MANTENIAMO IN VITA IL GRASSROOTS

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A Bologna, all'interno del quartiere Santo Stefano, da un paio di anni ha aperto un'osteria libreria che si chiama Grassroots. Per noi residenti è stato un evento importante perché il Grassroots è diventato in fretta uno spazio aperto alla cittadinanza nel quale è stato possibile socializzare, ascoltare musica dal vivo, partecipare a laboratori gratuiti per adulti e bambini, assistere a eventi culturali dei più disparati, avere la possibilità di ritirare della frutta e della verdura a km0 prodotta dagli agricoltori facenti parte della rete Campi Aperti. In un quartiere residenziale caratterizzato dall'assenza di qualsivoglia spazio funzionale alla condivisione, alla conoscenza reciproca e all'accrescimento di quel senso di appartenenza indispensabile alla creazione di quella che si potrebbe chiamare cittadinanza attiva, chiediamo all'amministrazione comunale di salvaguardare un'esperienza come quella del Grassroots poiché tutti i temi appena elencati dovrebbero essere nell'agenda di qualsiasi amministrazione pubblica. Come se tutto non ciò non bastasse, il Grassroots è diventato un punto di riferimento di genitori e neo genitori grazie a uno spazio bimbi e a un'area funzionale all'allattamento dotata di fasciatoio e di tutto il necessario per l'igiene e la cura dei bimbi più piccoli.

Il Grassroots è stato inoltre uno dei promotori delle feste di strada organizzate in via Romagnoli e, da come si evince nell'articolo del Corriere della Sera (https://corrieredibologna.corriere.it/bologna/cronaca/18_maggio_18/chiesa-nuova-festa-strada-ripartire-5c08cb3a-5a6a-11e8-bd7c-42e46128d8ed.shtml?refresh_ce-cp ), contribuisce a rilanciare l'immagine family friendly di una parte del quartiere piena di scuole e asili ma priva di spazi nei quali i bambini e i genitori possono socializzare.

Pertanto si chiede al Quartiere Santo Stefano, e al Comune di Bologna, di aiutare e sostenere esempi virtuosi che arricchiscono e danno valore alla comunità; nello specifico si chiede un aiuto concreto per salvare il Grassroots dallo sfratto che rischia di farlo chiudere a causa di un affitto esorbitante (il tema degli affitti alti è un problema gravoso in una città come Bologna) e di privare i residenti di un prezioso - uno dei pochi - luogo di incontro, presenti nel territorio che promuovono una socialità basata su relazioni autentiche e su una proposta caratterizzata da attività culturali e artistiche funzionali all'accrescimento della qualità della vita dei residenti. Vorrei evitare, da cittadino, di ritrovare uno spazio che ha promosso una sana vita di quartiere vuoto, come del resto, è stato per diversi anni.