riviera Jonica.

Riguarda chiunque debba attraversare questo territorio per lavorare, studiare, curarsi, fare impresa, visitare amici e familiari, raggiungere strutture sanitarie, attività commerciali, luoghi turistici o semplicemente spostarsi lungo una delle principali arterie della Sicilia orientale.

La Riviera Jonica non è una realtà isolata. È un territorio che ogni giorno interagisce con Messina, Catania, Taormina, l'intera provincia e migliaia di visitatori provenienti da tutta Italia e dall'estero. Ogni criticità che colpisce questa infrastruttura genera conseguenze economiche, sociali e umane che si propagano ben oltre i confini dei singoli comuni.

Dopo il ciclone Harry, il territorio ha affrontato danni, difficoltà e rallentamenti che ancora oggi incidono sulla vita quotidiana e sulle attività economiche. Tuttavia, il problema non è soltanto la fine dell'esenzione concessa nei mesi successivi all'emergenza.

Il problema è che si continua a pretendere il pagamento di un pedaggio per un'infrastruttura che, da troppo tempo, non offre un livello di servizio adeguato al costo richiesto.

Chi percorre quotidianamente la A18 conosce bene la realtà dei fatti.

Buche ai limiti del rischio incolumità.

Cantieri continui.

Restringimenti di carreggiata.

Limiti di velocità prolungati.

Code.

Disagi costanti.

Tempi di percorrenza imprevedibili.

Tratti che richiedono manutenzioni ormai da anni.

Una situazione che non rappresenta un episodio temporaneo ma una condizione strutturale con cui gli utenti convivono da troppo tempo.

Il principio stesso del pedaggio si fonda sull'idea che l'utente paghi per usufruire di un servizio che garantisca efficienza, sicurezza e una significativa riduzione dei tempi di percorrenza rispetto alla viabilità ordinaria.

Quando questi presupposti vengono meno, il pedaggio perde la sua giustificazione.

Oggi migliaia di automobilisti si trovano a sostenere un costo aggiuntivo senza ricevere in cambio un servizio proporzionato. In molti casi i tempi di percorrenza risultano fortemente penalizzati dai cantieri e dalle limitazioni presenti lungo il tracciato.

Non si tratta quindi di chiedere un favore o un trattamento speciale.

Si tratta di affermare un principio di equità.

Se un'infrastruttura è interessata da criticità diffuse, limitazioni permanenti e condizioni che riducono significativamente la qualità del servizio offerto, non è ragionevole pretendere dagli utenti il pagamento integrale del pedaggio come se il servizio fosse pienamente efficiente.

La sospensione del pedaggio rappresenterebbe una misura di giustizia nei confronti dei cittadini, dei lavoratori, delle imprese e dei visitatori che ogni giorno contribuiscono all'economia e alla vitalità di questo territorio.

Per tali motivi chiediamo:

La sospensione immediata del pedaggio sulla A18 nelle tratte interessate dagli effetti del ciclone Harry.
Il mantenimento della sospensione fino al completamento degli interventi necessari a garantire condizioni di percorrenza adeguate e un livello di servizio coerente con il pagamento richiesto agli utenti.
La pubblicazione di un cronoprogramma dettagliato e trasparente relativo a tutti i cantieri attualmente presenti lungo la tratta.
Una verifica indipendente dello stato dell'infrastruttura e della qualità del servizio offerto agli utenti.
L'apertura di un confronto pubblico tra istituzioni, cittadini, associazioni di categoria e rappresentanti del territorio.
Pagare per un'autostrada dovrebbe significare ricevere un servizio efficiente.

Oggi, per troppi utenti, significa pagare per subire un disservizio.

Le conseguenze di questa situazione non si limitano al disagio quotidiano degli automobilisti.

I continui rallentamenti, i cantieri permanenti, l'incertezza dei tempi di percorrenza e la mancanza di una programmazione chiara stanno producendo effetti concreti sull'economia e sul tessuto sociale del territorio.

Le aziende di trasporto, le agenzie di servizi, gli operatori turistici, le attività commerciali e le imprese che lavorano quotidianamente tra Messina, Taormina, la Riviera Jonica e Catania sono costrette a rivedere programmi, ridurre il numero di servizi offerti, sostenere costi operativi maggiori e affrontare una crescente difficoltà nell'organizzazione del personale.

Quando i tempi di viaggio diventano imprevedibili, ogni appuntamento, consegna, trasferimento o servizio richiede maggiori risorse economiche e umane. Questo significa meno competitività per le imprese, minori opportunità di lavoro, riduzione degli investimenti e, nei casi più gravi, la necessità di ridimensionare organici e attività.

Anche il settore turistico, fondamentale per l'intera area jonica, subisce danni significativi. Un territorio difficile da raggiungere o attraversare perde attrattività, scoraggia visitatori e penalizza strutture ricettive, ristoranti, attività commerciali e professionisti che vivono grazie al flusso turistico.

Le conseguenze di una viabilità inefficiente si riflettono quindi su ogni livello della società: lavoratori, famiglie, studenti, imprese e visitatori.

Quando un'infrastruttura strategica viene lasciata per anni in condizioni che generano disservizi continui, il costo non viene sostenuto da chi amministra o gestisce il servizio, ma dall'intera collettività, che si trova a pagare due volte: prima attraverso il pedaggio e poi attraverso le perdite economiche, lavorative e sociali che tali inefficienze producono ogni giorno.

Per questo motivo chiediamo che le istituzioni si assumano la responsabilità di affrontare concretamente questa situazione, ponendo al centro gli interessi del territorio e delle persone che lo vivono e lo sostengono quotidianamente.

La Riviera Jonica, i suoi cittadini, le sue imprese e tutti coloro che attraversano questo territorio meritano infrastrutture sicure, efficienti e all'altezza del ruolo strategico che questa area riveste per l'intera Sicilia.

Fino a quando tali condizioni non saranno garantite, la sospensione del pedaggio rappresenta una richiesta legittima, ragionevole e necessaria.

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Petizione creata in data 4 giugno 2026