Sindrome di Moyamoya: venga annoverata nel decreto 279/2001 "malattie rare"


Sindrome di Moyamoya: venga annoverata nel decreto 279/2001 "malattie rare"
Il problema
Nel marzo 2004 , in maniera del tutto casuale, ho scoperto di soffrire della Sindrome di Moyamoya, qualcosa di cui non avevo mai sentito parlare sino a quel momento. Alle dimissioni dall'ospedale in cui mi era stata diagnosticata questa rara sindrome, piuttosto che abbattermi ho cercato di documentarmi.
All'epoca è stato difficile reperire documentazione, specialmente in lingua italiana, che menzionasse a qualsiasi titolo, la sindrome in questione, tuttavia sono riuscita a comprendere - dall'esigua quantità di materiale trovato sul web - di cosa si trattasse (o meglio, si tratti).
La malattia "moyamoya", è una malattia in cui le arterie della corteccia cerebrale si ostruiscono. Il flusso sanguigno è bloccato dalla restrizione dei vasi e da coaguli (trombosi). Per compensare il blocco della circolazione il sangue si accumula in vasi piccoli, fragili e inclini a emorragia, aneurisma e trombosi. Con l'utilizzo dei Raggi-X tali vasi appaiono come una “nuvola di fumo” ("もやもや (moyamoya)" in giapponese.
Si tratta dunque di una malattia avente:
_ alta gravità clinica (esiti infausti soprattutto nei bambini);
_ invalidante (alta possibilità di compromissione di varie funzioni: motorie, linguistiche ecc. a seconda della sfera cerebrale colpita);
_ onerosità, (sia in termini di attesa temporale, per le prestazioni mediche che dovrebbero - senza la menzione in decreto - sottostare a tempistiche assurde per effettuare risonanze magnetiche, elettroencefalogrammi ecc. sia in termini economici)
_ bassissima incidenza sulla popolazione.
In merito a quest'ultimo dato, infatti, la più "alta" incidenza è quella riscontrata in Giappone (0,35 per 100.000).
Dunque, visto che uno dei criteri (oltre a tutti quelli sopra citati) per cui il Decreto Ministeriale n° 279/2001 possa annoverare una sindrome (o malattia) al proprio interno è che
LA PREVALENZA DELLA MALATTIA NON SIA SUPERIORE a 5/10.000
non si comprende il motivo per cui la Sindrome di Moyamoya non sia menzionata nel decreto.
Negli ultimi anni, buona parte della bibliografia medica concernente la Sindrome di Moya è disponibile sul web anche in lingua italiana.

Il problema
Nel marzo 2004 , in maniera del tutto casuale, ho scoperto di soffrire della Sindrome di Moyamoya, qualcosa di cui non avevo mai sentito parlare sino a quel momento. Alle dimissioni dall'ospedale in cui mi era stata diagnosticata questa rara sindrome, piuttosto che abbattermi ho cercato di documentarmi.
All'epoca è stato difficile reperire documentazione, specialmente in lingua italiana, che menzionasse a qualsiasi titolo, la sindrome in questione, tuttavia sono riuscita a comprendere - dall'esigua quantità di materiale trovato sul web - di cosa si trattasse (o meglio, si tratti).
La malattia "moyamoya", è una malattia in cui le arterie della corteccia cerebrale si ostruiscono. Il flusso sanguigno è bloccato dalla restrizione dei vasi e da coaguli (trombosi). Per compensare il blocco della circolazione il sangue si accumula in vasi piccoli, fragili e inclini a emorragia, aneurisma e trombosi. Con l'utilizzo dei Raggi-X tali vasi appaiono come una “nuvola di fumo” ("もやもや (moyamoya)" in giapponese.
Si tratta dunque di una malattia avente:
_ alta gravità clinica (esiti infausti soprattutto nei bambini);
_ invalidante (alta possibilità di compromissione di varie funzioni: motorie, linguistiche ecc. a seconda della sfera cerebrale colpita);
_ onerosità, (sia in termini di attesa temporale, per le prestazioni mediche che dovrebbero - senza la menzione in decreto - sottostare a tempistiche assurde per effettuare risonanze magnetiche, elettroencefalogrammi ecc. sia in termini economici)
_ bassissima incidenza sulla popolazione.
In merito a quest'ultimo dato, infatti, la più "alta" incidenza è quella riscontrata in Giappone (0,35 per 100.000).
Dunque, visto che uno dei criteri (oltre a tutti quelli sopra citati) per cui il Decreto Ministeriale n° 279/2001 possa annoverare una sindrome (o malattia) al proprio interno è che
LA PREVALENZA DELLA MALATTIA NON SIA SUPERIORE a 5/10.000
non si comprende il motivo per cui la Sindrome di Moyamoya non sia menzionata nel decreto.
Negli ultimi anni, buona parte della bibliografia medica concernente la Sindrome di Moya è disponibile sul web anche in lingua italiana.

PETIZIONE CHIUSA
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I decisori
Petizione creata in data 14 ottobre 2015