Sorveglianza sanitaria in emergenza Coronavirus

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Chiediamo con forza che il Protocollo per aziende e lavoratori, concordato ieri notte da Governo, Confindustria e Sindacati, nel capitolo in cui si parla dei Medici Competenti e della Sorveglianza Sanitaria, venga rivisto e discusso con i nostri rappresentanti che purtroppo non erano al tavolo.

Noi siamo a disposizione, come medici prima di tutto, e come cittadini, ad aiutare il Paese ad uscire da questa drammatica emergenza ma vogliamo che il nostro ruolo sia rispettato.

La sorveglianza sanitaria periodica, quella a cui annualmente tutti i lavoratori devono sottoporsi, è un attività programmata e programmabile, pertanto differibile in questo periodo di emergenza Coronavirus.

Obbligare i medici del Lavoro a riaprire gli ambulatori significherebbe far tornare a lavoro migliaia di medici, infermieri, impiegati e dipendenti concretizzando rischi di assembramento oggi vietati dalla normativa vigente. Insomma verrebbero messe a rischio troppe persone, in controtendenza con il principio di fondo su cui si sta giustamente muovendo il nostro Paese: stare il più possibile a casa, limitare i contatti, eliminare ogni attività lavorativa non strettamente necessaria. La visita annuale dei lavoratori è obbligatoria, ma la riteniamo rinviabile. D’altronde, anche in ambito sanitario nei giorni scorsi si è deciso di chiudere tutte gli ambulatori e tutte le attività chirurgiche non urgenti.

I medici di famiglia e le strutture sanitarie di base ormai fanno un’anamnesi telefonica, mentre si pensa, come citato nel Protocollo, che le nostre visite possono essere “misura di prevenzione di carattere generale per intercettare possibili casi e sintomi sospetti del contagio”, sottovalutando così le insidie di tale attività, che di fatto è praticamente impossibile da svolgere in condizioni di sicurezza all’interno delle aziende.

Con spirito di leale collaborazione e responsabilità siamo disponibili, ed è nostra intenzione, rafforzare l’ azione di pieno supporto alle aziende e ai lavoratori, ma ribadiamo che la questione sulla Sorveglianza Sanitaria va discussa con i nostri rappresentanti.